<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>rebibbia Archivi - Voce di Napoli</title>
	<atom:link href="https://www.vocedinapoli.it/tag/rebibbia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.vocedinapoli.it/tag/rebibbia/</link>
	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Nov 2022 08:18:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.2</generator>

<image>
	<url>https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/01/favicon-vocedinapoli-150x150.ico</url>
	<title>rebibbia Archivi - Voce di Napoli</title>
	<link>https://www.vocedinapoli.it/tag/rebibbia/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Choc a Rebibbia, detenuta getta figli piccoli dalle scale: uno è morto, l&#8217;altro è grave</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/09/18/choc-a-rebibbia-detenuta-getta-figli-piccoli-dalle-scale-uno-e-morto-laltro-e-grave/</link>
					<comments>https://www.vocedinapoli.it/2018/09/18/choc-a-rebibbia-detenuta-getta-figli-piccoli-dalle-scale-uno-e-morto-laltro-e-grave/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Sep 2018 11:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Non solo a Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[rebibbia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vocedinapoli.it/2018/09/18/choc-a-rebibbia-detenuta-getta-figli-piccoli-dalle-scale-uno-e-morto-laltro-e-grave/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Una tragedia quella che è accaduta nel carcere di Rebibbia a Roma. Questa volta non ha coinvolto i detenuti uomini ma quelli donna. Infatti una mamma tedesca, reclusa nel penitenziario della capitale, ha gettato per le scale del &#8220;nido&#8221; dell&#8217;istituto i suoi due figli piccoli. Il minore, un neonato di soli 4 mesi, è morto sul [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/09/18/choc-a-rebibbia-detenuta-getta-figli-piccoli-dalle-scale-uno-e-morto-laltro-e-grave/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Choc a Rebibbia, detenuta getta figli piccoli dalle scale: uno è morto, l&#8217;altro è grave</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/09/18/choc-a-rebibbia-detenuta-getta-figli-piccoli-dalle-scale-uno-e-morto-laltro-e-grave/">Choc a Rebibbia, detenuta getta figli piccoli dalle scale: uno è morto, l&#8217;altro è grave</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una tragedia quella che è accaduta nel carcere di <strong>Rebibbia</strong> a Roma. Questa volta non ha coinvolto i detenuti uomini ma quelli donna. Infatti una mamma tedesca, reclusa nel penitenziario della capitale, ha gettato per le scale del &#8220;nido&#8221; dell&#8217;istituto i suoi due figli piccoli.</p>
<p>Il minore, un neonato di soli 4 mesi, è morto sul colpo. Il più grande di due anni è ricoverato in gravi condizioni presso l&#8217;ospedale <strong>Bambin Gesù</strong>. Nel &#8220;nido&#8221; del carcere possono essere ospitati i figli delle detenute con un&#8217;età fino a tre anni.</p>
<p>Questa mattina, secondo fonti del <strong>Dipartimento dell&#8217;amministrazione penitenziaria</strong>, la donna avrebbe dovuto avere un colloquio con i propri parenti. Sul posto è giunto il procuratore aggiunto <strong>Maria Monteleone</strong>, coordinatore del pool dei magistrati che si occupa dei reati sui minori. Avvierà una indagine per omicidio e tentato omicidio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/09/18/choc-a-rebibbia-detenuta-getta-figli-piccoli-dalle-scale-uno-e-morto-laltro-e-grave/">Choc a Rebibbia, detenuta getta figli piccoli dalle scale: uno è morto, l&#8217;altro è grave</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vocedinapoli.it/2018/09/18/choc-a-rebibbia-detenuta-getta-figli-piccoli-dalle-scale-uno-e-morto-laltro-e-grave/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale tra i detenuti di Rebibbia</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2016/09/04/40-congresso-straordinario-del-partito-radicale-detenuti-rebibbia/</link>
