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	<title>Sergio de Simone Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>Sergio de Simone Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Sergio De Simone, storia del bambino napoletano deportato ad Auschwitz</title>
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		<dc:creator><![CDATA[giovanni d'alessio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 12:50:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era nato a Napoli il 29 novembre 1937 Sergio de Simone, il bambino vittima delle atrocità del nazismo. Prima della guerra la vita sembrava scorrere tranquilla e serena, poi con le leggi razziali i bambini ebrei furono espulsi dalle scuole e agli adulti fu impedito di lavorare. Chi decretò l&#8217;inizio delle sciagure per il giovanissimo napoletano, Sergio, fu [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Era nato a Napoli il 29 novembre 1937<strong> Sergio de Simone</strong>, il bambino vittima delle atrocità del nazismo. Prima della guerra la vita sembrava scorrere tranquilla e serena, poi con le leggi razziali i bambini ebrei furono espulsi dalle scuole e agli adulti fu impedito di lavorare. Chi decretò l&#8217;inizio delle sciagure per il giovanissimo napoletano, Sergio, fu un delatore che fece deportare, insieme a lui, l&#8217;intera famigliola alla <em>Risiera di San Sabba</em> e da lì al campo di sterminio di <em>Auschwitz</em> il 29 marzo 1944, con il convoglio <em>25T</em>.</p>
<p>Sergio fu scaricato sulla rampa di <em>Auschwitz-Birkenau</em> la notte del 4 aprile 1944. Tutti i componenti del suo nucleo familiare furono marchiati con dei numeri, perdendo così la loro identità primaria e la loro dignità di esistenza. Mamma Gisella divenne la numero 76516, Sergio il numero 179614, la zia Mira il numero 76482 e le cuginette, Andra e Tatiana, rispettivamente con i numeri 76483 e 76484. I bambini, fin da subito, furono separati dalle loro mamme e spediti in dormitori differenti. La morte di Sergio pare essere avvenuta in brevissimo tempo. Il referto medico, firmato dal dottor <strong>Josef Mengele</strong> il 14 maggio 1944, fa riferimento all&#8217;ultima visita a cui il piccolo venne sottoposto. Il documento è considerato di inestimabile valore, in quanto conferma la presenza di bambini nel campo di Birkenau.</p>
<p>Da quell&#8217;inferno tutto il nucleo familiare, tranne Sergio, tornò a casa. Sì, perché il piccolo Sergio fu tratto in un&#8217;atroce inganno. In una gelida mattina del novembre 1944, solo due mesi prima della liberazione del campo, pare che Mengele chiese ai bambini: &#8220;<em>Chi vuole vedere la mamma faccia un passo avanti</em>&#8220;. Inutile dire che la voglia del piccolo Sergio di riabbracciare la madre fosse tanta, fatto che lo spinse ad offrirsi immediatamente. Sergio de Simone fu uno dei 20 bambini assassinati a <em>Bullenhuser Damn. </em>Fu ricordato con un giardino di rose bianche nella scuola, costruita dopo le orribili atrocità, che porta il nome dell&#8217;illustre medico e pedagogo polacco <strong>Janusz Korczak</strong>, morto insieme ai &#8220;<em>suoi</em>&#8221; bambini nell&#8217;orfanotrofio che dirigeva nel ghetto di Varsavia.</p>
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