“Contenta, tra virgolette. Soddisfatta sì“, sono queste le parole di Maria Esposito, madre di Vincenzo Ruggiero, ucciso e fatto a pezzi a 25 anni, nel commentare la sentenza della Cassazione che ha condannato Ciro Guarente all’ergastolo per l’omicidio del figlio. Una condanna che mette la parola fine al processo e che la signora Esposito aspettava da tempo.
Nonostante la pronuncia abbia confermato le precedenti condanne – in primo grado e in appello – Maria Esposito ha spiegato di non aver gradito le parole del legale di Guarente. “Paragonare mio figlio – spiega in una videointervista a Vocedinapoli.it – ad un appartamento perché disse che Guarente aveva intenzione di risarcire la vita di mio figlio, come se poi la vita di una qualsiasi persona si possa risarcire, con un appartamento in suo possesso“.
La signora Esposito ha raccontato che la famiglia di Ciro Guarente nel 2017 l’ha contatta per chiederle scusa: “Loro non hanno alcuna colpa, io non faccio loro nessuna colpa, è del figlio“. La madre di Vincenzo ha ricordato quanto è stata dura per lei “fare una veglia a un corpo senza avere un corpo”. Nonostante la ‘soddisfazione’ per la sentenza, oggi resta l’immenso dolore di una madre che ha perso il figlio e non può far altro che ricordare il suo sorriso: “Vincenzo sorrideva sempre, io ricordo mio figlio, lo ricordo sempre sorridente e mi faceva i capelli ogni tanto, gli piaceva molto“.
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