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	<title>simonetta lamberti Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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		<title>La camorra che uccide i bambini. Simonetta Lamberti: &#8220;Non c&#8217;è giustizia che possa restituirmi mia sorella&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[tommaso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2019 12:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
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		<category><![CDATA[giudice lamberti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il servizio andato ieri sera in onda a Le Iene lo considero come il primo regalo di Natale che ho fatto mia sorella&#8220;. Parla così oggi Simonetta Lamberti, fglia del giudice Alfonso e sorella della piccola Simonetta, rimasta uccisa nell&#8217;agguato del maggio 1982 per mano della camorra. Simonetta era una bambina. Il 29 maggio 1982, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il <a href="https://www.iene.mediaset.it/video/camorra-ammazza-bambini-simonetta-lamberti_641091.shtml?fbclid=IwAR3xrh_edJEhBXqCwXuBwjIi_vW6DSXMgWAJtp7hS5YJTN7A-ZSJqOEY4AQ">servizio andato ieri sera in onda</a> a <strong>Le Iene</strong> lo considero come<strong> il primo regalo di Natale che ho fatto mia sorella</strong>&#8220;. Parla così oggi<strong> Simonetta Lamberti</strong>, fglia del giudice <strong>Alfonso</strong> e sorella della piccola <strong>Simonetta</strong>, <strong>rimasta uccisa nell&#8217;agguato del maggio 1982 per mano della camorra</strong>. Simonetta era una bambina. <strong>Il 29 maggio 1982</strong>, il magistrato era con lei a da Cava de&#8217; Tirreni, dove abitava per passare alcune ore in spiaggia. Sulla via del ritorno Simonetta si assopì con la testa contro il finestrino. A poche centinaia di metri dall&#8217;ingresso in Cava de&#8217; Tirreni l&#8217;auto fu affiancata da un&#8217;altra vettura.<strong> Un colpo di pistola dopo l&#8217;altro</strong>. Alfonso Lamberti rimase <strong>ferito</strong>, Simonetta fu raggiunta alla <strong>testa</strong>. <strong>Morì sul colpo</strong>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-182345 responsive aligncenter" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/lamberti.png" alt="" width="563" height="455" /></p>
<p>&#8220;Non ho mai conosciuto mia sorella perché sono nata dopo la tragedia che ha<strong> devastato la mia famiglia</strong>. Dalla nascita<strong> porto il peso del suo nome</strong>. E&#8217; una vicenda che mi ha segnata profondamente&#8221; ci dice con l&#8217;inconfondibile velo di dolore che si percepisce parlando con persone a cui la vita è stata brutalmente strappata via. &#8220;Alcune volte mi dicono &#8216;<strong>ma cosa ti importa? Tu nemmeno c&#8217;eri!</strong>&#8216;, non so come si possa pensare una cosa del genere&#8221;.</p>
<p>Il servizio de Le Iene ha permesso al grande pubblico di conoscere la storia di Simonetta<strong> ricordata come la prima bambina a morire per mano della camorra</strong>. L&#8217;inchiesta sull&#8217;omicidio è stata riaperta nel <strong>2011</strong>, sulla base delle rivelazioni del pregiudicato <strong>Antonio Pignataro</strong>, reo confesso ed ex esponente di spicco della <strong>Nuova Camorra Organizzata</strong>. Pignataro ha sempre sostenuto di aver <strong>partecipato all&#8217;ideazione dell&#8217;attentato</strong> ma di non essere l&#8217;esecutore materiale. Il 5 novembre scorso il boss di Nocera Inferiore grazie ad un cavillo giuridico, nonostante <strong>una condanna a 30 anni, è stato scarcerato</strong> e sottoposto alla misura cautelare dell&#8217;obbligo di dimora.</p>
<p>&#8220;Quando ho saputo che Pignataro era libero <strong>sono morta</strong>. Per quattro giorni non ho fatto che piangere. Poi mi sono rialzata<strong>, non so dove ho trovato la forza, ma ho deciso che dovevo continuare a combattere</strong>&#8221; spiega ancora.</p>
