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	<title>elio fusco Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>elio fusco Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Elio Fusco, libro e onorificenza al Maschio Angioino per il mito del rugby napoletano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2019 14:14:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il rugby protagonista a Napoli. La storia partenopea di questo sport andrà in scena domani, mercoledì 17 aprile alle ore 15.45, al Maschio Angioino. La prestigiosa Sala dei Baroni spalancherà le sue porte ad una leggenda che non è più tra noi ma il cui ricordo vivrà per sempre: Elio Fusco. Nel luogo più rappresentativo del castello che svetta tra [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/04/16/elio-fusco-libro-e-onorificenza-al-maschio-angioino-per-il-mito-del-rugby-napoletano/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Elio Fusco, libro e onorificenza al Maschio Angioino per il mito del rugby napoletano</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il rugby protagonista a <strong>Napoli</strong>. La storia partenopea di questo sport andrà in scena domani, <strong>mercoledì 17 aprile </strong>alle<strong> ore 15.45</strong>, al <strong>Maschio Angioino</strong>. La prestigiosa <em>Sala dei Baroni</em> spalancherà le sue porte ad una leggenda che non è più tra noi ma il cui ricordo vivrà per sempre: <strong>Elio Fusco</strong>.</p>
<p>Nel luogo più rappresentativo del castello che svetta tra il <strong>porto</strong> e <strong>piazza Municipio</strong>, sarà presentato il libro &#8220;<em>Chiamatemi Elio</em>&#8220;, scritto dal figlio di Elio Fusco, <strong>Giggetto</strong> ed edito da <strong>De Frede</strong>. Il romanzo racconta la vita da padre, da atleta e da allenatore di un uomo che ha rivoluzionato il rugby italiano, partendo proprio da <strong>Napoli</strong>.</p>
<p><strong>Elio Fusco</strong> è stato un grande mediano di mischia. Leader della <strong>Partenope</strong> negli anni &#8217;60, <strong>Fusco </strong>da capitano, portò la squadra napoletana alla vittoria di due memorabili scudetti, nel <strong>1965</strong> e nel <strong>1966</strong>. La sua capacità di creare e inventare un tipo di gioco innovativo e moderno fu decisiva per la conquista di quei due trofei.</p>
<p><strong>Fusco</strong> è stato come una sorta di &#8220;<em>Avanguardia Ovale</em>&#8221; apprezzata anche a livello nazionale. Con la maglia dell&#8217;<strong>Italia</strong>, il campione napoletano ha giocato 11 partite di cui una indimenticabile a <strong>Grenoble</strong> in <strong>Francia</strong>, dove gli azzurri persero all&#8217;ultimo minuto per 12 a 14.</p>
<p>Una volta appesi gli scarpini al chiodo, <strong>Fusco</strong> non ha mai abbandonato il campo con i caratteristici pali ad &#8220;<em>H</em>&#8220;. Il fuoriclasse ha continuato a frequentare la società dei &#8220;<em>Cavalli di Bronzo</em>&#8221; diventandone anche allenatore tra gli anni &#8217;90 e 2000. Un uomo che ha vissuto a pane, rugby e famiglia fino alla fine dei suoi giorni.</p>
<p>Quando c&#8217;è stata la sua scomparsa, il <strong>14 ottobre 2009</strong> a causa di una crisi cardiaca, il mondo dello sport locale e nazionale ha perso una delle sue luci più luminose. Nel libro sono tante le testimonianze di amici, giocatori e giornalisti che hanno voluto dare il proprio ricordo di <strong>Elio Fusco</strong>.</p>
<p>Per l&#8217;occasione, gli sarà conferita la <em>Civica Benemerenza</em> alla memoria. Presenti anche il sindaco di Napoli <strong>Luigi De Magistris</strong>, il presidente del Consiglio Comunale del capoluogo partenopeo, <strong>Alessandro Fucito</strong>, e personalità del mondo politico, della cultura e dello sport.</p>
<p>Ad oggi la figura di <strong>Elio Fusco</strong> è più viva che mai. A <strong>Napoli</strong> la palla ovale resterà sempre associata al suo ricordo. La voglia di rugby, nel capoluogo partenopeo, continua ad essere forte grazie al lavoro dei figli <strong>Alessandro</strong>, <strong>Giggetto</strong> e <strong>Annibale</strong> e dei suoi nipoti <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/03/rugby-emilio-fusco-chiamato-in-nazionale-prosegue-la-tradizione-di-famiglia/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Emilio</strong></a> e <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/02/02/titolare-nella-nazionale-under-20-e-vittoria-a-murrayfield-intervista-ad-alessandro-fusco/" target="_blank" rel="noopener">Alessandro</a></strong>.</p>
