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	<title>cassazione Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Fri, 25 Nov 2022 14:01:14 +0000</lastBuildDate>
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	<title>cassazione Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Fabrizio Corona, rompe il silenzio e commenta la decisione della Corte di Cassazione </title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/06/15/fabrizio-corona-rompe-il-silenzio-e-commenta-la-decisione-della-corte-di-cassazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 11:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[corona]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fabrizio Corona, rompe il silenzio e commenta la decisione della Corte di Cassazione. L&#8217;ex re dei paparazzi, con un vidomessaggio mandato in onda a Live-Non è la Durso, ha commentato l&#8217;annullamento del provvedimento a suo carico. LEGGI ANCHE &#8211; Fabrizio Corona non torna in carcere, Cassazione annulla il provvedimento della Magistratura &#8220;Non sono felice della [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fabrizio Corona</strong>, rompe il silenzio e commenta la decisione della Corte di Cassazione. L&#8217;ex re dei paparazzi, con un vidomessaggio mandato in onda a Live-Non è la Durso, ha commentato l&#8217;annullamento del provvedimento a suo carico.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/06/09/fabrizio-corona-non-torna-in-carcere-cassazione-annulla-il-provvedimento-della-magistratura/">LEGGI ANCHE &#8211; Fabrizio Corona non torna in carcere, Cassazione annulla il provvedimento della Magistratura</a></p>
<p>&#8220;<em>Non sono felice della sentenza</em> &#8211; ha detto Corona &#8211;<em> sono sollevato, perché mi sono tolto un peso dallo stomaco e le cose non sempre sono andate come dove dovevano andare. Alla luce della sentenza di venerdì pomeriggio per il processo del 2016, il famoso processo dei soldi, che mi ha portato in galera per associazione a delinquere, credo che bisognerebbe fare una rivisitazione della mia storia giudiziaria e di quello che ho vissuto. Credo di aver pagato, nessuno di voi potrà capire cosa ho dentro. Credo di essere cambiato, spero di riacquistare presto la mia la libertà perché non vedo l&#8217;ora di portare mio figlio al mare. Ringrazio tutti quelli che mi sono vicini, la storia non è finita e presto sentirete parlare ancora di me&#8221;.</em></p>
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		<title>Omicidio Marco Vannini: 8 luglio processo d&#8217;Appello bis</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/04/16/omicidio-marco-vannini-ce-la-data-del-processo-dappello-bis-per-la-famiglia-ciontoli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonella Bianco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2020 08:58:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[8 LUGLIO 2020]]></category>
		<category><![CDATA[cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[DATA UDIENZA]]></category>
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		<category><![CDATA[PROCESSO D'APPELLO BIS]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Processo per la morte di Marco Vannini, c&#8217;è la data: fissato per il prossimo 8 luglio il processo d&#8217;Appello bis. La notizia arriva dalla redazione del programma televisivo Quarto Grado. IL PROCESSO D&#8217;APPELLO BIS La data è stata fissata per il prossimo 8 luglio, se la situazione Coronavirus permetterà di celebrare i processi. Dopo la [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Processo per la morte di Marco Vannini, c&#8217;è la data: fissato per il prossimo 8 luglio il processo d&#8217;Appello bis. La notizia arriva dalla redazione del programma televisivo Quarto Grado.</p>
<h3>IL PROCESSO D&#8217;APPELLO BIS</h3>
<p>La data è stata fissata per il prossimo 8 luglio, se la situazione Coronavirus permetterà di celebrare i processi.<br />
Dopo la decisione della Corte di Cassazione, lo scorso 7 febbraio, il processo per la morte del ragazzo di Cerveteri a soli 20 anni riparte dal secondo grado.  La morte di Marco Vannini &#8220;sopraggiunse&#8221; quale &#8220;conseguenza&#8221; sia delle &#8220;lesioni causate dal colpo di pistola&#8221;. Che della &#8220;mancanza di soccorsi che, certamente, se tempestivamente attivati, avrebbero scongiurato l&#8217;effetto infausto&#8221;. Le motivazioni della sentenza della Cassazione riguardo all&#8217;omicidio Vannini non sembrano lasciare dubbi in proposito.</p>
