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	<title>clan nuvoletta Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>clan nuvoletta Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>La lite tra mogli, la stesa dopo la festa della donna e l&#8217;amante: il triangolo che fece tremare la pax tra i clan</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2020 15:35:04 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Era il giorno della festa della donna. Anno 2009 o 2010, in un locale della <strong>zona flegrea</strong> ci fu un acceso litigio tra la moglie di <strong>Raffaele D&#8217;alterio</strong>, detto <em>Lelluccio &#8216;a Signorina</em> con la consorte di <strong>Giorgio Polverino</strong>. Quest&#8217;ultimo è omonimo di &#8216;<em>o Barone</em>, ovvero il boss <strong>Giuseppe Polverino</strong>. Giorgio è legato invece al <strong>clan Nuvoletta</strong> e per entrambi i sodalizi avrebbe gestito il traffico di <em>hashish</em>. Questa lite tra donne, nel giorno della loro celebrazione, avrebbe potuto rompere gli equilibri tra due organizzazioni criminali: i <strong>Polverino</strong> e i <strong>Nuvoletta </strong>&#8211; <strong>Orlando</strong>.</p>
<p>A raccontarlo il collaboratore di giustizia ed ex affiliato del clan Polverino, <strong>Roberto Perrone</strong>. Quest&#8217;ultimo ha detto agli inquirenti che l&#8217;animata discussione ha avuto una conseguenza. <strong>D&#8217;Alterio</strong>, la sera successiva, aveva eseguito una &#8216;<em>stesa</em>&#8216; esplodendo diversi colpi d&#8217;arma da fuoco contro l&#8217;automobile della moglie di <strong>Giorgio Polverino</strong>. I fatti furono immediatamente riportati al boss, ovvero &#8216;<em>o Barone</em>. <strong>Giuseppe Polverino</strong> convocò un summit all&#8217;interno di uno dei suoi covi, ospitando proprio <strong>Perrone</strong>, <em>Lelluccio </em>&#8216;<em>a Signorina </em>e <strong>Sabatino Cerullo</strong>.</p>
<p>Fu quest&#8217;ultimo, secondo <strong>Perrone</strong>, ad aver detto al boss che <strong>D&#8217;Alterio</strong> si era vendicato della moglie di <strong>Giorgio Polverino</strong> sparando contro la sua vettura. &#8216;<em>o Barone</em> si sarebbe infuriato ed avrebbe chiesto a <em>Lelluccio &#8216;a Signorina</em> il perché non gli chiese il permesso per quest&#8217;azione vendicativa. La rabbia di <strong>Giuseppe Polverino</strong> sarebbe stata giustificata proprio dalla delicata situazione che caratterizzava gli equilibri criminali tra il suo sodalizio e quello dei <strong>Nuvoletta </strong>&#8211; <strong>Orlando</strong>.</p>
<p>A quel punto il colpo di scena, con <strong>D&#8217;Alterio</strong> che si sarebbe scagliato contro <strong>Cerullo</strong> accusandolo di essere una spia e addirittura l&#8217;amante della moglie di <strong>Giorgio Polverino</strong>. Ed è qui, parlando di tradimenti, che la vicenda si incastra con quella dell&#8217;<a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/01/18/omicidio-passaro-il-racconto-del-pentito-perrone-ucciso-da-dalterio-su-ordine-di-polverino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">omicidio di <strong>Santo Passaro</strong></a>. Quest&#8217;ultimo a soli 30 anni fu ucciso a <strong>Marano</strong> nel <strong>2008</strong>. Perrone, in merito, ha raccontato ai magistrati che alcuni suoi amici del <strong>clan Polverino</strong> gli dissero che ad ordinare l&#8217;assassinio fu il boss, &#8216;<em>o Barone</em><em>.</em></p>
<p>L&#8217;esecutore, il killer &#8211; invece &#8211; sarebbe stato proprio <strong>D&#8217;Alterio</strong> aiutato da <strong>Salvatore Simeoli</strong> alias &#8216;<em>o Sciacallo</em>. Per <strong>Perrone</strong>, Passaro fu ucciso perché sarebbe stato l&#8217;amante della moglie di <strong>Armando Del Core</strong>, conosciuto come &#8216;<em>o Pastore</em> e legato al <strong>clan Nuvoletta</strong> (nonché coinvolto nell&#8217;agguato mortale ai danni del giornalista <strong>Giancarlo Siani</strong>). Per questo, secondo quanto narrato dal pentito, il boss <strong>Giuseppe Polverino</strong> &#8211; dopo aver ascoltato <strong>Cerullo</strong> &#8211; rivolgendosi a <strong>D&#8217;Alterio </strong>avrebbe esclamato: &#8220;<em>Ma come, noi abbiamo ucciso l&#8217;amante della moglie del Pastore e adesso dovremmo uccidere anche a te che stai con la cognata?</em>&#8220;.</p>
<p>Proprio in merito all&#8217;omicidio di <strong>Santo Passaro</strong>, il prossimo <strong>20 gennaio</strong>, si terrà presso il <strong>Tribunale di Napoli</strong> l&#8217;udienza preliminare sul caso (ancora irrisolto). Per l&#8217;occasione <strong>Perrone</strong>, che all&#8217;epoca dei fatti era detenuto, dovrà confermare davanti ai giudici la versione resa ai pm. Alla sbarra anche il boss <strong>Giuseppe Polverino</strong> difeso dagli avvocati <strong>Giovanni Esposito Fariello</strong>, <strong>Raffaele Esposito</strong> e <strong>Francesco Maria Amodeo</strong>.</p>
