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	<title>francesco di leva Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>francesco di leva Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Napoli regina dei David di Donatello, gli artisti della città fanno il pieno di nomination</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Feb 2020 11:33:48 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;appuntamento è per <strong>venerdì 3 aprile</strong>, quando in diretta su <em>Rai 1 </em><strong>Carlo Conti</strong> condurrà la 65esima edizione dei <em><strong>David di Donatello</strong></em>, ovvero i premi del <strong>cinema italian</strong>o. Ieri sono state annunciate le candidature. Sono stati considerati i film usciti al cinema dal <strong>1˚ gennaio al 31 dicembre 2019</strong>, e a votarli è stata la <strong>Giuria dell&#8217;Accademia</strong> che ha espresso la propria opinione dal <strong>7 gennaio all’8 febbraio 2020</strong>.</p>
<p><strong>Napoli</strong> ha fatto il pieno di nomination. Ben <strong>11</strong> le possibili statuette che potrebbero essere vinte da artisti e produzioni partenopee. Iniziamo dal <em>Miglior Film</em>, categoria dove è stata nominata la <strong>Paranza dei bambini </strong>(che in totale ha ottenuto <strong>tre</strong> candidature, anche per la <em>Miglior Regia</em> di <strong>Claudio Giovannesi</strong> e la <em>Miglior Sceneggiatura Non Originale</em> di <strong>Roberto Saviano</strong> e <strong>Roberto Braucci</strong>).</p>
<p><strong>Marco D&#8217;Amore</strong> è stato invece nominato come <em>Miglior regista esordiente</em> per <strong>L&#8217;Immortale</strong>. Ma la partita più interessante è per la statuetta che premierà il <em>Miglior Attore Protagonista</em>. In questa categoria c&#8217;è una sfida tutta napoletana tra <strong>Toni Servillo</strong> (per la sua interpretazione di <strong>Peppino Lo Cicero</strong> in <strong>5 è il numero perfetto</strong>) e <strong>Francesco Di Leva</strong> alla sua prima nomination assoluta.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo è stato nominato per aver interpretato <strong>Antonio Barracano</strong> nel film <em>Il Sindaco del Rione Sanità</em> di <strong>Mario Martone</strong>. Proprio il regista è stato nominato per la <em>Migliore Sceneggiatura Non Originale</em> considerato che il lungometraggio ha ripreso e riadattato un&#8217;opera di <strong>Eduardo De Filippo</strong>. Invece, per quanto riguarda la categoria della <em>Migiore Attrice Non Protagonista</em>, spicca il nome di <strong>Valeria Golino</strong> per il suo ruolo in <strong>5 è il numero perfetto</strong> dell&#8217;esordiente <strong>Igor Tuveri</strong> (in arte <em><strong>Igort</strong></em>).</p>
<p>Nella stessa categoria, ma al maschile &#8211; quindi per il <em>Miglior Attore Non Protagonista</em> &#8211; è sempre la pellicola <strong>5 è il numero perfetto</strong> ad aver collezionato un&#8217;ulteriore candidatura. Questa volta il nominato è stato <strong>Carlo Buccirosso</strong>, &#8216;amico-nemico&#8217; di <strong>Servillo</strong> all&#8217;interno del film. Infine, un&#8217;altra nomination c&#8217;è stata per la <em>Miglior Canzone</em>. Ad essere candidato è stato <strong>Ralph B</strong> che ha scritto, composto e cantato il brano <em><strong>Rione Sanità</strong></em> che ha fatto parte della colonna sonora &#8211; ovviamente &#8211; del film <strong>Il Sindaco del Rione Sanità</strong>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-191115 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/napolidaviddidonatello.jpg" alt="Napoli regina dei David di Donatello, gli artisti della città fanno il pieno di nomination" width="650" height="390" /></p>