<h3>LE MOTIVAZIONI DELLA CORTE DI CASSAZIONE</h3>
<p>&#8220;Una condotta omissiva &#8211; scrive ancora la Corte &#8211; fu tenuta da tutti gli imputati nel segmento successivo all&#8217;esplosione di un colpo di pistola, ascrivibile soltanto ad Antonio Ciontoli, che, dopo il ferimento colposo, rimase inerte, quindi disse il falso ostacolando i soccorsi&#8221;. Marco Vannini &#8220;rimasto ferito in conseguenza di quello che si è ritenuto un anomalo incidente&#8221;, osserva la Suprema Corte, &#8220;restò affidato alle cure di Antonio Ciontoli e dei di lui familiari&#8221;: tutti, si legge nella sentenza, &#8220;presero parte alla gestione delle conseguenze dell&#8217;incidente: si informarono su quanto accaduto, recuperarono la pistola e provvidero a riporla in un luogo sicuro, rinvennero il bossolo, eliminarono le macchie di sangue con strofinacci e successivamente composero una prima volta il numero telefonico di chiamata dei soccorsi&#8221;.</p>
<p>Questa sequenza di azioni &#8220;rende chiaro&#8221;, osservano i giudici di piazza Cavour, che &#8220;Antonio Ciontoli e i suoi familiari assunsero volontariamente, rispetto a Marco Vannini, rimasto ferito nella loro abitazione, un dovere di protezione e quindi un obbligo di impedire conseguenze dannose per i suoi beni, anzitutto la vita&#8221;.</p>
<h3>LA FAMIGLIA CIONTOLI</h3>
<p>&#8220;Si coglie anche più della reticenza&#8221; nel comportamento di Martina Ciontoli in relazione a un punto che emerge dalla ricostruzione investigativa sull&#8217;omicidio del suo fidanzato Marco Vannini. Lo sottolinea la Cassazione, nella sentenza depositata. Con la quale spiega perché, il 7 febbraio scorso, ha disposto un processo d&#8217;appello-bis. In accoglimento dei ricorsi della procura e delle parti civili, per l&#8217;intera famiglia Ciontoli. &#8220;All&#8217;infermiera&#8221;, le cui dichiarazioni &#8220;sono state confermate da quelle dell&#8217;autista&#8221; dell&#8217;ambulanza. &#8220;Una ragazza bionda, poi riconosciuta in Martina Ciontoli, non appena ella giunse presso l&#8217;abitazione della famiglia Ciontoli. Disse di non sapere cosa fosse successo, perché lei non era stata presente&#8221;, si evidenzia nella sentenza.</p>
<p>A luglio sarà la seconda corte di Appello a giudicare questa volta la famiglia Ciontoli.</p>
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		<title>Omicidio Vannini, depositate le motivazioni della Cassazione</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/03/06/omicidio-vannini-depositate-le-motivazioni-della-cassazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Umberto Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2020 12:14:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[antonio ciontoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La morte di Marco Vannini sopraggiunse&#8221; dopo il colpo di pistola &#8220;ascrivibile soltanto ad Antonio Ciontoli&#8221; che &#8220;rimase inerte ostacolando i soccorsi&#8221;, e fu &#8220;la conseguenza sia delle lesioni causate dallo sparo che della mancanza di soccorsi che, certamente, se tempestivamente attivati, avrebbero scongiurato l&#8217;effetto infausto&#8221;. Lo scrive la Cassazione nelle motivazioni della decisione dello [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La morte di <strong>Marco Vannini</strong> sopraggiunse&#8221; dopo il colpo di pistola &#8220;ascrivibile soltanto ad <strong>Antonio Ciontoli</strong>&#8221; che &#8220;rimase inerte ostacolando i soccorsi&#8221;, e fu &#8220;la conseguenza sia delle lesioni causate dallo sparo che della mancanza di soccorsi che, certamente, se tempestivamente attivati, avrebbero scongiurato l&#8217;effetto infausto&#8221;. Lo scrive la Cassazione nelle motivazioni della decisione dello scorso 7 febbraio che ha disposto l&#8217;appello bis per Ciontoli (la cui pena e&#8217; stata ridotta da 14 a 5 anni) e i suoi familiari.</p>