					<comments>https://www.vocedinapoli.it/2016/09/04/40-congresso-straordinario-del-partito-radicale-detenuti-rebibbia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Sep 2016 19:16:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[andrea orlando]]></category>
		<category><![CDATA[marco pannella]]></category>
		<category><![CDATA[partito radicale]]></category>
		<category><![CDATA[rebibbia]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://vocedinapoli.it/?p=20119</guid>

					<description><![CDATA[<p>I piccioni si tengono lontani dai gabbiani che planano sull&#8217;erba alta del cortile, dove si ergono edifici che sono degli enormi rettangoli di cemento. A interrompere la monotonia dell&#8217;architettura ci pensano le sbarre di ferro. Non si tratta soltanto di una struttura. All&#8217;interno di essa ci sono storie, corpi, anime e speranze. Anzi per molte [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2016/09/04/40-congresso-straordinario-del-partito-radicale-detenuti-rebibbia/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale tra i detenuti di Rebibbia</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/09/04/40-congresso-straordinario-del-partito-radicale-detenuti-rebibbia/">Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale tra i detenuti di Rebibbia</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I piccioni si tengono lontani dai gabbiani che planano sull&#8217;erba alta del cortile, dove si ergono edifici che sono degli enormi rettangoli di cemento. A interrompere la monotonia dell&#8217;architettura ci pensano le sbarre di ferro. <strong>Non si tratta soltanto di una struttura. All&#8217;interno di essa ci sono storie, corpi, anime e speranze</strong>. Anzi per molte delle persone rinchiuse tra queste quattro mura la speranza non esiste, è morta. <strong>Il carcere di Rebibbia a Roma, ha ospitato il 40° Congresso Straordinario del Partito Radicale. I protagonisti sono la politica e i detenuti. L&#8217;oggetto è il futuro del partito</strong>.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23193" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/INT1-5.jpg" alt="Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale tra i detenuti di Rebibbia" width="1000" height="500" /></p>
<h3><strong>La storia del detenuto e del suo Commissario</strong></h3>
<p>Ha gli occhi blu come il mare. Il sorriso gli allarga il volto ogni qual volta una persona &#8220;esterna&#8221; al carcere incrocia il suo sguardo o gli rivolge la parola. <strong>Come per tutti i suoi compagni è evidente la voglia di avere uno <em>scambio</em>, un <em>contatto</em> con il mondo esterno. Sono sufficienti un saluto e una stretta di mano per farlo felice e rendere più sopportabile la sua condizione</strong>. Napoletano, ha vissuto un&#8217;esperienza dura caratterizzata da 10 anni di carcere, prima all&#8217;estero e poi a Rebibbia. La reclusione da giovane, la mancanza di un amore, della vicinanza di un amico o di un familiare. I primi anni fatti di botte e violenza, poi il cambiamento, la crescita. Una maturazione che porta ad una consapevolezza: quella di avviarsi verso un percorso che al più presto lo porterà di nuovo in libertà per potersi riprendere la sua vita. <strong>C&#8217;è speranza e c&#8217;è dignità, quella cosa che ad un uomo non andrebbe mai sottratta</strong>. Così iniziano i lavori che lo portano a prendere un diploma e ad apprendere un mestiere. Sa che ha sbagliato ma sa anche che sta pagando. Lo ha capito, adesso deve rimettersi in discussione, recuperare il tempo perduto. <strong>Deve dimostrare alla società di poterne fare parte, così come la società potrà sentirsi sollevata di non aver condannato per sempre uno dei suoi figli</strong>.</p>
