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	<title>gioacchino murat Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>gioacchino murat Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Piazza del Plebiscito, le sculture dei re di Napoli del Palazzo Reale tornano in bella mostra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giovanni d'alessio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2017 12:47:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[gioacchino murat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo una lunga ristrutturazione, durata oltre 3 anni, le statue dei Re di Napoli sono finalmente pronte a tornare a splendere agli occhi del pubblico. I sovrani che hanno segnato il passato della città partenopea sono figurati e incastonati all&#8217;esterno del Palazzo Reale in un caratteristico luogo ricco di storia come Piazza Plebiscito. Le statue [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/07/piazza-del-plebiscito-le-sculture-dei-re-di-napoli-del-palazzo-reale-tornano-in-bella-mostra/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Piazza del Plebiscito, le sculture dei re di Napoli del Palazzo Reale tornano in bella mostra</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo una lunga ristrutturazione, durata oltre 3 anni, le statue dei Re di Napoli sono finalmente pronte a tornare a splendere agli occhi del pubblico. I sovrani che hanno segnato il passato della città partenopea sono figurati e incastonati all&#8217;esterno del Palazzo Reale <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/25/loscuro-passato-piazza-plebiscito/">in un caratteristico luogo ricco di storia come Piazza Plebiscito.</a></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-48273 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/piazza-del-plebiscito-le-sculture-dei-re-di-napoli-del-palazzo-reale-tornano-in-bella-mostra-3.jpg" width="2000" height="1306" /></p>
<p>Le statue furono delegate da <strong>re Umberto I</strong> nel 1888 e posizionate all&#8217;interno di nicchie della facciata rimaneggiata dal <strong>Vanvitelli</strong>. Da sinistra verso destra il primo re è <strong>Ruggiero il Normanno</strong>, lavoro di <strong>Emilio Franceschi</strong>, segue <strong>Federico II di Svevia</strong>, scolpito da <strong>Emanuele Caggiano</strong>; <strong>Carlo d&#8217;Angiò</strong> fu un&#8217;opera di <strong>Tommaso Solari</strong>. Inoltre ritroviamo, <strong>Alfonso V d&#8217;Aragona</strong> detto <em>&#8220;il Magnanimo&#8221;</em>, scalpellato da <strong>Achille d&#8217;Orsi</strong>; a seguire <strong>Carlo V</strong> <strong>d&#8217;Asburgo</strong>, re che dal 1519 al 1556 affidò il governo della città ai suoi viceré, in un capolavoro di <strong>Vincenzo Gemito</strong>. L&#8217;illuminato <strong>Carlo III</strong> <strong>di Spagna</strong> è opera di <strong>Raffaele Belliazzi</strong>, mentre il francese <strong>Gioacchino Murat</strong> fu scolpito da <strong>Giovan Battista Amendola</strong>. Infine campeggia <strong>Vittorio Emanuele II</strong> <strong>di Savoia</strong>, re d&#8217;Italia dal 1861 al 1878 ritratto da <strong>Francesco Jerace</strong>. A tal proposito è bene ricordare, che proprio, il nome attuale della piazza risale all&#8217;epoca dell&#8217;Unità d&#8217;Italia. Prima che il Regno di Napoli perdesse la sua indipendenza, infatti, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/06/23/lanciata-una-petizione-per-cambiare-nome-a-piazza-plebiscito/">la piazza era denominata &#8220;Largo di Palazzo&#8221; e più volte si è pensato di riprenderne l&#8217;appellativo.</a></p>
<p><strong>LA STORIE DEI NAPOLETANI</strong> &#8211; Alle opere appena citate è collegata una simpatica storia antica. Una narrazione napoletana del tutto particolare che cita le sculture in questione. Nello specifico le ultime quattro statue: Carlo V d’Asburgo, con un dito rivolto verso il basso, sembra chiedere: <em>&#8220;Chi ha fatto pipì per terra?&#8221;</em>. A seguire Carlo III risponde a tono: <em>&#8220;Io non ne so niente&#8221;</em>, mentre <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/10/13/gioacchino-murat-il-sovrano-letterato-e-delle-opere-pubbliche-odiato-dal-clero/" target="_blank" rel="noopener">Gioacchino Murat</a> afferma fieramente: <em>&#8220;Sono stato io e allora?&#8221;</em>. A questo punto prende la parola Vittorio Emanuele che estraendo la spada esclama: <em>&#8220;Ora te lo taglio!&#8221;</em>. Non sono poche le storie legate alla piazza, non si può infatti non citare, la sfida per eccellenza, quella che ogni cittadino partenopeo ha tentato almeno una volta nella vita: <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/02/23/piazza-plebiscito-bendati/">attraversare la piazza completamente bendato.</a></p>