<p>&#8220;Si coglie anche più della reticenza&#8221; nel comportamento di Martina Ciontoli in relazione a un punto che emerge dalla ricostruzione investigativa sull&#8217;omicidio del suo fidanzato <strong>Marco Vannini</strong>. Lo sottolinea la Cassazione, nella sentenza depositata oggi, con la quale spiega perchè, il 7 febbraio scorso, ha disposto un processo d&#8217;appello-bis, in accoglimento dei ricorsi della procura e delle parti civili, per l&#8217;intera famiglia Ciontoli. &#8220;All&#8217;infermiera&#8221;, le cui dichiarazioni &#8220;sono state confermate da quelle dell&#8217;autista&#8221; dell&#8217;ambulanza, &#8220;una ragazza bionda, poi riconosciuta in Martina Ciontoli, non appena ella giunse presso l&#8217;abitazione della famiglia Ciontoli, disse di non sapere cosa fosse successo, perché lei non era stata presente&#8221;, si evidenzia nella sentenza. In ogni caso, osserva la Corte, &#8220;presente o meno che fu al momento dello sparo, e&#8217; certo che accorse subito sul luogo&#8221; e che quindi &#8220;ebbe sul fatto le stesse informazioni degli altri suoi familiari&#8221;. Di reticenza la Cassazione parla anche in relazione al comportamento di Maria Pezzillo, moglie di Antonio Ciontoli e madre di Martina, e di suo figlio Federico Ciontoli: entrambi, al momento della prima telefonata al 118, &#8220;erano portatori di un sapere&#8221; perché &#8220;avevano appreso della versione del colpo a salve e, vera o falsa che fosse, non la riferirono benché richiesti&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/06/omicidio-vannini-depositate-le-motivazioni-della-cassazione/">Omicidio Vannini, depositate le motivazioni della Cassazione</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Omicidio Vannini, il procuratore generale Cassazione: &#8220;Fu omicidio volontario, serve un nuovo processo&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/02/07/omicidio-vannini-fu-omicidio-volontario-serve-un-nuovo-processo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonella Bianco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Feb 2020 09:48:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Questa vicenda e&#8217; gravissima, quasi disumana: viene contestato un reato di omicidio all&#8217;interno di mura domestiche. Marco Vannini era in casa della sua fidanzata, era il fidanzato di Martina Ciontoli e come tale doveva essere trattato&#8221;. Lo ha rilevato il sostituto pg Elisabetta Ceniccola nella sua requisitoria davanti alla prima sezione penale della Cassazione, chiedendo di celebrare un nuovo processo per tutti gli imputati &#8211; l&#8217;intera famiglia Ciontoli &#8211; annullando la sentenza d&#8217;appello che li aveva condannati per omicidio colposo. Per il pg vanno accolti i ricorsi della procura generale di Roma e dei familiari di Vannini (parti civili nel processo) secondo i quali si tratto&#8217; di omicidio volontario.</p>
<p>Nel processo sulla morte di Marco Vannini era imputata l&#8217;intera famiglia Ciontoli, padre, madre e due figli. Il procedimento di appello, a Roma, si è chiuso nel gennaio del 2019 con la pena del principale imputato, Antonio Ciontoli, passata da 14 a 5 anni, e la condanna a tre anni, come in primo grado, per la moglie, il figlio e la figlia del militare che nel 2015 sparò, in circostanze mai del tutto chiarite, al 21enne di Cerveteri.</p>
<p>Il ragazzo morì, dissanguato, dopo una lunga agonia, portato in ospedale quasi due ore dopo lo sparo, perché Ciontoli nel timore di perdere il lavoro aveva cercato di nascondere quanto accaduto.I fatti risalgono al 18 maggio 2015: Marco Vannini venne colpito dal proiettile sparato da una pistola che Ciontoli, padre della fidanzata del giovane, gli stava (forse) mostrando. La vittima venne portata in ambulanza al punto di primo soccorso di Ladispoli, quando le sue condizioni erano disperate: il proiettile infatti, aveva provocato gravi ferite interne. Ai soccorritori, i Ciontoli avevano detto una serie di bugie: che il giovane era scivolato, poi che aveva avuto un attacco di panico dopo uno scherzo, e che si era ferito con un pettine.</p>