<p>Proprio questi ultimi due, giovanissimi, sono nel radar di importanti club ed hanno già indossato la maglia della nazionale italiana <strong>Under 21</strong>. Il primo, dopo un&#8217;esperienza in <strong>Francia</strong>, gioca nel <strong>Top 12</strong> (massimo campionato italiano).</p>
<p>L&#8217;altro, dopo la formazione agli <strong>Amatori Napoli Rugby</strong> (proiettati in <strong>Serie A</strong> e allenati dal papà <strong>Lorenzo Fusco</strong>, altro parente di <strong>Elio</strong>) e nell&#8217;<strong>Accademia regionale di Benevento</strong>, milita nell&#8217;<strong>Accademia Nazionale &#8220;<em>Ivan Francescato</em>&#8220;</strong>. Buon sangue non mente.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/chimatemieliofuscorugbypartenopenapolimaschioangioino.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-156588 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/chimatemieliofuscorugbypartenopenapolimaschioangioino.jpg" alt="Elio Fusco, libro e onorificenza al Maschio Angioino per il mito del rugby napoletano" width="650" height="387" /></a></p>
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		<title>Rugby, Emilio Fusco chiamato in Nazionale, prosegue la tradizione di famiglia</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2017 15:46:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Me lo ricordo, circa dodici anni fa, sul campo dello stadio militare Albricci tra il corso Malta e piazza Nazionale; Emilio Fusco avrà avuto 5 o 6 anni e il padre Alessandro lo allenava giocandoci, quando aveva finito di &#8220;massacrare&#8221; i più grandi che nel frattempo preparavano le partite del campionato nazionale &#8220;Elite&#8221; di rugby. Alessandro Fusco preparava quel [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/03/rugby-emilio-fusco-chiamato-in-nazionale-prosegue-la-tradizione-di-famiglia/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Rugby, Emilio Fusco chiamato in Nazionale, prosegue la tradizione di famiglia</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Me lo ricordo, circa dodici anni fa, sul campo dello stadio militare Albricci tra il corso Malta e piazza Nazionale; <strong>Emilio Fusco</strong> avrà avuto 5 o 6 anni e il padre Alessandro lo allenava giocandoci, quando aveva finito di &#8220;<em>massacrare</em>&#8221; i più grandi che nel frattempo preparavano le partite del campionato nazionale &#8220;<em>Elite</em>&#8221; di rugby. <strong>Alessandro Fusco </strong>preparava quel bambino già a quell&#8217;età ad essere un atleta professionista, ad amare e tenere ben stretta la palla ovale e soprattutto a rialzarsi sempre e comunque quando finiva a terra per un contrasto o un placcaggio.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-47813 size-medium" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/rugby-emilio-fusco-chiamato-in-nazionale-prosegue-la-tradizione-di-famiglia-260x300.png" alt="Rugby, continua la tradizione napoletana: un altro Fusco va in nazionale" width="260" height="300" />Gli allenamenti dei fratelli Fusco sono da vedere e studiare. Per niente semplici da sostenere: ordine, disciplina, determinazione e agonismo. Erano questi i principi che gli <em>enfant prodige</em> del rugby napoletano trasmettevano ai loro ragazzi. Allenamenti spesso &#8220;<em>militari</em>&#8220;, conditi da &#8220;<em>cazziate</em>&#8221; a non finire e a volte anche &#8220;<em>paccheroni</em>&#8220;, perché molte cose nella zucca dei giovani entrano difficilmente. Ma nessuno è riuscito a trattenere le lacrime quando Alessandro (&#8220;<em>Cioci</em>&#8221; per gli allievi e compagni) e Gigetto lasciarono la <strong>Partenope</strong> perché capirono che la società non aveva un progetto di crescita serio per i suoi ragazzi.</p>
<p>Così Emilio è cresciuto e come molti a 15 anni ha lasciato <strong>Napoli</strong> per trovare maggior fortuna. E&#8217; andato a Roma nel club <strong>Lazio &amp; Primavera</strong> dove ha avuto la sua grande occasione. Il giovane talento napoletano è stato selezionato per uno stage presso la prestigiosa società dei <strong>Leicster Tigers</strong>, una delle squadre più importanti di rugby del pianeta che milita nella <strong>Guinnes Premiership</strong> inglese. Dopo questa preziosa esperienza, Emilio è stato ingaggiato dallo <strong>Stade Aurillacois</strong>, selezione della Pro D2 il secondo campionato professionistico francese.</p>
