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	<title>dema Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>dema Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Fallimento Clemente e crollo in Calabria, è la fine di De Magistris</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Oct 2021 12:58:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla &#8216;rivoluzione arancione&#8217; che ha scassato Napoli alla debacle in Calabria. Si è chiusa nel peggiore dei modi la carriera politica di Luigi De Magistris. L&#8217;ex magistrato e sindaco ha raggiunto solo il 16% dei voti alle ultime regionali senza riuscire nemmeno a diventare Consigliere. Una sonora sconfitta per chi ha abbandonato da tempo Napoli per cercare un altro [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2021/10/05/fallimento-clemente-e-crollo-in-calabria-e-la-fine-di-de-magistris/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Fallimento Clemente e crollo in Calabria, è la fine di De Magistris</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla &#8216;<em>rivoluzione arancione&#8217;</em> che ha scassato <strong>Napoli</strong> alla debacle in <strong>Calabria</strong>. Si è chiusa nel peggiore dei modi la carriera politica di <strong>Luigi De Magistris</strong>. L&#8217;ex magistrato e sindaco ha raggiunto solo il <strong>16% dei voti</strong> alle ultime regionali senza riuscire nemmeno a diventare <strong>Consigliere</strong>.</p>
<p>Una sonora <strong>sconfitta</strong> per chi ha abbandonato da tempo <strong>Napoli</strong> per cercare un altro posto di lavoro, proprio in <strong>Calabria</strong>. Ma la <strong>propaganda arancione</strong>, antesignana di quella <strong>populista</strong> e basata sull&#8217;<strong>anti politica</strong>, messa in campo dal <strong>Movimento 5 Stelle</strong>, nella regione calabrese, non ha funzionato.</p>
<p><strong><em>Dema</em></strong> è sempre stato un movimento morto fin da quando è nato. Un partito politico sorto sulla spinta della vittoria di <strong>De Magistris</strong> a <strong>Napoli</strong> e che avrebbe dovuto ottenere una spinta su scala nazionale, senza alcun radicamento sul territorio locale. Invece gli <em>arancioni</em> si sono eclissati alla prova del nove. Ovvero appena si sono dovuti confrontare con il fare, il decidere e rendere il capoluogo partenopeo una <strong>città vivibile</strong> come le principali capitali europee.</p>
<h2>La fine di De Magistris</h2>
<p>Invece la <strong>mala amministrazione</strong> e l&#8217;<strong>isolamento politico</strong> ottenuti da <strong>De Magistris</strong> hanno &#8211; per fortuna &#8211; messo fine dopo <strong>dieci anni</strong> ad una delle peggiori esperienze politiche che <strong>Napoli</strong> abbia mai avuto. Un processo che si è ritorto contro <strong>Alessandra Clemente</strong>.</p>
<p>L&#8217;ex Assessore, &#8216;delfina&#8217; di <strong>De Magistris</strong>, non si è mai capito se è stata &#8216;costretta&#8217; oppure no a candidarsi a Sindaco. Le premesse e le speranze che la competizione elettorale potesse essere almeno soddisfacente, erano davvero pochissime. L&#8217;ex Sindaco l&#8217;ha bruciata mandandola improvvisamente in pasto alla <strong>tornata elettorale</strong>. Persino lo zio, il Senatore <strong>Sandro Ruotolo</strong>, si arrabbiò con <strong>De Magistris</strong>.</p>
<p>E il risultato si è visto: il <strong>5% dei voti</strong> e <strong>due soli consiglieri</strong>. Un magro bottino per chi è stata erede di questa stagione decennale che ha governato a <strong>Palazzo San Giacomo</strong>. Ma la <strong>Clemente</strong> è giovane, e all&#8217;<strong>opposizione</strong> può continuare a farsi le ossa e sviluppare il proprio profilo istituzionale e la propria offerta politica. Per <strong>De Magistris</strong>, invece, pare sia giunta definitivamente la fine.</p>
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<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-260003 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Fallimento-Clemente-e-crollo-in-Calabria-è-la-fine-di-De-Magistris.png" alt="La fine di De Magistris" width="760" height="473" /></p>