<p>Tutto questo avviene tra le mure di Rebibbia anche grazie al lavoro di persone come il Sostituto Commissario (Ispettore Superiore) Luigi Giannelli. Pugliese di nascita, Giannelli è una persona colta e preparata che sa cantare e recitare. <strong>Luigi ha dedicato la sua vita a rendere la convivenza in carcere tra polizia e detenuti, più &#8220;leggera&#8221; possibile</strong>. &#8220;<em>La galera fa parte della società non rappresenta un mondo estraneo ad essa</em>&#8221; afferma il Commissario. La sua attività, oltre a essere di sorveglianza e coordinamento degli agenti penitenziari, ha lo scopo di sviluppare percorsi ricreativi e socialmente utili per i detenuti. <strong>Questi ultimi sono infatti coinvolti in diversi progetti come, ad esempio, quelli riguardanti il teatro presente all&#8217;interno di Rebibbia</strong>. Luigi ha raccontato in esclusiva a <em>Voce di Napoli</em>, come sia fondamentale l&#8217;aspetto psicologico all&#8217;interno di una prigione. <strong>Il far rispettare e riconoscere i ruoli senza calpestare l&#8217;umanità di chi è rinchiuso in galera</strong>. &#8220;<em>Ho visto detenuti incapaci di riconoscere i colori, incapaci di potersi muovere oltre spazi angusti, incapaci di saper reggere una forchetta di ferro tra le</em> mani.- continua Giannelli &#8211;<em> Perché? Semplice; dopo anni trascorsi rinchiusi in una cella, dove gli unici colori che vedi sono il grigio, il nero e il bianco, dove lo spazio in cui puoi muoverti è fatto di pochi metri quadri e dove mangi il pasto in piatti di plastica con posate dello stesso materiale, il tuo cervello si abitua a certi stimoli, perdendone degli altri. Per non parlare dei suicidi. Mi è capitato anche questo, per fortuna una volta sono riuscito a salvare un ragazzo prima che facesse l&#8217;estremo gesto</em>&#8220;. <strong>Il commissario sa bene che ha che fare con delle persone e non con dei rifiuti. Sa bene che certi meccanismi sono massacranti anche per i suoi colleghi che lavorano nelle strutture carcerarie</strong>. Afferma Luigi: &#8220;<em>I miei colleghi ed io viviamo qui, conviviamo con i detenuti e ne condividiamo lo stato di reclusione. C&#8217;è chi fa il pendolare, chi è costretto a stare lontano dalla famiglia e vive in un edificio qui vicino alla prigione. Siamo anche noi dei prigionieri. Il dramma è uguale per tutti</em>&#8220;. <strong>Proprio per questo nel suo intervento al Congresso del Partito Radicale ha chiesto che lo Stato intervenga, sia per affermare l&#8217;articolo 27 della Costituzione (in merito al recupero del detenuto per favorirne il ritorno in società), sia per investire nelle strutture penitenziarie, soprattutto nelle risorse e quindi nel corpo della Polizia Penitenziaria</strong>. Alla fine dell&#8217;intervento il pubblico si produce in un forte applauso. Luigi scende dal palco e torna in fondo alla sala. Gli vanno incontro i colleghi per fargli i complimenti. Ma non sono i soli. Mentre Giannelli torna al suo posto, i detenuti gli allungano la mano per stringergliela.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-24234 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/il-40-congresso-straordinario-del-partito-radicale-tra-i-detenuti-di-rebibbia.jpg" alt="Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale tra i detenuti di Rebibbia" width="665" height="221" /></p>
<h3><strong>I progetti solidali: tra un caffè e una partita di rugby</strong></h3>
<p>Nel carcere di Rebibbia ci sono due progetti davvero interessanti, volti a dare ai detenuti delle alternative rispetto alla prigionia. <strong><em>Il Caffè del Galeotto</em></strong> è un prodotto che nasce grazie al lavoro della cooperativa <strong>Pantacoop</strong> che ha costruito una torrefazione all&#8217;interno dell&#8217;istituto penitenziario dove si produce il caffè. Vi lavorano i carcerati che lo hanno anche venduto alle persone presenti al congresso, grazie ad un gazebo installato all&#8217;interno del cortile della prigione. <strong>Silvia Consani</strong>, architetto e responsabile grafica dell&#8217;iniziativa, ha raccontato a <em>Voce di Napoli</em>: &#8220;<em>Il progetto è nato e partito nel 2014. Siamo da questo punto di vista un&#8217;avanguardia che opera nel sociale, considerato che non sono a conoscenza di altre iniziative simili in Italia. Da qualche tempo abbiamo avviato anche una rete commerciale per provare a vendere il nostro caffè nei bar all&#8217;esterno dell&#8217;istituto penitenziario</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Non solo il lavoro ma anche lo sport è protagonista all&#8217;interno del carcere di Rebibbia.