<p>Poi è arrivata la splendida notizia, quella che tutti gli sportivi sognano: <strong>Emilio Fusco</strong> è stato convocato nella <strong>nazionale italiana Under 20</strong> ed esordirà in questo <strong>Sei</strong> <strong>Nazioni</strong>, la competizione storicamente più bella per gli appassionati della palla ovale. &#8220;<em>Sono emozionato. Sento la responsabilità, ma non la pressione: voglio onorare la maglia azzurra che hanno indossato mio nonno e mio padre e non togliermela più</em>&#8220;. Queste le dichiarazioni di Emilio quando ha saputo della convocazione. Il giovane mediano avrà l&#8217;onore di essere allenato nientemeno che da <strong>Alessandro Troncon</strong>, numero 9 azzurro che ha segnato un&#8217;epoca con la nazionale italiana, capitano che ha formato con un certo <strong>Diego Dominguez</strong> una delle coppie di mediana più forti al mondo.</p>
<p>&#8220;<em>Perché è andato via? Semplice, a Napoli ci hanno chiuso più d&#8217;una porta in faccia</em>&#8220;, ricorda papà Alessandro. Emilio potrebbe sentire la pressione di un cognome &#8220;<em>pesante</em>&#8220;? &#8220;<em>Chissà, di certo tutti i giorni eravamo per strada alle 5 di mattina per gli allenamenti. Lasciare la famiglia a 15 anni non è semplice, ma la sofferenza l&#8217;ha reso più forte di testa, oggi mi sembra un uomo di trent&#8217;anni</em>&#8220;, continua il padre.</p>
<figure id="attachment_47814" aria-describedby="caption-attachment-47814" style="width: 695px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-47814" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/rugby-emilio-fusco-chiamato-in-nazionale-prosegue-la-tradizione-di-famiglia-2.jpg" alt="Elio_FuscoRugby, continua la tradizione napoletana: un altro Fusco va in nazionale" width="695" height="587" /><figcaption id="caption-attachment-47814" class="wp-caption-text">Elio Fusco</figcaption></figure>
<p><strong>BUON SANGUE NON MENTE &#8211; </strong>&#8220;<em>Tutta la mia famiglia ci ha messo l&#8217;anima per arrivare sin qui, questo risultato ce lo meritiamo. Mio nonno? Mi dicono tutti che era un mago, un funambolo, lo immagino come un mito. Cerco di portare il suo nome più in alto possibile</em>&#8220;, per questo quando si dice &#8220;<em>Fusco</em>&#8221; nel mondo del rugby italiano e napoletano, bisogna essere consapevoli di cosa significhi portare questo cognome. Emilio è la terza generazione. L&#8217;avventura è iniziata con nonno <strong>Elio</strong>, scomparso nel 2009, uno dei mediani di mischia più forti, uno di quelli che è stato un modello per chi ha giocato in questo ruolo. Elio è stato uno dei primi a intendere il &#8220;<em>numero 9</em>&#8220;, in maniera moderna e dinamica. <strong>Elio Fusco</strong> ha vinto due campionati italiani con la <strong>Partenope</strong> (stagioni 1964-1965, 1965-1966), e collezionato 11 presenze con l&#8217;<strong>Italia</strong>.</p>
<p>Poi i tre figli, Alessandro, Gigetto e Annibale (&#8220;<em>Chicco</em>&#8220;), con il primo che ha vinto uno scudetto con la <strong>Benetton Treviso</strong> nella stagione 1982-1983 collezionando 5 <em>caps</em> con la nazionale e il terzo che da giocatore ha fatto parte delle nazionali Seven e A. Inoltre, Chicco ha militato in Serie A per tanti anni ed è stato uno dei primi italiani ad andare a giocare in Sud Africa (nel &#8217;95/&#8217;96).</p>
 Il primo da sinistra è Giggetto Fusco, il quarto e il quinto sono Annibale (&#8220;Chicco&#8221;) e Alessandro (&#8220;Cioci&#8221;)
<p><strong>SOGNO E REALTÀ &#8211; </strong>Insomma una tradizione e un DNA che hanno formato il giovane Emilio che è cresciuto a &#8220;<em>pane e rugby</em>&#8221; e che speriamo (e soprattutto crediamo) possa dare e trarre il massimo da questa sua nuova esperienza. I sacrifici e l&#8217;impegno pagano, Emilio sta raccogliendo ciò che lui e la sua famiglia hanno seminato. Un po&#8217; di <strong>Napoli</strong> al Sei Nazioni, anche se quello dei giovani, non guasta e ci auguriamo di vederne sempre più in futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/03/rugby-emilio-fusco-chiamato-in-nazionale-prosegue-la-tradizione-di-famiglia/">Rugby, Emilio Fusco chiamato in Nazionale, prosegue la tradizione di famiglia</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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