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	<title>clan amato-pagano Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>clan amato-pagano Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<item>
		<title>Ucciso dal clan, i resti trovati dopo anni: killer ai domiciliari. &#8220;Incompatibile col regime carcerario&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/04/11/ucciso-dal-clan-i-resti-trovati-dopo-anni-killer-ai-domiciliari-incompatibile-col-regime-carcerario/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2020 14:14:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[antonino d'andò]]></category>
		<category><![CDATA[clan amato-pagano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri il Tribunale del Riesame Decima Sezione ha concesso gli arresti domiciliari a Giosué Belgiorno condannato a 20 anni per l’omicidio di Antonino D’ando. Accolte le istanze degli avvocati difensori Raffaele Chiummariello e Massimo Autieri. I legali hanno visto accogliere la loro istanza rispetto all&#8217;incompatibilità del proprio cliente con il regime carcerario. Ad attestarlo anche una perizia stilata [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri il <strong>Tribunale del Riesame</strong> Decima Sezione ha concesso gli arresti domiciliari a <strong>Giosué Belgiorno</strong> condannato a <strong>20 anni</strong> per l’omicidio di <strong>Antonino</strong> <strong>D’ando</strong>. Accolte le istanze degli avvocati difensori <strong>Raffaele Chiummariello</strong> e <strong>Massimo Autieri</strong>.</p>
<p>I legali hanno visto accogliere la loro istanza rispetto all&#8217;incompatibilità del proprio cliente con il regime carcerario. Ad attestarlo anche una perizia stilata da un ctu. <strong>D&#8217;Andò </strong>è detenuto presso il <strong>carcere di Secondigliano</strong>.</p>
<p>L&#8217;allarme sanitario è divenuto una priorità per le strutture penitenziarie a causa del <em><strong>coronavirus</strong></em>.</p>
<h1><a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/05/24/omicidio-dando-il-pm-chiede-lergastolo-per-i-killer-il-giudice-da-20-anni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">I FATTI &#8211;</a></h1>
<p class="first">La svolta c’è stata proprio in <strong>Tribunale</strong> <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/22/omicidio-dando-svolta-in-tribunale-i-killer-sappiamo-dove-il-cadavere/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lo scorso <strong>22 marzo</strong></a> quando <strong>Giosuè Belgiorno</strong>, <strong>Emanuele</strong> <strong>Baiano</strong>, <strong>Ciro Scognamiglio </strong>e <strong>Mario Ferraiuolo</strong> confessarono in aula di essere stati loro ad aver partecipato all’agguato contro <strong>Antonino D’Andò</strong> e di sapere dove fosse stato sepolto il corpo.</p>
<p>Quest’ultimo fu ucciso nel <strong>2011</strong> a causa di un’epurazione interna al clan <em>scissionista</em> degli <strong>Amato</strong> – <strong>Pagano</strong>. Lo scorso <strong>5 aprile</strong> i Pm <strong>Vincenza</strong> <strong>Marra</strong> e <strong>Maurizio</strong> <strong>De Marco</strong> autorizzarono gli accertamenti volti a verificare la veridicità della confessione: <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/04/05/lupara-bianca-killer-sul-posto-ritrovato-dopo-ore-di-scavi-il-corpo-di-antonino-dando/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il cadavere è stato trovato</a> in un fondo in via del Re, una zona di campagna del comune di <strong>Arzano</strong>, a nord di Napoli.</p>
<p>Anche <strong>Mario Riccio</strong> detto ‘<em>Mariano</em>, alla guida del sodalizio dopo gli arresti di <strong>Raffale Amato</strong> e <strong>Cesare Pagano</strong>, ha confessato di essere stato il mandante dell’assassinio. Oggi per gli imputati c’era una nuova discussione in <strong>Tribunale</strong>. La richiesta del Pm è stata l’ergastolo, il giudice ha invece condannato <strong>Baiano</strong>, <strong>Belgiorno </strong>e <strong>Riccio</strong> a 20 anni di reclusione in carcere.</p>
<p>Accolte, dunque, le istanze dei loro avvocati difensori: i legali <strong>Raffaele Chiummariello</strong>, <strong>Domenico Dello Iacono</strong>, e <strong>Massimo Autieri</strong>.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/10/02/omicidio-dando-dopo-7-anni-arrestati-i-presunti-colpevoli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>IL COMUNICATO DEGLI ARRESTI –</strong></a></p>
