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	<title>università federico secondo di napoli Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Nov 2022 08:02:22 +0000</lastBuildDate>
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	<title>università federico secondo di napoli Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>&#8220;Digital Minds&#8221;, ad ottobre il workshop per l&#8217;innovazione digitale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2018 07:45:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[federica e learning]]></category>
		<category><![CDATA[università federico secondo di napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Digital Minds è un career workshop organizzato dal Centro Federica WebLearning dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, rivolto a giovani laureati under 30, con interessi nel mondo dell’innovazione digitale. L’obiettivo è offrire a 20 giovani talenti l’opportunità di confrontarsi sulle tematiche dell’innovazione digitale nel settore dell&#8217;education. Federica Weblearning è da dieci anni trendsetter nell&#8217;innovazione [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/06/15/digital-minds-ad-ottobre-il-workshop-per-linnovazione-digitale/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from &#8220;Digital Minds&#8221;, ad ottobre il workshop per l&#8217;innovazione digitale</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Digital Minds</strong> è un career workshop organizzato dal <em>Centro Federica WebLearning</em> dell’<strong>Università degli Studi di Napoli Federico II</strong>, rivolto a giovani laureati under 30, con interessi nel mondo dell’innovazione digitale. L’obiettivo è offrire a 20 giovani talenti l’opportunità di confrontarsi sulle tematiche dell’innovazione digitale nel settore dell&#8217;education.</p>
<p><strong>Federica Weblearning</strong> è da dieci anni trendsetter nell&#8217;innovazione della didattica multimediale. La sua multipiattaforma <em>Federica.EU</em> è la principale “single-university platform” in Europa per l’accesso a corsi <strong>MOOC</strong>, <em>Massive Open Online Courses</em> ad accesso gratuito. Con una interfaccia seamless che integra testi, video e un ricco corredo di link alle più autorevoli fonti online, Federica presenta un ambiente didattico rivoluzionario, con un’attenzione particolare al design, secondo la migliore tradizione italiana.</p>
<p><strong>Digital Minds</strong> rappresenta una occasione importante di crescita, apprendimento e confronto che contribuirà a qualificare il profilo professionale dei partecipanti. Il workshop è strutturato in 3 giorni di brainstorming durante i quali potrai:</p>
<p>&#8211; lavorare con il team tecnico-scientifico del Centro Federica Weblearning;<br />
&#8211; entrare in contatto con personalità del mondo dell’impresa, della cultura e dell’innovazione digitale;<br />
&#8211; confrontarti con altri giovani talenti sulle trasformazioni del mondo dell’alta formazione nell’era digitale;<br />
&#8211; mettere in pratica le tue idee/progetti con lavori di gruppo.</p>
<p><strong>Digital minds</strong> intende stimolare la riflessione su 4 macro aree:</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-123548 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_2-15-19.jpg" alt="&quot;Digital Minds&quot;, via al workshop per l'innovazione digitale" width="650" height="297" /></p>
<p><strong>Digital Minds</strong> è riservato a:</p>
<p>&#8211; giovani under 30, di cittadinanza italiana o straniera<br />
&#8211; laureati (magistrale, specializzazione e/o master)<br />
&#8211; candidati con una buona padronanza della lingua inglese.<br />
&#8211; sono esclusi dalla partecipazione i dipendenti di pubbliche amministrazioni.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-123549 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_1-17-27.jpg" alt="&quot;Digital Minds&quot;, via al workshop per l'innovazione digitale" width="650" height="266" /></p>
<p>Le domande di partecipazione dovranno essere inviate entro il <strong>30/07/2018</strong> accompagnate dalla seguente documentazione:</p>