<p>Ciontoli, militare di carriera, ammise che il giovane era stato colpito, per errore, da un proiettile, solo davanti al medico di turno: la ferita che aveva sotto l&#8217;ascella destra, a prima vista, non lasciava pensare a un colpo di arma da fuoco, ma il giovane aveva perso oltre due litri di sangue. Il proiettile aveva ferito gravemente il cuore e i polmoni, ma se fosse stato trasportato subito in ospedale, secondo i periti del tribunale, con tutta probabilità si sarebbe salvato.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-182119 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/marco-vannini-ciontoli.png" alt="" width="650" height="366" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/02/07/omicidio-vannini-fu-omicidio-volontario-serve-un-nuovo-processo/">Omicidio Vannini, il procuratore generale Cassazione: &#8220;Fu omicidio volontario, serve un nuovo processo&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Anche sulla marijuana la Cassazione è arrivata prima del Parlamento</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/12/27/anche-sulla-marijuana-la-cassazione-e-arrivata-prima-del-parlamento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Dec 2019 08:42:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cassazione]]></category>
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		<category><![CDATA[consulta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una sentenza che darà linfa alle battaglie anti proibizioniste, storicamente condotte dai radicali e che negli ultimi anni hanno ricevuto diverse sponde importanti. Dal sostegno di Roberto Saviano, al parere dell&#8217;ex procuratore antimafia, Franco Roberti, fino alla proposta di legge (arenata in Parlamento) che &#8211; a partire da + Europa &#8211; ha avuto un appoggio trasversale [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/12/27/anche-sulla-marijuana-la-cassazione-e-arrivata-prima-del-parlamento/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Anche sulla marijuana la Cassazione è arrivata prima del Parlamento</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una sentenza che darà linfa alle battaglie anti proibizioniste, storicamente condotte dai <strong>radicali</strong> e che negli ultimi anni hanno ricevuto diverse sponde importanti. Dal sostegno di <strong>Roberto Saviano</strong>, al parere dell&#8217;ex procuratore antimafia, <strong>Franco Roberti</strong>, fino alla proposta di legge (arenata in <strong>Parlamento</strong>) che &#8211; a partire da <strong>+ Europa</strong> &#8211; ha avuto un appoggio trasversale da parte di parlamentari appartenenti a diversi partiti politici. Ad oggi anche esponenti del <strong>M5S</strong> sarebbero favorevoli alla legalizzazione delle droghe leggere. Un tema importante da un punto di vista sociale, medico, economico e giuridico.</p>
<p>Non costituirà più reato coltivare in minime quantità la cannabis in casa: è una pronuncia epocale quella delle sezioni unite penali della <strong>Cassazione</strong>, ovvero del massimo organo della Corte. È arrivata il <strong>19 dicembre del 2019</strong>. Si è &#8211; ha ricostruito l&#8217;<em>AGI</em> &#8211; deliberato per la prima volta che &#8220;<em>non costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica</em>&#8220;.</p>
<p>Attività di coltivazione che &#8211; si sottolinea &#8211; &#8220;<em>per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante ed il modesto quantitativo di prodotto ricavabile appaiono destinate in via esclusiva all&#8217;uso personale del coltivatore</em>&#8220;. In sostanza chi coltiva per sé non compie più reato. Viene propugnata così la tesi per cui il bene giuridico della salute pubblica non viene in alcun modo pregiudicato o messo in pericolo dal singolo assuntore di marijuana che decide di coltivarsi per sé qualche piantina.</p>
<p>I kit per la coltivazione dei semi di cannabis sul balcone di casa sono ormai assai diffusi (in alcuni casi si vendono anche su internet) ma si incorreva in rischi da un punto di vista legale, finora a livello giuridico non c&#8217;era mai stata un&#8217;apertura vera in questa direzione. La <strong>Corte costituzionale</strong> in passato è intervenuta più volte sul tema, sposando una linea rigorosa, e così la giurisprudenza ha assunto &#8211; dopo alcune isolate sentenze controverse sul tema &#8211; una posizione netta. Stabilendo un semplice principio: la coltivazione di cannabis è sempre reato, a prescindere dal numero di piantine e dal principio attivo ritrovato dalle autorità e anche se la coltivazione avviene per uso personale.</p>
<p>Si affermava che &#8220;<em>la condotta di coltivazione di piante da cui sono estraibili i principi attivi di sostanze stupefacenti</em>&#8221; potesse &#8220;<em>valutarsi come &#8216;pericolosa&#8217;, ossia idonea ad attentare al bene della salute dei singoli per il solo fatto di arricchire la provvista esistente di materia prima e quindi di creare potenzialmente più occasioni di spaccio di droga</em>&#8220;.</p>
