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	<title>riforme Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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		<title>È da fessi non considerare il Governo-Draghi il migliore possibile per il Paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jul 2021 10:14:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sono state due le dinamiche che hanno cambiato in modo decisivo il passo della politica italiana negli ultimi mesi: la prima ha riguardato le preoccupazioni dell&#8217;Unione Europea in merito alla capacità del precedente Governo di scrivere e sviluppare il famoso Recovery Plan; la seconda è stata caratterizzata dalle pressioni che ci sono state oltre oceano dopo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono state due le <strong>dinamiche</strong> che hanno cambiato in modo decisivo il passo della <strong>politica italiana</strong> negli ultimi mesi: la prima ha riguardato le preoccupazioni dell&#8217;<strong>Unione Europea</strong> in merito alla capacità del precedente <strong>Governo</strong> di scrivere e sviluppare il famoso <em>Recovery Plan</em>; la seconda è stata caratterizzata dalle pressioni che ci sono state oltre oceano dopo l&#8217;elezione di <strong>Joe Biden</strong> come Presidente degli <strong>Stati Uniti D&#8217;America</strong>.</p>
<p>Ovviamente l&#8221;ansia&#8217; di <strong>Bruxelles</strong> (e del Commissario all&#8217;Economia <strong>Paolo Gentiloni</strong>) erano strettamente collegate alla <strong>forza riformatrice</strong> dell&#8217;esecutivo guidato da <strong>Giuseppe Conte</strong> (il <em>Conte Bis</em>): senza riforme l&#8217;<strong>Italia </strong>non avrebbe avuto accesso al <em>Recovery Fund</em>.</p>
<h2>Oggi il Governo-Draghi è il migliore possibile per il Paese</h2>
<p>Da qui lo &#8216;<em>scacco matto</em>&#8216; di <strong>Matteo Renzi</strong> che con una strategia politica molto raffinata ha causato la caduta dell&#8217;<em>Avvocato del Popolo</em>. A questo punto il Presidente della Repubblica <strong>Sergio Mattarella</strong> (che da tempo aveva già compreso la situazione) non poteva che affidare la poltrona di <strong>Primo Ministro</strong> a colui che in questo momento sta rappresentando il meglio del <em>made in Italy</em>, da un punto di vista politico e istituzionale: <strong>Mario Draghi</strong>.</p>
<p>Con l&#8217;ex Presidente della <em>Banca Centrale Europea</em> (<strong>Bce</strong>) diventano ministri persone di alto profilo (soprattutto tra i &#8216;tecnici&#8217;, tra i quali spunta <strong>Marta Cartabria</strong> alla <strong>Giustizia</strong> che rispetto ad <strong>Alfonso Bonafede </strong>sta dimostrando di essere il &#8216;<strong>Maradona</strong>&#8216; di <strong>via Arenula</strong>) e soprattutto accadono due &#8216;miracoli&#8217;: il primo si è verificato quando tutti i <strong>partiti</strong> (tranne <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong>) sono diventati maggioranza a sostegno del nuovo <strong>Governo</strong> (chi per interesse e chi per senso si responsabilità); il secondo è avvenuto quando <strong>Luigi Di Maio</strong> è stato il primo Ministro degli Esteri europeo ad essere accolto dal neo Segretario di Stato Usa <strong>Antony Blinken</strong>.</p>
<h2>Oggi il Governo-Draghi è il migliore possibile per il Paese: politica interna ed estera</h2>
<p>Come è stato possibile? Questi gli eventi chiave: al suo discorso di insediamento per chiedere la <strong>fiducia</strong> in <strong>Parlamento</strong>, <strong>Draghi</strong> ha ribadito la collocazione <strong>geopolitica</strong> dell&#8217;<strong>Italia</strong>. Non più con un piede in <strong>Russia</strong>, uno in <strong>Europa</strong>, le mani negli <strong>Usa</strong> e il posteriore piegato verso la <strong>Cina</strong>. Il <em>Belpaese</em> deve essere assolutamente e in modo imprescindibile <strong>eurocentrico</strong>, protagonista nel <strong>Mediterraneo</strong> (quindi non insignificante, ad esempio, nella gestione del <strong>caso-Libia</strong>) e nella <strong>Nato</strong> e soprattutto alleato privilegiato degli <strong>Usa</strong>.</p>
