E’ finita tragicamente la corsa in moto di Elisa e del suo papà. Giù in un burrone, morti. A trovare i loro cadaveri la mamma della ragazzina che, grazie alla geolocalizzazione, è riuscita a rinvenire il marito e la figlia nel luogo in cui erano finiti dopo la rovinosa caduta.
La mamma della ragazza è stata intervistata dal Corriere della Sera:”Questa passione — racconta Patrizia davanti alla camera ardente allestita nel cimitero di Pergine Valsugana, circondata dall’affetto dei parenti e degli amici più cari — l’animava fin da piccola. Ha iniziato a studiare danza, sia classica che moderna, in seconda elementare e, da allora, non ha mai smesso. A settembre sarebbe andata in terza media, ma aveva già lo sguardo proiettato sul liceo coreutico, a cui si sarebbe voluta iscrivere il prossimo anno scolastico”.”Le sarebbe piaciuto debuttare nelle trasmissioni di Maria De Filippi”, dice ancora la mamma, che descrive una famiglia unita e affiatata. Patrizia parla di un marito sempre presente e racconta che quel giorno si era recato con la figlia in giro in moto perché gliel’aveva promesso da tempo. Da quel giro però non sarebbero più tornati papà e figlia.
Una dinamica davvero assurda, tutta da chiarire. Lo schianto è avvenuto lungo il nastro di asfalto che scende verso Trento, all’altezza di Nogarè la moto di Sandro Prada non ha imboccato il tornante a gomito a destra, è andata a dritta invadendo la corsia opposta e infilandosi nell’unico varco sprovvisto di guardrail perché conduce a due stradine forestali. Nessun segno di frenata sull’asfalto, niente. Forse Sandro ha avuto un malore, ma non si esclude un guasto all’impianto frenante della moto. Indagano i carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Borgo Valsugana, guidati dal capitano Alfredo Carugno. Ora il pm Davide Ognibene ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo plurimo a carico di ignoti. La Procura, infatti, vuole far luce su quello che è accaduto in quei brevi attimi tra le 17 e le 18 e ha incaricato l’ingegner Igor Gonnella per ricostruire l’esatta dinamica.
A ritrovare i corpi nel burrone è stata proprio Patrizia. Doveva essere un breve giro in moto, m a papà e figlia non erano ancora rientrati così lei ha pensato di chiamare, nessuna risposta. Sandro aveva lasciato il cellulare a casa, ma Elisa ce l’aveva così con il tablet e la sorella Maddalena hanno controllato il geolocalizzatore applicato sul telefonino, poi la corsa disperata sul posto. Quando sono arrivati hanno visto i lampeggianti e hanno capito. Non c’era più nulla da fare.
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