Nell'immagine l'ex boss Mariano Fabbrocino, Roberto Cutolo e Raffaele Cutolo
Arriva la condanna definitiva della Cassazione per il boss dell’area vesuviana, Mario Fabbrocino, detto ‘o Gravunaro. I giudici della prima sezione penale della Suprema hanno respinto la richiesta dei legali del boss nativo di San Giuseppe Vesuviano e hanno confermato il “fine pena mai”, già pena definitiva. Alla base del ricorso una sentenza della Corte Europea dei Diritti Umani e un verdetto emesso dalla Corte Costituzionale.
Fabbrocino è ritenuto il mandante dell’omicidio di Roberto Cutolo, 28 anni, figlio del Professore Vesuviano. Il ragazzo fu ucciso il 19 dicembre del 1990 con 10 colpi di pistola in auto fuori a un bar a Tradate, nel Varese, dove il ragazzo il figlio del boss di trovava confinato al soggiorno obbligato. La motivazione del padrino di San Gennaro Vesuviano era quella di stroncare sul nascere ciò che restava della Nuova Camorra Organizzata. Da 12 anni in carcere, oggi a 74 anni, Fabbrocino non uscirà mai più dal carcere. Ad uccidere materialmente il figlio di Raffaele Cutolo fu invece Antonio Schettini, detto Tonino ‘o Napoletan’ che in seguito si pentì accusandosi ben 37 omicidi. Quest’anno il killer tornerà in libertà dopo aver scontato l’intera condanna in carcere, 25 anni.
Roberto Cutolo non impensieriva più di tanto gli investigatori, aveva qualche precedente ed alcuni procedimenti giudiziari in corso. Un arresto per guida senza patente, il suo presunto coinvolgimento in una rapina alle poste e in un giro di prostituzione intorno all’aeroporto di Malpensa. Il giovane è stato poi prosciolto da entrambe le accuse. Viveva con i soldi che la madre, Filomena Liguori, gli inviava puntualmente ogni mese con un vaglia. La moglie arrotondava vendendo dei giocattoli che costruiva in casa. L’unico processo in cui era imputato era quello basato sull’omicidio di Francis Turatello alias ‘Faccia d’angelo ucciso 9 anni prima nel carcere di Nuoro. La Cassazione ne aveva ordinato il rifacimento e l’accusa voleva provare il coinvolgimento del figlio di ‘o Professore allora diciassettenne (secondo la Procura sarebbe stato lui a portare l’ordine di morte dietro le sbarre). Ma il giovane Cutolo ha sempre smentito l’accusa ed una volta uscito dal carcere di Avellino ha provato ad alzare un muro tra lui e le vicissitudini del papà. Ma la sua morte è stato più che altro un messaggio che i nemici del padre hanno voluto dare a ‘o Professore.
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