<p class="first">In data odierna questa <strong>Squadra Mobile</strong> presso la <strong>Questura di Napoli</strong> ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare che ha disposto la custodia in carcere nei confronti di 7 indagati, emessa dal <em>Giudice per le indagini preliminari</em> (<strong>GIP</strong>) presso il <strong>Tribunale di Napoli</strong>, su richiesta della <em>Direzione distrettuale antimafia </em>(<strong>DDA</strong>), nei confronti di soggetti ritenuti responsabili dell’omicidio per lupara bianca di <strong>Antonino D’Andò</strong>, scomparso il <strong>22 febbraio 2011</strong>, ritenuto uno dei luogotenenti di <strong>Carmine Amato</strong>, a sua volta erede di <strong>Raffaele Amato</strong>, uno dei capi della consorteria camorristica<strong> Amato</strong> – <strong>Pagano</strong>.</p>
<p>Le attività di indagine – fondate su dichiarazioni di collaboratori di giustizia, intercettazioni ed un’ampia messe di riscontri – hanno consentito di ricostruire mandanti ed esecutori di un omicidio “eccellente” che costituì un’epurazione interna decisa da una componente del clan, quella facente riferimento a <strong>Mario Riccio</strong>, detto “<em>Mariano</em>” e genero di <strong>Cesare Pagano</strong>, per questo designato a capo dell’organizzazione criminale, ai danni della componente che faceva riferimento agli <strong>Amato</strong>.</p>
<p><strong>D’Andò</strong> venne assassinato ed il suo cadavere fatto sparire non per dissimulare la responsabilità dell’omicidio, ma quale ultimo atto di affronto nei riguardi di un affiliato rimasto fedele agli <strong>Amato</strong> e che non vedeva di buon occhio la leadership di <strong>Riccio</strong>.</p>
<p><strong>D’Andò</strong> fu attirato in trappola, venendo convocato per una riunione in uno dei covi del clan, per essere subito ucciso da un soggetto, legato da vincoli di sangue ai <strong>Pagano</strong>, che così se ne assunsero la diretta responsabilità, e poi sepolto in un terreno incolto rimasto ignoto.</p>
<p><strong>I NOMI DEGLI ARRESTATI</strong></p>
<p>1) BAIANO Emanuele, di 30 anni</p>
<p>2) BELGIORNO Giosue’ di 29 anni, detto Giosue’ o’ ruoss,</p>
<p>3) BELGIORNO Giosue’ di 28 anni; dettoGiosue’o’piccirillo</p>
<p>4) FERRAIUOLO Mario di 28 anni;detto Marittiello quatt sold;</p>
<p>5) PARISI Giuseppe di 51 anni, detto “Pino”</p>
<p>6) RICCIO Mario di 27 anni, detto“Mariano”</p>
<p>7) SCOGNAMIGLIO Ciro di 29 anni; detto Ciro banbulella</p>
<figure id="attachment_161229" aria-describedby="caption-attachment-161229" style="width: 712px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-161229 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_1-43-29.jpg" alt="Omicidio D'Andò, il Pm chiede l'ergastolo per i killer. Il giudice dà 20 anni" width="712" height="403" /><figcaption id="caption-attachment-161229" class="wp-caption-text">Nel riquadro centrale mariano Riccio, il quello a destra Raffaele Amato, in basso Cesare Pagano</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/04/11/ucciso-dal-clan-i-resti-trovati-dopo-anni-killer-ai-domiciliari-incompatibile-col-regime-carcerario/">Ucciso dal clan, i resti trovati dopo anni: killer ai domiciliari. &#8220;Incompatibile col regime carcerario&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Attirato in trappola e ucciso per essersi ribellato al boss, 2 arresti per l&#8217;omicidio de l&#039;&#8221;Italiano&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/06/25/attirato-in-trappola-e-ucciso-per-essersi-ribellato-al-boss-2-arresti-per-lomicidio-de-litaliano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2019 04:24:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Melito di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[clan amato-pagano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri, 24 u.s., la Squadra Mobile di Napoli ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare che ha disposto il carcere per due indagati, emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili dell’omicidio di Mirko Romano, avvenuto in Melito il [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri, 24 u.s., la <strong>Squadra Mobile di Napoli</strong> ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare che ha disposto il carcere per due indagati, emessa dal <strong>GIP</strong> presso il <strong>Tribunale di Napoli</strong>, su richiesta della <strong>Direzione distrettuale antimafia</strong>, nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili dell’omicidio di <strong>Mirko Romano</strong>, avvenuto in <strong>Melito</strong> il <strong>3.12.2012</strong>. Le attività di indagine, fondate su dichiarazioni di collaboratori di giustizia, intercettazioni ed un’ampia messe di riscontri, hanno consentito di ricostruire il mandante e l’esecutore di un omicidio di epurazione interna, deciso dai vertici del clan <strong>Amato-Pagano</strong> per eliminare una delle figure di spicco della consorteria.</p>
