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	<title>giancarlo siani Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>giancarlo siani Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Al Suor Orsola la presentazione del libro di Angela Mallardo su Giancarlo Siani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2018 10:39:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo siani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un percorso narrativo per bambini di educazione alla legalità e alla cittadinanza consapevole attraverso l’esempio di Giancarlo Siani, il giornalista napoletano de “Il Mattino” brutalmente ucciso il 23 Settembre del 1985 in un agguato di camorra. L’idea originale e quanto mai efficace è contenuta nel volume “Giancarlo Siani. Il bambino che vivrà per sempre” (Buk [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/11/13/al-suor-orsola-la-presentazione-del-libro-giancarlo-siani-il-bambino-che-vivra-per-sempre/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Al Suor Orsola la presentazione del libro di Angela Mallardo su Giancarlo Siani</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un percorso narrativo per bambini di educazione alla legalità e alla cittadinanza consapevole attraverso l’esempio di <strong>Giancarlo Siani</strong>, il giornalista napoletano de “<em>Il Mattino</em>” brutalmente ucciso il 23 Settembre del 1985 in un agguato di camorra. L’idea originale e quanto mai efficace è contenuta nel volume “Giancarlo Siani. Il bambino che vivrà per sempre” (Buk Buk Editore, 2018) di <strong>Angela Mallardo</strong>, giornalista, scrittrice ma soprattutto ‘maestra’ di lungo corso oggi insegnante presso il 2°Circolo didattico “Giancarlo Siani” di Mugnano di <strong>Napoli</strong> dove ha progettato e coordinato numerose attività di educazione ambientale e di inclusione sociale e dove attualmente è la referente alla Legalità e responsabile della Valutazione.</p>
<p>Il suo libro sarà presentato in anteprima nazionale mercoledì 14 novembre alle ore 15.30 nella Biblioteca Pagliara dell’<strong>Università Suor Orsola Benincasa</strong>, un Ateneo che vanta una tradizione plurisecolare negli studi pedagogici ed è oggi sede di un Corso di laurea magistrale in Scienze della Formazione primaria (direttamente abilitante all’insegnamento nelle scuole d’infanzia e primaria) che è al secondo posto in Italia per numero di posti assegnati dal MIUR.</p>
<p>Al Suor Orosla la presentazione del libro “Giancarlo Siani. Il bambino che vivrà per sempre” sarà l’occasione per un più ampio dibattito sulla “Narrazione come educazione sociale” al quale prenderanno parte, insieme con Angela Mallardo, <strong>Lucio d’Alessandro</strong>, Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, <strong>Enricomaria Corbi</strong>, preside della Facoltà di Scienze della Formazione del Suor Orsola, <strong>Fabrizio Manuel Sirignano</strong>, presidente del Corso di Laurea in Scienze della Formazione primaria del Suor Orsola, <strong>Lucia Ariemma</strong>, ricercatore di Pedagogia generale e sociale all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e <strong>Vincenzo Sarracino</strong>, professore straordinario di Pedagogia generale e sociale dell’Università Suor Orsola Benincasa.</p>
<p>“<em>Il tema della narrazione, come strumento di formazione a scuola, viene affrontato da più punti di vista nel volume di Angela Mallardo</em> &#8211; anticipa Vincenzo Sarracino &#8211; <em>e ne viene fuori un volume di forte valenza, sia pedagogica e didattica, sia sociale e politica, nel quale l’autrice con un efficace espediente narrativo fa parlare, in prima persona, il giornalista tragicamente scomparso, facendogli raccontare episodi della sua vita familiare, professionale, sociale (la famiglia, la scuola, i giochi, il giornalismo, la Mehari, ecc.)</em>”.</p>
<p>Il libro “Giancarlo Siani il bambino che vivrà per sempre” è uno strumento didattico di educazione alla cittadinanza consapevole e alla legalità, rivolto ai bambini delle scuole primarie e secondarie di primo grado (età 8/12 anni). Si avvale della prefazione di <strong>Paolo Siani</strong>, fratello di Giancarlo, parlamentare alla Camera dei Deputati e già presidente della Fondazione Pol.i.s. e della postfazione di <strong>Pino Imperatore</strong>, giornalista e scrittore che nel 1995, fu tra i promotori dell’intitolazione a Giancarlo Siani della scuola di Mugnano di Napoli dove l’autrice insegna dal 1991.</p>