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		<title>Intervista a Francesco Di Leva: &#8220;Napoli mercato florido per cinema e teatro. Il Nest è resistenza&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Apr 2019 07:32:52 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al momento è impegnato su entrambi i fronti con i quali un attore deve confrontarsi ogni giorno: il set di un film e il palco di un teatro. <strong>Francesco Di Leva</strong> è tra i protagonisti di &#8220;<em>Delitto Mattarella</em>&#8220;, pellicola diretta da <strong>Aurelio Grimaldi</strong> e che ha visto interpretare dal performer napoletano il ruolo di un esponente della criminalità organizzata romana legato all&#8217;estrema destra. Le riprese della pellicola, dalla durata di 5 settimane, sono state fatte a <strong>Castellammare del Golfo</strong> in provincia di <strong>Trapani</strong>. Ma allo stesso tempo <strong>Di Leva</strong> sta portando in giro per l&#8217;<strong>Italia</strong> lo spettacolo teatrale diretto da <strong>Pino Carbone</strong>: &#8220;<em>Muhammad Alì</em>&#8220;. Dopo l&#8217;esordio al <strong>Teatro Nuovo</strong> di <strong>Napoli</strong>, in questi giorni l&#8217;attore con addosso guantoni e accappatoio da pugile, ha fatto tappa a <strong>Salerno</strong>, <strong>Benevento</strong> e sarà a <strong>Roma</strong> al <em>Piccolo Eliseo</em> dal <strong>4 </strong>al <strong>18 aprile</strong>.<strong> </strong></p>
<p>L&#8217;ho intervistato per <em>VocediNapoli.it</em> dopo averlo visto indossare i panni di personaggi come <strong>Antonio Barracano</strong> (in &#8220;<a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/12/%e2%80%8beduardo-martone-e-il-miracolo-del-nest-a-san-giovanni/" target="_blank" rel="noopener"><em>Il sindaco del rione Sanità</em></a>&#8220;), il <strong>ragioniere Casoria</strong> (in &#8220;<a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/30/gli-onesti-della-banda-nel-cuore-del-rione-villa-il-vero-protagonista-e-il-quartiere/" target="_blank" rel="noopener"><em>Gli onesti della banda</em></a>&#8220;), <strong>Otello</strong> e appunto <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/10/27/muhammad-ali-al-teatro-nuovo-cosi-di-leva-e-carbone-reinventano-la-storia-di-cassius-clay/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Alì</strong></a>. Abbiamo parlato delle sue passioni, ovvero il cinema e il teatro, ma anche della grande esperienza del <strong>Nest</strong> (lo spazio teatrale di <strong>San Giovanni a Teduccio</strong>) e in generale di <strong>Napoli</strong>.</p>
<p><strong>Napoli ancora protagonista ai David di Donatello. Cosa vuol dire fare cinema e teatro in questa città?</strong></p>
<p><em>Napoli negli ultimi anni, grazie al lavoro di molti artisti, sta facendo il giro del mondo. Quello cinematografico e teatrale si è rivelato un mercato molto florido per la città. Al di la del David, con il lavoro della Film Commission e il sostegno delle istituzioni, da cittadino non posso che affermare di sentirmi felice per tutto questo. È evidente che a Napoli si sta investendo di più nel settore spettacolo rispetto al passato e ciò vuol dire che la città è diventata più attrattiva da questo punto di vista</em></p>
<p><strong>Cosa pensi del fenomeno &#8220;Gomorra&#8221;?</strong></p>
<p><em>Gli artisti hanno spesso il dovere di porre l&#8217;attenzione sui vari aspetti che costituiscono la realtà. Molti di questi sono purtroppo negativi. Al di la del prodotto cinematografico in se, il fenomeno va visto e analizzato rispetto anche al pubblico al quale è destinato. Insomma, rispetto al target di riferimento. Il dibattito che si è sviluppato intorno alla serie è dipeso dall&#8217;immaginario che abbiamo noi al Sud, di questi personaggi e delle dinamiche che essi rappresentano. Gomorra è stata vista in tutto il mondo e confrontandomi con realtà estere, tutto il clamore sulla positività o meno della narrazione non l&#8217;ho percepito. Del resto non vi è un solo protagonista della serie che sia sopravvissuto. Il discorso che ha riguardato l&#8217;enfatizzazione e l&#8217;emulazione di  certi personaggi c&#8217;è sempre stato nella storia del cinema. Si tratta del fascino incarnato dal cattivo di turno. Basta ricordare &#8216;Scarface&#8217;. In fondo il vero messaggio di Gomorra è: se scegli di fare questa vita hai poca scelta, andrai in carcere o sotto terra.</em></p>
<p><strong>Quando hai capito che volevi fare l&#8217;attore e come hai iniziato?</strong></p>
<p><em>In realtà non l&#8217;ho capito io ma delle persone che hanno visto in me qualcosa. Per questo oggi uno dei miei obiettivi è quello di impegnarmi affinché possa restituire in parte quello che ho ricevuto</em></p>
<p><strong>Raccontaci l&#8217;esperienza del Nest</strong></p>