<p><strong>Romano</strong>, entrato nel clan nel pieno della <strong>seconda faida di Scampia</strong>, era divenuto il killer prediletto dai capi. Costui era indicato all’interno del clan come l’<em>Italiano</em> perché usava esprimersi sempre in lingua, mai in dialetto ed in modo corretto, circostanza che lo distingueva dagli altri affiliati, caratteristiche che, unitamente alla calma glaciale, alla compostezza ed all’assenza di tracotanza verso i più giovani affiliati ne facevano un personaggio dalla storia singolare.</p>
<p>Killer efficiente e spietato, nei mesi più caldi della <strong>terza faida di Scampia</strong>, (autunno 2012) <strong>Romano</strong> vedeva deteriorarsi il suo rapporto con i capi clan, a causa della sua crescente insofferenza alle imposizioni di <strong>Mariano Riccio</strong> e di <strong>Carmine Cerrato</strong>. La sua aperta critica alla gestione di costoro, la capacità di assumere decisioni in autonomia e soprattutto il prestigio di cui godeva verso numerosi affiliati, lo rendevano in breve “poco affidabile” e quindi pericoloso, perché avrebbe potuto, in caso di arresto, collaborare con la giustizia, ovvero porsi a capo di un’ulteriore frangia di scissionisti.</p>
<p><strong>Riccio </strong>e<strong> Cerrato</strong> decretavano quindi la morte di <strong>Romano</strong>. Incarico eseguito da <strong>Francesco Paolo Russo</strong>, killer emergente, di cui il <strong>Romano</strong> si fidava, in quanto il giovane <strong>Russo</strong> si collocava da tempo tra gli uomini più vicini alla vittima. <strong>Romano</strong> veniva attirato in una trappola ed ucciso dal <strong>Russo</strong>, il corpo quindi abbandonato ai margini della strada dove veniva rinvenuto dai <strong>Carabinieri</strong> la mattina del <strong>3.12.2012</strong>. Da quel momento il <strong>RUSSO</strong> diveniva il killer di riferimento del <strong>Riccio</strong> nonché responsabile del settore degli stupefacenti. Il tradimento dell’amico collocava temporaneamente il <strong>Russo</strong> ai vertici della compagine, in un’effimera parabola che si chiudeva prima con la marginalizzazione da parte del <strong>Riccio</strong>, sempre sospettoso delle figure emergenti, e quindi con l’arresto.</p>
<p><strong>GLI ARRESTATI &#8211;</strong></p>
<p><em>Custodia cautelare in carcere</em></p>
<p><strong>Mariano Riccio</strong>, nato a Mugnano di Napoli (NA) il 28.06.1991</p>
<p><strong>Francesco Paolo Russo</strong>, nato a Pompei (NA) il 23/05/1990</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/mirkoromanomarianoricciofrancescopaolorusso.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-164717 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/mirkoromanomarianoricciofrancescopaolorusso.jpg" alt="Attirato in trappola e ucciso per essersi ribellato al boss, 2 arresti per l'omicidio de l'&quot;Italiano&quot;" width="650" height="404" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/06/25/attirato-in-trappola-e-ucciso-per-essersi-ribellato-al-boss-2-arresti-per-lomicidio-de-litaliano/">Attirato in trappola e ucciso per essersi ribellato al boss, 2 arresti per l&#8217;omicidio de l&#039;&#8221;Italiano&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Omicidio D&#8217;Andò, svolta in Tribunale: i killer, &#8220;sappiamo dov&#8217;è il cadavere&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/03/22/omicidio-dando-svolta-in-tribunale-i-killer-sappiamo-dove-il-cadavere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2019 11:04:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[antonino d'andò]]></category>
		<category><![CDATA[clan amato-pagano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Svolta per il processo in corso con rito abbreviato e relativo all&#8217;omicidio di Antonino D&#8217;Andò, ucciso nel 2011 a causa di una faida interna al clan Amato &#8211; Pagano. L&#8217;uomo fu assassinato ma il suo cadavere non è mai stato ritrovato. Oggi, il Giudice per l&#8217;udienza preliminare (Gup) ha rinviato l&#8217;udienza al prossimo 24 maggio. Infatti, gli imputati Baiano Belgiorno Ferraiuolo e Scognamiglio, hanno [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/22/omicidio-dando-svolta-in-tribunale-i-killer-sappiamo-dove-il-cadavere/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Omicidio D&#8217;Andò, svolta in Tribunale: i killer, &#8220;sappiamo dov&#8217;è il cadavere&#8221;</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/22/omicidio-dando-svolta-in-tribunale-i-killer-sappiamo-dove-il-cadavere/">Omicidio D&#8217;Andò, svolta in Tribunale: i killer, &#8220;sappiamo dov&#8217;è il cadavere&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Svolta per il processo in corso con rito abbreviato e relativo all&#8217;omicidio di <strong>Antonino D&#8217;Andò</strong>, ucciso nel <strong>2011</strong> a causa di una faida interna al <strong>clan Amato &#8211; Pagano</strong>. L&#8217;uomo fu assassinato ma il suo cadavere non è mai stato ritrovato.</p>
