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	<title>Cosimo Di Lauro e il 41bis Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>Cosimo Di Lauro e il 41bis Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Cosimo Di Lauro, l&#8217;ultima &#8216;vittima&#8217; della camorra e della vendetta-tortura di Stato: il 41bis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jun 2022 09:05:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosimo Di Lauro è morto da solo, seppellito in cella. È morto in preda alla pazzia, forse vittima di un abuso di farmaci. L&#8217;autopsia chiarirà i motivi del decesso ma sul caso ci sono già alcune certezze: il suo grave stato psicofisico e la sua solitudine, non solo causati dal regime carcerario del 41bis ma anche dalla sua volontà [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cosimo Di Lauro</strong> è morto da solo, seppellito in <strong>cella</strong>. È morto in preda alla <strong>pazzia</strong>, forse vittima di un abuso di <strong>farmaci</strong>. L&#8217;<strong>autopsia</strong> chiarirà i motivi del <strong>decesso</strong> ma sul caso ci sono già alcune certezze: il suo <strong>grave stato</strong> <strong>psicofisico</strong> e la sua <strong>solitudine</strong>, non solo causati dal regime carcerario del <strong>41bis</strong> ma anche dalla sua volontà (probabilmente inconsapevole) di <strong>rifiutare i colloqui</strong> con i <strong>familiari</strong> (forse lo hanno abbandonato?) e i suoi <strong>legali</strong>. &#8216;<em>Cosimino</em> è morto nella più totale <strong>indifferenza</strong>. Arrestato a <strong>32 anni</strong>, ha perso la vita a <strong>49</strong>. Ben <strong>17</strong> li ha trascorsi al <strong>41 bis</strong>. Ne è valsa la pena vivere quella vita? Del suo breve <strong>regno di sangue e morte</strong> sono rimasti solo gli <a href="https://www.vocedinapoli.it/2022/06/14/gli-ultimi-momenti-di-cosimo-di-lauro-ululava-fumava-100-sigarette-al-giorno-e-non-si-lavava-piu/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>ululati</strong> e <strong>discorsi fatti da solo</strong></a> in quei pochi metri quadri nei quali viveva.</p>
<h2>Cosimo Di Lauro e il 41bis</h2>
<p>E mentre l&#8217;amministrazione del <strong>carcere di Opera</strong> comunicava via Pec la morte di <a href="https://www.vocedinapoli.it/2022/06/13/morte-cosimo-di-lauro-la-decisione-sui-funerali-a-secondigliano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Di Lauro</strong></a>, la <strong>camorra</strong> questa mattina è tornata a farsi sentire. E lo ha fatto a suon di <strong>proiettili</strong>: ben <strong>dieci</strong> sono stati esplosi dai <strong>killer</strong> che nel <a href="https://www.vocedinapoli.it/2022/06/15/agguato-a-soccavo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">quartiere <strong>Soccavo</strong></a> hanno mietuto un&#8217;altra vittima. In pratica la <strong>criminalità organizzata</strong> esiste e continua a <strong>uccidere</strong> e proliferare nonostante il <em><strong>carcere duro</strong></em>. Siamo sicuri che questa pratica, palesemente <strong>incostituzionale</strong>, sia davvero utile nel combattere le <strong>mafie</strong>?</p>
<h2>Solitudine e pazzia</h2>
<p>Il <strong>41bis</strong> è stato introdotto nel sistema penale italiano nell&#8217;<strong>agosto del 1992</strong>. Il provvedimento consente al <a href="https://www.vocedinapoli.it/2022/06/13/come-e-morto-cosimo-di-lauro/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Ministro della Giustizia</strong></a>, su consiglio del collega degli <strong>Interni</strong> o su richiesta del <strong>Pubblico ministero</strong> e della <em><strong>Direzione Nazionale Antimafia </strong></em>(<strong>Dna</strong>), di sospendere &#8220;<em>per gravi motivi d&#8217;ordine e di sicurezza