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		<title>Caos in Italia, Dema lasciato solo e Salvini salvato dal M5S: Di Maio sotto attacco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Feb 2019 08:13:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giornate molto dure per il nostro Paese, quelle appena passate. Sono state ore davvero concitate e che hanno inciso anche sulla città di Napoli. Prima la scure della giustizia si è abbattuta sulla famiglia Renzi con l&#8217;arresto dei genitori dell&#8217;ex premier (vicenda davvero strana che ha lasciato molti dubbi in proposito) e poi c&#8217;e stata la salvezza [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giornate molto dure per il nostro Paese, quelle appena passate. Sono state ore davvero concitate e che hanno inciso anche sulla città di <strong>Napoli</strong>. Prima la scure della giustizia si è abbattuta sulla famiglia <strong>Renzi</strong> con l&#8217;arresto dei genitori dell&#8217;ex premier (vicenda davvero strana che ha lasciato molti dubbi in proposito) e poi c&#8217;e stata la salvezza del Ministro <strong>Matteo Salvini</strong> &#8220;graziato&#8221; dal <em>Movimento 5 Stelle</em> (<strong>M5S</strong>) alleato di governo.</p>
<p>Una bufera si è abbattuta sui grillini e i loro leader <strong>Luigi Di Maio</strong>. Ma come, il partito che vorrebbe tutti in galera &#8211; anche con il solo sospetto di aver commesso un illecito &#8211; ha deciso di non decidere, lasciando alla base dell&#8217;enigmatica piattaforma <em>Rousseau</em> la possibilità di evitare o meno il processo al capo della <strong>Lega</strong>.</p>
<p>Sappiamo tutti come è andata a finire con conseguente spaccatura all&#8217;interno del <strong>M5S</strong>. In molti, soprattutto tra gli elettori, si sono sentiti traditi. Ma qualcosa di inevitabile è accaduto anche a <strong>Napoli</strong> ed ha riguardato il &#8220;povero&#8221; sindaco <strong>Luigi De Magistris</strong>.</p>
<p>Il primo cittadino starebbe per fare un passo indietro e ritirare la sua possibile candidatura alle prossime <strong>elezioni europee</strong>. Il motivo? Semplice, <strong>De Magistris</strong> non ha avuto sponde &#8211; ovvero &#8211; non è riuscito a catalizzare per il suo movimento (<em>Dema</em>) delle alleanze. In pratica <em>Giggino</em> è stato &#8220;lasciato solo&#8221;. Avrà più tempo per pensare alle regionali, tanto la città si governa da sola.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-149489 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-02-20-alle-09.28.23.png" alt="Caos in Italia, Dema lasciato solo e Salvini salvato dal M5S: Di Maio sotto attacco" width="650" height="426" /></p>
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		<title>Da Dema ai centri sociali, fino al M5S: Napoli è un&#8217;avanguardia politica</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/03/08/da-dema-ai-centri-sociali-fino-al-m5s-napoli-e-unavanguardia-politica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Mar 2018 11:14:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Elezioni Politiche 2018]]></category>
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<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/03/08/da-dema-ai-centri-sociali-fino-al-m5s-napoli-e-unavanguardia-politica/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Da Dema ai centri sociali, fino al M5S: Napoli è un&#8217;avanguardia politica</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto ha avuto inizio nel 2011 quando è ufficialmente scoppiata la pseudo &#8220;rivoluzione&#8221; arancione. Infatti, il primo giugno di quell&#8217;anno, è diventato sindaco di Napoli <strong>Luigi De Magistris</strong>. Il primo vero caso di un ex magistrato che è entrato in politica assumendo un ruolo amministrativo di prim&#8217;ordine. In precedenza solo <strong>Antonio Di Pietro</strong>, dopo l&#8217;esperienza e il clamore di <em>mani pulite</em> e aver dismesso la toga da Pm, è riuscito a diventare leader di un partito basato sull&#8217;antipolitica e la propaganda giustizialista e antisistema.</p>