<p>Oggi, il <em>Giudice per l&#8217;udienza preliminare</em> (<strong>Gup</strong>) ha rinviato l&#8217;udienza al prossimo <strong>24 maggio</strong>. Infatti, gli imputati <strong>Baiano</strong> <strong>Belgiorno</strong> <strong>Ferraiuolo</strong> e <strong>Scognamiglio</strong>, hanno confessato e detto di poter far ritrovare il corpo della vittima. I Pm <strong>Vincenza</strong> <strong>Marra</strong> e <strong>Maurizio</strong> <strong>De Marco</strong> provvederanno ad eseguire un sopralluogo per verificare tale notizia.</p>
<p>Gli imputati sono difesi dagli avvocati <strong>Raffaele Chiummariello</strong>, <strong>Domenico Dello Iacono</strong>, <strong>Luigi</strong> <strong>Senese</strong> e<strong> Autiero</strong>.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/10/02/omicidio-dando-dopo-7-anni-arrestati-i-presunti-colpevoli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>IL COMUNICATO DEGLI ARRESTI &#8211;</strong></a></p>
<p class="first">n data odierna questa <strong>Squadra Mobile</strong> presso la <strong>Questura di Napoli</strong> ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare che ha disposto la custodia in carcere nei confronti di 7 indagati, emessa dal <em>Giudice per le indagini preliminari</em> (<strong>GIP</strong>) presso il <strong>Tribunale di Napoli</strong>, su richiesta della <em>Direzione distrettuale antimafia </em>(<strong>DDA</strong>), nei confronti di soggetti ritenuti responsabili dell’omicidio per lupara bianca di <strong>Antonino D’Andò</strong>, scomparso il <strong>22 febbraio 2011</strong>, ritenuto uno dei luogotenenti di <strong>Carmine Amato</strong>, a sua volta erede di <strong>Raffaele Amato</strong>, uno dei capi della consorteria camorristica<strong> Amato</strong> – <strong>Pagano</strong>.</p>
<p>Le attività di indagine – fondate su dichiarazioni di collaboratori di giustizia, intercettazioni ed un’ampia messe di riscontri – hanno consentito di ricostruire mandanti ed esecutori di un omicidio “eccellente” che costituì un’epurazione interna decisa da una componente del clan, quella facente riferimento a <strong>Mario Riccio</strong>, detto “<em>Mariano</em>” e genero di <strong>Cesare Pagano</strong>, per questo designato a capo dell’organizzazione criminale, ai danni della componente che faceva riferimento agli <strong>Amato</strong>.</p>
<p><strong>D’Andò</strong> venne assassinato ed il suo cadavere fatto sparire non per dissimulare la responsabilità dell’omicidio, ma quale ultimo atto di affronto nei riguardi di un affiliato rimasto fedele agli <strong>Amato</strong> e che non vedeva di buon occhio la leadership di <strong>Riccio</strong>.</p>
<p><strong>D’Andò</strong> fu attirato in trappola, venendo convocato per una riunione in uno dei covi del clan, per essere subito ucciso da un soggetto, legato da vincoli di sangue ai <strong>Pagano</strong>, che così se ne assunsero la diretta responsabilità, e poi sepolto in un terreno incolto rimasto ignoto.</p>
<p><strong>I NOMI DEGLI ARRESTATI</strong></p>
<p>1) BAIANO Emanuele, di 30 anni</p>
<p>2) BELGIORNO Giosue’ di 29 anni, detto Giosue’ o’ ruoss,</p>
<p>3) BELGIORNO Giosue’ di 28 anni; dettoGiosue’o’piccirillo</p>
<p>4) FERRAIUOLO Mario di 28 anni;detto Marittiello quatt sold;</p>
<p>5) PARISI Giuseppe di 51 anni, detto “Pino”</p>
<p>6) RICCIO Mario di 27 anni, detto“Mariano”</p>
<p>7) SCOGNAMIGLIO Ciro di 29 anni; detto Ciro banbulella</p>
<figure id="attachment_153063" aria-describedby="caption-attachment-153063" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-153063 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/AMATOPAGANORICCIODANDO.jpg" alt="Omicidio D'Andò, svolta in Tribunale: i killer, &quot;sappiamo dov'è il cadavere&quot;" width="650" height="368" /><figcaption id="caption-attachment-153063" class="wp-caption-text">Nel riquadro centrale mariano Riccio, il quello a destra Raffaele Amato, in basso Cesare Pagano</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/22/omicidio-dando-svolta-in-tribunale-i-killer-sappiamo-dove-il-cadavere/">Omicidio D&#8217;Andò, svolta in Tribunale: i killer, &#8220;sappiamo dov&#8217;è il cadavere&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Clan Amato &#8211; Pagano, due omicidi e un ferito per il controllo di Mugnano: in manette 6 killer dei Lo