<p>I primi capitoli raccontano l’infanzia, un segmento inedito della vita del giornalista mediante i nuclei tematici della famiglia, del gioco, del carattere, della scuola e del tempo libero. Gli ultimi capitoli del libro raccontano la vicenda nota dell’impegno giornalistico, della morte e della memoria che viene costruita e rinnovata giorno per giorno da trentatré anni grazie a molteplici iniziative e anche grazie alla sua auto Citroën Méhari divenuta il simbolo della libertà di stampa e di espressione non solo a livello locale, ma a livello nazionale ed europeo.</p>
<p>La formula tradizionale del libro si aggancia alla contemporaneità attraverso delle pagine social, piccoli brani tratti da pubblicazioni o tratti dal web dove scrittori, giornalisti, intellettuali, colleghi e amici di Giancarlo esprimono una sorta di commento che riguardi il suo profilo professionale e la sua personalità.</p>
<p>Il libro comprende, infine, un’Appendice con dei suggerimenti metodologico-didattici per consentire ai giovani lettori una riflessione sui temi trattati e un approfondimento dei contenuti.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/libro-siani.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-139416 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/libro-siani.jpg" alt="" width="534" height="764" /></a></p>
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		<title>Baby gang a Napoli, e la città diventa un &#8220;far west&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giovanni d'alessio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2017 11:46:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[crescenzio sepe]]></category>
		<category><![CDATA[giancarlo siani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Baby gang e giovani delinquenti, sono quei ragazzi che in gruppi alimentano una vera e propria microcriminalità giovanile organizzata. Diffusasi principalmente nelle province e nelle zone degradanti della città, le cosiddette baby gang sembrano essere dei carri armati viventi, fatte di ragazzini, che assumono condotte devianti a scapito di persone o cose. Le aggressioni compiute da gruppi [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Baby gang e giovani delinquenti, sono quei ragazzi che in gruppi alimentano una vera e propria microcriminalità giovanile organizzata. Diffusasi principalmente nelle province e nelle zone degradanti della città, le cosiddette <em>baby gang</em> sembrano essere dei carri armati viventi, fatte di ragazzini, che assumono condotte devianti a scapito di persone o cose.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-50689 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/baby-gang-a-napoli-e-la-citta-diventa-un-far-west-2.jpg" width="960" height="571" /></p>
<p>Le aggressioni compiute da gruppi di minori, negli ultimi anni, sono aumentate esponenzialmente e salite spesso agli onori di cronaca. Ad oggi, le periferie rimangono le zone più colpite anche se, inevitabilmente, i continui tumulti ed episodi di aggressione si stanno spostando nel contesto metropolitano. Rapine, spaccio e violenza gratuita sono all&#8217;ordine del giorno. <strong>Napoli</strong> è, purtroppo, il luogo per eccellenza in cui proliferano bande di ragazzini senza etica e valori, affamate di soldi e potere che corrono su e giù per le strade partenopee ad imporre le loro assurde regole. Il 22 settembre 1985, il giornalista <strong>Giancarlo Siani</strong>, vittima della camorra, ha scritto il suo ultimo articolo. Nel pezzo pubblicato su Il Mattino cita i cosiddetti <em>&#8220;muschilli&#8221;</em>, moscerini invisibili, imprendibili e sacrificabili.</p>
<p>Utilizzati dalla malavita per i loro loschi affari, i baby corrieri arrivano a guadagnare tra i 400 e i 500 euro alla settimana. Soldi facili per un ragazzino a cui è affidata una &#8220;<em>semplice</em>&#8221; consegna. Un &#8220;<em>ruolo</em>&#8220;, quello da intermediario, che gli spacciatori <em>senior</em> attribuiscono ai minori per non correre rischi diretti. Un sistema preciso e organizzato con lo scopo di garantire enormi profitti con una bassa percentuale di rischio. Oggi, però, i <em>&#8220;muschilli&#8221;</em> non esistono più, o quanto meno si sono evoluti. L&#8217;educazione criminale è divenuta più complessa, il potere e i soldi accecano la mente delle <em>baby gang</em> consapevoli della loro forza cercano di rovesciare i poteri interni alla camorra prendendo degli spazi sul territorio o approfittando di vuoti di potere.</p>