<figure id="attachment_186764" aria-describedby="caption-attachment-186764" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="responsive wp-image-186764 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/polverinocerullodalterio.jpg" alt="La lite tra mogli, la stesa dopo la festa della donna e l'amante: il triangolo che fece tremare la pax tra i clan" width="650" height="402" /><figcaption id="caption-attachment-186764" class="wp-caption-text">Nella foto grande Giuseppe Polverino &#8216;o Barone. Nei riquadri, in alto a sinistra, Roberto Perrone. Sotto di lui Giorgio Polverino. In alto a destra, Raffaele D&#8217;Alterio alias &#8216;Lelluccio &#8216;a Signorina. Sotto di lui Sabatino Cerullo</figcaption></figure>
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		<title>Colpo al clan Nuvoletta, in carcere figlio e nipote del boss</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/02/07/colpo-al-clan-nuvoletta-in-carcere-figlio-e-nipote-del-boss/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Feb 2019 15:06:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dovranno scontare rispettivamente 6 e 5 anni di reclusione, Angelo e Lorenzo Nuvoletta figlio e nipote dello storico boss Lorenzo deceduto negli anni &#8217;90. L&#8217;accusa era di minacce ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Ora la sentenza è diventata definitiva e come riportato da Il Mattino, i due eredi del sodalizio sono stati prelevati e trasportati in carcere. Angelo e Lorenzo Nuvoletta erano agli arresti [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dovranno scontare rispettivamente <strong>6</strong> e <strong>5 </strong>anni di reclusione, <strong>Angelo</strong> e <strong>Lorenzo Nuvoletta</strong> figlio e nipote dello storico boss <strong>Lorenzo</strong> deceduto negli anni &#8217;90. L&#8217;accusa era di minacce ed estorsione aggravata dal metodo mafioso.</p>
<p>Ora la sentenza è diventata definitiva e come riportato da <em>Il Mattino</em>, i due eredi del sodalizio sono stati prelevati e trasportati in carcere. <strong>Angelo </strong>e <strong>Lorenzo</strong> <strong>Nuvoletta</strong> erano agli arresti domiciliari.</p>
<p>Entrambi erano nel mirino della <em>Direzione distrettuale antimafia</em> (<strong>DDA</strong>) di Napoli. Le indagini sono andate avanti per diverso tempo fino all&#8217;attuale epilogo del procedimento giudiziario avviato nei loro confronti.</p>
<figure id="attachment_148192" aria-describedby="caption-attachment-148192" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="responsive wp-image-148192 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/1539340705_arresto_o.jpg" alt="Colpo al clan Nuvoletta, in carcere figlio e nipote del boss" width="650" height="366" /><figcaption id="caption-attachment-148192" class="wp-caption-text">foto di repertorio</figcaption></figure>
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		<title>Marano di Napoli, arrestati due estorsori del clan Orlando</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/11/07/marano-di-napoli-arrestati-due-estorsori-del-clan-orlando/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2018 12:37:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In data odierna i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di Celestino De Fenza, 34enne di Marano di Napoli e Antonio Agrillo, 34enne di Quarto Flegreo, ritenuti responsabili dei delitti di estorsione aggravata da metodo e finalità mafiose ed associazione [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In data odierna i carabinieri del <strong>Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna</strong> hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di <strong>Celestino De Fenza</strong>, 34enne di <strong>Marano di Napoli</strong> e <strong>Antonio Agrillo</strong>, 34enne di <strong>Quarto Flegreo</strong>, ritenuti responsabili dei delitti di estorsione aggravata da metodo e finalità mafiose ed associazione per delinquere di tipo mafioso di matrice camorristica.</p>
<p>I provvedimenti sono stati notificate agli indagati che erano già detenuti nelle strutture carcerarie di <strong>Tolmezzo</strong> (in provincia di Udine) e <strong>Siracusa</strong>. Le attività, condotte dal suddetto reparto e coordinate dalla <em>Direzione distrettuale Antimafia</em> <strong>D.D.A.</strong> di <strong>Napoli</strong>, sono state svolte da aprile ad agosto con lo scopo far luce sulle attività illecite del <strong>clan Orlando-Nuvoletta</strong>, egemone sul territorio di <strong>Marano di Napoli</strong>.</p>
<p>L&#8217;indagine trae origine da servizi di osservazione che hanno consentito di documentare la consegna, dietro intimidazioni estorsive, di una somma di denaro agli indagati da parte di un imprenditore edile impegnato in lavori di ristrutturazione di un condominio. Gli estorsori al fine di accertare il reale valore dei lavori da &#8220;tassare&#8221; in percentuale avevano persino convocato l&#8217;amministratore del condominio interessato. I <strong>carabinieri</strong> delegati hanno effettuato minuziosi riscontri a supporto dei servizi di osservazione che, in uno alle attività tecniche, hanno portato il <em>Giudice per le indagini preliminari</em> <strong>G.I.P.</strong> ad emettere dell&#8217;oridnanza a loro carico.</p>