<p>&#8211; lettera di motivazione che descriva le proprie competenze o interessi sui grandi temi dell’innovazione nel digitale, con una particolare attenzione alla rivoluzione che attraversa il settore dell’education (max 2.000 caratteri);<br />
&#8211; curriculum;<br />
&#8211; dichiarazione sul livello di conoscenza della lingua inglese;<br />
&#8211; fronte/retro della carta d’identità o di altro documento di riconoscimento in corso di validità;<br />
&#8211; video di presentazione di massimo 2 minuti (link condiviso pubblico del video caricato su una piattaforma esterna come ad esempio WeTransfer, Google Drive, DropBox, YouTube o Vimeo).</p>
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		<title>Sul portone dell&#8217;Università Federico II tutta la storia del Sud Italia</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/02/25/sul-portone-delluniversita-federico-ii-tutta-la-storia-del-sud-italia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2017 10:03:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[università federico secondo di napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molti napoletani sono soliti passare fuori la sede principale dell'Università Federico II senza soffermarsi sul portone dell'edificio che racconta la storia del loro passato [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/25/sul-portone-delluniversita-federico-ii-tutta-la-storia-del-sud-italia/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Sul portone dell&#8217;Università Federico II tutta la storia del Sud Italia</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Federico II è per <strong>Napoli</strong> un motivo d’orgoglio internazionale. Detiene infatti l’insuperabile primato di università più antica al mondo, vale a dire, la prima ad essere fondata. Il merito va senz&#8217;altro alla lungimiranza di <strong>Federico II di Svevia</strong>, il quale volle creare, grazie a questo luogo di formazione, una classe dirigente colta, preparata, professionale, in grado di amministrare la cosa pubblica nel migliore dei modi.</p>
<p><img decoding="async" class="wp-image-51477 size-full alignnone" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/sul-portone-delluniversita-federico-ii-tutta-la-storia-del-sud-italia.jpg" width="508" height="488" /></p>
<p>Era il 1224 quando questa idea prese corpo. Ma il Palazzo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’edificio noto come “sede centrale”, è di molto successivo. La sua apertura risale al 1897, quando Federico II era morto da circa 800 anni, l’Italia era unita, ed il <strong>Regno delle Due Sicilie</strong> un ricordo. Quest’ultima circostanza, in particolare, rende curiosa la presenza sul cancello d’ingresso degli stemmi delle 12 province storiche del Regno di Napoli.</p>
<p>Come mai <strong>Vittorio Emanuele III di Savoia</strong>, neo Principe di Napoli, destinato a diventare il terzo re d’Italia, autorizzò sulla facciata della nuova sede centrale dell’Università Federico II di Napoli, quella serie di stemmi che ricordavano un passato così fresco nei ricordi del popolo? Per dimostrare rispetto nei confronti delle origini di quel popolo, ingraziarsi i nostalgici, celebrare il fondatore di quell&#8217;istituzione? Non è dato saperlo.</p>
<p>Di sicuro, però, c’è il fatto che quella facciata e quel portone d’ingresso vennero approvate dal <strong>Ministero dei Lavori Pubblici</strong> solo dopo due anni di tentativi e ben cinque proposte di progetto, redatte pazientemente dagli architetti <strong>Pierpaolo Quaglia</strong> e <strong>Guglielmo Melisurgo</strong>. Oggi vedremo un po’ più da vicino il motivo di tanto contendere, la storia dietro ognuno di quei simboli apparentemente caotici ed insensati.</p>
<p>Per meglio districarci tra questi simboli, serve capire di che parliamo. Le province storiche del Regno di Napoli erano 12, antichissime. Provenivano dai 9 giustizierati continentali decisi proprio da Federico II nel 1231, con la Costituzione di Melfi: Calabria, Valle di Crati e Terra Giordana, Terra d&#8217;Otranto, Terra di Bari, Capitanata, Basilicata, Principato e Terra Beneventana, Terra di Lavoro e Contado di Molise, Abruzzo.</p>