<p>La differenza tra i due è però evidente, il protagonismo di <strong>Di Pietro</strong> ha avuto vita breve e il suo movimento politico l&#8217;<em>Italia dei Valori</em><em>,</em> dopo la stagione dell&#8217;<em>Ulivo</em>, è scomparso. Invece <strong>De Magistris</strong>, non solo è sopravvissuto alle macerie del partito con il quale ha iniziato la sua carriera politica (con l&#8217;<em>Idv</em> era diventato anche parlamentare europeo), ma è stato rieletto sindaco nel 2016. Ad oggi il <em>sindaco arancione</em> sta anche strutturando la sua organizzazione politica, <em>Dema</em>, che ha già passato un primo test elettorale alle scorse elezioni amministrative.</p>
<p>In tutto questo la protagonista è la città, <strong>Napoli</strong>. Il primo territorio nel quale si è concretizzato un sistema amministrativo e di potere basato su quella propaganda antisistema impersonificata dai <strong>5 Stelle</strong> poi a livello nazionale. Il capoluogo partenopeo è stato il primo banco di prova di una nuova esperienza politica che ha letteralmente riempito quel vuoto lasciato dai partiti tradizionali. Un vuoto che oggi è diventato una voragine sulla quale è passata lo tsunami grillino.</p>
<p>Peccato però, e di questo bisogna darne atto al sindaco <strong>De Magistris</strong>, che prima dei pentastellati è stato proprio <em>Giggino</em> ad aver avuto l&#8217;intuizione di soddisfare la principale necessità dei cittadini: portare alta la bandiera del cambiamento, mandare a casa i rappresentanti dei vecchi partiti, cavalcare l&#8217;antipolitica e rappresentare quell&#8217;ideologia sudista da contrapporre al potere del governo centrale di <strong>Roma</strong> ed a quello della <strong>Lega</strong> di <strong>Salvini </strong>al <strong>Nord</strong>.</p>
<p>Nel mezzo, però, è accaduto un altro fenomeno molto interessante. Sulla spinta del sindaco, a <strong>Napoli</strong>, si è fatta strada l&#8217;idea che una città si può autogovernare, essere &#8220;libera&#8221; e autonoma, rispetto all&#8217;apparato dello Stato e ribellarsi ad esso, identificando in lui ogni male. L&#8217;ultimo caso? Il comune è sull&#8217;orlo del dissesto finanziario, la colpa è del governo che non ha salvato <strong>Napoli</strong> e degli amministratori locali del passato che hanno distrutto le finanze comunali. Quelli che oggi siedono sulle poltrone di <strong>Palazzo San Giacomo</strong> non hanno alcuna responsabilità.</p>
<p>Quest&#8217;onda che assomiglia molto a quella della vecchia <em>Lega Nord</em>, ha permesso la nascita di un nuovo centro di potere: quello dei <strong>centri sociali</strong>, i cosiddetti <em>antagonisti</em>. È pur vero che da anni e in tutta <strong>Italia</strong>, queste associazioni giovanili di estrema sinistra si sono rese protagoniste di tante iniziative politiche, tra la solidarietà e la violenza. Sono tante le loro sfumature, i <em>pacifisti</em>, gli <em>studenti</em>, i <em>No Tav</em>, i <em>No Global</em>. Ma a <strong>Napoli </strong>è accaduta una cosa diversa. C&#8217;è stata per loro una vera evoluzione: si sono istituzionalizzati. Oltre ad esserci in Consiglio comunale una loro rappresentante, dall&#8217;esperienza nell&#8217;<strong>ex Opg</strong> di <strong>Materdei</strong>, si è sviluppato addirittura un partito: <strong>Potere al popolo</strong>. Un esempio di come il sindaco abbia spesso dato il suo lasciapassare alle fronde più aggressive? Tollerando e appoggiando la prassi del non voler far parlare gli avversari politici. È accaduto con <strong>Salvini</strong>, con <strong>D&#8217;Alema</strong> e la <strong>Camusso</strong> e con <strong>De Luca</strong>.</p>
<p>Poi c&#8217;è la questione degli edifici pubblici abbandonati e &#8220;donati&#8221; ai centri sociali. Certo in molti casi, proprio come quello dell&#8217;<strong>ex Opg</strong>, si tratta di strutture utilizzare per attività di utilità sociale e che sarebbero state destinate al degrado e all&#8217;abbandono. Ma in tanti altri è stato semplicemente consentito ad un gruppo di persone di impossessarsi di un bene pubblico. Niente di più illegale per un&#8217;amministrazione che sta gestendo una città indebitata fino al collo. Ed paradossale che a guidarla ci sia un ex magistrato.</p>
