Referendum, censura e disinformazione: il ‘Partito dei pm’ ha raggiunto il suo obiettivo

Qualcosa lo si poteva già intuire quando la Corte Costituzionale ha giudicato inammissibile il quesito inerente alla responsabilità diretta dei magistrati. Lo stesso quesito era invece idoneo nel 1983, cosa sia cambiato in 30 anni nessuno lo sa considerato che almeno in ambito giudiziario non è cambiato nulla. Poi la pandemia, la guerra in Ucraina e l’estate. Troppe cose di cui parlare, chi se ne frega della giustizia? Al massimo ci saremmo scomodati per il fine vita e la cannabis (ma anche in questo caso i giudici della Suprema Corte hanno deciso di mettere il veto. Quindi niente traino per i referendum sulla giustizia). E soprattutto in una domenica così calda perché andare a votare? Meglio la spiaggia e il mare. Inoltre, i quesiti referendari erano pure complessi e da non gettare, così, in faccia ai cittadini. Preferibile lasciare che ci pensi il Parlamento, quell’istituzione latitante sul tema dai tempi di tangentopoli.

Referendum Giustizia

Ed è proprio così che il ‘Partito dei Pm‘ ha raggiunto il suo obiettivo. Non si è dovuto neanche sprecare per fare campagna per il ‘No‘. Meglio boicottare uno strumento di democrazia diretta come il referendum, spalleggiato dagli alleati di sempre: i manettari e giustizialisti grillini a 5 stelle e la sinistra che dal ‘braccio armato’ delle procure proprio non vuole staccarsi. Eppure la supremazia e l’invasione di campo da parte della magistratura in politica negli ultimi anni non ha toccato solo esponenti di centrodestra. Dopo l’epopea di ‘Berlusconi contro tutti i giudici‘ sono stati diversi i politici e gli amministratori di centrosinistra ingiustamente finiti nel tritacarne giudiziario. Ma si sa, le vecchie abitudini sono dure a morire.

Censura e disinformazione

E a chi può importare dei poveri cittadini che finiscono nelle grinfie di magistrati assetati di potere e affamati di carrierismo. A noi interessa che i potenti finiscano in galera, di tutti gli altri non vogliamo sapere nulla. Anzi, come insegna Davigo, un innocente è un colpevole che l’ha fatta franca. Ed è così che abbiamo buttato al macero l’intero articolo 27 della Costituzione. Il risultato? Il silenzio e l’indifferenza sui referendum per una giustizia giusta sono stati i veri protagonisti. Ai cittadini è stato vietato di conoscere per quale motivo avrebbero potuto e dovuto esprimersi oggi. A tutti noi è stata propinata una marea di fake news che ci hanno palesemente ingannato. Una propaganda che possiamo riassumere con questa frase: se voterai ‘SI‘ i ricchi e i cattivi non andranno in carcere. In Italia c’è stata una vera e propria censura di Stato. E non è la prima volta che è accaduto nella storia del Belpaese.

Ora non lamentatevi

In ogni caso da oggi gli innocenti continueranno ad andare in carcere. I magistrati potranno essere anche giudici. Il Csm, in attesa della riforma Cartabia, continuerà ad essere una Cupola. Amministratori locali democraticamente eletti dal popolo saranno sospesi dal loro ruolo istituzionale anche se condannati in primo grado. I vari BerlusconiRenziSalvini – che non hanno per niente fatto campagna elettorale per il ‘Si‘ – la smettano di fingere che quella della giustizia sia la loro battaglia. Ormai questa resta la ‘guerra’ del Partito Radicale e noi siamo sicuri che i radicali continueranno a combatterla. Ma tu, cittadino comune come me, da stasera almeno abbi il pudore di non lamentarti più di questa giustizia ingiusta. Perché oggi avresti avuto l’occasione di cambiare le cose. Bastava qualche minuto del tuo tempo. Ma hai preferito non farlo. Non ti biasimo ma neanche ti giustifico.

redazione

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