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	<title>Vincenzo Scarpetta Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>Vincenzo Scarpetta Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>La RAI omaggia De Filippo in occasione dei 120 anni dalla sua nascita: trasmetterà tutte le commedie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2020 10:12:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione dei 120 anni dalla nascita di Eduardo De Filippo, avvenuta il 24 maggio del 1900, la RAI omaggia il grande artista attraverso una lunga serie di appuntamenti che ci accompagneranno dal 23 maggio fino a novembre. Tutti i sabato, a partire dalle ore 17.00, su RAI 5 andranno in onda tutte le versioni [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione dei 120 anni dalla nascita di <strong>Eduardo De Filippo</strong>, avvenuta il 24 maggio del 1900, la <strong>RAI</strong> omaggia il grande artista attraverso una lunga serie di appuntamenti che ci accompagneranno dal 23 maggio fino a novembre.</p>
<p>Tutti i sabato, a partire dalle ore 17.00, su <em><strong>RAI 5</strong></em> andranno in onda tutte le versioni televisive degli spettacoli &#8220;<em>eduardiani</em>&#8221; realizzati dalla <em><strong>Radiotelevisione italiana</strong></em>, in ordine cronologico di composizione.</p>
<p>Il primo appuntamento imperdibile con le commedie di Eduardo sarà scandito da “<em><strong>Uomo e galantuomo</strong></em>” che l&#8217;artista scrisse nel 1922, proposta nella versione televisiva realizzata nel 1975 nella quale recitano: <strong>Eduardo De Filippo</strong>, <strong>Luca De Filippo</strong>, <strong>Isa Danieli</strong>, <strong>Angelica Ippolito</strong>, <strong>Nunzia Fumo</strong>.</p>
<p>La commedia è stata scritta inizialmente da Eduardo per il fratellastro <strong>Vincenzo Scarpetta</strong> con la &#8220;mise-en-scène&#8221; nel 1924 dal titolo &#8220;Ho fatto il guaio? Riparerò!&#8221;.</p>
<p>Il 23 febbraio 1933 la farsa fu rappresentata anche dalla compagnia di Eduardo &#8220;<em><strong>Teatro Umoristico I De Filippo</strong>&#8221; </em>con il titolo definitivo di &#8220;<strong><em>Uomo e galantuomo</em></strong>&#8221; ed inserita dall&#8217;autore nel gruppo di opere da lui definito &#8220;<em><strong>Cantata dei giorni pari</strong></em>&#8220;.</p>
<p>La &#8220;<em><strong>Cantata dei giorni pari</strong></em>&#8221; raccoglie le commedie che Eduardo, appena ventenne, inziò a scrivere dal 1920 (anno della pubblicazione di Farmacia di turno) al 1942 (quando mise in scena &#8220;Io, l&#8217;erede&#8221;). In questo contesto i &#8220;<em>giorni pari</em>&#8221; sono intesi come quelli fortunati, positivi, differenziandoli da quelli negativi, dove va tutto storto, i cosiddetti &#8220;<em>giorni dispari</em>&#8220;, da tradizione napoletana.</p>
<p>«<em>Il mondo in fondo è un gran palcoscenico e la vita una commedia allegra o triste secondo i casi. Per vivere, gli uomini debbono adattarsi a recitare la commedia e debbono anche fingere di divertirsi</em>» (Eduardo De Filippo)</p>
<p>La commedia è già disponibile su <em><strong>RaiPlay</strong></em>: <a href="https://www.raiplay.it/video/2017/11/Il-teatro-di-Eduardo-Uomo-e-galantuomo-fd26158c-bbc1-41ee-a04a-9b5ea3fd573e.html">GUARDA LA COMMEDIA</a></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-206217 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/eduardo-de-filippo.jpg" alt="" width="650" height="941" /></p>
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		<title>Peppino De Filippo, quarant&#8217;anni dalla morte del grande artista partenopeo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2020 15:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[peppino de filippo]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Scarpetta]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quarant&#8217;anni fa ci lasciava uno degli ultimi grandi commediografi italiani: <strong>Peppino De Filippo</strong>. Era infatti, il 27 gennaio 1980, quando, il terzo dei fratelli De Filippo moriva, a causa di un tumore, all&#8217;età di 76 anni.</p>
<p>Il creatore del personaggio &#8220;<em><strong>Pappagone</strong></em>&#8221; (presentato nella trasmissione televisiva degli anni &#8217;60, &#8220;<em><strong>Scala Reale</strong></em>&#8220;), esordì a teatro, giovanissimo, nella compaglia del padre <strong>Vincenzo Scarpetta</strong>. Erano gli anni difficili della <strong>Grande Guerra</strong>, e Peppino, assieme ai due fratelli <strong>Eduardo</strong> e <strong>Titina</strong>, cresceva a pane e teatro, facendo tesoro di tutti gli insegnamenti appresi alla &#8220;corte&#8221; di Scarpetta e sviluppando già una propria coscienza teatrale.</p>
<p>Una gavetta, quella del &#8220;<em>re dell&#8217;improvvisazione</em>&#8220;, che lo portò, già con una certa maturità artistica, sul palco della Compagnia Teatrale &#8220;<em><strong>I De Filippo</strong></em>&#8220;, fondata insieme ai fratelli. Commedia d&#8217;esordio della compagnia fu proprio l&#8217;emblematica &#8220;<em><strong>Natale in casa Cupiello</strong></em>&#8220;, una delle opere maggiormente legate alla storia dei De Filippo, in quanto esempio inestinguibile di quella nobile ed antichissima tradizione napoletana di cui tutti abbiamo nostalgia.</p>