<p>Ed oggi, dopo le ultime elezioni, l&#8217;ennesimo esempio di come <strong>Napoli</strong> è sempre stata un avanguardia e un laboratorio politico: il boom del <strong>Movimento 5 Stelle</strong>. Un exploit mai visto che ha spazzato via quel poco che è rimasto del <strong>Partito Democratico</strong> e del <strong>centrodestra</strong>. Con una piccola novità, anche se in piccolissime percentuali, un pò di voti li ha presi anche la <strong>Lega</strong> di <strong>Salvini</strong>. In realtà questo voto ha mostrato anche altro. Dall&#8217;ultima competizione elettorale è emerso un paese diviso in due, oggi più che mai. Ma non lo è da anni anche questa città, letteralmente spaccata, da una parte il centro e dall&#8217;altra la periferia?</p>
<p>Oggi la novità è un possibile asse <strong>Dema</strong> &#8211; <strong>Movimento 5 Stelle</strong>, una soluzione che potrebbe portare <strong>De Magistris </strong>alla presidenza della regione <strong>Campania</strong>. La fine dei dissidi con i grillini è più che fattibile, considerato il nuovo profilo diplomatico del il primo cittadino. <em>Giggino</em>, infatti, dopo il continuo scontro istituzionale, è stato capace di trattare con <strong>Roma</strong> e il <strong>Pd</strong> sia per il <em>Patto per Napoli</em> che per l&#8217;eventuale spalmadebito per il comune di Napoli. Vedremo come andrà a finire. Ma c&#8217;è anche un altro percorso, quello internazionale e che porta ad un&#8217;<strong>Europa</strong> diversa da quella attuale, un&#8217;<em>Europa dei popoli</em>. Al di la del fatto che il sindaco dovrebbe spiegare bene cosa significhi questa definizione e farlo senza utilizzare i soliti slogan (perché anche i concetti di &#8220;<em>città autonoma e ribelle</em>&#8221; sono diventati più grotteschi che politici, viste le numerose strette di mano avute con <strong>Renzi</strong> prima e <strong>Gentiloni </strong>poi). E inoltre, qual è la compagnia politica che vorrebbe per costruire quest&#8217;immagine d&#8217;<strong>Europa</strong>? Perché l&#8217;abbiamo visto simpatizzare con <strong>Yanis Varoufakis</strong> (ex ministro delle finanze della Grecia) e <strong>Jean-Luc Mélenchon</strong> (leader della sinistra radicale in Francia) che per il futuro del continente hanno idee molto diverse (e in contro tendenza con l&#8217;andamento sia della storia che delle dinamiche globali).</p>
<p>Restiamo in attesa ed aspettiamo. Questa città ha già dimostrato di essere la prima delle rivoluzionarie quando, ad esempio, i suoi cittadini hanno cacciato via gli invasori tedeschi, e la prima tra le reazionarie quando l&#8217;attuale sindaco continua a rispolverare il mito di <em>Masaniello</em>, dando forza a movimenti nostalgici come quello <em>Neo Borbonico</em>. Insomma, la <strong>Napoli </strong>politica ci regalerà sicuramente tante altre emozioni, eventi epocali che nei prossimi anni saranno studiati nei libri di storia e di politologia.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/maxresdefault-1-29.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-110461 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/maxresdefault-1-29.jpg" alt="Da Dema a Potere al Popolo, Napoli è un'avanguardia" width="650" height="366" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/03/08/da-dema-ai-centri-sociali-fino-al-m5s-napoli-e-unavanguardia-politica/">Da Dema ai centri sociali, fino al M5S: Napoli è un&#8217;avanguardia politica</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Dema, diventa partito e punta al nazionale: il 2017 è l&#8217;anno dei sindaci</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/01/04/dema-diventa-partito-punta-al-nazionale-2017-lanno-dei-sindaci/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2017 00:39:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Dema è una forza politica a tutti gli effetti che può puntare anche ad altri scenari. Non escludiamo la partecipazione alle prossime elezioni politiche&#8220;, così, durante un&#8217;intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno, il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha svelato gli obiettivi del suo movimento politico: Dema. Tuttavia il primo cittadino arancione esclude (almeno per ora) un suo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Dema è una forza politica a tutti gli effetti che può puntare anche ad altri scenari. Non escludiamo la partecipazione alle prossime elezioni politiche</em>&#8220;, così, durante un&#8217;intervista rilasciata al <em>Corriere del Mezzogiorno</em>, il Sindaco di <strong>Napoli</strong> <strong>Luigi De Magistris</strong> ha svelato gli obiettivi del suo movimento politico: <strong>Dema</strong>.</p>