</strong> Uno dei detenuti presenti al congresso indossa una maglietta di una squadra di rugby, &#8220;<em>Me l&#8217;ha data lui che gioca a rugby</em>&#8220;, dice indicando un altro detenuto, e racconta a <em>Voce di Napoli &#8220;Lui gioca a rugby perché una squadra di Roma, la SPQR Gladiatori Rugby, con la collaborazione di una cooperativa, dà la possibilità ad alcuni detenuti di potersi allenare a giocare sul campo</em>&#8220;.<strong> Insomma la palla ovale rende liberi</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23195" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/INT3.jpg" alt="Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale tra i detenuti di Rebibbia" width="1000" height="500" /></p>
<h3><strong>L&#8217;associazione radicale di Napoli &#8220;Pennabianca&#8221; a Rebibbia</strong></h3>
<p><strong>Napoli è stata presente al 40° Congresso Straordinario del Partito Radicale, non solo perché rappresentata da diversi detenuti e agenti penitenziari, provenienti dalla città partenopea,</strong> ma anche perché all&#8217;evento hanno partecipato i membri dell&#8217;<em>Associazione Radicale &#8220;Pennabianca&#8221;</em>. Il loro supporto è stato molto incisivo sia dal punto di vista organizzativo che da quello politico. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/07/10/partito-radicale-sceglie-napoli-ufficializzare-la-convocazione-del-congresso/">Non è un caso, infatti, che il lancio e la convocazione del congresso è stata fatta proprio a Napoli</a> durante una conferenza stampa tenutasi all&#8217;Hotel Alabardieri alla quale ha partecipato<strong> il tesoriere del Partito Radicale Maurizio Turco</strong>. <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/08/01/pannella-a-napoli-gli-anni-al-consiglio-comunale-la-giustizia-e-il-vesuvio/">Storicamente la figura di Marco Pannella è da sempre molto legata alla città di Napoli</a>. <strong>Pannella</strong> è stato Consigliere comunale in città negli anni &#8217;80, è stato spesso in visita ai detenuti del carcere di Poggioreale, ha portato avanti la battaglia sul rischio Vesuvio e inaugurato in Piazza del Plebiscito la campagna referendaria per una <em>Giustizia Giusta</em> nel 2013.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23196" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/INT4.jpg" alt="Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale tra i detenuti di Rebibbia" width="1000" height="500" /></p>
<h3><strong>Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale</strong></h3>
<p><strong>Questo congresso del Partito Radicale è stato straordinario per due ragioni: la prima è relativo alla convocazione fatta dagli iscritti, la seconda è per l&#8217;assenza di Marco Pannella</strong>. Il tema è stato: <em>Da Ventotene a Rebibbia</em>. Quindi è chiaro il motivo per il quale il Partito Radicale è l&#8217;unica organizzazione politica che abbia mai organizzato un congresso in un carcere (e probabilmente questa unicità durerà per sempre). A parteciparvi circa 25 detenuti tra cui qualche donna. <strong>Il congresso ha avuto l&#8217;obiettivo di definire una linea politica e la classe dirigente che dovrà portarla avanti</strong>. Le divisioni interne al partito hanno avuto un peso non indifferente sulle vicende dei radicali negli ultimi anni. Così come hanno giocato un ruolo decisivo i debiti che hanno peggiorato la situazione finanziaria. Ai <em>pannelliani</em> &#8220;capitanati&#8221;<em> </em>da<em> </em>Maurizio Turco, Rita Bernardini, Angiolo Bandinelli, Sergio D&#8217;Elia (<em>Nessuno Tocchi Caino</em>) e Valter Vecellio, si sono contrapposti i <em>boniniani </em>(in tutto ciò <strong>Emma Bonino</strong> non si è presentata), tra i quali spiccano Roberto Cicciomessere, Riccardo Magi (<em>Radicali Italiani</em>), Gianfranco Spadaccia (fondatore con Pannella del partito) e Marco Cappato (<em>Associazione