C’era molta attesa per l’apertura della Rage room, ovvero la Stanza della rabbia. La nuova attività di intrattenimento ha inaugurato questo fine settimana a Fuorigrotta. Ma il finale non è stato del tutto positivo.
Infatti, alcuni clienti hanno avuto bisogno di assistenza sanitaria a causa di una possibile intossicazione. La causa? L’inalazione della polvere dell’inchiostro del un toner di una stampante. Quest’ultima è stata distrutta dai clienti che hanno avuto bisogno di cure.
Ma i fatti sarebbero diversi rispetto a quelli raccontati e pubblicati in queste ore. L’imprevisto che ha macchiato l’apertura della Rage room, è stato chiarito da Marco Stoppelli proprietario della struttura. Quest’ultimo ci ha contattati precisando come sono andate davvero le cose:
“Le due persone non hanno avuto un intossicazione, tra l’altro appena usciti ridevano e scherzavano. Li abbiamo costretti noi ad andare in ospedale per nostra tutela e il referto medico, consultabile, non ha riscontrato né intossicazioni né altro. Del resto, dopo aver fatto l’aereosol, ci hanno fatto subito uscire. È stato un nostro errore sicuramente non aver tolto il toner ma volevamo precisare che è entrata nel naso della polvere e non liquidi e da referto medico i ragazzi non hanno avuto nessuna intossicazione. Purtroppo i ragazzi che hanno partecipato hanno rilasciato dichiarazioni totalmente diverse, non sappiamo per quale motivo. I referti medici sono pubblici e non evidenziano alcun danno o problema di nessun tipo. Inoltre, non è arrivata nessuna ambulanza, i clienti sono stati accompagnati in ospedale direttamente da noi e con l’auto“.
In questa Stanza della rabbia, per 35 o 50 euro, è possibile per 15 minuti distruggere oggetti, bottiglie di vetro, mobili. Il cliente ha a disposizione una tuta, le dovute protezioni per il viso e come armi un martello o una mazza da baseball.
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