Un vero e proprio attacco mediatico nei confronti della città di Napoli e dei napoletani, tifosi compresi. Due prime pagine destinate a far discutere e a rilanciare, semmai ve ne fosse ancora bisogno, i continui pregiudizi che in Italia, e soprattutto, al Nord hanno della nostra città.
“Ma fateci il piacere” con tanto di foto di Antonio de Curtis, in arte Totò e diverse espressioni volgari del dialetto napoletano. Si commenta da sola la prima pagine di TuttoSport, quotidiano sportivo di Torino, molto vicino alla Juventus e diretto dal napoletano Paolo De Paola. Una scelta editoriale di cattivo gusto volta ad alzare un muro difensivo nei confronti di una società sportiva, la Juventus, da sempre difesa da media e opinione pubblica nonostante recenti scandali sportivi.
Nonostante l’operato discutibile dell’arbitro Valeri e alcune inesattezze e disattenzioni in diretta della Rai durante la semifinale d’andata di Coppa Italia di martedì scorso, vinta dalla Juventus sul Napoli per 3-1, il quotidiano torinese punta a distogliere l’attenzione con la solita linea contro i napoletani. “Riparte la campagna anti Juve: a Napoli (sindaco compreso) si scatena il solito teatrino” scrive TuttoSport.
Non è da meno Libero, quotidiano di Milano, che riserva un attacco generale all’intera città di Napoli. “Piagnisteo napoletano” è il titolo che ci dedica il giornale fondato da Vittorio Feltri e diretto Pietro Senaldi.
Dal calcio (“Hanno venduto Higuain e frignano…”, “Se perdono attaccano l’arbitro pure quando hanno torto”) alla politica (“…commercio di sfroso di tessere del Pd”), passando per l’assenteismo sul posto di lavoro (“i partenopei sono assenteisti ma pretendono più assunzioni”) allo scandalo appalti dell’imprenditore Alfredo Romeo.
Come se queste cose in Italia succedessero solo a Napoli e non in tutto il Paese. L’assenteismo è un fenomeno nazionale a tutte le latitudini, i “piagnistei”, se proprio vogliamo chiamarli così, nel mondo del calcio sono di buona parte delle squadre che, una volta affrontata la Juventus, si trovano di fronte ad episodi arbitrali discutibili per utilizzare un eufemismo. Tutto quest’odio nei confronti dei napoletani (come se fossimo noi il problema di questo Paese) francamente non lo capiamo.
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