Da snistra: Renato Napoleone, Francesco Paolo Russo, Dario Amirante, Castrese Ruggiero
Andrea Castello e Antonio Ruggiero sono state due vittime di quella che è conosciuta come la faida tra i “Maranesi” e i “Militesi“, violenta guerra intestina al clan che fu scissionista nei confronti dei Di Lauro a Secondigliano: gli Amato – Pagano.
Il caos è scoppiato in seguito all’arresto di Mariano Riccio avvenuto nel febbraio del 2014 dopo un periodo di latitanza. Riccio, genero di Cesare Pagano, era il reggente del sodalizio dopo che sono finiti in manette proprio Pagano e Raffaele Amato. Il suo arresto ha dato campo libero alla fazione vicina a quest’ultimo.
Così il mese successivo, a Marzo, ecco verificarsi il doppio agguato in due giorni. Prima la sparizione di Antonio Ruggiero, il cui corpo – probabilmente fatto a pezzi dopo l’omicidio – non è mai stato ritrovato (dicesi in gergo, delitto di “lupara bianca“) e poi, il giorno dopo, l’uccisione durante un conflitto a fuoco di Andrea Castello. Entrambi erano fedelissimi di Riccio.
Dopo 4 anni di indagini e grazie alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, le forze dell’ordine sono riuscite a risalire a quelli che sono considerati i presunti killer di Ruggiero e Castello. Infatti, oggi la polizia, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, autorizzata dal Giudice per le indagini preliminari (Gip) su inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda), nei confronti di tre soggetti.
Si tratta di Dario Amirante, nato nel 1989, Renato Napoleone nato nel 1983 e Paolo Francesco Russo nato nel 1990.
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