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	<title>Alessandra Borghese - logopedista, Autore presso Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>Alessandra Borghese - logopedista, Autore presso Voce di Napoli</title>
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	<item>
		<title>Logopedia e Ortodonzia: due alleati per il sorriso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Borghese - logopedista]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 11:31:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’odontostomatologia rappresenta lo studio, in ambito odontoiatrico, della fisiopatologia della bocca e delle strutture (molli e dure) ad essa collegate come le arcate dentarie, la lingua, le labbra, il palato duro, le guance, la mandibola.  Tali strutture “dovrebbero” per natura rispondere a un equilibrio naturale tra mantenimento dell’estetica del viso e l’applicazione di forze muscolari, [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">L’<strong>odontostomatologia</strong> rappresenta lo studio, in ambito odontoiatrico, della fisiopatologia della bocca e delle strutture (molli e dure) ad essa collegate come le arcate dentarie, la lingua, le labbra, il palato duro, le guance, la mandibola. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tali strutture “dovrebbero” per natura rispondere a un equilibrio naturale tra mantenimento dell’estetica del viso e l’applicazione di forze muscolari, in attività come la masticazione, la deglutizione, la respirazione, l’articolazione del linguaggio verbale. Tuttavia, a causa di<strong> molteplici fattori sia endogeni-genetici che esogeni-funzionali</strong>, il risultato coincide spesso con uno </span><i><span style="font-weight: 400;">squilibrio muscolare </span></i><span style="font-weight: 400;">delle strutture del viso che a lungo termine può provocare danni evidenti alle strutture della bocca e soprattutto dei denti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si dice che “siano le parti molli a vincere contro le parti dure”, e che “la funzione plasmi l’organo!”. Con tali espressioni si intende sottolineare come un organo, dotato di fibre muscolari e dunque di capacità di movimento, possa modificare le strutture fisse, più dure, con le quali entra in contatto. Per esempio: se la lingua all’interno del cavo orale si muove e si posiziona in maniera non-corretta, questa ha la capacità di <strong>modificare le strutture ossee ad essa più vicine</strong> come, per esempio, il palato duro e le arcate dentali determinando conseguenze riconducibili, per esempio, alle malocclusioni dentali. Pertanto, uno squilibrio funzionale provoca, nel tempo, anche squilibri di natura scheletrica, e di conseguenza estetica, alterando il concetto di armonia del viso. </span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="responsive aligncenter wp-image-246125 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Senza-titolo-1-7.png" alt="" width="650" height="244" /></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un tempo, ci si rivolgeva esclusivamente all’ortodontista per “aggiustare” la dentatura, indossando apparecchi ortodontici piuttosto voluminosi, spesso dolorosi, saldati ai denti, e con risultati a lungo termine. Più avanti nel tempo, si è giunti a considerare l’idea che <strong>l’intermediazione della figura logopedica tra paziente e ortodontista</strong> potesse ridurre di gran lunga i tempi di intervento ortodontico, evitando così, recidive, situazioni in cui una volta raggiunto il risultato estetico dei denti, questi potevano nel tempo spostarsi nuovamente a causa di movimenti linguali scorretti, incalzanti e pressanti della lingua sulla parete delle arcate dentarie.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi venticinque anni, la<strong> sinergia tra la figura logopedica</strong> (il logopedista lavora sui muscoli del viso) <strong>e quella medica-ortodontica</strong> (l’ortodontista lavora sulle equivalenti strutture ossee) ha garantito e garantisce ancora un lavoro di collaborazione preziosa sul campo, attraverso una presa in carico del paziente secondo </span><i><span style="font-weight: 400;">una visione olistica nell’approccio alla prevenzione</span></i><span style="font-weight: 400;">, </span><i><span style="font-weight: 400;">valutazione diagnostica e riabilitazione</span></i><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><strong>Dottoressa Di Stasio, quanto è importante secondo Lei la terapia miofunzionale nell’approccio al paziente con deglutizione deviata/disfunzionale?