E’ tragico il bilancio di quanto accaduto nella serata di giovedì a San Gennaro Vesuviano, in provincia di Napoli. Un’auto guidata da un giovane di 18 anni, originario di Napoli, ha falciato una compagnia di sei amici.
Natalia Boccia, 27 anni, è deceduta sul colpo. E’ in pericolo di vita la sorella della vittima Pasqualina che ha dato alla luce una bambina, di circa 2 chili e 200 grammi, trasferita poi nell’ospedale Moscati di Avellino, dove e’ attualmente intubata e sottoposta a trattamento ipotermico per contrastare una encefalopatia, probabilmente subita nel momento dell’incidente quando era ancora nel grembo materno. Le sue condizioni sono giudicate critiche dai sanitari. Ed in pericolo di vita si trova anche il neo papa’, Giovanni Muoio, 32 anni, marito di Pasqualina, travolto insieme ad altre tre persone le cui condizioni non sono gravi anche se sono in prognosi riservata.
L’incidente è avvenuto nel comune vesuviano, il conducente è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di omicidio stradale ed ora ai domiciliari. E’ ancora tutta da chiarire la dinamica dell’incidente. Di certo solo il fatto che il 18enne ha perso il controllo della vettura, sulla quale viaggiava insieme ad un amico, falciando le sei persone ferme sul marciapiedi davanti ad un negozio: il giovane e’ risultato negativo sia ai test alcolemici che tossicologici. Inutili sono stati i soccorsi per Natalia, mentre gli altri feriti sono stati portati d’urgenza in diverse strutture ospedaliere.
La vicenda ha sconvolto la tranquilla cittadina di San Gennaro Vesuviano, i cui residenti ora piangono la morte della studentessa, mentre pregano per la vita della neonata nipotina di Natalia, della mamma e del papa’ della piccola fatta nascere per potersi salvare. ”Preghiamo per chi non c’e’ piu’ – ha detto don Aniello Nappi, parroco della chiesa Santi Gioacchino ed Anna – per chi sta soffrendo e anche per chi ha provocato l’incidente. Conosco le famiglie della giovane morta e degli altri feriti. Brave persone. Gente che lavora e che ora sta soffrendo. Non possiamo fare altro che pregare ed affidarci al Signore”. Secondo don Aniello il giovane accusato dell’omicidio stradale, residente a Napoli, si era da poco diplomato con alcuni ragazzi del posto. ”So che sono bravi ragazzi anche loro – ha concluso – senza grilli per la testa e apparentemente normalissimi. Dobbiamo pregare anche per loro e le famiglie, sicuramente disperate per quanto accaduto”.
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