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	<title>Università Federico II di Napoli Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>È il giornale on line della città partenopea: informazione a 360°, cronaca che copre tutti i quartieri della città; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>Università Federico II di Napoli Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Il dg dell&#8217;azienda ospedaliera Federico II scrive una lettera: &#8220;Non sfuggiamo al nostro impegno&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2020 12:48:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[università federico II]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il direttore generale dell&#8217;azienda ospedaliera Federico II scrive una lettera che pubblichiamo di seguito &#8220;Il policlinico Federico II di Napoli non è, come qualcuno ha cercato di far credere, un’Azienda Ospedaliera che sfugge al proprio dovere nei giorni della pandemia. Lo può ben dire chiunque sia stato o è tutt’ora nostro paziente, conoscendo l’impegno che [...]</p>
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<div dir="ltr">Il direttore generale dell&#8217;azienda ospedaliera Federico II scrive una lettera che pubblichiamo di seguito</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">&#8220;Il<strong> policlinico Federico II di Napoli</strong> non è, come qualcuno ha cercato di far credere, un’<strong>Azienda Ospedaliera</strong> che sfugge al proprio dovere nei giorni della pandemia. Lo può ben dire chiunque sia stato o è tutt’ora nostro paziente, conoscendo l’impegno che noi tutti mettiamo al servizio della salute dei cittadini.<br />
Nei giorni in cui le attività didattiche e formative sono sospese, di ricoveri non urgenti rinviati per disposizione della Protezione Civile, c’è grande lavoro in Azienda e proprio non è il momento di speculazioni e polemiche. Va però chiarito che dall’inizio di questa emergenza, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II ha realizzato ex novo un reparto per pazienti affetti da Covid-19, creato secondo gli standard più rigorosi, con stanze isolate e dotate di bagno e zona filtro per garantire agli operatori di lavorare in piena sicurezza, prevedendo anche il percorso diagnostico in isolamento, con barelle di biocontenimento, per effettuare i trasferimenti da un edificio all’altro. La Regione Campania ha voluto destinare questo reparto prioritariamente a pazienti fragili come le partorienti, dedicando loro un percorso nascita capace di accoglierle al meglio, anche qualora fossero affette dal COVID 19.</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">È stato allestito un blocco parto e un&amp;#39;isola neonatale dedicati, attrezzata anche per bimbi prematuri o con patologie, distanti ed autonomi dal Dipartimento materno-infantile per non contaminare i percorsi ordinari, per evitare il rischio di moltiplicare il contagio e rassicurare le future mamme che già sono seguite dai nostri professionisti. A loro ulteriore garanzia è stata allestita la zona di pre-triage in tende messe a disposizione dall’unità di crisi regionale. In terapia intensiva sono stati subito attrezzati 2 pl di isolamento a pressione negativa e, ad oggi, già occupati. Ulteriori 11 p.l. sono stati chiesti dalla Regione e l’Azienda ha risposto subito, trasferendo i pazienti in terapia intensiva cardiochirurgica, opportunamente isolata e attrezzata. E’ pronto all’appello il reparto di malattie infettive pediatriche e, in generale, tutta la Pediatria. Il dipartimento cardio-chirurgico, già nella rete IMA, si è fatto già carico dell’utenza del Cardarelli impegnato nelle operazioni di sanificazione, ed è pronto a farsi carico del peso dell’intera rete. Il Centro Trasfusionale, che per primo ha segnalato l’emergenza sangue, resterà aperto tutte le domeniche per accogliere i donatori, sollecitati dalle associazioni che sono sempre al nostro fianco. Anche tutti i professionisti dei laboratori hanno dato piena disponibilità a supportare il Cotugno nella esecuzione ed analisi dei tamponi e veramente preziosa e pioneristica è l’assistenza in telemedicina che si sta assicurando ai pazienti cronici e immunodepressi che non possono recarsi in ospedale. E’ necessario che la gente conosca il grande sacrificio che tutto il nostro personale sta portando avanti per contribuire ad arginare gli effetti del contagio. Lo devo agli operatori sociosanitari, agli infermieri, ai medici, agli amministrativi, ai medici in formazione, ai docenti, a tutto il personale che non si sottrae al dovere di essere in prima linea.</div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr">Lo devo agli 11 nostri colleghi che oggi sono in quarantena contagiati dal virus. Nessuno pensi di poterci considerare uno “strano caso”. Come direttore generale ho sentito alla luce di ciò che è stato scritto fare chiarezza e tranquillizzare l&amp;#39;utenza e la cittadinanza perché noi del Policlinico ci siamo, stiamo lavorando insieme alla Regione Campania per affrontare preparati e coesi questa emergenza. Arricchiti dalle nostre differenze, orgogliosi della nostra specificità, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II è e resta coesa. Unita nella battaglia a tutti gli altri ospedali della Regione Campania&#8221;.</p>
<p>A nome di tutti i Federiciani e di tutte le Associazioni sempre vicine,</p>
<p>Anna Iervolino</p></div>