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><em>I pazienti con deglutizione deviata, sia bambini che adulti, presentano una malocclusione spesso caratterizzata da morso aperto anteriore, laterale, post rotazione della mandibola o latero-deviazione, incompetenza labiale fino ad arrivare ad un atteggiamento posturale scorretto. La terapia intercettiva e il trattamento ortodontico sono necessari per stabilire la normo-occlusione e non possono prescindere dalla terapia miofunzionale che va ad agire sulla muscolatura del viso, permettendo di ottenere risultati più rapidi e duraturi nel tempo. L‘interposizione della lingua tra le arcate può essere essa stessa responsabile delle recidive ortodontiche</em>.</span></p>
<p><strong>Esistono, attualmente, degli apparecchi sostitutivi dei precedenti, più innovativi, meno invasivi, e soprattutto a salvaguardia dell’estetica del sorriso? </strong></p>
<p><em><span style="font-weight: 400;">Nell’ambito della mia attività utilizzo vari tipi di apparecchi ortodontici; ma tra tutti questi, gli allineatori trasparenti </span><b>Invisalign</b></em><span style="font-weight: 400;"><em> (sistema ortodontico invisibile, totalmente rimovibile, dall’assistenza digitale personalizzata!) sono quelli che consentono (oltre al mantenimento dell’estetica del sorriso) con un approccio altamente tecnologico, di ottenere risultati eccellenti nella correzione delle malocclusioni in bambini ed adulti. Una scansione computerizzata del cavo orale permette di evitare le così definite impronte, che per molti risultano fastidiose, e garantisce maggiore precisione e rapidità nella programmazione del piano terapeutico</em>.</span></p>
<p><strong>Da quanto lavora nel campo dell’odontostomatologia e che cosa ha riscontrato negli ultimi tempi, in termini di deglutizione disfunzionale? Incontra molti più pazienti con questo tipo di problematica? Quali sono le fasce d’età statisticamente più colpite, nell’ambito della sua personale esperienza?</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;"><em>Mi sono specializzata nel ‘95 e da sempre ho prestato particolare attenzione alla cura dei bambini. Sono in aumento le malocclusioni legate ad abitudini viziate come la suzione del dito, la respirazione orale ed un aumento delle parafunzioni legate al particolare periodo pandemico che vede i bambini più tempo davanti ad uno schermo piuttosto che praticare un’attività fisica. Ciò non favorisce l’armonico sviluppo scheletrico e muscolare. Segnali come “il viso allungato” e le occhiaie, l’incompetenza labiale rappresentano evidenze che richiedono di intervenire con la terapia miofunzionale. Di recente, anche il numero di pazienti adulti che per protesi incongrue, zone di edentulie o per pregresse malocclusioni non trattate, presentano una deglutizione deviata… necessitano di terapia ortodontiche e miofunzionali</em>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">La collaborazione tra la figura dell’Ortodontista e del Logopedista viene svolta con impegno e assiduità per garantire al paziente un’assistenza a 360 gradi, lavorando, in tempi piuttosto brevi, sia sul mantenimento dell’estetica del sorriso, attraverso l’utilizzo di apparecchi ortodontici praticamente “invisibili”, sia sul recupero della funzione muscolare di lingua e altri muscoli del viso che riflettono la propria azione sulla dentatura del paziente. Il riscontro ed i risultati positivi fino ad ora ottenuti sono nella conquista del sorriso di pazienti giovani e adulti, troppo a lungo spaventati da risultati estetici inefficaci e da tempi di recupero troppo lunghi e dolorosi.</span></p>
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		<title>Covid e sistemi protettivi: “Dottoressa Borghese la mascherina mi toglie la voce!”</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/11/12/covid-e-sistemi-protettivi-dottoressa-borghese-la-mascherina-mi-toglie-la-voce/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Borghese - logopedista]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2020 15:42:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È il richiamo di aiuto dell’ultimo periodo, una delle frasi che ormai sento dire da tutti i miei pazienti, o da parte di chi, amici o parenti, comincia ad avvertire i sintomi da abuso di mascherina… Questa è l’era della pandemia, del Sars Covid-19. Qualsiasi siano le sue mutazioni o la natura del virus, la [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2020/11/12/covid-e-sistemi-protettivi-dottoressa-borghese-la-mascherina-mi-toglie-la-voce/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Covid e sistemi protettivi: “Dottoressa Borghese la mascherina mi toglie la voce!”