<p>Il Regno delle Due Sicilie contava in realtà altri due <strong>Giustizierati</strong> (termine che indicava quelle che diventeranno le future province), ma si trattava di quelli insulari. Con gli Angioini i 9 giustizierati continentali diventano 11. Nel 1273, infatti, con il Diploma di Alife, Carlo I sancisce la divisione in due del giustizierato di Abruzzo (Citeriore e Ulteriore), e del giustizierato “Principato e Terra Beneventana” (diviso in Principato Citeriore e Ulteriore).</p>
<p>Con gli <strong>Aragonesi</strong> i giustizierati diventano ufficialmente province, e da 11 passano a 12, con la divisione nel XV° secolo della provincia Terra di Lavoro e Contado di Molise, in due province distinte (Terra di Lavoro, e Contato di Molise). Eccole, quindi, le 12 <strong>province storiche del Regno di Napoli</strong>: Calabria Citra, Calabria Ultra, Basilicata, Terra di Bari, Capitanata (Foggia), Terra d’Otranto (Salento), Principato Citra (Amalfi), Principato Ultra (Avellino), Abruzzo Ultra, Abruzzo Citra, Terra di Lavoro (Caserta), Contado di Molise.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-51464 size-full alignnone" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/sul-portone-delluniversita-federico-ii-tutta-la-storia-del-sud-italia-8.png" width="621" height="496" /></p>
<p>Come mai, a fronte di 12 province, sul portone d’ingresso dell’Università Federico II compaiono 16 stemmi? Scopriamolo immediatamente. Questi due stemmi non figurano nell&#8217;elenco delle 12 province, ma li conosciamo molto bene qui a Napoli. Il <strong>Corsiero del Sole</strong> non ha bisogno di presentazioni: quest’orgoglioso cavallo (nero), l’antenato nobile dell’asino calcistico, era in realtà il simbolo della Provincia di Napoli.</p>
<p>Per il secondo stemma, figuratevi questo scudo sannitico con la parte superiore color oro, e la parte inferiore color rosso. Riconoscerete immediatamente i colori e lo <strong>stemma della città di Napoli</strong>. L’oro sta per il sole, il rosso sta per la porpora che celebra le insigni personalità politiche e culturali a cui Napoli ha sempre dato i natali.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-51465 size-full alignnone" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/sul-portone-delluniversita-federico-ii-tutta-la-storia-del-sud-italia-7.png" width="687" height="507" /></p>
<p>Il primo stemma di questa foto rappresenta invece la <strong>Provincia di Benevento</strong>, che rientrava in realtà in uno dei due Principati. Il simbolo che notate nello stemma è un toro, a sottolineare il carattere del popolo sannitico, indomito di fronte a qualunque tipo di invasione, mai domo e sempre disposto a combattere per difendere i propri confini.</p>
<p>Il secondo stemma si riferisce invece al <strong>Principato Ultra</strong> (l’attuale Provincia di Avellino). La corona rappresenta un evento del 1130, anno in cui l’antipapa <strong>Anacleto II</strong> incontrò <strong>Ruggiero il Normanno</strong>, per incoronarlo re di Sicilia. Sulle sponde del fiume Sabato si decretò infatti il ducato precedente si sarebbe trasformato in Regno.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-51467 size-full alignnone" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/sul-portone-delluniversita-federico-ii-tutta-la-storia-del-sud-italia-6.png" width="613" height="492" /></p>
<p>Questa foto rappresenta una delle 12 province storiche, la Basilicata, ed una Provincia che fu aggiunta solo più tardi, la <strong>Calabria Ulteriore II</strong>. La Basilicata era rappresentata da un’aquila che si inabissa in un fiume. Quel fiume era il <strong>Bradano</strong>, dove i rappresentanti militari dei bizantini annegarono in seguito all&#8217;iniziativa dei Normanni, vittoriosi sul loro esercito.</p>
<p>Quando<strong> Ferdinando I</strong> ritenne maturi i tempi per il riconoscimento a Reggio Calabria dello status di capoluogo, lo stemma della nuova Provincia fu ricavato da quelli preesistenti delle due Calabrie. Entrambi, come vedremo nella prossima foto, erano riconoscibili tramite il simbolo della croce, che ricordava le crociate.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-51470 size-full alignnone" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/sul-portone-delluniversita-federico-ii-tutta-la-storia-del-sud-italia-5.png" width="593" height="513" /></p>
