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	<title>teatro alla scala di milano Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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		<title>Se il problema alla Scala è accettare o meno i milioni dei sauditi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2019 13:18:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Napoli, febbraio 2019. La notizia ha fatto sussultare un pò di persone e scatenato un dibattito pubblico durato qualche giorno. Dal governo sarebbe arrivato il benestare per una gestione del Teatro San Carlo da parte del comune. Poi, come spesso accade in Italia, c&#8217;è anche stato un primo dietrofront: a decidere non sarà il Ministero italiano dei beni [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/03/15/se-il-problema-alla-scala-e-accettare-o-meno-i-milioni-dei-sauditi/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Se il problema alla Scala è accettare o meno i milioni dei sauditi</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Napoli</strong>, febbraio 2019. La notizia ha fatto sussultare un pò di persone e scatenato un dibattito pubblico durato qualche giorno. Dal governo sarebbe arrivato il benestare per una gestione del <strong>Teatro San Carlo</strong> da parte del comune. Poi, come spesso accade in <strong>Italia</strong>, c&#8217;è anche stato un primo dietrofront: a decidere non sarà il <em>Ministero italiano dei beni artistici e culturali</em> (<strong>MIBACT</strong>), bensì quello dell&#8217;<em>Econmia e finanze</em> (<strong>MEF</strong>).</p>
<p><strong>Milano</strong>, marzo 2019. Anche nel capoluogo lombardo c&#8217;è stata un&#8217;importante novità che ha coinvolto il teatro dell&#8217;opera cittadino: <strong>La Scala</strong>. Ed anche a casa della <em>Bella Mdunina</em>, non sono mancati scontri e polemiche tra le istituzioni. Il motivo? Opporsi o sostenere l&#8217;ingresso di esponenti della famiglia reale saudita all&#8217;interno del Cda del teatro.</p>
<p>Due notizie differenti per due città diverse, da un punto di vista geografico, economico e politico. E in un periodo in cui si parla tanto di autonomia differenziata delle regioni, questa contrapposizione non può non balzare all&#8217;occhio dell&#8217;opinione pubblica. Il discorso è semplice ed evidenzia il contesto nel quale <strong>Napoli</strong> e <strong>Milano</strong> si stanno muovendo per il futuro di due patrimoni storici e culturali del Paese, a livello mondiale.</p>
<p>Al di la degli aspetti strettamente più tecnici e burocratici, a <strong>Napoli</strong> il <strong>Teatro San Carlo</strong> ha un futuro sempre incerto, nonostante gli ottimi numeri fatti registrare al botteghino. Già l&#8217;anno è iniziato male, con la comunicazione da parte della <strong>Camera di commercio</strong> di <strong>Napoli</strong> (uscita da un commissariamento) di non voler contribuire alle finanze del teatro dell&#8217;opera (il cui Cda è anch&#8217;esso fuoriuscito da un commissariamento).</p>
<p>Per quest&#8217;ultimo è stato approvato il bilancio, dopo anni di crisi, che secondo il <em>Sole24Ore</em> è così costituito: &#8220;<em>Il più grande e antico teatro d&#8217;Europa realizza una produzione annua (secondo il preconsuntivo 2018) di 40 milioni di euro. A questi contribuiscono in primis lo Stato con una quota del Fus di 13,2 milioni (33%), la Regione Campana con un budget di 10,8 milioni (27%), Città Metropolitana e Comune di Napoli che versano rispettivamente 2,3 milioni (5,7%) e 600mila euro (1,5%). Si aggiungono 7 milioni (18%) di incassi di biglietteria e 1,4 (4%) provenienti da sponsor privati. Tutto ciò fa sì che il consiglio di amministrazione sia presieduto ope legis dal sindaco di Napoli e sia composto da due personalità scelte dal ministero dei Beni culturali, uno dalla Regione e uno dalla Città metropolitana</em>&#8220;.</p>
<p>La notizia di una possibile gestione del bene da parte del comune ha scatenato forti reazioni. In molti si sono chiesto: &#8220;<em>Perchè un patrimonio come quello rappresentato dal San Carlo deve essere gestito da un ente che rischia il fallimento ed è costantemente sull&#8217;orlo del dissesto finanziario?</em>&#8220;. E così mentre a <strong>Napoli</strong>, come spesso succede, bisogna trovare i modi per sopravvivere, a <strong>Milano</strong> il discorso è completamente diverso.</p>
<p>Addirittura, nella capitale del <strong>Nord</strong>, le istituzioni hanno il lusso di poter discutere sulla possibilità di far entrare o meno, nelle casse del <strong>Teatro alla Scala</strong>, circa <strong>15 milioni di euro</strong> garantiti dall&#8217;ingresso dei sauditi nel Cda. Il problema sarebbe il pericolo di un'&#8221;infiltrazione araba&#8221; nel tessuto socio-economico e politico della città. Al di la di come la si possa pensare, magari a <strong>Napoli</strong> ci potessimo permettere di scegliere, se accettare o rifiutare, investimenti del genere. Per adesso dobbiamo accontentarci e rassegnarci delle due differenti velocità con le quali viaggia l&#8217;<strong>Italia</strong>. Ed è inutile spiegare chi sia la lepre e chi la tartaruga.</p>
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