Secondigliano

Bassolino decisivo al ballottaggio dà la sveglia al Pd di De Luca: il ‘peso’ di Don Antonio alle elezioni

Al momento sono tre le candidature ufficiali per Palazzo San Giacomo. Ad Alessandra Clemente è seguita quella di Antonio Bassolino e quella di Sergio Rastrelli. La prima correrà per il movimento Dema provando a dare continuità al decennio targato De Magistris.

Il terzo è stato lanciato da Fratelli d’Italia che ha rotto gli indugi rispetto al dilemma rappresentato dal magistrato Catello Maresca. Noi ci soffermeremo sulla decisione di Bassolino che ha creato scompiglio a sinistra, soprattutto in quella parte del Partito Democratico che insegue il Movimento 5 Stelle (M5S).

La crisi Governo è finita, ora è in carica il nuovo esecutivo. Di conseguenza Dem e grillini dovrebbero al più presto – con il placet di Vincenzo De Luca – indicare programma e candidato unitario. Il nome potrebbe essere quello di un ex Ministro. In lizza ci sarebbero Vincenzo Amendola, Gaetano Manfredi e Sergio Costa.

Bassolino non ha voluto attendere tempi eterni ed essendo ormai da anni fuori dagli schemi di partito, ha lanciato la sua candidatura da lui stesso definita, “sia civica che politica“. Perché non dobbiamo dimenticare una cosa: i candidati fanno a gara per essere espressione della società civile e non dei partiti.

Un esponente della ‘vecchia scuola’ pronto a mettere al servizio della città la propria esperienza. Una persona, il cui destino sarebbe dovuto essere la ‘rottamazione’, pronta a rottamare i volti nuovi della politica con la sua competenza.

Un entusiasmo che ha nascosto due fallimenti: il primo di chi c’era prima e non ha saputo lasciare dopo di sé una classe dirigente degna di questo nome; il secondo di chi ha creduto nel ‘dogma’ dell’uno vale uno. Una sciocchezza che ha rappresentato uno dei paradigmi dell’antipolitica.

Bassolino al ballottaggio

Così Napoli è tornata avanguardia politica: prima con il disastro rappresentato da De Magistris che come ex Pm al potere e protagonista di una propaganda populista e ‘anti-casta’, ha anticipato il ciclone a 5 Stelle (oggi in caduta libera); poi con le ultime elezioni regionali dove De Luca ha imbarcato sul suo carrozzone tanti esponenti dell’ex Democrazia Cristiana.

Dalla Regione Campania fino alla poltrona da Sindaco di Napoli, sono gli anziani – le vecchie glorie della politica – che potrebbero salvarci. E mentre il Partito Democratico vergognosamente, a livello nazionale prima e a livello locale dopo, sta continuando a emulare il M5S, Bassolino ha deciso di dare una sveglia.

Quest’ultima avrà suonato anche sul comodino di De Luca che con Bassolino ha sempre avuto un rapporto di rivalità. Ma ‘Don Antonio‘ lo ha sempre professato e sta continuando a farlo: il segreto è la collaborazione, sia con la Regione che con il Governo centrale.

Per il resto il programma è semplice, per una missione che appare impossibile: restituire dignità e centralità ad una città distrutta e abbandonata che a causa della pandemia ha perso anche la spinta propulsiva del turismo. Così Bassolino, la cui campagna elettorale è iniziata da tempo, vuole partire dai servizi pubblici essenziali, dalla vivibilità cittadina e dal decoro urbano.

In questa chiave, la sua candidatura potrebbe non risultare subito vincente ma potrebbe diventare decisiva al ballottaggio. E in quel caso o il candidato del Pd a 5 StelleDe Luca dovrà aver bisogno dei voti di Bassolino, o sarà quest’ultimo che dovrà convogliare i voti di tutto il centro sinistra.

Una sfida che dipenderà da un aspetto molto importante: il candidato del centro destra sarà Rastrelli o nei prossimi giorni ci saranno novità sulla sponda Lega – Fratelli d’Italia – Forza Italia? Staremo a vedere.

redazione

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