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		<title>Gioacchino Murat, il sovrano &#8220;letterato&#8221; e delle opere pubbliche odiato dal clero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2016 14:12:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[gioacchino murat]]></category>
		<category><![CDATA[napoleone bonaparte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Amato dal popolo per la bella presenza, Gioacchino Murat è diventato re di Napoli nel 1808 su nomina di Napoleone Bonaparte. &#8220;Gioacchino Napoleone&#8220;, come è stato soprannominato dai suoi sudditi, è entrato nelle simpatie dei napoletani per il carattere sanguigno, il coraggio fisico, il gusto per lo spettacolo e le attenzioni ai più poveri. Le iniziative di Murat Gioacchino [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Amato dal popolo per la bella presenza, <strong>Gioacchino Murat</strong> è diventato re di <strong>Napoli</strong> nel 1808 su nomina di <strong>Napoleone Bonaparte</strong>. &#8220;<em>Gioacchino Napoleone</em>&#8220;, come è stato soprannominato dai suoi sudditi, è entrato nelle simpatie dei napoletani per il carattere sanguigno, il coraggio fisico, il gusto per lo spettacolo e le attenzioni ai più poveri.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-30620" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Antoine-Jean_Gros_-_Bataille_dAboukir_25_juillet_1799_-_Google_Art_Project-scaled.jpg" alt="Gioacchino Murat, il sovrano delle opere pubbliche odiato dal clero" width="6060" height="3617" /></p>
<h3><strong>Le iniziative di Murat</strong></h3>
<p><em>Gioacchino Napoleone</em> si è fatto conoscere dai napoletani grazie ad una vittoria militare. Infatti il futuro sovrano di Partenope è riuscito a scacciare gli inglesi dall&#8217;isola di Capri. Nominato re di Napoli, Murat ha fondato l&#8217;attuale facoltà di ingegneria, quella di agraria (1809) e nel 1811 la scuola medica di Salerno. Inoltre il re ha avviato opere pubbliche di grande importanza.</p>
<p>Tra queste spiccano il ponte della Sanità, via Posillipo, dei nuovi scavi ad Ercolano e la costruzione di infrastrutture in tutto il Sud Italia. Ad esempio il nuovo sovrano ha fatto sviluppare l&#8217;illuminazione pubblica a Reggio Calabria, ha dato il via al progetto per il borgo nuovo di Bari e ha reso possibile il rifacimento del porto di Brindisi.</p>
<p>Il 1 gennaio del 1809, Murat ha introdotto il Codice Napoleonico, l&#8217;insieme delle leggi che vigevano all&#8217;interno dell&#8217;impero guidato da Napoleone. Tra le norme che per l&#8217;epoca hanno avuto un&#8217;importanza riformatrice, si ricorda quella della legalizzazione del divorzio, dei matrimoni civili e delle adozioni. Proprio per queste politiche rivoluzionarie sulla famiglia, il re si è scontrato più volte con il clero, di cui è diventato, nel corso degli eventi, un nemico.</p>
<p>Nonostante i contrasti con la chiesa, Murat ha avuto l&#8217;appoggio dei nobili e dei militari. Infatti, il rinnovo delle cariche nell&#8217;esercito con la possibilità di fare carriera, ha consentito al re di essere sostenuto dall&#8217;aristocrazia e dai generali. Anche i letterati hanno avuto simpatia per il sovrano voluto da Napoleone. L&#8217;apertura di nuovi atenei e l&#8217;inaugurazione dell&#8217;Accademia Reale hanno permesso agli intellettuali di vedere in Murat una figura che ha avuto a cuore lo sviluppo della cultura nel Sud Italia.</p>
<p>Però Gioacchino Napoleone, oltre alla chiesa, si è fatto un altro nemico: i commercianti. Le tasse alte e il blocco di alcuni settori del commercio, hanno causato l&#8217;aumento del mercato nero che è stata una vera piaga per l&#8217;economia di Napoli. Inoltre Murat, è stato protagonista di una violenta repressione del brigantaggio.</p>
<p>Con la caduta di Napoleone e il Congresso della restaurazione di Vienna (1815), Gioacchino Murat è stato preso prigioniero dai Borbone e fucilato da un plotone di esecuzione guidato dal Generale Vito Nunziante. Era il 13 ottobre 1815 e si narra che le sue ultime parole sono state: &#8220;<em>Risparmiate il mio volto, mirate al cuore!</em>&#8220;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/10/13/gioacchino-murat-il-sovrano-letterato-e-delle-opere-pubbliche-odiato-dal-clero/">Gioacchino Murat, il sovrano &#8220;letterato&#8221; e delle opere pubbliche odiato dal clero</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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