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	<title>carcere di santa maria capua vetere Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>carcere di santa maria capua vetere Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>La storia di Giuseppe, malato e chiuso in cella: &#8220;Col virus può morire&#8221;. Il &#8216;giallo&#8217; della relazione sanitaria</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/04/06/la-storia-di-giuseppe-malato-e-chiuso-in-cella-col-virus-puo-morire-il-giallo-della-relazione-sanitaria/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2020 22:01:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato condannato in appello a 5 anni di reclusione per associazione a delinquere e truffa. Sul procedimento ha in parte inciso una piccola recidiva. Dopo aver ammesso le proprie responsabilità davanti ai giudici ha già scontato 14 mesi in carcere dimostrando una condotta impeccabile. Ma c&#8217;è un elemento che più degli altri sta caratterizzando [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2020/04/06/la-storia-di-giuseppe-malato-e-chiuso-in-cella-col-virus-puo-morire-il-giallo-della-relazione-sanitaria/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from La storia di Giuseppe, malato e chiuso in cella: &#8220;Col virus può morire&#8221;. Il &#8216;giallo&#8217; della relazione sanitaria</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato condannato in appello a <strong>5 anni di reclusione</strong> per associazione a delinquere e truffa. Sul procedimento ha in parte inciso una piccola recidiva. Dopo aver ammesso le proprie responsabilità davanti ai giudici ha già scontato 14 mesi in carcere dimostrando <strong>una condotta impeccabile</strong>.</p>
<p>Ma c&#8217;è un elemento che più degli altri sta caratterizzando la sua vita. Si tratta di una malattia cronica che sta distruggendo le sue difese immunitarie. Lui si chiama <strong>Giuseppe R.</strong>, ha 52 anni ed è detenuto presso il penitenziario di <strong>Santa Maria Capua Vetere</strong> in provincia di <strong>Caserta</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217;APPELLO &#8211;</strong> È stato suo <strong>figlio</strong> a lanciare l&#8217;allarme. Il giovane ha contattato la redazione di <em>VocediNapoli.it</em> affinché sia raccontata questa vicenda e venga lanciato un appello: &#8220;<em>Mio padre ha bisogno di cure e soprattutto di una visita medica specialistica. Inoltre, la pena detentiva dovrebbe essergli tramutata nel regime degli arresti domiciliari. Soprattutto oggi, considerata l&#8217;emergenza causata dal coronavirus</em>&#8220;.</p>
<p><strong>LA MALATTIA &#8211; Giuseppe</strong> è affetto dal <em><strong>lupus</strong></em>, una patologia per definizione, &#8220;<em>di natura autoimmune, che può colpire diversi organi e tessuti del corpo. Come accade nelle altre malattie autoimmuni, il sistema immunitario produce autoanticorpi che, invece di proteggere il corpo da virus, batteri e agenti estranei, aggrediscono cellule e componenti del corpo stesso, causando infiammazione e danno tissutale. Colpisce spesso il cuore, la pelle, i polmoni, l&#8217;endotelio vascolare, fegato, reni e il sistema nervoso </em>(<em>ndr</em>)&#8221;.</p>
<p>Il <em><strong>lupus</strong></em> è difficilmente prevedibile rispetto ai sintomi, non ha cure certe ma è possibile combatterlo e controllarlo attraverso un trattamento farmacologico specifico. Una soluzione di complessa attuazione dentro le mura di un carcere. &#8220;<em>Al mio cliente sono state prescritte tre visite mediche dal personale sanitario del carcere. &#8211; </em>ci ha detto l&#8217;avvocato difensore di Giuseppe, <strong>S.G.</strong><em>&#8211; Ma i controlli non sono mai stati effettuati</em>&#8220;.</p>
<p><strong>IL CASO GIUDIZIARIO E LA RELAZIONE SANITARIA &#8211;</strong> Ad oggi <strong>Giuseppe</strong> è stato considerato dall&#8217;autorità giudiziaria idoneo al regime carcerario. &#8220;<em>Il giudice della Corte d&#8217;Appello</em> &#8211; ci ha raccontato il suo legale &#8211; <em>ha ritenuto la compatibilità <strong>senza acquisire la relazione sanitaria</strong> dal carcere e senza nominare un perito che possa valutare la effettiva compatibilità delle condizioni di salute di Giuseppe col regime carcerario</em>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;avvocato <strong>S.G.</strong> ha già pronta una nuova richiesta, &#8220;<em>un&#8217;istanza che sarà una reiterazione della precedente. Insisteremo per ottenere la <strong>nomina di un medico</strong> e preliminarmente sulla necessità di <strong>richiedere una relazione medica aggiornata</strong> all’istituto penitenziario</em>&#8220;.</p>
<p><strong>LA &#8216;MALA-GIUSTIZIA&#8217; ITALIANA &#8211;</strong> Il caso del 52enne è uno dei tanti che da anni sta caratterizzando lo stato di disumanità che ha colpito l&#8217;intera <strong>comunità penitenziaria</strong>. Scarsa igiene, mala sanità, sovraffollamento e suicidi. Piaghe che si sono abbattute come condanne a vita per detenuti e agenti. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/08/carcere-di-poggioreale-finita-la-protesta-ciambriello-ai-parenti-dei-detenuti-ho-chiesto-di-lasciare-a-casa-i-reclusi-in-semiliberta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sono scoppiate circa un mese fa le rivolte in moltissime carceri d&#8217;<strong>Italia</strong></a>. Episodi balzati all&#8217;onore delle cronache nazionali solo per un motivo: l&#8217;emergenza causata dal <em><strong>coronavirus</strong></em>. Problematica che dentro un luogo come i penitenziari potrebbe diventare una vera e propria bomba biologica.</p>