</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">È il richiamo di aiuto dell’ultimo periodo, una delle frasi che ormai sento dire da tutti i miei pazienti, o da parte di chi, amici o parenti, comincia ad avvertire </span><strong><i>i sintomi da abuso di mascherina</i>…</strong><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Questa è l’era della pandemia, del Sars Covid-19. Qualsiasi siano le sue mutazioni o la natura del virus, la realtà quotidiana di chi lo evita o lo affronta è davvero difficile da gestire. L’obbligo di indossare la mascherina ci protegge dalla possibilità di essere facilmente contagiati, ma comporta anche effetti nel tempo difficili da gestire e sostenere, fisicamente e psicologicamente. I sintomi principali emergenti dall’uso prolungato di questi presidi, sono: dispnea e affanno; disidratazione; dolore ai padiglioni auricolari; mal di testa circoscritti soprattutto nella zona della fronte; perdita di voce, e dunque, disfonia&#8230;</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Si aggiungono una serie di condizioni aggravanti riconducibili a stress accessorio, come appannamento delle lenti nei portatori di occhiali, riduzione della vista nell’immediato per difficoltà a guardare in basso e ai lati, facile irritabilità, alterazioni repentine della temperatura corporea&#8230;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’ambito della </span><i><span style="font-weight: 400;">fisiopatologia della comunicazione,</span></i><span style="font-weight: 400;"> chiediamo all’esperto </span><b><i>Prof. Attilio Covino</i></b><span style="font-weight: 400;">, medico specialista in </span><i><span style="font-weight: 400;">Foniatria</span></i><span style="font-weight: 400;">, che cosa accade.<br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><strong>Professore, saprebbe spiegare perché, quando indossiamo a lungo la mascherina, si avverte una sensazione di secchezza alla gola? Cosa accade&#8230;</strong><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><i><span style="font-weight: 400;">Perché la mascherina trattiene l’umidità presente nell’aria, e quindi le corde vocali, che vibrano ogni secondo dalle 100 alle 350 volte, non sono lubrificate e ‘raffreddate’ a dovere, per cui si surriscaldano per l’assente o ridotta idratazione di superficie.</span></i><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><strong>L’uso prolungato di questi dispositivi, sebbene essenziali per proteggerci dal contatto, potrebbe determinare danni permanenti alle corde vocali?</strong><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><i><span style="font-weight: 400;">Sicuramente l’uso prolungato della mascherina comporta sia secchezza, e quindi microlesioni di rivestimento delle corde vocali, sia una condizione di prolungato sforzo vocale, dovendo parlare ‘più forte’ per farsi sentire. Tali microlesioni e sovraccarichi vocali, potrebbero predisporre allo sviluppo di noduli e polipi delle corde vocali.</span></i><i><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></i><i><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></i><strong>Ci sono dei rimedi naturali che possano sopperire a questa sensazione di fastidio o di parziale perdita, una volta rientrati a casa?</strong><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><i><span style="font-weight: 400;">Sì, ci sono. È consigliabile prima e dopo l’uso prolungato della mascherina ricorrere ai seguenti rimedi naturali:</span></i><i><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></i><i><span style="font-weight: 400;">⁃</span></i><i><span style="font-weight: 400;"> una garza bagnata in acqua tiepida e poi strizzata posta a ponte sul naso, comprese le narici, inspirando così aria umida per 10 minuti;</span></i><i><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></i><i><span style="font-weight: 400;">⁃</span></i><i><span style="font-weight: 400;"> suffumigi con camomilla e bicarbonato aggiunti in acqua bollente, respirandone il vapore;</span></i><i><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></i><i><span style="font-weight: 400;">⁃</span></i><i><span style="font-weight: 400;"> aerosol per via nasale e/o spray per la gola con soluzioni a base di acido ialuronico.</span></i></p>
