– AGGIORNAMENTO – Marina Ovsyannikova è riapparsa in tribunale. Era in compagnia con il suo avvocato che ha diramato la notizia e diffuso una fotografia con lui insieme alla giornalista. Quest’ultima, secondo quanto pubblicato da La Repubblica, è stata condannata a pagare una multa da 30mila rubli (255 euro al tasso di cambio attuale) per, “organizzazione di un evento pubblico non autorizzato“.
È entrata nello studio di Channel One mentre era in onda il telegiornale. Si tratta di una delle emittenti principali russe e uno dei momenti più seguiti dai cittadini. Marina Ovsyannikova si è messa alle spalle della collega e conduttrice, ha poi alzato un cartello con sopra scritto: “No alla guerra. Non credete alla propaganda, vi stanno mentendo“. L’immagine ha fatto il giro del mondo e da quel preciso istante Marina Ovsyannikova è diventato il simbolo della libera informazione e della ribellione a Vladimir Putin
Consci delle conseguenze e dei pericoli che avrebbe corso esponendosi in quel modo e con quel gesto, la Ovsyannikova aveva già registrato un video pubblicato poi su Youtube: “Quello che sta accadendo in Ucraina in questo momento è un crimine. La Russia ha aggredito un Paese. Tutto questo ha un nome e un cognome: Vladimir Putin. Mio padre è ucraino, mia madre è russa e non sono mai stati nemici. La Russia deve fermare questa guerra fratricida. Ho lavorato in questi anni per Channel One promuovendo la propaganda di Putin.
Sono molto pentita di quello che ho fatto negli anni. Mi vergogno di aver permesso la diffusione di bugie tramite la televisione. Ho permesso che il popolo russo fosse trasformato in un popolo zombie. Siamo stati zitti quando sono iniziati gli attacchi alla Crimea nel 2014, e ancora siamo stati zitti quando il Cremlino ha avvelenato Navalny. Stiamo continuando a guardare questo regime senza dire niente e adesso che il mondo ci ha voltato le spalle, dieci generazioni future non saranno in grado di lavare via la vergogna di una guerra fratricida“.
Immediatamente dopo il ‘blitz’ fatto in tv durante il tg, l’emittente Channel One ha disposto degli accertamenti interni. La giornalista è stata sottoposta a un fermo giudiziario durato più di dieci ore ed infine è stata arrestata. Secondo quanto riportato dagli avvocati della Ong Ovd Info (associazione che si occupa di diritti umani e dei perseguitati politici), la Ovsyannikova sarebbe sparita. Di lei, dopo gli arresti, non si hanno avute più notizie.
“Sono grato a quei russi che non smettono di cercare di divulgare la verità, che stanno combattendo contro la disinformazione e raccontano fatti reali ai loro amici e familiari, e personalmente a quella donna che è andata nello studio di Channel One con un manifesto contro la guerra“, lo ha dichiarato il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky in un video pubblicato e diffuso oggi.
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