Durante l’operazione odierna da parte dei carabinieri che ha portato all’arresto di 8 persone affiliate al clan Puca, i militari sono riusciti a sventare anche l’omicidio di un collega coinvolto nell’attività investigativa. Nel corso del blitz le forze dell’ordine hanno trovato armi e sgominato una rete che serviva al sodalizio per trafficare stupefacenti con altre organizzazioni criminali di Napoli e provincia.
Gli inquirenti hanno rilevato che le attività illecite in cui è coinvolto il clan sono: la commissione delle estorsioni ad imprenditori e commercianti, il controllo delle attività economiche attraverso la gestione diretta di attività commerciali ed imprenditoriali e il reinvestimento dei capitali illeciti.
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GLI ARRESTATI- Luigi di Spirito, detto ‘palatella, individuato come il referente e coordinatore dell’organizzazione criminale diretta e organizzata da Pasquale Puca alias ‘o minorenne, capoclan attualmente in carcere al regime del 41 bis. ‘O Minorenne è anche ritenuto responsabile del traffico di sostanze stupefacenti, con il compito di rifornire anche compagini camorristiche operative su altri territori campani, quali i clan Marrazzo, Longobardi-Beneduce, Mazzarella, Amato-Pagano;
Francesco Dell’Omo, detto ‘o maranese, che aveva il ruolo di gestire le attività estorsive, di imporre l’installazione delle slot machines negli esercizi commerciali e di curare i rapporti con gli altri clan camorristici tra i quali anche il clan Amato-Pagano operante a Melito di Napoli per la ripartizione dei proventi delle estorsioni commesse negli altri comuni;
Antimo Femiano alias “‘morandi, addetto al riciclaggio dei proventi illeciti, di impartire le disposizioni ricevute dal capo clan e di consegnare gli stipendi agli affiliati;
Lorenzo Iavazzo detto ‘sparavolpe, quale killer e gestore delle attività estorsive;
Claudio Lamino, ‘o mericano, avente il ruolo del detentore e custode delle armi, di riciclare i proventi illeciti, di partecipare alle attività estorsive e alla gestione del gioco clandestino;
Antonio Paciolla alias ‘o russ, e responsabile dell’attività estorsiva e dello spaccio di droga nei comuni di Grumo Nevano, Casandrino e Sant’Arpino (CE);
Antimo Di Biase, con il ruolo di riciclare i proventi illeciti, di procurare veicoli, predisponendovi congegni idonei ad occultarvi armi, di detenere e custodire queste ultime, nonché di intestarsi fittiziamente dei beni al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali.
La mappa della camorra a Napoli
Inoltre dalle indagini è emerso che Antimo Femiano e Lorenzo Iavazzo sono stati partecipi, a livello decisionale, alle riunioni in cui era stato stabilito e pianificato l’omicidio di Francesco Verde, detto ‘o negus, commesso il 28 dicembre 2007. Lo scopo dell’agguato è stato quello dell’eliminazione del boss dello storico clan rivale per il controllo del territorio, il sodalizio Verde, operante nella medesima area geografica.
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