<p>Tuttavia il primo cittadino arancione esclude (almeno per ora) un suo disimpegno da <strong>Napoli</strong>: &#8220;<em>Sono e resto il sindaco di questa città per tutto il secondo mandato. Se andrò a Roma o punterò alla regione? Per ora sono sindaco e ho molto lavoro da fare a Palazzo San Giacomo</em>&#8220;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-42567" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/905355_20150306_sjhkhj.jpg" alt="Dema, diventa partito e punta al nazionale: il 2017 è l'anno dei sindaci" width="660" height="228" /></p>
<p>Così il 2017 si manifesta come l&#8217;anno dei sindaci. <strong>De Magistris</strong> a <strong>Napoli</strong> sta coltivando e concretizzando la sua politica. Il primo cittadino non ha rivali se non su altri piani istituzionali (il governatore della regione Campania <strong>Vincenzo De Luca</strong>) e i grandi numeri legati al turismo conferiscono dei forti punti di vantaggio a <em>Dema</em>.</p>
<p>Nel frattempo a <strong>Milano</strong> accade che il precedente sindaco <strong>Giuliano Pisapia</strong> sta cercando di sviluppare un nuovo soggetto di sinistra che possa fungere da spalla per un prossimo esecutivo. Mentre l&#8217;attuale primo cittadino che &#8220;abita&#8221; a Palazzo Marino, <strong>Giuseppe Sala</strong> si è auto sospeso dalle sue funzioni a causa della ricezione di un avviso di garanzia. Questa abile mossa politica ha tenuto a bada i giustizialisti, dando voce ai garantisti che hanno chiesto a gran voce il ritorno al lavoro di Sala.</p>
<p>A <strong>Roma</strong>, il neo sindaco eletto <strong>Virginia Raggi</strong>, è bersagliata dalle inchieste giudiziarie e dalle contraddizioni del <strong>Movimento 5 Stelle</strong> che proprio dopo la bufera che ha investito la capitale, ha rilasciato un nuovo <em>Codice Etico</em> che è impregnato, &#8220;incredibilmente&#8221;, di garantismo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-42570" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/dema-diventa-partito-e-punta-al-nazionale-il-2017-e-lanno-dei-sindaci.jpg" alt="Dema, diventa partito e punta al nazionale: il 2017 è l'anno dei sindaci" width="570" height="238" /></p>
<p><strong>Napoli</strong>, <strong>Milano </strong>e <strong>Roma</strong>, il <em>Sud</em>, il <em>Nord</em> e il <em>Centro</em>. La capitale del Mezzogiorno, quella dell&#8217;economia e la sede delle principali istituzioni politiche del paese. Tutte e tre le città sono un feroce banco di prova per il futuro dell&#8217;<strong>Italia</strong>.</p>
<p><strong>Napoli</strong> è l&#8217;avanguardia del movimento <em>arancione</em> che pian piano prova ad abbandonare i toni populistici per indossare una veste, più istituzionale, con lo scopo di creare un nuovo polo politico, alternativo ai partiti tradizionali e ai 5 Stelle.</p>
<p><strong>Milano </strong>ha un sindaco manager che ha sfidato con un&#8217;abile mossa da giocatore di scacchi il fronte giustizialista, ribaltando completamente la prospettiva: l&#8217;avviso di garanzia non è sicuramente un ammissione di colpa ma non è nemmeno un automatico documento di assoluzione. Inoltre <strong>Sala</strong> rappresenta uno dei pochi baluardi del <strong>Partito Democratico</strong>.</p>
<p><strong>Roma </strong>è la prova del 9 per i 5 Stelle. Un fallimento nella capitale potrebbe avere delle gravi conseguenze sul piano nazionale. Per ora il Movimento appare di nuovo compatto attorno alla <strong>Raggi</strong> con <strong>Beppe Grillo</strong> che ha proclamato il nuovo <em>codice etico</em> per i grillini. Ma quanto durerà questo momento di <em>Pax Romana</em>?</p>
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