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Omicidi di camorra, la faida ad Afragola ha un obiettivo: la Tav

Due omicidi in pochi giorni, una botta e risposta immediata come solo la camorra sa fare. Modi barbari e violenti, incuranti della presenza di donne e bambini. Così Afragola è stata macchiata di sangue, una scia che secondo gli inquirenti rischia di non fermarsi e potrebbe durare a lungo. La cittadina, tra le più popolose dell’Area Metropolitana di Napoli, è protagonista di una nuova e presunta faida che vede contrapposti lo storico clan egemone di quel territorio e sodalizi più piccoli ma pronti a mettere le mani su affari da milioni di euro. Sullo sfondo i ricchi appalti che riguardano la Tav, ovvero la stazione d’alta velocità che sarà inaugurata il prossimo 6 giugno.

Lo scenario è il seguente, il potente clan Moccia vuole assicurarsi per se l’intera torta relativa ai proventi degli investimenti pubblici e privati dedicati alla Tav. Soltanto in un secondo momento, così come ipotizzato dagli investigatori, saranno destinate delle quote ad altre organizzazioni criminali che operano sul territorio. Tra queste c’è anche il sodalizio dei Cennamo che non vuole accontentarsi delle “briciole” ma vorrebbe una fetta più ampia dei guadagni.

All’interno di questo contesto si incastrerebbero alla perfezione i due agguati all’onore delle cronache degli ultimi giorni: quello di Salvatore Caputo 72enne (detto ‘o Saino) e di Remigio Sciarra 52enne. Entrambi sono stati uccisi con colpi d’arma da fuoco all’interno delle proprie auto, uno il 25 maggio scorso e l’altro sabato 3 giugno. Caputo era legato al clan Moccia e secondo il collaboratore di giustizia Salvatore Scafuto (detto Tore ‘a Carogna) sarebbe stato condannato a morte perché “Si è fatto troppi soldi”. Per questo gli inquirenti credono che il 72enne sia stato fatto fuori dai killer dei Cennamo, proprio per lanciare un messaggio ai Moccia.

Questi ultimi non si sono fatti intimidire, così avrebbero concretizzato la propria vendetta ordinando l’omicidio di Sciarra ritenuto dagli investigatori la figura che gestiva l’attività estorsiva per il clan Cennamo. Il 52enne è stato colpito a morte davanti la moglie (ferita durante l’agguato), il figlio 11enne e un suo amichetto. L’affare in ballo è enorme, si parla di circa 150 milioni di euro, 10 terreni edificabili e due ditte sospette e già pronte ad iniziare i lavori di costruzione.

Stiamo parlando di decine e decine di appalti che serviranno per la realizzazione di aree di ristorazione, parcheggi e infrastrutture di trasporto da e per Napoli. Inoltre sarebbero già state avvicinate dai clan decide di società che potrebbero rientrare negli appalti e che garantirebbero alle organizzazioni criminali un giro estorisivo da circa 100mila euro al mese.

redazione

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