<p><strong>Agrillo</strong> è ritenuto storico affiliato e parte integrante del clan <strong>Orlando</strong> come conferma anche il suo recente arresto per minacce aggravate ai danni di familiari di un collaboratore di giustizia per indurlo a ritrattare. <strong>De Fenza</strong>, nipote di <strong>Luigi Esposito</strong> condannato per appartenenza al clan <strong>Nuvoletta</strong>, risulta esponente di rilievo anche lui degli <strong>Orlando</strong> come dimostra il suo arresto per estorsione ai danni di un imprenditore maranese.</p>
<figure id="attachment_138878" aria-describedby="caption-attachment-138878" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-138878 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/maranou.jpg" alt="Marano di Napoli, arrestati due estorsori del clan Orlando" width="650" height="405" /><figcaption id="caption-attachment-138878" class="wp-caption-text">Nei riquadri a destra, dall&#8217;alto verso il basso, Celestino De Fenza e Antonio Agrillo (foto di Cronaca Flegrea)</figcaption></figure>
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		<title>Omicidio Izzo, individuati i killer: dopo 27 anni arrestati 3 affiliati al clan dei Casalesi</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/03/12/omicidio-izzo-individuati-i-killer-dopo-27-anni-arrestati-3-affiliati-al-clan-dei-casalesi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Mar 2018 15:42:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Concorso in omicidio, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, aggravati dal metodo e finalità mafiose. Sono queste le accuse rivolte dalla DDA (Direzione Distrettuale Antmafia) e confermate dal GIP (Giudice per le indagini preliminari) nei confronti di Walter Schiavone, Enrico Martinelli e Antonio Mezzero. Gli inquirenti hanno verificato la loro responsabilità per l&#8217;omicidio di Stefano Izzo avvenuto il 18 [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/03/12/omicidio-izzo-individuati-i-killer-dopo-27-anni-arrestati-3-affiliati-al-clan-dei-casalesi/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Omicidio Izzo, individuati i killer: dopo 27 anni arrestati 3 affiliati al clan dei Casalesi</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Concorso in omicidio, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, aggravati dal metodo e finalità mafiose. Sono queste le accuse rivolte dalla <strong>DDA</strong> (<em>Direzione Distrettuale Antmafia</em>) e confermate dal <strong>GIP</strong> (<em>Giudice per le indagini preliminari</em>) nei confronti di <strong>Walter Schiavone</strong>, <strong>Enrico Martinelli</strong> e <strong>Antonio Mezzero</strong>. Gli inquirenti hanno verificato la loro responsabilità per l&#8217;omicidio di <strong>Stefano Izzo</strong> avvenuto il 18 dicembre del 1991.</p>
<p>È svolta, dunque, per un&#8217;inchiesta che sembrava morta e sepolta e che invece ha visto la luce grazie alle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, <strong>Cipriano D&#8217;Alessandro</strong> e <strong>Nicola Panaro</strong>. Gli investigatori sono riusciti a ricostruire la dinamica dell&#8217;agguato avvenuto in un&#8217;azienda agricola di <strong>Pignataro Maggiore</strong> in provincia di <strong>Caserta</strong>.</p>
<p>Inoltre, è stata accertato che l&#8217;omicidio è avvenuto a causa della sanguinosa faida tra il <strong>clan dei Casalesi</strong> (fazione <strong>Schiavone</strong>) e il sodalizio dei <strong>Nuvoletta</strong>. La <strong>DDA</strong>, ha anche individuato mandanti ed esecutori dell&#8217;assassinio. Per questo motivo i <strong>carabinieri</strong> hanno eseguito l&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere autorizzata dal <strong>GIP</strong>. La vittima sarebbe stata uccisa perché sospettata di aver partecipato, come &#8220;<em>specchiettista</em>&#8221; all&#8217;esecuzione dell’omicidio di <strong>Emilio Martinelli</strong>, fratello dell&#8217;ex boss <strong>Enrico</strong>.</p>
<figure id="attachment_111354" aria-describedby="caption-attachment-111354" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/clancasalesi-arresti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-111354 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/clancasalesi-arresti.jpg" alt="Omicidio Izzo, individuati i killer: dopo 27 anni arrestati 3 affiliati al clan dei Casalesi" width="650" height="335" /></a><figcaption id="caption-attachment-111354" class="wp-caption-text">Da sinistra Walter Schiavone, Nicola Panaro, Enrico Martinelli, Antonio Mezzero e Cipriano D&#8217;Alessandro</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/03/12/omicidio-izzo-individuati-i-killer-dopo-27-anni-arrestati-3-affiliati-al-clan-dei-casalesi/">Omicidio Izzo, individuati i killer: dopo 27 anni arrestati 3 affiliati al clan dei Casalesi</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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