<p><em>Si tratta di resistenza pura. Alì diceva che nella vita ci vogliono resistenza, abilità e volontà. Ma è quest&#8217;ultima a dover essere più forte. Tutto è nato dalla voglia di creare un qualcosa che produca bellezza. Chi ha contribuito a tutto ciò meriterebbe una medaglia. A me piace vedere il progetto anche da un altro punto di vista, quello della responsabilità. Spesso a Napoli molti cattivi comportamenti sono giustificati dal fatto di non avere alternative. Ecco, con il Nest molte persone hanno avuto la possibilità di poter scegliere quale strada intraprendere. Se oggi mi dicono, &#8216;Lo sai, ieri sera hanno sparato a San Giovanni&#8217; , io posso rispondere, &#8216; Si, ma c&#8217;era anche lo spettacolo al Nest&#8217;. Per me l&#8217;intera iniziativa ha dimostrato che il teatro può esprimere impegno sociale e civile rivolgendosi ad un pubblico popolare ma non populista. Ad esempio con &#8216;Gli onesti della banda&#8217; abbiamo trasformato in teatro il piazzale della &#8217;46&#8217;, il cuore del Rione Villa. Ecco, quello è stato un altro segnale, piccolo ma forte, dato alla camorra: questo spazio non è vostro. Io non ho la forza per combattere la criminalità organizzata a Napoli ma in modo astuto e grazie al mio lavoro posso fare qualcosa che potrebbe rivelarsi utile</em></p>
<p><strong>Antonio Barracano, Otello, Muhammad Alì. Tre ruoli forti che hai portato in scena sul palco. Dal punto di vista dell&#8217;interpretazione cosa hanno in comune e di diverso?</strong></p>
<p><em>Barracano e Alì si somigliano e si sommano. Il paradosso è che il primo è un criminale, l&#8217;altro è un atleta. Eppure, entrambi sono dei rivoluzionari. Il &#8216;Sindaco&#8217; è un camorrista anomalo che vive la vita secondo un codice specifico di leggi. E fa di tutto affinché sia rispettato e in modo uguale per tutti. Ma alla fine Barracano si lascia morire. Alì in questo è diverso, lui amava la vita in ogni suo istante. Fino alla fine Alì ha voluto vivere. Ho impressa nella mia mente la scena alle Olimpiadi di Atlanta dove nonostante i suoi gravi problemi di salute, Alì ha voluto esserci accendendo la Torcia olimpica. Devo dire che mi è piaciuto molto interpretarli. Sono personaggi che amo. Ognuno ha delle sfumature particolari. Otello, ad esempio, è un debole. La sua forza è tutta apparenza. Si fa schiacciare dalla realtà e da chi gli sta vicino. In questo è diverso da Barracano e Alì che invece la realtà vogliono governarla. Tutti e tre i personaggi vivono grandi contraddizioni. Il &#8216;Sindaco&#8217; quella tra i suoi ideali e il rispetto della legge. Alì quella che nasce dai dogmi dell&#8217;Islam e che lo portano anche ad avere pessimi comportamenti rispetto con le donne. Devo dire che quando &#8216;devo morire&#8217; come sindaco mi dispiace. Invece sono felice &#8216;quando muoio&#8217; da Alì. Otello, invece, si lascia soggiogare dalle persone e dagli eventi fino alla fine</em></p>
<p><strong>Ti ho conosciuto grazie al film &#8220;Una vita tranquilla&#8221; di Claudio Cupellini e interpretato insieme a Toni Servillo e Marco D&#8217;Amore. Che differenza c&#8217;è tra il cinema e il teatro?</strong></p>
<p><em>Il teatro è un patto, una comunione che si crea da subito con il pubblico. Con il cinema questo legame è interno e vissuto con il regista, i colleghi e i tecnici. Poi solo in seguito al pubblico sarà mostrato un prodotto finito. Il teatro lo vedo un pò come l&#8217;artigianato. Mi piace fare l&#8217;esempio dei cappelli, di cui io sono un collezionista. Spesso al loro interno vi è un&#8217;etichetta che dice: &#8216;Qui troverai delle imperfezioni&#8217;. Ed è questo il teatro, dove le imperfezioni rappresentano una ricchezza. Da attore cinematografico è ovvio che se hai la fortuna di lavorare con certi colleghi e registi, ti rendi contro di far parte di un vero e proprio processo artistico. Il problema è che spesso questo mondo non è fatto di meritoccrazia. Eppure, si dovrebbe sapere che questo contesto è realizzato dalle persone e non dalle poltrone</em></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-154329 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-04-01-alle-10.30.30.png" alt="Intervista a Francesco di Leva" width="650" height="433" /></p>