Russo</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/02/25/clan-amato-pagano-due-omicidi-e-un-ferito-per-il-controllo-di-mugnano-in-manette-6-killer-dei-lo-russo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Feb 2019 09:56:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In data odierna la Squadra Mobile presso la Questura di Napoli ha dato esecuzione ad un&#8217;ordinanza di custodia cautelare che ha disposto la custodia in carcere nei confronti di sei indagati, emessa dal Giudice per le indagini preliminari (GIP) presso il Tribunale di Napoli, ad esito di indagini della Direzione distrettuale antimafia (DIA), nei confronti dei soggetti ritenuti [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In data odierna la <strong>Squadra Mobile presso la Questura di Napoli</strong> ha dato esecuzione ad un&#8217;ordinanza di custodia cautelare che ha disposto la custodia in carcere nei confronti di sei indagati, emessa dal <em>Giudice per le indagini preliminari</em> (<strong>GIP</strong>) presso il <strong>Tribunale di Napoli</strong>, ad esito di indagini della <em>Direzione distrettuale antimafia </em>(<strong>DIA</strong>), nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili di due distinti episodi omicidiari commessi nell&#8217;<strong>area nord di Napoli</strong> e riconducibili alla guerra per il controllo del territorio di <strong>Mugnano</strong> e delle relative attività criminali sul territorio.</p>
<p>Le attività di indagine, fondate su dichiarazioni di collaboratori di giustizia, intercettazioni ed un&#8217;ampio numero di riscontri, hanno consentito di individuare gli esecutori dell&#8217;omicidio ai danni di <strong>Eugenio Santoro</strong>, in cui è rimasto ferito <strong>Andrea Parolisi</strong>, commesso in <strong>Mugnano</strong> il <strong>19.12.2006</strong>, nonché dell&#8217;omicidio di <strong>Salvatore Cipolletta</strong>, consumato il <strong>14.4.2008</strong>, sempre in <strong>Mugnano</strong>.</p>
<p>L’agguato a <strong>Parolisi </strong>e <strong>Santoto</strong> venne compiuto da un gruppo di fuoco composto da affiliati del <strong>clan Lo Russo</strong>, ed operante per conto dei vertici del <strong>clan Amato</strong> &#8211; <strong>Pagano</strong>. Le due consorterie all&#8217;epoca, come dimostrato da numerosi provvedimenti giudiziari (tra cui sentenze passate in giudicato), erano infatti alleate, in un intreccio di affari criminali e di favori reciproci, tra cui omicidi commessi da gruppi di fuoco composti da affiliati ad entrambi i clan.</p>
<p>Questi due episodi hanno quale filo conduttore l’affermazione del predominio del<strong> clan Amato </strong> <strong>Pagano</strong> su <strong>Mugnano</strong>, territorio su cui hanno sempre operato referenti ribelli alle direttive dei capi. Ed invero, come dimostra la sentenza definitiva intervenuta per l&#8217;omicidio di <strong>Carmine Amoruso</strong> commesso il <strong>6.3.2006</strong>, gli <strong>Amato </strong>&#8211; <strong>Pagano</strong>, dapprima deliberarono la morte di <strong>Amoruso</strong>, per insediarvi il <b>Cipolletta</b>, quale loro &#8220;<em>longa manus</em>&#8221; su <strong>Mugnano</strong>; poi <b>Cipolletta </b>fu incaricato di eliminare due affiliati riottosi quali <strong>Santoro</strong> e <strong>Parolisi</strong>.</p>
<p>L&#8217;agguato riusci a meta, poiché <b>Parolisi </b>sfuggì al commando omicida e, dopo essersi rifugiato nel <strong>Commissariato di Giugliano</strong>, divenne collaboratore di giustizia.<br />
Lo stesso <strong>Cipolletta</strong>, successivamente si rese inviso ai capi degli <strong>Amato </strong>&#8211; <strong>Pagano</strong> per la sua tendenza a rendersi autonomo nella gestione dei vari affari criminali su <strong>Mugnano</strong>, per cui ne venne decretata la sua morte, poi perpetrata ad opera di fedelissimi del <strong>clan Amato</strong> &#8211;<strong> Pagano</strong>.</p>
<p>Il territorio di <strong>Mugnano</strong>, la cui turbolenza è dimostrata anche da eventi recentissimi, è stato caratterizzato dall&#8217;eliminazione fisica dei soggetti che ne gestiscono il controllo criminale. Nel 2008, infatti, il potere camorristico su <strong>Mugnano</strong> venne affidato dagli <strong>Amato </strong>&#8211; <strong>Pagano</strong> a <strong>Antonino D&#8217;Andò</strong>, che finirà a sua volta nel 2011 vittima della guerra interna alla consorteria, come dimostrano gli atti del processo che si sta celebrando in abbreviato innanzi al <strong>GIP</strong> <em>Ufficio 26</em>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-150009 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/amatopaganolorusomugnano.jpg" alt="Clan Amato - Pagano, due omicidi e un ferito per il controllo di Mugnano: in manette 6 killer dei Lo Russo" width="650" height="419" /></p>
