Nei riquadri, in alto il boss Salvatore Belforte, in basso i due killer Antonio Bruno e Pasquale Cirillo
Ucciso per errore, soltanto perché era al volante di un’auto uguale a quella del vero obiettivo degli assassini. Vittorio Rega, 29enne geometra originario di Baiano, è stato ammazzato nel 1996 a Maddaloni, in provincia di Caserta.
Dopo ben 22 anni ecco la svolta nelle indagini. La DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, autorizzata dal GIP (Giudice per le Indagini Preliminari) a carico di Antonio Bruno e Pasquale Cirillo ritenuti gli esecutori materiali del delitto.
I due killer avrebbero agito per ordine del boss Salvatore Belforte e di Felice Napolitano. In realtà, secondo gli inquirenti, il vero obiettivo dei sicari sarebbe stato Giovanbattista Tartaglione ritenuto affiliato al clan Piccolo, sodalizio rivale dei Belforte.
Nel 2000 il fascicolo contro ignoti si chiuse con un nulla di fatto. Ad oggi, il pm Luigi Landolfi che fa parte del pool coordinato dal procuratore aggiunto Luigi Frunzio, aveva chiesto il carcere per tutti. Ma per Napolitano la misura è stata negata, mentre Belforte è stato graziato dal fatto che era pentito all’epoca della richiesta.
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