<p>&#8220;Ho sperato tanto che il servizio andasse in onda. L&#8217;ho visto ieri in tv e l&#8217;ho rivisto altre volte anche oggi. Devo dire che <strong>in quel momento mi sentivo di una fragilità estrema</strong>, mentre ero sotto casa di Pignataro e piangevo, <strong>tremavo</strong> come una foglia. Stavo malissimo. Riguardandomi, però, ho avuto una sensazione diversa: <strong>ero io quella forte e lui, un camorrista, sembrava un uomo piccolo piccolo. Ha avuto paura</strong>. Il servizio è stato breve ma abbiamo passato tantissimo tempo fuori la porta di casa sperando di poter parlare. Non ha voluto. Poi è improvvisamente spuntato fuori l&#8217;avvocato e anche in quel caso, come avete tutti visto dal servizio, <strong>Pignataro ci ha negato un colloquio</strong>. Io voglio solo la <strong>verità</strong>, non sono una persona che usa la violenza. <strong>La violenza non si combatte con altra violenza</strong>&#8221; spiega Simonetta dimostrando una forza incredibile.</p>
<p>Simonetta vuole verità e giusitizia, ma sa benissimo che <strong>nessuna giustizia potrà riportarle indietro la sorella</strong> che non ha mai conosciuto. &#8220;Nella mia vita<strong> sono stata vicina alla morte da quando sono venuta al mondo</strong>. Conosco il <strong>dolore</strong>, la <strong>sofferenza</strong>. Vivo dei ricordi che gli altri hanno di mia sorella. <strong>In casa non si è mai potuto parlare</strong> e non ne faccio una colpa dei miei genitori perché il dolore è troppo grande. Così quando incontro qualcuno che l&#8217;ha conosciuta <strong>mi faccio raccontare aneddoti che la riguardano per farne ricordi personali</strong>. Ho i suoi quaderni, tutti quegli oggetti che possono tenermi accanto a lei&#8221;.</p>
<p>Il dolore di Simonetta si acuisce nel momento in cui pensa che non conosce la <strong>voce</strong> di sua sorella, il suo <strong>profumo</strong>, il calore di un suo <strong>abbraccio</strong>. &#8220;Nessuno potrà mai dirmi come sarebbe stata la mia vita se avessi avuto una sorella&#8221;.</p>
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		<title>Torna libero il boss Pignataro, protagonista con Cutolo della guerra di camorra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2019 07:01:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È stato uno dei protagonisti indiscussi della feroce, violenta e sanguinaria guerra di camorra combattuta tra <strong>Raffaele Cutolo</strong> e la <em><strong>Nuova Famiglia</strong></em>. Dopo un lungo periodo trascorso presso il carcere di <strong>Opera</strong> a <strong>Milano</strong>, è tornato in libertà il boss <strong>Antonio Pignataro</strong>.</p>
<p>Come riportato da <em>Il Mattino</em>, i suoi termini di custodia erano scaduti da due anni. Così, il collegio del Tribunale di Nocera (in provincia di Salerno) ha accolto l&#8217;istanza di scarcerazione presentata dal suo avvocato <strong>Antonio Sarno</strong>.</p>
<p><strong>Pignataro</strong> è stato prima un fedelissimo di &#8216;<em>o Professore</em> tra i ranghi della <em>Nuova Camorra Organizzata</em> (<strong>NCO</strong>) prima di passare tra le fila del sodalizio avversario. Il suo fortino, la sua egemonia sul quale esercitare il proprio controllo, era rappresentato dal territorio di <strong>Nocera Inferiore</strong>.</p>
<p><strong>Pignataro</strong> è stato sottoposto all&#8217;obbligo di dimora proprio in questo comune. Per lui è scattato il divieto di uscire di casa dalle 10 di sera fino alle 8 del mattino. Al momento è imputato all&#8217;interno di un processo nel quale è accusato di associazione di stampo camorristico e scambio elettorale politico-mafioso.</p>
<p><strong>Pignataro</strong> ha già collezionato diverse condanne. Quella più &#8220;famosa&#8221; è dovuta ad una tragedia che gli è costata una condanna a <strong>30 anni di detenzione</strong>: la morte di <strong>Simonetta Lamberti</strong>, figlia 11enne del giudice <strong>Alfonso Lamberti</strong>. La bambina è morta il <strong>29 maggio 1982</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-176021 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/pignatarocutololamberti.jpg" alt="Torna libero il boss Pignataro, protagonista con Cutolo della guerra di camorra" width="650" height="366" /></p>
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