<p>Così <strong>Draghi</strong> ha iniziato a mettere a segno un punto dopo l&#8217;altro: la sostituzione di <strong>Arcuri</strong> con <strong>Figliuolo</strong> come Commissario per l&#8217;emergenza, dando impulso alla <strong>campagna vaccinale</strong>; la stesura del <em>Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</em> (<strong>PNRR</strong>), approvato dalla <strong>Commissione Europea</strong> che inizierà a distribuire i <strong>fondi</strong> del piano di rilancio comunitario <em><strong>Next Genration Eu</strong></em>; l&#8217;avvio delle <strong>riforme</strong> necessarie per ottenere e spendere i <strong>fondi</strong> (in particolare quella della <strong>sburocratizzazione</strong>, del <strong>fisco</strong> e della <strong>giustizia </strong>&#8211; migliorabile di sicuro ma bloccata da decenni &#8211; e quell&#8217;annunciata sul <strong>sistema penitenziario</strong>); l&#8217;aversi posizionato sul gradino più alto del &#8216;podio europeo&#8217; rispetto agli altri leader, come la <strong>Merkel</strong> e <strong>Macron</strong> approfittando delle <em>défaillance</em> di entrambi (memorabile l&#8217;aver definito <strong>Erdogan</strong> un dittatore).</p>
<p>Ovviamente tutto ciò è stato possibile perché mentre <strong>Draghi</strong> fa, il <strong>partiti</strong> stanno cercando di riorganizzarsi e rigenerarsi. Senza dimenticare la sovranità del <strong>Parlamento</strong>, pare che ormai ci siamo quasi trovati all&#8217;interno di un <strong>sistema presidenziale</strong>. A partire dallo <strong>stato di emergenza</strong> causato dalla <strong>pandemia</strong>, è stato palese l&#8221;atto di forza&#8217; da parte del <strong>potere esecutivo</strong> rispetto a quello <strong>legislativo</strong>.</p>
<p>Da <strong>destra</strong> a <strong>sinistra</strong> ci si sta preparando alla battaglia o all&#8217;accordo decisivo: quello sulla <strong>legge elettorale</strong>, ovvero sulle &#8216;regole del gioco&#8217; che determineranno la prossima <strong>competizione</strong> <b>elettorale</b>. Nel mezzo c&#8217;è l&#8217;<strong>elezione</strong> del <strong>Presidente della Repubblica</strong>. Considerando anche le <strong>elezioni amministrative</strong> di questo autunno, i prossimi mesi per la <strong>politica italiana</strong> saranno molto importanti.</p>
<h3>Oggi il Governo-Draghi è il migliore possibile per il Paese: il Sud</h3>
<p>L&#8217;unico punto &#8216;oscuro&#8217; relativo al <strong>Governo Draghi</strong> sta riguardando il <strong>Sud</strong>. Pare che invece del <strong>60%</strong> dei fondi del <em>Recovery Fund</em>, al <strong>Mezzogiorno</strong> ne sarebbe destinato il <strong>40%</strong>. Sulla vicenda dovrebbe vigilare il Ministro <strong>Mara Carfagna</strong>. Tuttavia, uno dei problemi del <strong>Meridione</strong>, non è mai stata la necessità di ricevere <strong>fondi</strong>. Piuttosto la problematica ha sempre riguardato la capacità degli <strong>amministratori locali</strong> di saperli <strong>spendere</strong>. Vedremo come andrà a finire.</p>
<h3>Oggi il Governo-Draghi è il migliore possibile per il Paese: le alternative politiche e i partiti</h3>
<p>Ora immaginiamo per un momento che non ci siano <strong>Draghi</strong> e il suo esecutivo. Chi meglio di lui potrebbe sostituirlo? Scopriamolo: a <strong>destra</strong> l&#8217;unico schieramento in grado di governare è quello a trazione <strong>leghista</strong>&#8211;<strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong>. Ormai la componente &#8216;moderata&#8217; rappresentata da <strong>Forza Italia</strong>, da anni in agonia, è prossima alla scomparsa (a meno che non nasca un forte polo centrista, rappresentato da <strong>Azione</strong> <strong>+ Europa</strong> e <strong>Italia Viva</strong>, capace di inglobare gli <em>azzurri</em> di <strong>Berlusconi</strong>. Ma ormai si parla di <em>federazione</em> con la <strong>Lega </strong>di <strong>Salvini</strong>, l&#8217;ultimo atto di &#8216;abdicazione&#8217; dell&#8217;ex Premier nei confronti del leader del <em>Carroccio</em>).</p>
<p>Una situazione che sta vedendo in continua e costante competizione <strong>Meloni</strong> e <strong>Salvini</strong>. La prima è davanti nei <strong>sondaggi</strong> ma è una forza d&#8217;<strong>opposizione</strong>, il secondo è in calo nei <strong>consensi</strong> ma il proprio <strong>partito</strong>, non solo è nella maggioranza di <strong>Governo</strong>, ma amministra <strong>regioni</strong> e <strong>comuni</strong> (e al <strong>Nord</strong> continua ad avere un forte radicamento territoriale nel tessuto <strong>socio </strong>&#8211; <strong>economico</strong>).</p>