<p>Celebre diventò infatti l&#8217;interpretazione di Peppino del dispettoso &#8220;<em>Tommasino</em>&#8220;, figlio di Luca, un “<em>giovine moderno</em>” sprezzante delle tradizioni: “<em>Io questa cometa da mettere sul presepe non la capisco proprio, a me o&#8217; presepio nun me piace</em>”. <strong>Peppino De Filippo</strong>, ha indossato i panni di &#8220;<em>Tommasino</em>&#8221; fino alla separazione dai fratelli Eduardo e Titina nel 1944, cioè a seguito del furioso e famoso litigio con Eduardo davanti a tutta la compagnia.</p>
<p>Peppino approda al cinema brillante con il film-esordio diretto da <strong>Fellini</strong> e Alberto Lattuada &#8220;<strong><em>Luci del varietà</em></strong>&#8221; (1951). Più tardi, nel 1962, <em>Peppiniello</em> interpreterà per <strong>Fellini</strong> anche un episodio di &#8220;<em><strong>Boccaccio &#8217;70</strong></em>&#8220;, vestendo i panni del dottor Antonio, un incallito moralista fustigatore di costumi. Qui, il fratello minore di Eduardo, darà prova di incredibile interpretazione.</p>
<p>Ma non è l&#8217;unica prova di bravura &#8220;<em>oltre la comicità</em>&#8221; che Peppino riesce a dare nella sua carriera attoriale. Memorabile è infatti la sua interpretazione del &#8220;<em><strong>Guardiano</strong></em>&#8221; di <strong>Harold Pinter</strong> (versione tv di Edmo Fenoglio &#8211; 1976), in cui porterà all&#8217;apoteosi i tratti di un personaggio cinico, scaltro e subdolo riuscendo a far dimenticare per qualche momento la sua irresistibile capacità comica.</p>
<p>Del resto, lo stesso Peppino confidava ardentemente nella capacità di affrontare le problematiche anche più atroci della vita con un sorriso:</p>
<p>&#8220;<em>Fare piangere è meno difficile che far ridere &#8211; </em>affermava l&#8217;attore<em> &#8211; Per questo, teatralmente parlando, preferisco il genere farsesco. Sono sicuro che il dramma della nostra vita, di solito, si nasconde nel convulso di una risata, provocata da un&#8217;azione qualsiasi che a noi è parsa comica. Sono convinto che spesso nelle lacrime di una gioia si celino quelle del dolore. Allora la tragedia nasce e la farsa, la bella farsa, si compie</em>&#8220;.</p>
<p>Un altro grande capitolo della vita di Peppino De Filippo si apre con lo sposalizio artistico al Principe <strong>Antonio De Curtis</strong> (Totò), con il quale, lo scrittore dell&#8217;autobiografia &#8220;<strong><em>Una famiglia difficile</em></strong>&#8221; (pubblicato nel 1977), dimostrerà come il ruolo di &#8220;spalla&#8221; non sia riduttivo ma anzi apra un ventaglio di possibilità farsesche essenziali quanto di difficile interpretazione.</p>
<p>La capacità di Peppino d&#8217;inserirsi con maestria negli spazi che Totò ritagliava per lui, diede vita ad un duo perfetto di comicità popolare. Insieme, Totò e Peppino hanno dato vita a scene indimenticbili del cinema italiano, indellebili nei cuori di partenopei e non, come l’ormai mitica dettatura della lettera in &#8220;<em><strong>Totò, Peppino e la&#8230; malafemmina</strong></em>&#8221; passando per la complicità nel finto rapimento a scopo godereccio di &#8220;<em><strong>Totò, Peppino e i fuorilegge</strong></em>&#8221; (Nastro d’Argento 1957 come miglior attore protagonista) e l’esilarante duetto sul talamo matrimoniale di &#8220;<em><strong>Letto a tre piazze</strong></em>&#8221; in cui Peppino fa letteralmente da marciapiede umano al principe de Curtis.</p>
<p>In tempi odierni difficilmente la commedia riesce a rivestire un tale livello culturale di spessore, ed è per tale motivo necessario ricordare una figura come quella di Peppino e la sua capacità di trattare, mediante un genere apparentemente leggero, temi tragici ed importanti lasciando sempre al pubblico una morale, un insegnamento.</p>
<p>Significative le parole di<strong> Indro Montanelli</strong> in merito a Peppino al fine di spiegare pienamente la sua opera: &#8220;<em>Io non sono napoletano, ma di fronte a Peppino, non so come, mi capita sempre di diventarlo</em>&#8220;.</p>
<figure id="attachment_187819" aria-describedby="caption-attachment-187819" style="width: 964px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class=" wp-image-187819 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/de-filippo.jpg" alt="Peppino De Filippo, quarant'anni dalla morte del grande artista partenopeo" width="964" height="750" /><figcaption id="caption-attachment-187819" class="wp-caption-text">Peppino De Filippo, quarant&#8217;anni dalla morte del grande artista partenopeo</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/01/27/peppino-de-filippo-quarantanni-dalla-morte-del-grande-artista-partenopeo/">Peppino De Filippo, quarant&#8217;anni dalla morte del grande artista partenopeo</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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