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		<title>&#8220;Muhammad Ali&#8221; al Teatro Nuovo, così Di Leva e Carbone reinventano la storia di Cassius Clay</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/10/27/muhammad-ali-al-teatro-nuovo-cosi-di-leva-e-carbone-reinventano-la-storia-di-cassius-clay/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Oct 2018 11:58:34 +0000</pubDate>
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<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/10/27/muhammad-ali-al-teatro-nuovo-cosi-di-leva-e-carbone-reinventano-la-storia-di-cassius-clay/">&#8220;Muhammad Ali&#8221; al Teatro Nuovo, così Di Leva e Carbone reinventano la storia di Cassius Clay</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se <strong>Francesco Di Leva</strong> fosse stato di colore l&#8217;impersonificazione con il mitico <strong>Muhammad Ali</strong> (nome islamico di <strong>Cassius Clay</strong>) sarebbe stata perfetta. L&#8217;attore napoletano dopo la &#8220;missione&#8221; portata avanti nel suo quartiere a <strong>San Giovanni </strong>con il teatro <strong>NEST</strong> si è lanciato in una nuova sfida.</p>
<p>E sul palco <strong>Di Leva</strong> ha dimostrato ancora una volta di averla vinta. Così dopo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/12/%e2%80%8beduardo-martone-e-il-miracolo-del-nest-a-san-giovanni/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Antonio Barracano</strong></a>, <strong>Otello</strong> e &#8220;<a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/30/gli-onesti-della-banda-nel-cuore-del-rione-villa-il-vero-protagonista-e-il-quartiere/" target="_blank" rel="noopener"><em>Gli onesti della banda</em></a>&#8221; l&#8217;attore ha indossato i panni, o meglio i guantoni, del pugile che ha fatto la storia più di tutti gli altri. La sua interpretazione è stata un vero e proprio &#8220;incontro&#8221; di pugilato, il palcoscenico è apparso come un ring, dove <strong>Ali &#8211; Di Leva</strong> ha combattuto per un&#8217;ora e senza sosta per raccontare la sua vita.</p>
<p>L&#8217;atteggiamento spocchioso, la forte personalità, le fragilità e gli aspetti più intimi e controversi di un personaggio come <strong>Ali</strong> sono andati in scena al <strong>Teatro Nuovo</strong>, luogo &#8220;artigianale&#8221; dove l&#8217;arte più antica cerca ancora le sue forme più sperimentali. E la commedia da questo punto di vista non ha affatto deluso.</p>
<p>Il corpo, il linguaggio e il ritmo sono stati i tre elementi che <strong>Di Leva</strong>, insieme al prezioso supporto &#8211; non solo alla regia &#8211; di <strong>Pino Carbone</strong>, ha messo in gioco per dare vita ad un&#8217;inedita versione di <strong>Muhammad Ali</strong>. &#8220;<em>Vola come una farfalla, pungi come un&#8217;ape</em>&#8220;, &#8220;<em>&#8220;Impossibile&#8221; è solo una parola pronunciata da piccoli uomini che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato, piuttosto che cercare di cambiarlo. Impossibile non è un dato di fatto, è un&#8217;opinione&#8230;Impossibile&#8221; non è una regola, è una sfida&#8230;Impossibile&#8221; non è uguale per tutti&#8230;Impossibile&#8221; non è per sempre&#8230;Impossible è nulla<em>&#8220;.</em></em></p>
<p>Sono queste tra le più famose parole di <strong>Ali</strong> e reinterpretate da <strong>Di Leva</strong>. Ed entrambi hanno dimostrato che è vero. <strong>Muhammad</strong> ha combattuto contro il razzismo, l&#8217;odio e il governo americano fino a realizzare il suo sogno: diventare campione dei pesi massimi. L&#8217;attore, invece, ha reso possibile quello che le istituzioni fanno fatica a realizzare: creare un piccolo gioiello, coinvolgendo i ragazzi del posto, in un quartiere periferico di <strong>Napoli</strong>.</p>
<p>Tuttavia la commedia è davvero molto interessante perché non si limita soltanto ad esaltare le qualità di <strong>Ali</strong>. Anzi, è evidente la messa in mostra che degli aspetti più integralisti del pugile, soprattutto nel suo rapporto con le donne successivamente alla sua conversione all&#8217;<strong>Islam</strong> e nella spiegazione del concetto di integrazione tra neri e bianchi. Il tutto condito da un gioco di luci e suoni magistralmente curato rispettivamente da <strong>Cesare Accetta</strong> e <strong>Carbone</strong> (che per l&#8217;occasione, oltre ad essere il regista, ha fatto anche l&#8217;attore e il &#8220;dj&#8221;). Essenziali ed efficaci anche le scene di <strong>Mimmo Paladino</strong>.</p>