Luca Coscioni</em>). <strong>Alla fine è stata votata dalla maggioranza degli iscritti la mozione con primo firmatario Maurizio Turco</strong>. Il documento prevede che la presidenza votata dal congresso, delegherà Maurizio Turco, Sergio D&#8217;Elia, Rita Bernardini e Antonella Casu per condurre il Partito Radicale in una fase di transizione. Quest&#8217;ultima avrà la durata di due anni. Durante questo periodo <strong>dovranno proseguire le battaglie per una riforma della giustizia</strong> (che prevede l&#8217;approvazione dell&#8217;amnistia), <strong>per la concretizzazione di un&#8217;unione federale europea</strong> e <strong>per l&#8217;affermazione del Diritto Umano alla Conoscenza in sede Onu</strong>. <strong>Inoltre entro il 2017 dovranno essere fatte 3.000 iscrizioni al partito e nel 2018 altre 3mila nuove iscrizioni</strong>. Se tutto andrà a buon fine sarà convocato entro 90 giorni un congresso ordinario che avrà il compito di eleggere le nuove cariche. In caso contrario il Partito Radicale rischierebbe la liquidazione e la chiusura. <strong>Hanno partecipato al congresso il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, l&#8217;Onorevole Benetto Della Vedova, il sottosegretario alla giustizia Gennaro Migliore</strong>. Sono stati presenti anche l&#8217;ex Governatore della regione Sicilia Totò Cuffaro e Marcello Dell&#8217;Utri. Il primo ha scontato una pena detentiva di 5 anni a Rebibbia, il secondo si trova ancora recluso nell&#8217;istituto.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-23197" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/INT5.jpg" alt="Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale tra i detenuti di Rebibbia" width="960" height="540" /></p>
<h3><em><strong>Spes contra Spem</strong></em><strong> e l&#8217;affermazione del diritto e delle libertà</strong></h3>
<p>Sono tutti in sala, come degli studenti portati ad assistere una lezione speciale. <strong>Occhi pregni di stupore e volontà. Una forza che si nota in ogni loro movimento, in ogni loro sguardo</strong>. Scherzano tra loro, sorridono, sono attenti e concentrati. Applaudono, esaltano i compagni iscritti a parlare e che sono intervenuti al Congresso. Qualche ora per tre giorni. Ore di partecipazione, ore per manifestare la propria opinione. <strong>Per questi tre giorni, i detenuti di Rebibbia, hanno assaporato ben altro che solo una sensazione di libertà</strong>. Diversi gli interventi provenienti da chi è stato condannato all&#8217;ergastolo. Persone destinate a non uscire più da galera che hanno magari studiato e preso una laurea. Uomini e donne che nonostante non abbiano perso la speranza, hanno detto: &#8220;<em>Meglio che venga ripristinata la pena di morte, piuttosto che rinchiuderci per sempre qui dentro</em>&#8220;. <strong>Queste persone hanno riacquistato dignità, rispetto, umanità e soprattutto speranza. Vicini a loro le guardie penitenziarie che hanno svolto un lavoro organizzativo impeccabile, serio e propositivo</strong>. Sono stati vicini ai detenuti, li hanno sorvegliati ma lasciandone libero l&#8217;entusiasmo. In queste tre giornate, a Rebibbia nel Partito Radicale, oltre a discutere e confrontarsi su alcuni temi, sono comunque emerse alcune questioni principali. <strong>Su di esse i radicali combatteranno fino alla fine. I fili conduttori sono due: l&#8217;affermazione del diritto e della libertà, nel nome di Marco Pannella</strong>.</p>
<p>A proposito, alla fine del congresso dalle ultime file della sala, quelle dove sono stati seduti i detenuti, è partito un coro urlato per non dimenticare: <em>Marco Pannella, Marco Pannella, Marco Pannella</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/09/04/40-congresso-straordinario-del-partito-radicale-detenuti-rebibbia/">Il 40° Congresso straordinario del Partito Radicale tra i detenuti di Rebibbia</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.vocedinapoli.it/2016/09/04/40-congresso-straordinario-del-partito-radicale-detenuti-rebibbia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