pubblica</em>&#8221; le applicazioni delle normali regole nei confronti dei <strong>detenuti</strong>. La nuova legge fu la furiosa risposta dello <strong>Stato</strong> alle <strong>stragi mafiose</strong> che causarono nello specifico la <strong>morte</strong> dei giudici <strong>Giovanni Falcone</strong> e <strong>Paolo Borsellino</strong>. A <strong>novembre del 2021</strong>, secondo il rapporto dell&#8217;<strong>Associazione Antigone</strong> (e ai dati pubblicati dal <strong>Ministero della Giustizia</strong>), i detenuti al <strong>41bis</strong> erano <strong>749</strong>, di cui <strong>13 donne</strong>. Questi ultimi sono divisi in <strong>12 istituti penitenziari</strong> dislocati in tutta <strong>Italia</strong>.</p>
<h2>La piaga del Sud</h2>
<p>Il criterio di &#8216;internazione&#8217; è geografico, per allontanare il reo dal <strong>territorio di appartenenza</strong>: chi commette reati al <strong>Sud</strong> è dunque recluso al <strong>Nord</strong>. &#8220;<em>Mai al di sotto di Secondigliano</em>&#8221; disse il Direttore del <em><strong>Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria</strong></em> (<strong>Dap</strong>) <strong>Giovanni Tinebra</strong> agli inizi degli <strong>anni 2000 </strong>(secondo quanto riportato nel libro &#8216;<em>Tortura democratica</em>&#8216; di <strong>Sergio D&#8217;Elia</strong> e <strong>Maurizio Turco</strong>). Un modo per indicare che il <strong>90%</strong> dei detenuti &#8216;speciali&#8217; è di origine <strong>meridionale</strong> e per questo le strutture carcerarie di <strong>massima sicurezza</strong> sono dislocate particolarmente al <strong>Nord</strong>. La maggioranza dei <strong>detenuti</strong> reclusi al <a href="https://www.vocedinapoli.it/2021/02/18/morte-di-cutolo-lavvocato-aufiero-lho-incontrato-non-mi-ha-riconosciuto-non-era-riina-o-provenzano-41bis-una-barbarie/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>41bis</strong></a> è in cella per motivi di <strong>associazione mafiosa</strong>. Ma si può finire nel <strong>carcere duro</strong> anche per altri <strong>reati</strong>. La maggior parte di essi è stato <strong>condannato in via definitiva</strong> e sono <strong>ergastolani</strong> ma una bella percentuale è ancora in <strong>attesa di giudizio</strong>, altri hanno una situazione &#8216;<em>mista</em>&#8216; ovvero sono coinvolti in più <strong>procedimenti giudiziari</strong>.</p>
<h3>La tortura di Stato</h3>
<p>Dal <strong>41bis</strong> non si esce a meno che non ci si <strong>pente</strong> o si <strong>muore</strong>. In pratica lo <strong>Stato</strong> contravvenendo all&#8217;<strong>Articolo 27 della Costituzione</strong> (che prevede una <strong>pena umana</strong> e volta alla <strong>riabilitazione sociale</strong> del reo) e ad alcune sentenze della <strong>Corte Costituzionale</strong> (in risposta alle &#8216;ammonizioni&#8217; della <em><strong>Corte Europa dei Diritti dell&#8217;Uomo</strong></em> &#8211; <strong>Cedu</strong> &#8211; per le quali l&#8217;<strong>Italia</strong> con il <strong>41bis </strong>viola tutti i principali <strong>trattati internazionali</strong> sui <strong>diritti umani</strong>), dice al <strong>detenuto</strong>: se vuoi avere <strong>benefici di pena</strong> diventa un <em>infame</em> (o &#8216;traditore&#8217;, come si dice in <strong>gergo criminale</strong>, uno status che è socialmente inviso nell&#8217;<strong>ambiente mafioso</strong> e che potrebbe mettere in pericolo i <strong>congiunti del detenuto</strong>) altrimenti marcirai in <strong>cella</strong>. È questa una <strong>tortura</strong>? Si, senza ombra di dubbio.</p>
<h3>Il carcere duro</h3>