<p>E veniamo ad un’altra coppiata di stemmi, raffigurati sul portone d’ingresso della sede centrale della Federico II. Si tratta, come anticipato, dei simboli facenti riferimento alle due Calabrie. La prima, la <strong>Calabria Citra</strong>, o Citeriore, riporta una croce nera, simbolo della prima Crociata in Terra Santa, quando la Calabria fece la parte del leone con 12000 soldati.</p>
<p>Quando <strong>don Ferrante d’Aragona</strong>, nel 1400, divenne Duca delle Calabrie, volle uno stemma che rappresentasse il suo dominio su entrambe, quella meridionale e quella settentrionale. Ecco spiegato il raddoppio delle croci nere, su sfondo giallorosso, i colori degli Aragona, ancora oggi presenti nella bandiera della Catalogna.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-51471 size-full alignnone" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/sul-portone-delluniversita-federico-ii-tutta-la-storia-del-sud-italia-4.png" width="635" height="585" /></p>
<p>La Provincia della <strong>Terra di Bari</strong> rievoca due tratti distintivi di queste zone: l’azzurro del mare pugliese, e la mitra di San Nicola, il Santo Protettore di Bari, in alcuni paesi identificato addirittura con Babbo Natale. Si tratta di uno dei simboli ancora oggi più rappresentativi della Puglia, non foss’altro per tutte le peripezie impiegate per portare le spoglie del Santo in terra pugliese.</p>
<p>Il corrispettivo odierno della <strong>Terra d’Otranto</strong>, è il Salento. I colori giallorossi rappresentano ancora una volta il potere degli Aragona, che liberarono queste zone dall’invasione turca, con la storica battaglia di Otranto. Il delfino che azzanna la mezzaluna è invece l’antichissimo simbolo dei messapi, altra fiera popolazione dalla tradizione millenaria.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-51472 size-full alignnone" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/sul-portone-delluniversita-federico-ii-tutta-la-storia-del-sud-italia-3.png" width="642" height="504" /></p>
<p>La bussola rappresentata nello stemma a sinistra identificava il <strong>Principato Citeriore</strong>. Ricorda Flavio Gioia, il cittadino amalfitano cui viene attribuita l’invenzione della bussola. L’importanza rivestita da questa invenzione nel destino della navigazione, fu evidentemente decisivo, se si arrivò ad inserirlo nello stemma di Provincia.</p>
<p>Lo stemma a destra identifica invece <strong>la Capitanata</strong>, corrispondente all&#8217;attuale provincia di Foggia. San Michele Arcangelo sconfisse Lucifero ed i demoni ribelli, si dice, proprio sul Monte Gargano, ed ancora oggi è un simbolo fortemente caratterizzante della Provincia, per l’intenso rapporto che legava Padre Pio all&#8217;Arcangelo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-51473 size-full alignnone" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/sul-portone-delluniversita-federico-ii-tutta-la-storia-del-sud-italia-2.png" width="632" height="485" /></p>
<p>Questa ulteriore coppia di stemmi incisi nel portone dell’Università Federico II, rappresenta i due Abruzzi, <strong>Ultra</strong> e <strong>Citra</strong>. Spiegare l’Aquila che vola sul monte è abbastanza semplice. L’Aquila è ancor oggi il capoluogo di provincia dell’Abruzzo. I monti sono la rappresentazione fedele della morfologia del territorio abruzzese.</p>
<p>Nel 321 i Sanniti costrinsero l’esercito romano ad assaporare la sconfitta e l’umiliazione: obbligarono infatti i soldati nemici ad arare i loro campi nei pressi di Chieti (la provincia corrispondente al territorio dell’<strong>Abruzzo Citeriore</strong>), come fossero buoi (ecco spiegato il simbolo del giogo sulla testa del cinghiale).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-51476 size-full alignnone" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/sul-portone-delluniversita-federico-ii-tutta-la-storia-del-sud-italia.png" width="633" height="492" /></p>