<p><span>Abbiamo sentito anche il parere della </span>cantante e vocal trainer <b>Daniela Cirillo</b>.</p>
<p><strong>Come fa a preservare la sua voce e, al contempo, a mantenerla in allenamento?</strong><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><em><span style="font-weight: 400;">Da quando post lockdown ho ripreso le mie attività lavorative, la mia voce ha risentito molto dell’uso della mascherina. Appare molto spesso rauca, affaticata. Fortunatamente i percorsi svolti in questi anni come </span><span style="font-weight: 400;">vocal trainer</span><span style="font-weight: 400;"> hanno aiutato me stessa e i miei allievi: ho imparato le tecniche logopediche adeguate, ho capito come gestire i fiati, quanto è importante soprattutto il riposo vocale, fondamentale per una cantante.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Non bisogna gridare, non è necessario inviare tanti messaggi vocali ne’ tantomeno fare molte telefonate.</span> <span style="font-weight: 400;">La voce va preservata, soprattutto in questo lungo periodo di utilizzo delle mascherine che non lasciano attraversare tanta aria, e questo nuoce alle corde vocali poiche’ la mucosa tende a seccarsi molto.</span> <span style="font-weight: 400;">Il mio consiglio, per le persone che utilizzano la voce come strumento ma anche per coloro i quali svolgono attività in cui e’ necessario l’utilizzo costante della voce, è che </span><span style="font-weight: 400;">“chi va piano va sano e va lontano!”</span></em><span style="font-weight: 400;"><em>. Ed e’ proprio cosi, in effetti, che bisognerebbe utilizzare la nostra voce che, unita ad una corretta respirazione, e a un training logopedico costante per respirazione e vocalizzi, uniti al riscaldamento vocale, risulta meno “stanca”. Prediligiamo i messaggi per iscritto, riduciamo i messaggi vocali e impariamo a godere del silenzio, in un mondo che oggi sta subendo tanto rumore&#8230;</em></span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Ultimi<strong> consigli sull’</strong></span><strong><i>uso funzionale </i></strong><span style="font-weight: 400;"><strong>di una voce da preservare?</strong> Ricordiamo che: </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">1. La mascherina serve per proteggerci ma, ogni tanto, nel corso della giornata, sarebbe preferibile sostituirla con una visiera, o comunque di cambiarla, per evitare di inalare i nostri stessi germi e batteri che si sono depositati sulla sua superficie interna durante le ore di lavoro.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">2. Non urliamo mentre indossiamo la mascherina, e non “attacchiamo duramente” il discorso, magari interrompendo quello dell’interlocutore, sovrapponendoci alla sua voce; creeremmo solo rumore senza liberare il canale di ascolto.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">3. Impariamo a sfruttare il sistema delle </span><i><span style="font-weight: 400;">risonanze</span></i><span style="font-weight: 400;">, canalizzando l’aria espirata mentre parliamo nelle guance, nel naso, nella bocca, quest’ultima aprendola bene, dando sonorità alle vocali, e “spingendo meno” sulle consonanti, la cui riproduzione, se mal calibrata o impostata duramente con forza e a volume alto, rischia di far sforzare la voce.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">4. Cerchiamo di deglutire più spesso, soprattutto bevendo molta acqua, e dunque, favorendo l’idratazione delle mucose.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">5. Fumiamo meno! E prediligiamo una dieta sana ricca di liquidi, vitamine, acqua e sali minerali.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">6. Nei limiti del possibile, cerchiamo infine luoghi all’aria aperta in cui camminare, anche abbassando un po’ la mascherina sotto il mento e respirando aria pulita&#8230; sempre che non ci sia nessuno nei dintorni!</span></p>
<p><img decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-226535 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/coronavirus-mascherine.jpg" alt="Covid e mascherine: “Dottoressa Borghese la mascherina mi toglie la voce!”" width="650" height="465" /></p>