<p>Stare al <strong>41bis</strong> vuol dire avere un solo <strong>colloquio al mese</strong> con i familiari; una sola <strong>telefonata</strong> se il detenuto non ha nel mese un contatto visivo (spesso le <strong>famiglie</strong> devono intraprendere dei viaggi per fare visita al proprio parente recluso); due <strong>ore d&#8217;aria</strong> al giorno, più due di <em>socialità</em>; due <strong>pacchi</strong> al mese dalla famiglia, più due <em>straordinari</em> all&#8217;anno. Questi ultimi più la <strong>corrispondenza</strong> sono controllati e &#8216;censurati&#8217; dall&#8217;<strong>amministrazione penitenziaria</strong>. Il <strong>fornellino</strong> per scaldare il <strong>cibo</strong> è consentito solo di giorno ed è vietato ricevere più <strong>soldi</strong> di quanto abbia stabilito il <strong>Ministero</strong>. I detenuti reclusi al <a href="https://www.vocedinapoli.it/2022/06/12/referendum-giustizia-2/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>41bis</strong></a> non possono organizzare <strong>attività sportive o ricreative</strong> e non possono frequentare <strong>corsi scolastici</strong>. Chi è sottoposto al regime del <strong>carcere duro</strong> se vuole può studiare da solo. E sono stati diversi i casi di <strong>detenuti</strong> che sono riusciti a <strong>diplomarsi e laurearsi in carcere</strong>. Chi è recluso al <strong>41bis</strong> non può neanche presenziare ai propri <strong>processi</strong>, può farlo in <strong>video conferenza</strong>. C&#8217;è poi la pena del &#8216;<em>vetro</em>&#8216;, quella struttura divisoria che separa il <strong>detenuto</strong> da chi è andato a fargli visita: che senso ha in un <strong>contesto super sorvegliato</strong> se non quello di privare il recluso di qualsiasi contatto fisico ed emotivo con un proprio <strong>parente</strong>?</p>
<h3>La salute, la pena della burocrazia e la condanna a morte</h3>
<p>&#8220;<em>Nel giro cella a cella delle sezioni del 41bis, abbiamo potuto riscontrare non pochi casi di detenuti infartuati, colpiti da ictus, malati di cancro, paralizzati o costretti sulla sedia a rotelle</em>&#8220;, hanno scritto <strong>D&#8217;Elia</strong> e <strong>Turco</strong>. Forse negare la <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/12/07/antonio-malato-e-chiuso-in-cella-ioia-la-sanita-in-carcere-e-una-tragedia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>salute in carcere</strong></a> vuol dire combattere la <strong>criminalità organizzata</strong> o è solo una <strong>vendetta di Stato</strong>? Spesso il <strong>41bis</strong> viene rinnovato nonostante le istanze presentate dagli avvocati difensori per la fine del <strong>regime di pericolosità</strong> o perché il proprio assistito non è più in grado di <strong>intendere e di volere</strong>. Ma la &#8216;pigrizia burocratica&#8217;, lo scarica responsabilità tra le <strong>procure</strong>, i <strong>Tribunali di sorveglianza</strong>, i <strong>ministeri</strong> e la <strong>Dna</strong>, impedisce ai detenuti di accedere ai loro <strong>diritti</strong> previsti dalla <strong>legge</strong>. E la <strong>tortura </strong>continua. Come affermava <strong>Marco Pannella</strong>: &#8220;<em>Il conformismo dell&#8217;antimafia, quella parlamentare e della società civile, sta facendo strage di diritto, di legalità e di umanità. I detenuti all 41bis non sono altro che delle persone condannate alla morte civile</em>&#8220;.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-281111 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Cosimo-Di-Lauro-e-il-41-bis.png" alt="Cosimo Di Lauro e il 41 bis" width="980" height="558" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2022/06/15/cosimo-di-lauro-e-il-41bis/">Cosimo Di Lauro, l&#8217;ultima &#8216;vittima&#8217; della camorra e della vendetta-tortura di Stato: il 41bis</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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