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		<title>Faida e &#8220;pulizia&#8221; interna, arrestati killer e mandanti degli Scissionisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Feb 2019 16:13:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In data odierna la Squadra Mobile presso la Questura di Napoli ha dato esecuzione ad un&#8217;ordinanza di custodia cautelare che ha disposto la custodia in carcere nei confronti di cinque indagati, emessa dal Giudice per le indagini preliminari (GIP) presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (DDA), nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili di [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In data odierna la <strong>Squadra Mobile presso la Questura di Napoli</strong> ha dato esecuzione ad un&#8217;ordinanza di custodia cautelare che ha disposto la custodia in carcere nei confronti di cinque indagati, emessa dal <em>Giudice per le indagini preliminari</em> (<strong>GIP</strong>) presso il <strong>Tribunale di Napoli</strong>, su richiesta della <em>Direzione distrettuale antimafia </em>(<strong>DDA</strong>), nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili di tre distinti episodi omicidiari commessi nell&#8217;<strong>area nord di Napoli</strong> e riconducibili alla guerra per il controllo del territorio di Arzano e del traffico dello stupefacente nella zona nord del capoluogo.</p>
<p>Le attività di indagine &#8211; fondate su dichiarazioni di collaboratori di giustizia, intercettazioni ed un&#8217;ampia messe di riscontri &#8211; hanno consentito di individuare gli esecutori dell&#8217;omicidio ai danni dei fratelli <strong>Ciro </strong>e <strong>Domenico Girardi </strong>avvenuti ad <strong>Arzano </strong>il <strong>3 giugno 2006 </strong>e commessi per affermare il dominio del <strong>clan Amato </strong>&#8211; <strong>Pagano</strong> sulla cittadina in provincia di <strong>Napoli</strong> a discapito del <strong>clan Di Lauro</strong>.</p>
<p>Le vittime erano i referenti del sodalizio retto da <em>Ciruzzo ò Milionario</em>. Individuati e arrestati anche i mandanti e gli esecutori dell&#8217;omicidio ai danni di <strong>Marco Maisto</strong> e di <strong>Giovanni Irollo </strong>a <strong>Melito</strong> il <strong>17 giugno del 2007</strong>, che costituì un&#8217;epurazione interna decisa dai vertici del <strong>clan Amato </strong>&#8211;<strong> Pagano</strong> ai danni del referente dell&#8217;epoca del territorio di <strong>Arzano</strong>, per estrometterne il gruppo <strong>Maisto</strong>, già responsabile del duplice omicidio <b>Girardi</b> e nel tempo divenuto insubordinato.</p>
<p>Infine gli agenti hanno ammanettato anche i mandanti e gli esecutori dell&#8217;omicidio di un killer del <strong>clan Amato </strong>&#8211; <strong>Pagano</strong>, <strong>Antonio Matrullo</strong> commesso a <strong>Napoli</strong>, nel quartiere <strong>Scampia</strong> (all&#8217;interno del <em>Lotto P</em>) il <strong>26 giugno del 2009</strong>, eliminato dal suo stesso clan perché in aperta polemica con i vertici.</p>
<figure id="attachment_147992" aria-describedby="caption-attachment-147992" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-147992 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_1-7-55.jpg" alt="Faida e &quot;pulizia&quot; interna, arrestati killer e mandanti degli Scissionisti" width="650" height="402" /><figcaption id="caption-attachment-147992" class="wp-caption-text">foto di repertorio</figcaption></figure>
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		<title>Camorra, stangata agli Amato &#8211; Pagano: &#8220;Zia Rosaria&#8221; condannata a 20 anni di carcere</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/06/29/camorra-stangata-agli-amato-pagano-zia-rosaria-condannata-a-20-anni-di-carcere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jun 2018 16:03:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal rischio scarcerazione che sarebbe potuta arrivare con la prossima scadenza dei termini della custodia cautelare, ad una condanna in primo grado a 20 anni di carcere con l&#8217;accusa di associazione di stampo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti. Come riportato da Manuela Galletta su Giustizia News 24, è stata questa la sentenza (non definitiva) pronunciata dal Gip (Giudice per le [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/06/29/camorra-stangata-agli-amato-pagano-zia-rosaria-condannata-a-20-anni-di-carcere/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Camorra, stangata agli