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	<title>nivea Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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		<title>Carceri, la &#8220;guerra tra poveri&#8221; che non cambierà il sistema</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2019 16:32:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La foto che ha mostrato Pietro Ioia attivista per i diritti dei detenuti, nei panni di un agente penitenziario, ha scatenato una furiosa polemica che ha coinvolto i principali sindacati della Polizia penitenziaria, il regista Matteo Garrone e il Ministero della Giustizia. Il motivo? Garrone sta girando un film a Napoli dal titolo &#8220;Nivea&#8221; che tratterà anche il tema della vita [...]</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/01/09/carceri-la-guerra-tra-poveri-che-non-cambiera-il-sistema/">Carceri, la &#8220;guerra tra poveri&#8221; che non cambierà il sistema</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La foto che ha mostrato <strong>Pietro Ioia</strong> attivista per i diritti dei detenuti, nei panni di un agente penitenziario, ha scatenato una furiosa polemica che ha coinvolto i principali sindacati della <strong>Polizia penitenziaria</strong>, il regista <strong>Matteo Garrone</strong> e il <strong>Ministero della Giustizia</strong>.</p>
<p>Il motivo? <strong>Garrone</strong> sta girando un film a <strong>Napoli</strong> dal titolo &#8220;<em>Nivea</em>&#8221; che tratterà anche il tema della vita in carcere. Una piccola parte sarà interpretata proprio da <strong>Ioia</strong> che da ex detenuto, ironia della sorte, vestirà la divisa di un agente della <strong>polizia penitenziaria</strong>.</p>
<p>Immediata la reazione del <em>Sindacato autonomo della polizia penitenziaria</em> (<strong>Sappe</strong>) e del <em>Sindacato polizia penitenziaria </em>(<strong>Spp</strong>): &#8220;<em>Mentre un narcotrafficante fa l&#8217;attore a Napoli con la divisa della polizia penitenziaria, non sarebbe mai successo che per interpretare il maresciallo Rocca dei carabinieri venisse scelto nemmeno un ladruncolo qualsiasi. Abbiamo toccato il fondo a testimonianza che il nostro corpo, per effetto di scelte politiche e provvedimenti del Dap e del ministro della giustizia, è considerato di serie z. Da domani, a partire dalle carceri di Abruzzo e Molise, prenderà il via una mobilitazione del sindacato senza precedenti con un tour e sit-in davanti ai principali istituti di pena del paese. Ci fa semplicemente sorridere il tentativo di recuperare credibilità messo in atto dal ministro Bonafede. Rispetto a questa situazione che vede gli agenti di polizia penitenziaria fare le comparse e i detenuti gli attori, noi diciamo basta e chiamiamo i colleghi alla mobilitazione per rifiutare il ruolo di vittima di detenuti-carnefici. Un sussulto di dignità che dobbiamo anche per la memoria di tanti colleghi che si sono tolti la vita non reggendo lo stress di condizioni di lavoro e di vita di gran lunga peggiori dei carcerati. Siamo convinti che a furia di dire bugie e di fare promesse, solo perché il carcere non rientra nel cosiddetto &#8216;contratto di programma&#8217; tra Lega e Movimento 5 stelle, questi atteggiamenti si ritorceranno come un boomerang contro chi li pratica nel disprezzo dell&#8217;impegno, del sacrificio di migliaia di lavoratori in divisa</em>&#8220;, ha dichiarato <strong>Aldo Di Giacomo</strong>, segretario generale del <strong>Spp</strong>.</p>
<p>Non si è fatta attendere la risposta di <strong>Ioia</strong>: &#8220;<em>Le mie lotte di civiltà e il rispetto per il diritto non vogliono essere spunti per provocare guerre fra poveri, detenuti e guardie penitenziarie. Non ho avuto pregiudizio nell&#8217;indossare la vostra uniforme. Chi la infanga è chi usa violenza per imporla e non per chi denuncia gli abusi. Chi denuncia, delegando alla giustizia il compito di stabilire ciò che è giusto o illecito, dimostra senso civile</em>&#8220;.</p>
<p>Intanto dagli uffici di <strong>via Arenula</strong>, sede del Ministero di Grazia e Giustizia, sembrerebbe che il Ministro <strong>Alfonso Bonafede</strong> non abbia dato molto interesse alla questione e dai suoi collaboratori sarebbe trapelata questa affermazione: &#8220;<em>Ci occupiamo di giustizia e non di casting</em>&#8220;.</p>
<p>Ecco, tutta la questione è davvero paradossale. In un paese in cui il <strong>sistema giustizia</strong> è al collasso, i processi durano anni e molti di essi non giungono a sentenza, dove le carceri esplodono e al loro interno sono calpestati i diritti umani, dove il potere giudiziario è molto forte e spesso supplente a quello politico, ci siamo trovati di fronte ad una querelle del genere a causa di un film.</p>
<p>Ed è davvero assurdo che a litigare siano le vittime di questo sistema inefficiente e inefficace, ovvero i detenuti (ex, in questo caso per <strong>Ioia</strong>) e gli agenti della <strong>Polizia penitenziaria</strong>. Mentre chi dovrebbe fornire una soluzione, ovvero la politica &#8211; quindi l&#8217;attuale esecutivo &#8211; non solo ha dimostrato una sorta di indifferenza ma si è soltanto impegnata a varare leggi che hanno aumentano e inasprito le pene, che hanno stravolto in peggio il principio della prescrizione e che come obiettivo futuro si è posto quello di costruire più carceri (senza considerare che nel fatidico &#8220;<em>contratto</em>&#8221; di governo, delle carceri, non si parla neppure).</p>
<p>Dunque, il vero dramma è proprio questo. Sarebbe necessario che l&#8217;intera comunità penitenziaria ne prenda coscienza e tutta unita si rivolga agli esponenti del governo <em>giallo </em>&#8211; <em>verde </em>affinché le cose cambino sul serio. Del resto i dati parlano chiaro e si basano su studi compiuti dai migliori studiosi del mondo: un sistema penale più leggero, una giustizia che funzioni (garantendo la certezza della pena e del diritto), un carcere efficace e che realmente punti alla riabilitazione del detenuto, fanno risparmiare soldi e risorse contribuendo alla diminuzione della recidiva. Un bene per la società intera, aspetti che anche i media dovrebbero spiegare all&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>Non è un caso che questi sono stati i pilastri dell&#8217;ultima <strong>riforma della giustizia</strong> varata da <strong>Donald Trump</strong> e accettata in modo bipartisan dagli esponenti politici americani. Un esempio di civiltà e ragionevolezza che purtroppo è arrivato, come troppe volte accade, da un altro paese. Non siamo neanche più in grado di prendere spunto da ciò che di meglio sta accadendo nel resto del mondo.</p>
<figure id="attachment_144958" aria-describedby="caption-attachment-144958" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="responsive wp-image-144958 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/carceriioiabonafedeoliziapenitenziaria.jpg" alt="Carceri, la &quot;guerra tra poveri&quot; che non cambierà il sistema" width="650" height="366" /><figcaption id="caption-attachment-144958" class="wp-caption-text">Nei riquadri, da sinistra, in alto Pietro Ioia e in basso il ministro Alfonso Bonafede. A destra i simboli del Sappe e del Spp</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/01/09/carceri-la-guerra-tra-poveri-che-non-cambiera-il-sistema/">Carceri, la &#8220;guerra tra poveri&#8221; che non cambierà il sistema</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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