<p>Ed eccoci giunti all’ultima foto. A sinistra è rappresentata la <strong>Terra di Lavoro</strong>, corrispondente all&#8217;attuale provincia di Caserta. A destra invece il <strong>Contado di Molise</strong>. Il primo stemma è una cornucopia, simbolo dell’abbondanza dei raccolti di queste fertilissime terre, che esportavano i loro prodotti in tutta Europa.</p>
<p>L’ultimo simbolo si scorge a stento, a causa dell’usura degli agenti atmosferici. Vi sono comunque rappresentate due spighe e tra loro una stella. Si tratta semplicemente dello stemma di famiglia dei<strong> Del Balzo</strong>, un’antichissima famiglia medievale, che per generazioni ha posseduto e amministrato l’intero territorio molisano.</p>
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		<title>Apple a Napoli, arriva il bando: pubblicato sul sito della Federico II</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2016/07/22/apple-a-napoli-arriva-il-bando-pubblicato-sul-sito-della-federico-ii/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2016 09:04:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[università federico secondo di napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblicato sul sito dell&#8217;Università Federico II di Napoli, il bando per accedere alla selezione e partecipare al progetto Apple. Gli studenti da ammettere sono 200. I corsi avranno inizio ad ottobre nel nuovo polo universitario di San Giovanni a Teduccio. Come riportato da La Repubblica, gli studenti saranno divisi in due gruppi: i primi 100 seguiranno i 9 mesi di [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2016/07/22/apple-a-napoli-arriva-il-bando-pubblicato-sul-sito-della-federico-ii/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Apple a Napoli, arriva il bando: pubblicato sul sito della Federico II</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pubblicato sul sito dell&#8217;Università Federico II </strong>di Napoli, il bando per accedere alla selezione e partecipare al progetto Apple. Gli studenti da ammettere sono 200. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/07/07/napoli-ufficiale-accordo-apple-federicoii-si-parte-ottobre/">I corsi avranno inizio ad ottobre</a> nel nuovo polo universitario di San Giovanni a Teduccio.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-13321" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/05/appela-napoli.png" alt="Apple a Napoli, arriva il bando: pubblicato sul sito della Federico II°" width="832" height="462" /></p>
<p><strong>Come riportato da </strong><em>La Repubblica</em>, gli studenti saranno divisi in due gruppi: i primi 100 seguiranno i 9 mesi di corso da ottobre a giugno. Gli altri 100 da gennaio a settembre. Alcuni seguiranno le attività in italiano e inglese, gli altri solo in inglese.</p>
<p><strong>La scadenza, improrogabile, per accedere</strong> al bando di gara è fissata alle <strong>ore 12 del primo agosto</strong>. I test di accesso, il cui calendario sarà pubblicato <strong>entro il 10 agosto</strong>, si terranno non prima della fine di agosto a Scienze Biotecnologiche, in via De Amicis.</p>
<p><strong>Sono previste due fasi per la prova di ammissione</strong>: la prima è rappresentata da un test che valuterà le competenze digitali e di programmazione dei ragazzi. L&#8217;esame è composto da 30 quesiti, ciascuno con 4 opzioni di risposta, su argomenti di Logica, di Algebra, di Informatica, di Linguaggi di programmazione. Successivamente c&#8217;è un colloquio motivazionale in inglese, a cui verranno ammessi circa 300 studenti, scelti in base al risultato della prova scritta.</p>
<h3><a href="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2016/07/IOS_DR_2016_0002479_BandoIT.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Clicca qui per scaricare il bando</strong></a></h3>
<h3><a href="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2016/07/IOS_DR_2016_0002479_DocInfo-1.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong>Clicca qui per il documento informativo</strong></a></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/07/22/apple-a-napoli-arriva-il-bando-pubblicato-sul-sito-della-federico-ii/">Apple a Napoli, arriva il bando: pubblicato sul sito della Federico II</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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