C’è stata ieri sera anche a Napoli la manifestazione del ‘no vax‘ e ‘no green pass‘. Iniziative del genere sono andate in scena in tutta Italia durante gli ultimi giorni. Per fortuna nel capoluogo napoletano non è accaduto quello che è successo a Roma lo scorso fine settimana.
Le proteste sono state organizzate perché oggi è entrato in vigore l’obbligo di ‘green pass‘ per poter accedere ai luoghi di lavoro. Di conseguenza i dipendenti pubblici e privati devono vaccinarsi oppure fare un tampone.
Non voglio entrare nel merito di questa polemica che da mesi sta dividendo il Paese. Lo scopo di questo articolo non è certo quello di confutare le ragioni e i torti dei ‘no‘ – ‘pro‘ vax – green pass. Si è già detto e scritto tanto.
Ma c’è stato un particolare che ha attirato la mia attenzione e non ha suscitato alcuna reazione da parte dei media. Ieri, tra le persone che hanno manifestato, c’era un uomo – probabilmente uno degli organizzatori del corteo – che ha esibito sulla propria felpa la Stella di Davide.
Quest’ultima è il simbolo di Israele ma anche della shoah, ovvero dell’Olocausto. In pratica il manifestante ha paragonato la propria condizione a quella degli ebrei sterminati dai nazisti. Di sicuro una provocazione ma di pessimo gusto e persino offensiva nei confronti delle sei milioni di vittime uccise da Hitler e i suoi seguaci.
Possibile che il rispetto di una legge, discutibile ma legittima, crei una discriminazione tale da far sentire un ‘no vax‘ come un ebreo la cui esistenza è stata sistematicamente cancellata dal regime nazista? Io non credo.
Si é visto anche in passato l’uso della Stella di Davide come provocazione politica. Marco Pannella e i radicali ne fecero il simbolo di una battaglia in difesa della legalità, della Costituzione e dello Stato di Diritto.
Ieri il livello non era certamente questo. I ‘no green pass‘ e i ‘no vax‘ non sono neanche minimamente paragonabili agli ebrei uccisi durante la seconda guerra mondiale. Sono solo persone che hanno scelto di rifiutare vaccini e tamponi. Hanno scelto, dunque, di difendere la propria libertà a discapito di quella altrui.
Hanno scelto di non credere alle evidenze scientifiche ma alle sciocchezze propagate sui social. Facessero le battaglie che vogliono e che ritengono più opportune, nessuno glielo impedirà, ma lasciassero in pace la storia e le sue tragedie.
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