Amato &#8211; Pagano: &#8220;Zia Rosaria&#8221; condannata a 20 anni di carcere</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/06/29/camorra-stangata-agli-amato-pagano-zia-rosaria-condannata-a-20-anni-di-carcere/">Camorra, stangata agli Amato &#8211; Pagano: &#8220;Zia Rosaria&#8221; condannata a 20 anni di carcere</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/04/17/dal-carcere-duro-alla-pronta-liberta-il-clan-pronto-a-festeggiare-zia-rosaria-pagano/" target="_blank" rel="noopener">rischio scarcerazione</a> che sarebbe potuta arrivare con la prossima scadenza dei termini della custodia cautelare, ad una condanna in primo grado a <strong>20 anni</strong> di carcere con l&#8217;accusa di associazione di stampo mafioso e traffico di sostanze stupefacenti. Come riportato da <strong>Manuela Galletta</strong> su <em>Giustizia News 24</em>, è stata questa la sentenza (non definitiva) pronunciata dal <strong>Gip </strong>(<em>Giudice per le indagini preliminari</em>) del Tribunale di Napoli <strong>Paola Piccirillo</strong> nei confronti di <strong>Rosaria Pagano </strong>alias &#8220;<em>Zia Rosaria</em>&#8220;.</p>
<p><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/17/maxi-blitz-della-polizia-arrestata-rosaria-pagano-moglie-di-pietro-amato/" target="_blank" rel="noopener">LEGGI ANCHE: Blitz della polizia, colpo al clan degli Amato &#8211; Pagano. Arrestata &#8220;Zia Rosaria&#8221;</a></strong></p>
<p>La <strong>Pagano</strong> è una donna di spicco all&#8217;interno del panorama camorristico napoletano. Le sue importanti parentele le hanno permesso di stare alla guida del cartello degli <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/31/la-mappa-della-camorra-a-napoli-ecco-chi-comanda-in-citta/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Amato </strong>&#8211; <strong>Pagano</strong></a> protagonisti della scissione dal <strong>clan Di Lauro</strong> e fautori di quella che è conosciuta come la <em>faida di Scampia e Secondigliano</em>. Da quando il cognato <strong>Raffaele Amato</strong> e il fratello <strong>Cesare Pagano</strong> sono stati arrestati rispettivamente nel 2009 e nel 2010, è stata &#8220;<em>Zia Rosaria</em>&#8221; insieme ai propri figli a mantenere le redini del clan. Finché non è rimasta da sola alla guida della famiglia, in quanto il primogenito <strong>Carmine</strong> è stato arrestato nel 2011. Addirittura la <strong>Pagano</strong> è stata in grado di ricucire lo strappo interno al sodalizio provocato dal boss emergente della fazione dei Pagano, <strong>Mario</strong> <strong>Riccio</strong> agli arresti dal 2014.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/05/24/zia-rosaria-al-41bis-colpo-al-clan-degli-scissionisti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>LEGGI ANCHE: &#8220;Zia Rosaria&#8221; al regime del &#8220;41 bis&#8221;</strong></a></p>
<p>Accolta in pieno, dunque, la tesi accusatoria dei Pm <strong>Vincenza Marra</strong> e <strong>Maurizio De Marco</strong>. Rosaria Pagano, <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/17/maxi-blitz-della-polizia-arrestata-rosaria-pagano-moglie-di-pietro-amato/" target="_blank" rel="noopener">arrestata a gennaio dell&#8217;anno scorso</a> e <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/05/24/zia-rosaria-al-41bis-colpo-al-clan-degli-scissionisti/" target="_blank" rel="noopener">detenuta al regime del 41 bis</a>, ha incassato il massimo degli anni di detenzione, nonostante il processo si sia svolto con rito abbreviato. Quest&#8217;ultima è una prassi giuridica che avrebbe potuto garantire a &#8220;<em>Zia Rosaria</em>&#8221; lo sconto di un terzo della pena. Questa condanna ha chiuso un primo ciclo processuale condotto dalla <strong>procura antimafia</strong> contro gli <strong>Amato </strong>&#8211; <strong>Pagano</strong>.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/05/24/zia-rosaria-al-41bis-colpo-al-clan-degli-scissionisti/" target="_blank" rel="noopener"><strong>LEGGI ANCHE: Dal &#8220;41 bis&#8221; alla possibile scarcerazione, novità per &#8220;Zia Rosaria&#8221;</strong></a></p>