<p>Insomma se amate il personaggio che <strong>Muhammad Ali </strong>è stato, se siete incuriositi dal conoscerne gli aspetti più intimi e amate il teatro (ma anche se non siete abitudinari del palcoscenico ma volete trascorrere una bella serata), correte al <strong>Teatro Nuovo</strong>, ne vale la pena. Anche perché è la quarta commedia interpretata da <strong>Di Leva </strong>che mi è capitato di guardare e devo ammetterlo: è bravissimo.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-137603 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2018-10-27-alle-15.35.09.png" alt="&quot;Muhammad Ali&quot; al Teatro Nuovo, così Di Leva e Carbone reinventano la storia di Cassius Clay" width="650" height="615" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-137604 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2018-10-27-alle-15.36.16.png" alt="&quot;Muhammad Ali&quot; al Teatro Nuovo, così Di Leva e Carbone reinventano la storia di Cassius Clay" width="650" height="340" /></p>
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		<title>​Eduardo, Martone e il miracolo del &#8220;Nest&#8221; a San Giovanni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Mar 2017 23:47:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[San Giovanni a Teduccio]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Don Antonio Barracano è vestito con un pantalone nero e attillato, la camicia anche è nera e sopra porta una cravatta dal blu elettrico e un gilet sempre di colore nero. I capelli sono rasati quasi con quell&#8217;effetto cresta, proprio come il look che impazza oggi tra i più giovani. Ma lo spessore del personaggio, le sue parole e i suoi gesti sono quelli che <strong>Eduardo De Filippo </strong>ha creato nel 1960, per il protagonista principale di una delle sue commedie più belle: <em>Il sindaco del rione Sanità</em>.</p>
<p>&#8220;<em>Si è uomini quando si capisce di aver sbagliato e si fa un passo indietro</em>&#8220;, questo è il comandamento di <strong>Antonio</strong> <strong>Barracano</strong>,<strong> </strong>boss atipico e di vecchio stampo che ha dei principi e un codice d&#8217;onore che rispetta sempre e comunque. È il paladino dei più poveri e degli indifesi, non calpesta mai i valori in cui crede e difficilmente ricorre alla violenza più estrema. Le sue caratteristiche sono la dialettica e la diplomazia, qualità che lo rendono persino affascinante. Barracano sa sempre con chi ha che fare e di conseguenza come comportarsi. Proprio per questo non solo ha il rispetto dei suoi uomini, ne ha persino l&#8217;affetto. Perché? Perché in fondo Barracano è un giusto che però si trova dall&#8217;altra parte della barricata. Al di la di quel confine dove troppo spesso le istituzioni e la legge non arrivano.</p>
<p>La scenografia, semplice ma essenziale, funziona alla perfezione con la rappresentazione. La sala del teatro, piccola e appassionata, consente al pubblico di sviluppare un empatia forte con gli attori che riescono a dare il ritmo giusto alla recita, creando suspance e attesa, nonostante la maggior parte degli spettatori sappia già tutta la storia a memoria.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-53975" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/e2-80-8beduardo-martone-e-il-miracolo-del-nest-a-san-giovanni-4-1024x575.jpeg" alt="​Eduardo, Martone e il miracolo del &quot;Nest&quot; a San Giovanni" width="640" height="359" /></p>
<p><strong>Francesco Di Leva</strong> è bravissimo nell&#8217;interpretare Barracano, così come tutti i giovani attori che compongono la compagnia del nuovo <strong>Nest &#8211; Napoli est Teatro</strong>, un luogo nato all&#8217;interno del quartiere di <strong>San Giovanni a Teduccio</strong>, dove l&#8217;arte è riuscita a rubare la scena alla camorra. Il merito è anche di <strong>Carolina Rosi</strong>, che dirige la <strong>Elledieffe</strong>, compagnia prima diretta dal marito <strong>Luca De Filippo </strong>e titolare di tutto il patrimonio artistico che quella nobile stirpe di autori, attori e registi ha lasciato in eredità alla città di <strong>Napoli</strong>. La Elledieffe ha creduto nel genio artistico e creativo di <strong>Mario Martone</strong> che nella sua prima regia di un&#8217;opera teatrale del grande Eduardo, non a caso ha scelto la commedia che più si adatta al contesto sociale in cui sorge il Nest.</p>