<p>E così la <strong>Cassazione</strong>, adattandosi a quanto chiarito dalla <strong>Consulta</strong>, ha finora sostenuto che la <strong>coltivazione di marijuana</strong>, anche se per piccolissime dosi (una o due piantine) è sempre reato, a prescindere dallo stato in cui si trovi la pianta al momento dell&#8217;arrivo del controllo. Ora &#8211; si attendono le motivazioni della pronuncia del <strong>19 dicembre</strong> &#8211; c&#8217;è stato un ribaltamento del principio fin qui stabilito. Sono le sezioni unite penali ad aver mettere un punto fermo dettando un&#8217;unica linea e uniformando il trattamento per i coltivatori di &#8220;erba&#8221; in casa.</p>
<p>&#8220;<em>Il reato di coltivazione di stupefacente</em> &#8211; si legge nella massima provvisoria emessa dalla <strong>Corte</strong> dopo l&#8217;udienza del <strong>19 dicembre</strong> &#8211; <em>è configurabile indipendentemente dalla quantità di principio attivo ricavabile nell&#8217;immediatezza, essendo sufficienti la conformità della pianta al tipo botanico previsto e la sua attitudine, anche per le modalità di coltivazione, a giungere a maturazione e a produrre sostanza stupefacente</em>&#8220;; &#8220;<em>Devono però ritenersi escluse</em> &#8211; ed è qui il punto di svolta -, <em>in quanto non riconducibile all&#8217;ambito di applicazione della norma penale, le attività di coltivazione di minime dimensioni, svolte in forma domestica che per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante, il modestissimo quantitativo di prodotto ricavabile, la mancanza di ulteriori indici di un loro inserimento nell&#8217;ambito del mercato degli stupefacenti, appaiono destinate i via esclusiva all&#8217;uso personale del coltivatore</em>&#8220;.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-183447 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/cassazionecoltivazionemarijuana.jpg" alt="Anche sulla marijuana la Cassazione è arrivata prima del Parlamento" width="650" height="396" /></p>
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		<title>Niente politica, Cantone torna a fare il magistrato: addio all&#8217;Anac</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2019 10:18:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[anac]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[cassazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ex presidente dell&#8217;Anac Raffaele Cantone tornerà a fare il magistrato alla Corte di Cassazione. Oggi il plenum del Csm ha deliberato il suo rientro nel ruolo di magistrato dell&#8217;Ufficio del Massimario della Suprema Corte che ricopriva prima di essere nominato cinque anni fa al vertice dell&#8217;autorità Anticorruzione. &#8220;Sento che un ciclo si è definitivamente concluso, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ex presidente dell&#8217;<em>Anac</em> <strong>Raffaele Cantone</strong> tornerà a fare il magistrato alla <strong>Corte di Cassazione</strong>. Oggi il plenum del <strong>Csm</strong> ha deliberato il suo rientro nel ruolo di magistrato dell&#8217;Ufficio del Massimario della Suprema Corte che ricopriva prima di essere nominato cinque anni fa al vertice dell&#8217;autorità Anticorruzione.</p>
<p>&#8220;<em>Sento che un ciclo si è definitivamente concluso, anche per il manifestarsi di un diverso approccio culturale nei confronti dell&#8217;Anac e del suo ruolo</em>&#8220;, aveva scritto a luglio Cantone sul sito dell&#8217;Anticorruzione.</p>
<p>In questo modo il Pm aveva annunciando la sua decisione di lasciare l&#8217;incarico nove mesi prima della scadenza per rientrare in magistratura, &#8220;<em>che ho sempre riconsiderato la mia casa</em>&#8220;. Quella della <strong>Cassazione</strong> potrebbe però essere una destinazione provvisoria per <strong>Cantone</strong>, che già prima di lasciare l&#8217;<strong>Anac</strong> aveva partecipato a tre concorsi per il vertice di altrettante procure: Frosinone, Torre Annunziata e Perugia.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_2-8-84.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-171543 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_2-8-84.jpg" alt="Niente politica, Cantone torna a fare il magistrato: addio all'Anac" width="650" height="366" /></a></p>
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