<div dir="ltr"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-195199 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_18-1-33-300x178.png" alt="Il dg dell'azienda ospedaliera Federico II scrive una lettera: &quot;Non sfuggiamo al nostro impegno&quot;" width="300" height="178" /></div>
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		<title>Ercolano, ritrovamento unico al mondo: frammenti di cervello vetrificati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 14:26:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Vesuviana]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ercolano]]></category>
		<category><![CDATA[Collegio degli Augustali]]></category>
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		<category><![CDATA[Scavi di Ercolano]]></category>
		<category><![CDATA[Università Federico II di Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[vesuvio]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha dell&#8217;incredibile l&#8217;ultima scoperta rinvenuta dagli <strong>Scavi di Ercolano</strong>. I risultati, pubblicati sul <strong><em>New England Journal of Medicine</em></strong>, rivista medica leader a livello mondiale, hanno rivelato la presenza di resti di materiale cerebrale rinvenuti in una delle vittime dell’eruzione, il cui scheletro si trova ancora oggi in uno degli ambienti di servizio del <strong>Collegio degli Augustali</strong>.</p>
<p>La ricerca, condotta da un team di antropologi e ricercatori guidato da <strong>Pier Paolo Petrone</strong> dell’<strong>Università Federico II di Napoli</strong>, vede la partecipazione del direttore del parco <strong>Francesco Sirano</strong>, del Prof.<strong>Piero Pucci</strong> del <em><strong>Ceinge &#8211; Biotecnologie avanzate</strong></em> ed il Prof. <strong>Massimo Niola</strong> dell’<strong>Università di Napoli Federico II</strong>, insieme a ricercatori dell<em>&#8216;<strong>Università di Cambridge</strong>.</em></p>
<p>Come si evince dagli studi condotti dal team dell&#8217;antropologo forense, il quale studia da anni gli effetti delle eruzioni del <strong>Vesuvio</strong> sul territorio campano e le popolazioni che lo hanno abitato nel passato, la conservazione di tessuto cerebrale è un evento estremamente raro in archeologia. In questo caso, la notizia assume una portata ancora più grande, nella misura in cui è la prima volta in assoluto che vengono scoperti resti umani di cervello &#8220;vetrificati&#8221; per effetto del calore prodotto da un’eruzione.</p>
<p>“<em>Sin dalle eccezionali scoperte avvenute all’inizio degli anni 80 del 900 presso l’antica spiaggia, il campione antropologico offerto dal sito di Ercolano si è rivelato di estremo interesse &#8211; </em>dichiara Sirano<em> &#8211; Gli studi di antropologia fisica sono ora supportati da analisi di laboratorio sempre più sofisticate. Stiamo inoltre associando ad esse innovative ricerche sul DNA degenerato che, come sembrano dimostrare lavori di prossima edizione da parte del dr. Petrone, ha ancora racchiuse in sé alcune parti della sequenza del codice in grado di chiarire origine e grado di parentela delle vittime ritrovate nelle rimesse delle barche presso l’antica spiaggia</em>&#8220;.</p>
<p>I resti carbonizzati della vittima, che suo malgrado hanno permesso questa incredibile scoperta, furono portati alla luce già negli anni &#8217;60, durante gli scavi condotti dall’allora Soprintendente <strong>Amedeo Maiuri</strong>. Dalla cenere vulcanica emerse anche un letto ligneo il quale ha contribuito a ricostruire la figura della vittima da parte degli archeologi.</p>
<p>Questi, ritengono infatti che potrebbe trattarsi del custode del <em>Collegio consacrato al culto di Augusto</em>, il quale, probabilmente dormiente sul letto rinvenuto dagli scavi, ha trovato la morte in pochi minuti avvolto dall&#8217;onda di calore e dalla nube densa di cenere e lapilli rotolata dai fianchi del Vesuvio.</p>
<p>L’ipotesi degli studiosi è che l’elevato calore dell&#8217;eruzione del 79 d.C., sia stato letteralmente in grado di bruciare il grasso ed i tessuti corporei della vittima, causando la vetrificazione del cervello:</p>
<p>&#8220;<em>Questi straordinari dati possono peraltro confrontarsi con quelli derivanti dalle analisi sui materiali organici e sui coproliti rinvenuti nel corso degli scavi nelle fogne sotto il cardo V (scavi condotti in collaborazione con la Fondazione Packard) che hanno chiarito tanti aspetti del regime alimentare e contribuito ad arricchire il quadro delle più frequenti patologie che affliggevano gli abitanti di Herculaneum &#8211; </em>continua Sirano<em> &#8211; Se pensiamo a tutto quanto conosciamo attraverso la variegata documentazione scrittoria antica formata da documenti pubblici e privati (epigrafi su marmo, tavolette cerate, papiri, graffiti) davvero si comprendono l’inestimabile valore e le potenzialità ancora inespresse da questo prezioso sito UNESCO che il Parco Archeologico conserva e valorizza in un’ottica di ricerca aperta e multidisciplinare</em>”.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-187209 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/scheletri.jpg" alt="Ercolano, ritrovamento unico al mondo: frammenti di cervello vetrificati di una vittima dell'eruzione del 79 d.C." width="560" height="315" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2020/01/23/ercolano-ritrovamento-unico-al-mondo-frammenti-di-cervello-vetrificati/">Ercolano, ritrovamento unico al mondo: frammenti di cervello vetrificati</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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