<p>Martone ha avuto l&#8217;intuizione di mettere su palco una versione contemporanea del <em>Sindaco</em>, adattandola ai tempi moderni. Come dargli torto? Ogni qual volta si assiste ad una commedia di <strong>De Filippo</strong> è difficile restarne completamente soddisfatti. Il motivo? È semplice: chi ha amato Eduardo e ne ha viste le opere, non può fare a meno di attuare dei paragoni e far volare la mente a quelle scene del passato in cui il palcoscenico era &#8220;dominato&#8221; dalla presenza di De Filippo. Invece <strong>Martone </strong>ribalta completamente il fenomeno, addirittura impedisce allo spettatore di compiere questo viaggio indietro nel tempo, perché questa versione del <em>Sindaco </em>brilla di luce propria.</p>
<p>Ma i complimenti vanno a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione della commedia. I particolare i giovani attori di cui l&#8217;impegno e l&#8217;emozione trasudano ad ogni battuta, ad ogni sospiro, ad ogni movimento. L&#8217;emozione di recitare <strong>Eduardo</strong>, diretti da <strong>Martone</strong>, in un teatro sorto nel proprio quartiere è palpabile, ma non impedisce ai ragazzi di portare a termine il loro lavoro e di raggiungere l&#8217;obiettivo: quello di sorprendere il pubblico. Da evidenziare la prova di <strong>Giovanni Ludeno</strong> che interpreta Fabio Della Ragione &#8216;<em>O Professore</em>, il medico che assiste Barracano, e la partecipazione di <strong>Massimiliano Gallo</strong> che ha il ruolo di <strong>Arturo Santaniello</strong>. Entrambi sono stati sicuramente due guide preziose per i novizi artisti.</p>
<p>L&#8217;ingresso al <strong>Nest </strong>ha un non so che di inquietante. L&#8217;accesso alla scuola dove si trova il teatro è a ridosso di una piazzetta solitaria. Poi, tramite un vialetto stretto e buio, si entra in un grande spiazzo adibito a parcheggio. Però, una volta giunti all&#8217;interno dell&#8217;istituto, si intravedono i colori dei murales dedicati al mondo del teatro. A quest&#8217;ultimo si rende omaggio attraverso alcuni aforismi di alcuni tra gli autori più importanti. Infine, basta spingere un portone di metallo per trovarsi finalmente immersi in una luminosa semplicità: l&#8217;accoglienza all&#8217;ingresso, un bancone di un bar e poi, all&#8217;improvviso, vedi passare vicino a te <strong>Di Leva</strong>, poi <strong>Gallo</strong> ed infine anche <strong>Martone</strong>! Insomma, un&#8217;intimità che forse il teatro non sempre riesce a trasmettere e che invece al Nest si respira continuamente. Del resto la sala del teatro, circa un centinaio di posti, è al completo ed è caratterizzata da un clima ed un ambiente ristretti e familiari. Ma anche se si ha l&#8217;impressione di assistere ad uno spettacolo, come se si fosse nel salotto di casa propria, la rappresentazione è di una professionalità unica ed esemplare.</p>
<p>Il teatro si dimostra ancora una volta un mezzo culturale che svolge anche una duplice funzione sociale: da una parte c&#8217;è il recupero di una struttura che probabilmente sarebbe rimasta abbandonata. Dall&#8217;altra è avvenuto il coinvolgimento di alcuni ragazzi del quartiere in attività diverse da quelle della strada. Tuttavia oggi più che mai la profezia di <strong>Eduardo</strong> non si è avverata &#8220;<em>Tra molti anni non servirà più la figura di un Antonio Barracano per sistemare le cose</em>&#8220;. Purtroppo non è così, l&#8217;attualità ci dice esattamente il contrario, ma proprio per questo la realtà del <strong>Nest </strong>rappresenta una grande vittoria, di quelle davvero importanti per <strong>Napoli</strong> e di cui la città avrebbe bisogno più spesso.</p>
<p><strong>IL CAST:</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-54040" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/e2-80-8beduardo-martone-e-il-miracolo-del-nest-a-san-giovanni.png" alt="​Eduardo, Martone e il miracolo del &quot;Nest&quot; a San Giovanni" width="331" height="250" /></p>
<p><strong>ALCUNE FOTO DAL NEST</strong></p>

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