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Colpo al clan Contini, sequestrati beni per un valore di 320 milioni di euro

Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli ha confiscato su ordine della Procura di Napoli, Direzione Distrettuale Antimafia (DIA), beni immobili, complessi aziendali e quote societarie, per un valore complessivo di circa 320 milioni di euro, riconducibili ad esponenti del clan Contini e prestanomi che agivano per l’organizzazione criminale.

Nei guai Gerardo e Ciro Di Carluccio, quest’ultimo considerato il “cassiere” del sodalizio criminale e uomo di fiducia del boss Edoardo Contini, detto ‘o Romano attualmente in carcere. Di Carluccio ha gestito per il capo clan una vera e propria holding criminale operante in diversi settori economici e finanziari.

L’indagine ha rivelato che i fratelli Di Carluccio amministravano, grazie ad una fitta rete di prestanome, numerosissime attività economiche, che spaziavano dal commercio al dettaglio di carburanti (considerato uno dei core business dell’organizzazione criminale), alla gestione di bar, al commercio di oro e preziosi, agli investimenti immobiliari ed alla concessione di prestiti in denaro.

La Guardia di Finanza, attraverso un’accurata analisi dei profili reddituali e patrimoniali dei soggetti indagati, ha individuato più di 100 prestanomi che agivano per conto dei Di Carluccio e quindi del clan Contini.

L’arresto di Ciro Di Carluccio avvenuto il 01 ottobre del 2014 a Pugliano Milanese, dove era nascosto durante un anno di latitanza

In particolare i beni confiscati sono:

  • 41 impianti di distribuzione di carburanti, ubicati per lo più in Napoli, su alcuni tratti autostradali campani nonché in Molise;
  • 20 esercizi commerciali bar, dislocati tra le province di Napoli e Avellino;
  • 3 rivendite di tabacchi ubicate in Napoli e provincia;
  • 4 ditte di oreficeria/gioielleria site a Napoli e a Torre del Greco;
  • 3 società di torrefazione di caffè ubicante nella zona industriale di Napoli;
  • 2 società di gestione e compravendita immobiliare, con sede a Napoli;
  • un’azienda di commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, per l’igiene della persona, corredi e ricami, ubicata a Napoli;
  • un garage, sito nel centro di Napoli;
  • 27 unità immobiliari (11 case, tra le quali una villa di pregio ad Ischia e 16 unità a destinazione commerciale) ed un terreno.

Il valore di questi beni, che sarà acquisito dallo stato italiano ha un valore stimato di oltre 320 milioni di euro. Nei confronti dei fratelli Di Carluccio è stata disposta l’applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale della pubblica sicurezza (rispettivamente per una durata di 5 e 4 anni) con obbligo di soggiorno nel comune di residenza e con la cauzione di euro 100.000 per Ciro e di euro 50.000 per Gerardo.

L’arresto di Eduardo Di Carluccio e Gioacchino Costanza (rispettivamente figlio e cognato di Ciro Di Carluccio) avvenuto il 16 marzo del 2015 

L’operazione di confisca concretizza un’ordinanza di sequestro eseguita già a partire dal 2015, quando l’indagine della procura ha messo nel mirino queste attività economiche gestite dai Di Carluccio, tramite prestanomi per contro dei Contini. Attualmente i Di Carluccio sono reclusi in carcere, di conseguenza il provvedimento contestato in quest’ultima operazione, si sommerà a quello penale e varrà applicato se e quando i due fratelli usciranno dal loro stato di detenzione.

Infatti, Ciro Di Carluccio 67enne, è stato arrestato a Pugliano Milanese il 01 ottobre del 2014 grazie ad un’attività di collaborazione tra le forze dell’ordine di Napoli e Milano, coordinate dalla procura del capoluogo partenopeo (Direzione Investigativa AntimafiaDIA). Di Carluccio era scampato già ad un primo tentativo di arresto il 22 gennaio dello stesso anno, vicenda che lo ha reso latitante per qualche mese. Invece il 16 marzo del 2015, a finire agli arresti, sono stati Eduardo Di Carluccio Gioacchino Costanza, rispettivamente figlio e cognato di Ciro Di Carluccio, i quali gestivano le attività di quest’ultimo dopo il suo arresto.

La mappa della camorra a Napoli: ecco chi comanda in città

redazione

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