<p>Una volta, il sistema era impeccabile. Per entrare nel <em>giro</em> serviva un&#8217;età minima e un certo tipo di esperienza criminale. Quello che in gergo si definiva come il coraggio di fare <em>&#8220;o piezz&#8221;</em>, ovvero, &#8220;<em>l&#8217;omicidio</em>&#8220;. Dopo aver dimostrato le proprie capacità, la camorra era pronta a inserire il soggetto all&#8217;interno della propria compagine, garantendogli il ruolo più adeguato e una prospettiva di crescita. False promesse e speranze alimentavano le giovani menti che sembravano essere facilmente manipolate. Attualmente, però, sembra esserci stato una sorte di cambiamento. Sì, perché, gli attuali giovani sembrano essere impazienti di fare &#8220;<em>carriera</em>&#8221; e non vogliono &#8220;<em>accontentarsi</em>&#8221; di ciò che gli viene proposto dai clan tradizionali.</p>
<p>Oggi, per questo, ci sono i cosiddetti &#8220;<em>cani sciolti</em>&#8220;, autentiche &#8220;<em>mine vaganti</em>&#8221; pronte a esplodere in qualsiasi momento, senza alcun tipo di codice, se di <em>codice camorristico</em> si può parlare. L&#8217;esperienza criminale è stata sostituita dalla ferocia delle gesta. L&#8217;aggregazione in gruppo diventa così l&#8217;incentivo principale, il meccanismo di iniziazione, per l&#8217;ascesa al potere. Soldi, potere e rispetto, sembrano essere i capisaldi sacri che vigono all&#8217;interno delle <em>baby gang</em>. Impazienti quanto imprudenti, questi giovani non temono il carcere né la morte. A poco a poco ottengono il controllo delle piazze di spaccio e la supervisione dei territori, sottraendoli con la forza ai boss locali, creando delle vere e proprie faide.</p>
<p>Secondo studi psicologici, l&#8217;attrazione verso questo tipo di vita è da imputare a particolari vissuti o carenze affettive. Ragazzini con condotta deviante godono di maggiori libertà e minori restrizioni, le condizioni che permettono tali anomalie riconducibili non solo agli ambienti degradati ma quelli che possono essere, vari criteri. Parliamo perciò di inadeguatezza della vita familiare, ovvero la noncuranza; fallimento dei valori; ma anche di crisi delle istituzioni, con in <em>primis</em> la scuola, la mancanza di una figura di rilievo che possa mantenere le redini della famiglia.</p>
<p>Il cardinale<strong> Crescenzio Sepe</strong> ha dichiarato in merito: <em>&#8220;Questi ragazzi, non è che abbiano tante possibilità, tante scelte da poter fare&#8221;.</em> Inoltre il cardinale ha anche una soluzione che però non è così semplice come sembra: <em>&#8220;Bisogna occuparli con un lavoro onesto, con un&#8217;educazione che sia veramente solida per dare loro un po di fiducia. Bisogna, insieme, sconfiggere questo fenomeno pericoloso per la nostra società, per le nostre comunità, offrendo loro della positività, offrendo loro delle opportunità su cui poter costruire la loro vita&#8221;</em>. Attualmente, la lotta alla microcriminalità è sempre più ardua, l&#8217;unico scopo delle <em>baby gang, </em>pare essere, quello di riprendersi una rivincita nei confronti della vita. Andare oltre la materia tangibile, prendersi ciò che si vuole a discapito delle istituzioni e sopratutto del senso civico e del saper vivere in comune. Lo Stato e le istituzioni, però, spesso fingono di non vedere e continuano ad abbandonare a se stessi il destino di questi ragazzini.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE: <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/31/la-mappa-della-camorra-a-napoli-ecco-chi-comanda-in-citta/" target="_blank" rel="noopener">LA MAPPA DELLA CAMORRA, CHI COMANDA IN CITTÀ</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/21/baby-gang-a-napoli-e-la-citta-diventa-un-far-west/">Baby gang a Napoli, e la città diventa un &#8220;far west&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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