<p>Al <strong>centro</strong> spiccano come sempre <strong>Italia Viva</strong> e <strong>Matteo Renzi</strong>. Le sue truppe in <strong>Parlamento</strong> con il potenziale <strong>2%</strong>, riescono ad essere ancora decisivi all&#8217;interno degli equilibri politici e di maggioranza. L&#8217;ex Segretario del <strong>Pd</strong> dirà la sua e sarà l&#8217;ago della bilancia anche per l&#8217;elezione del prossimo inquilino del <strong>Quirinale</strong>. C&#8217;è poco da fare, il duo <strong>Salvini </strong>&#8211; <strong>Meloni</strong>, <strong>Letta</strong> e chiunque sarà alla guida del <strong>M5S</strong>, dovranno trattare con lui.</p>
<p>Ed ora veniamo al campo che da sempre ci sta regalando tante emozioni: quello della <strong>sinistra</strong>. Da una parte c&#8217;è il <strong>PD</strong>, un partito che non vince dal <strong>2013</strong> le elezioni ma che è stato capace di governare da allora, senza lasciare mai il segno. L&#8217;unica parentesi nella quale i <em>Dem</em> sono stati opposizione, ha riguardato il primo esecutivo guidato da<strong> Conte</strong>, ovvero quello costituito dai <strong>grillini</strong> e dalla <strong>Lega</strong>.</p>
<p>Il <strong>Partito Democratico </strong>avrebbe dovuto dettare legge rispetto all&#8217;alleanza di governo con il <strong>M5S</strong> ma ha fallito (quest&#8217;ultimo è maggioranza in <strong>Parlamento</strong>). Anzi il piano di <strong>Goffredo Bettini</strong> che ha voluto fortemente il patto &#8216;progressista&#8217; con i <strong>grillini</strong> (pareva più una &#8216;sottomissione&#8217;, basterebbe ricordare cosa è stato fatto dopo il <strong>referendum</strong> per il <strong>taglio dei parlamentari</strong>: nulla, solo slogan elettorali), è costato la Segreteria a <strong>Nicola Zingaretti</strong>. L&#8217;unico risultato ottenuto è stato lo stralcio dei <strong>Decreti</strong> <strong>Sicurezza</strong> voluti da <strong>Salvini</strong> nel <em><strong>Conte I</strong></em>.</p>
<p>E veniamo ad <strong>Enrico Letta</strong>. Tra <strong>comunicazione</strong> <strong>social</strong> ironica ed entusiasmo della <strong>base</strong>, il ritorno dell&#8217;ex Premier ha generato molte aspettative. Peccato che oltre a non aver sanato alcuna frattura interna al partito, <strong>Letta</strong> non ne ha indovinata una: <strong>Ius soli</strong>, <strong>patrimoniale</strong>, <strong>alleanza con Conte</strong>, <strong>Legge Zan</strong> (ormai a rischio affossamento) ed ora la proposta sui <strong>migranti</strong> (tema che ha sempre rappresentato per il <strong>Pd </strong>un altro grosso &#8216;buco nero&#8217;). Nessuna di queste proposte è stata presa in considerazione. Ad oggi i <em>Dem</em> sono una compagine non <strong>riformista</strong>, che ha come unico programma quello di demonizzare l&#8217;<strong>avversario</strong> ma felice di stare sempre al <strong>Governo</strong>.</p>
<p>Il <strong>Movimento 5 Stelle</strong>, invece, non ha mai attraversato un periodo peggiore di quello attuale. Il crollo nei <strong>sondaggi</strong>, il calo del <strong>consenso</strong>, la <strong>spaccatura</strong> interna, la rottura con <strong>Casaleggio</strong>, la capacità <strong>trasformista</strong> e <strong>camaleontica</strong> che da movimento &#8216;rivoluzionario&#8217; l&#8217;ha trasformato in &#8216;partito da poltrona&#8217;. A tutto questo si è aggiunta l&#8217;incapacità di <strong>governare</strong> e di avere un <strong>leader</strong>. Su questo ha toppato <strong>Giuseppe Conte</strong> e ha vinto <strong>Beppe Grillo</strong>. In pratica il <strong>M5S </strong>è ideologicamente rimasto ai tempi del <em>vaffa</em> mentre il Paese è andato avanti e in tutt&#8217;altra direzione.</p>
<p>Dunque, riprendendo il titolo, è da fessi non considerare il <strong>Governo Draghi</strong> come il migliore possibile &#8211; oggi &#8211; per l&#8217;<strong>Italia</strong>. All&#8217;orizzonte non si intravedono <strong>personalità</strong> e <strong>partiti</strong> politici capaci di avere l&#8217;<strong>autorevolezza</strong>, la <strong>competenza</strong> (altro che &#8216;<em>uno vale uno</em>&#8216;), il <strong>carisma</strong> e il <strong>prestigio</strong> dell&#8217;attuale Presidente del Consiglio e di alcuni suoi <strong>Ministri</strong>. In ambito <strong>nazionale</strong> e <strong>internazionale</strong>. Per questo io mi sento più tranquillo e di certo non rimpiangerò i vari <strong>Salvini</strong>, <strong>Bonafede</strong>, <strong>Azzolina</strong> e <strong>Toninelli</strong> (giusto per citarne qualcuno).</p>
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