<p>Condannati a 20 anni anche <strong>Mario Avolio </strong>e <strong>Ferdinando Lizza</strong>. <strong>Salvatore Tufo</strong> è stato condannato a 18 anni di reclusione. 12 gli anni inflitti a <strong>Vincenzo Barbella</strong>, 14 e 9 quelli per <strong>Giuseppe</strong> e <strong>Leonardo Leonardi</strong>.  Una curiosità, è stato arrestato ed è tutt&#8217;ora detenuto, anche <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/05/24/il-baby-boss-che-ha-inguaiato-gli-amato-pagano-non-andava-a-trovare-la-madre-per-non-essere-rimproverato/" target="_blank" rel="noopener">il secondogenito minorenne di <strong>Rosaria Pagano</strong></a>, il 16enne <strong>D. Amato</strong>. Il giovane boss è finito in manette a maggio dello scorso anno con un&#8217;accusa pesantissima: è ritenuto responsabile dell’organizzazione e dell’esecuzione materiale del duplice omicidio di due affiliati al <strong>clan</strong> <strong>Amato-Pagano</strong>, avvenuto il 20 giugno 2016.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/05/24/il-baby-boss-che-ha-inguaiato-gli-amato-pagano-non-andava-a-trovare-la-madre-per-non-essere-rimproverato/" target="_blank" rel="noopener"><strong>LEGGI ANCHE: L&#8217;erede degli Amato &#8211; Pagano che ha rovinato il sodalizio criminale</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/06/07/di-lauro-e-figli-storia-di-una-famiglia-criminale-che-ora-punta-al-business-pulito/" target="_blank" rel="noopener">LEGGI ANCHE: La mappa della camorra, la faida di Secondigliano e Scampia</a></strong></p>
<figure id="attachment_125399" aria-describedby="caption-attachment-125399" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive wp-image-125399 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2018-06-29-alle-18.28.01.png" alt="Camorra, stangata agli Amato - Pagano: &quot;Zia Rosaria&quot; condannata a 20 anni di carcere" width="650" height="395" /><figcaption id="caption-attachment-125399" class="wp-caption-text">&#8220;Zia Rosaria&#8221; Pagano</figcaption></figure>
<figure id="attachment_125408" aria-describedby="caption-attachment-125408" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-125408 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2018-06-29-alle-20.16.05.png" alt="Camorra, stangata agli Amato - Pagano: &quot;Zia Rosaria&quot; condannata a 20 anni di carcere" width="650" height="379" /><figcaption id="caption-attachment-125408" class="wp-caption-text">A sinistra Raffaele Amato, a destra Cesare Pagano</figcaption></figure>
<figure id="attachment_125404" aria-describedby="caption-attachment-125404" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-125404 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2018-06-29-alle-20.09.20.png" alt="Camorra, stangata agli Amato - Pagano: &quot;Zia Rosaria&quot; condannata a 20 anni di carcere" width="650" height="356" /><figcaption id="caption-attachment-125404" class="wp-caption-text">D. Amato</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/06/29/camorra-stangata-agli-amato-pagano-zia-rosaria-condannata-a-20-anni-di-carcere/">Camorra, stangata agli Amato &#8211; Pagano: &#8220;Zia Rosaria&#8221; condannata a 20 anni di carcere</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Faida di Secondigliano, Riccio: &#8220;De Luise ammazzato da Barretta&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/11/13/faida-di-secondigliano-riccio-de-luise-ammazzato-da-barretta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Nov 2017 10:17:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ammazzato dai killer all&#8217;interno di una salumeria dove aveva cercato rifugio. Così è morto Antonio De Luise vittima della faida di Secondigliano, ucciso a dicembre del 2004. De Luise aveva dei precedenti per spaccio di droga ed era legato al clan Di Lauro, gruppo Prestieri. Sull&#8217;agguato sono emersi retroscena importanti raccontati dal collaboratore di giustizia Pasquale Riccio che insieme [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ammazzato dai killer all&#8217;interno di una salumeria dove aveva cercato rifugio. Così è morto <strong>Antonio De Luise</strong> vittima della faida di <strong>Secondigliano</strong>, ucciso a dicembre del 2004. De Luise aveva dei precedenti per spaccio di droga ed era legato al <strong>clan Di Lauro</strong>, gruppo <strong>Prestieri</strong>.</p>
<p>Sull&#8217;agguato sono emersi retroscena importanti raccontati dal collaboratore di giustizia <strong>Pasquale Riccio</strong> che insieme a <strong>Gennaro Notturno</strong> detto &#8216;<em>o Sarracino</em> sta aiutando gli inquirenti a far luce su ben <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/02/notturno-e-riccio-confessano-35-omicidi-la-scia-di-sangue-lasciata-dalla-faida-di-secondigliano/" target="_blank" rel="noopener">35 omicidi</a> commessi durante la faida e avvenuti tra il 2004  e il 2005.</p>
<p>&#8220;<em>Lavorava al Lotto P per conto dei Di Lauro, gruppo Prestieri che all’epoca gestivano i Puffi. So che l’esecutore fu Barretta, quello poi ammazzato. Salvatore Cipolletta me lo disse vantando gli omicidi che Barretta aveva commesso per conto degli Amato-Pagano</em>&#8220;, ha raccontato <strong>Riccio</strong>.</p>
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