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La ricetta degli“spaghetti alla puveriello”, un piatto napoletano del dopoguerra

Cucinare con ingredienti semplici, poveri e riuscire a dar vita ad una vera e propria favola del gusto è una storia a lieto fine che Napoli conosce fin troppo bene. Una delle ricette che rientra pienamente nella categoria è quella degli spaghetti ‘alla puveriello’ dove la qualifica di povero sta ad indicare non tanto la pochezza relativa al sapore quanto, piuttosto, quella inerente agli ingredienti adoperati per la sua preparazione. Leggenda narra, infatti, che l’origine di questo piatto sia da far risalire al periodo storico del Secondo Dopoguerra. Un momento davvero difficile per l’Italia intera che però, almeno a Napoli, ha visto la nascita di piatti che sono entrati di pieno diritto nella tradizione gastronomica partenopea onde poi essere dimenticati perchè hanno dovuto lasciare il posto a preparazioni molto più elaborate ma non per questo più saporite.

Durante il Secondo Dopoguerra, nei bassi di Napoli, reperire gli alimenti per mangiare era diventato una sorta di miracolo a cui neppure San Gennaro poteva porre rimedio e allora ci si arrangiava in qualche modo. Grazie soprattutto alla ‘borsa nera’ era possibile avere quasi sempre a disposizione la pasta, le uova e la sugna. Al popolo napoletano non fu sufficiente altro. Riuscì, infatti, a mettere insieme con abile maestria questi ingredienti dando vita a un piatto sì semplice e veloce ma allo stesso tempo anche ‘terribilmente’ gustoso. Se non mi credete, non vi resta che mettere in pratica quanto sto per indicarvi.

INGREDIENTI

100 grammi di vermicelli
2 uova
olio evo
2 cucchiai di sugna
sale
pepe

PROCEDIMENTO

  • Questa ricetta non prevede molti passaggi. Quindi si può tranquillamente passare direttamente alla cottura dei vermicelli che deve essere assolutamente al dente o, per meglio dire, la pasta deve essere più cruda che cotta.
  • Mentre i vermicelli cuociono nella loro acqua salata, a voi non resta che versare l’olio, la sugna e un uovo all’interno di un tegame per preparate il tradizionale “occhio di bue” facendo ben attenzione a lasciare il tuorlo poco cotto.
  • Dopo aver scolato la pasta, la si può unire all’altro uovo che avete provveduto in precedenza a sbattere amalgamando i due ingredienti.
  • A questo punto non vi resta che impiattare adagiando sugli spaghetti l’uovo occhio di bue cotto nella sugna e nell’olio e insaporendo la pietanza con il pepe.
  • Buon appetito.
redazione

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