<p>Sono molti i paesi che nel mondo hanno avviato processi di scarcerazione (delimitati a specifici detenuti colpevoli per aver commesso reati minori), e tra essi figurano &#8211; addirittura &#8211; stati come l&#8217;<strong>Iran</strong>, la <strong>Turchia</strong> e la <strong>Tunisia</strong>. In <strong>Italia</strong> il Ministro <strong>Alfonso Bonafede</strong> e il Governo del quale sta facendo parte, sono del tutto sordi e ciechi rispetto a tale argomento. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/09/altro-che-covid19-lo-stato-ha-sottovalutato-il-dramma-delle-carceri-questo-il-motivo-delle-rivolte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La realtà è che quello dei penitenziari è un dramma che le <strong>istituzioni</strong> nostrane hanno abbandonato da decenni</a>.</p>
<p>La <strong>politica </strong>ha preferito, al rispetto dell&#8217;articolo 27 della <strong>Costituzione</strong> (<em>La responsabilità penale è personale. L&#8217;imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato</em>), il continuo inseguimento del consenso elettorale. I <strong>partiti</strong> (non tutti) hanno barattato per un pugno di voti la vita di migliaia di persone.</p>
<h1>LEGGI ANCHE &#8211; <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/03/27/covid19-in-carcere-a-poggioreale-comanda-il-narcos-stop-alle-rivolte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il narcos che ha messo fine alle rivolte</a></h1>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-199049 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2020-04-05-alle-14.04.52.png" alt="La storia di Giuseppe, malato e chiuso in cella: &quot;Col virus può morire&quot;" width="812" height="455" /></p>
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		<title>Il dramma di Antonio, malato e detenuto. Il figlio: &#8220;Chiedo solo che sia curato&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jan 2020 20:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Caserta]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[antonio pellegrino]]></category>
		<category><![CDATA[carcere di santa maria capua vetere]]></category>
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		<category><![CDATA[michele pellegrino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa è la storia di Antonio Pellegrino, 67 anni di Maddaloni. A raccontarla è stata Caserta Focus che ha riportato l&#8217;appello di Michele, figlio di Antonio. Suo padre è detenuto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di  Caserta. Antonio, &#8220;è affetto da severa disfunzione ventricolare sinistra e malattia coronarica multi vasale così come riscontrato dal referto medico [...]</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/01/06/il-dramma-di-antonio-malato-e-detenuto-il-figlio-chiedo-solo-che-sia-curato/">Il dramma di Antonio, malato e detenuto. Il figlio: &#8220;Chiedo solo che sia curato&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è la storia di <strong>Antonio Pellegrino</strong>, 67 anni di <strong>Maddaloni</strong>. A raccontarla è stata <em>Caserta Focus </em>che ha riportato l&#8217;appello di <strong>Michele</strong>, figlio di Antonio. Suo padre è detenuto presso il <strong>carcere di Santa Maria Capua Vetere</strong>, in provincia di <strong> Caserta</strong>.</p>
<p><strong>Antonio</strong>, &#8220;<em>è affetto da severa disfunzione ventricolare sinistra e malattia coronarica multi vasale così come riscontrato dal referto medico del 10 dicembre scorso dell’ospedale di Sessa Aurunca dove è stato ricoverato</em>&#8220;, è scritto sul quotidiano.</p>
<p><strong>Pellegrino</strong> dovrebbe prendere <strong>15 specifici farmaci</strong> al giorno. Ma non sempre, secondo quanto raccontato dal figlio <strong>Michele</strong>, gli vengono somministrate tutte le medicine necessarie.</p>
<p><strong>L&#8217;APPELLO DI MICHELE PELLEGRINO &#8211;</strong></p>
<p>&#8220;<em>Non chiedo che mio padre torni in libertà, ma voglio che riceva tutte le cure necessarie alla sua patologia. Mi sono offerto di portare io quei medicinali per permettere a mio padre di poter essere curato ma non mi è stato consentito di recapitarglieli. Ogni giorno vado fuori al carcere di Santa Maria per accertarmi delle condizioni di papà. Stava male, ma nessuno si è accorto della situazione – ha spiegato – un giorno non si è presentato al colloquio con noi familiari perché si era sentito e, allora, ho ottenuto che fosse portato in ospedale per le cure.</em></p>
<p><em>Nel corso del percorso dal carcere all’ospedale mio padre ha avuto un infarto. Le sue condizioni non erano compatibili con quelle della struttura detentiva e, infatti, mio padre è rimasto ricoverato per venti giorni, al termine dei quali, è tornato in carcere. Come è possibile leggere dai referti, mio padre dovrebbe essere costantemente sotto controllo, ma, purtroppo, non lo è.</em></p>
<p><em>Mi appello a tutti affinché mio padre riceva le cure che deve avere, ci sia un monitoraggio costante e, laddove la struttura penitenziaria non riesce a garantire i medicinali necessari, venga permesso a noi familiari di poterli portare. Non chiediamo nulla più nulla meno che rispettare quelli che sono i diritti di essere umano di mio padre</em>&#8220;.</p>
<figure id="attachment_184752" aria-describedby="caption-attachment-184752" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-184752 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2020-01-06-alle-22.18.38.png" alt="Il dramma di Antonio, malato e detenuto. Il figlio: &quot;Chiedo solo che sia curato&quot;" width="650" height="415" /><figcaption id="caption-attachment-184752" class="wp-caption-text">foto di Caserta Focus</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/01/06/il-dramma-di-antonio-malato-e-detenuto-il-figlio-chiedo-solo-che-sia-curato/">Il dramma di Antonio, malato e detenuto. Il figlio: &#8220;Chiedo solo che sia curato&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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