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		<title>Il virus non si ferma? Neanche l’istruzione (privata)!</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2020/08/31/il-virus-non-si-ferma-neanche-listruzione-privata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Borghese - logopedista]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2020 14:13:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dall’idea di un gruppo di Professionisti della riabilitazione, un progetto più ampio dedito non solo al campo della rieducazione linguistica, cognitiva, motoria, percettiva, comportamentale (come da protocollo riabilitativo), ma esteso a tutti gli studenti in difficoltà della scuola primaria e superiore, in concomitanza con le nuove norme governative.  “Non si tratta di sostituirsi alle scuole, [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Dall’idea di un gruppo di </span><i><span style="font-weight: 400;">Professionisti della riabilitazione</span></i><span style="font-weight: 400;">, un progetto più ampio dedito non solo al campo della rieducazione </span><i><span style="font-weight: 400;">linguistica, cognitiva, motoria, percettiva, comportamentale</span></i><span style="font-weight: 400;"> (come da </span><i><span style="font-weight: 400;">protocollo riabilitativo</span></i><span style="font-weight: 400;">), ma esteso a tutti gli studenti in difficoltà della scuola primaria e superiore, in concomitanza con le nuove norme governative. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“<strong>Non si tratta di sostituirsi alle scuole</strong>, ma di fornire loro, e soprattutto alle famiglie, maggiore supporto anche da un punto di vista curricolare. Vogliamo porre al servizio della società degli studenti &#8211; spiega il gruppo di professionisti &#8211; la nostra esperienza come logopedisti e pedagogisti, per supportare famiglie in difficoltà che temono contemporaneamente per la salute dei propri figli e per la loro formazione”. Non è la prima volta che, genitori molto impegnati da un punto di vista lavorativo, ma soprattutto attenti e preparati nei confronti della disabilità o delle difficoltà dei propri figli, risultino tante volte insoddisfatti di come il programma scolastico venga portato avanti. Tuttavia, non riescono ad ottemperare e a conformarsi alle copiose richieste didattiche, avendo magari più di un figlio, di cui uno di questi con disabilità, oltre a tutte le problematiche e gli impegni della vita quotidiana che si sovrappongono. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ed è qui che possono intervenire Logopedisti ed Educatori: lo scopo è quello di </span><i><span style="font-weight: 400;">garantire continuità nell’ambito dell’istruzione</span></i><span style="font-weight: 400;"> nel tentativo anche di colmare le lacune “personali” di alcuni studenti che (non ce ne vogliano gli insegnanti!), spesso vengono “trascurati”. E non ci si riferisce, in questo caso, solo alle </span><i><span style="font-weight: 400;">grandi disabilità come</span></i><span style="font-weight: 400;"> autismo e altri ritardi della comunicazione (che pure vengono “</span><i><span style="font-weight: 400;">mal-trattate”</span></i><span style="font-weight: 400;"> o eccessivamente </span><i><span style="font-weight: 400;">“assecondate”</span></i><span style="font-weight: 400;"> in contesto scolastico), ma anche di situazioni para-fisiologiche (al confine tra patologia e fisiologia, -si potrebbe definirle </span><i><span style="font-weight: 400;">ibride</span></i><span style="font-weight: 400;">-) che includono difficoltà curricolari diagnosticate (DSA e altri disturbi) e difficoltà di natura emotiva (situazioni socio-culturali familiari difficili; condizioni socio-relazionali complesse) che per alcuni studenti possono risultare addirittura invalidanti.</span></p>
<p><b><i>L’Intervento logopedico-integrato Borghese</i></b><span style="font-weight: 400;">, ad impronta foniatrico-logopedica, che prende il nome dal suo fondatore, il <em>f</em></span><i><span style="font-weight: 400;">oniatra Massimo Borghese</span></i><span style="font-weight: 400;">, mira anche ad insegnare ai ragazzi e ai genitori, le tecniche attraverso le quali divenire padroni di una materia, “aprendo” i contenuti di un argomento, sviscerandolo nelle sue componenti essenziali, in maniera tale da risultare comprensibile anche a chi, di primo impatto, non riesce </span><i><span style="font-weight: 400;">come gli altri</span></i><span style="font-weight: 400;">&#8230; </span></p>
<p><img decoding="async" class="responsive alignnone wp-image-217342 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_11-1-67.jpg" alt="Il virus non si ferma? Neanche l’istruzione (privata)!" width="650" height="390" /></p>
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