La pista della rapina era stata subito ipotizzata quando sul luogo del delitto non sono stati trovati portafogli, cellulare e pare anche 20mila euro in contanti che la vittima potrebbe avere avuto con se. Ma l’ipotesi investigativa è stata ostacolata dal fatto che Stefano Ansaldi era ancora in possesso del suo Rolex.
Il ginecologo sannita ma che viveva e lavorava a Napoli è stato brutalmente ucciso lo scorso fine settimana a Milano. Sono molte le ombre che circondano il caso, soprattutto in merito a dinamica e movente dell’efferato delitto.
Una prima ricostruzione dei fatti, coadiuvata dalle testimonianze del momento, ha rivelato il seguente scenario. Ansaldi era arrivato nel capoluogo lombardo da Napoli con un biglietto di sola andata e un piccolo bagaglio a mano.
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I filmati registrati dalle telecamere di video sorveglianza hanno accertato che per tre ore, dalle 15 – quando e’ sceso dal treno – e le 18, il ginecologo campano non si è mosso dalla stazione e dall’area circostante. “L’abbiamo visto crollare a terra, è sopravvissuto pochi secondi“, hanno raccontato i due testimoni che erano in via Macchi quel pomeriggio.
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