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	<title>izzo Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>izzo Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Gare truccate dalla camorra: squalificato per 18 mesi Izzo, 5 anni a Millesi. Avellino penalizzato di tre punti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ciro Cuozzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Apr 2017 07:32:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[izzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono arrivate le sentenze di primo grado della giustizia sportiva sul caso Calcioscommesse relativo alle due gare truccate da alcuni giocatori dell&#8217;Avellino per conto del clan della Vanella Grassi, i cosiddetti ‘Girati’, attivo nei quartieri a nord di Napoli, in primis Secondigliano e Scampia. Coinvolto il difensore del Genoa e della Nazionale Armando Izzo, 25enne [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono arrivate le <strong>sentenze di primo grado</strong> della giustizia sportiva sul caso <strong>Calcioscommesse</strong> relativo alle due gare truccate da alcuni giocatori dell&#8217;Avellino per conto del clan della <strong>Vanella Grassi</strong>, i cosiddetti ‘Girati’, attivo nei quartieri a nord di Napoli, in primis Secondigliano e Scampia.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-52640" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/gare-truccate-dalla-camorra-la-procura-della-figc-chiede-6-anni-di-squalifica-per-armando-izzo.jpg" alt="Conferenza stampa della Nazionale italiana di calcio" width="610" height="428" /></p>
<p>Coinvolto il difensore del Genoa e della Nazionale<strong> Armando Izzo</strong>, 25enne originario proprio di Scampia. Il <strong>Tribunale nazionale federale</strong> ha squalificato il giocatore per 18 mesi per <strong>omessa denuncia,</strong> facendo cadere l&#8217;accusa più grave, quella di illecito sportivo, che aveva spinto la Procura della Figc, guidata da Giuseppe Pecoraro, a chiedere sei anni di squalifica.  A Izzo viene contestata la presenza ad alcune cene nonché &#8220;la reticenza mostrata nel negare fatti e circostanze che, invece, si sono rivelati quali realmente accaduti&#8221;.</p>
<p>Dopo questa sentenza di primo grado, in attesa del ricorso in Appello, Izzo tornerebbe a giocare dopo un anno e mezzo, nell&#8217;<strong>ottobre del 2018</strong>, quattro mesi dopo i Mondiali in programma in Russia. Il legale del difensore del Genoa, <strong>Antonio de Rensis</strong>, si appellerà in secondo grado, la cui sentenza è prevista entro fino maggio. La squalifica potrebbe essere ulteriormente alleggerita. Il venticinquenne difensore del Genoa avrebbe potuto patteggiare con la Procura Federale ma è invece voluto andare sino in fondo, convinto della propria innocenza.</p>
<p><strong>LE ALTRE SQUALIFICHE &#8211;</strong> Cinque anni di squalifica per illecito sportivo e 50 mila euro di ammenda. Mazzata per <strong>Francesco Millesi</strong>, ex capitano dell&#8217;Avellino, e <strong>Luca Pini</strong>, all&#8217;epoca dei fatti tesserato per l&#8217;ASD Atletico Torbellamonaca (penalizzato di due punti) ma in passato giocatore delle giovanili dell’Avellino. Pini era inserito nell&#8217;ambiente grazie anche a una gioielleria di famiglia attraverso la quale vendeva orologi di lusso a giocatori e addetti ai lavori.</p>
<p>Tre punti di penalizzazione e 50mila euro di ammenda per l’<strong>Avellino</strong> (richiesta iniziale di 7), da scontare nel campionato di serie B in corso, per la gara &#8216;truccata&#8217; con il Modena. Smontata invece l&#8217;accusa per la gara con la Reggina. Prosciolti invece il presidente <strong>Walter Taccone</strong> e i calciatori <strong>Luigi Castaldo</strong>,<strong> Fabio Pisacane</strong>, <strong>Raffaele Biancolino</strong> e <strong>Mariano Arini</strong>.</p>
<p><strong>LE GARE</strong><br />
La prima è <strong>Modena-Avellino</strong> del 17 marzo 2014, terminata con la vittoria degli emiliani per 1-0; la seconda è <strong>Avellino-Reggina</strong> del 24 maggio dello stesso anno, terminata con la vittoria degli irpini per 3-0. Prima di queste due gare sarebbe fallito un precedente tentativo di influenzare il risultato di Avellino-Trapani (13 maggio, 3-3 il risultato finale) mentre la successiva combine di Padova-Avellino, in programma il 30 maggio (ultima giornata di campionato) è saltata grazie all’intervento dei carabinieri che arrestarono <strong>Antonio Accurso</strong> e altri affiliati per il loro coinvolgimento nel duplice efferato omicidio dei fratelli Matuozzo, uccisi il 29 agosto del 2013. Blitz scattato proprio mentre Accurso e i suoi sodali festeggiavano per la larga vittoria (3-0) dell’Avellino contro la Reggina.</p>
<p><strong>L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI NAPOLI</strong><br />
Decisive ai fini dell’indagine le dichiarazioni di Antonio Accurso, considerato uno dei reggenti del clan, arrestato nel maggio del 2014 e poi diventato collaborare con la giustizia. Le sue parole hanno portato alla luce l’interesse della Vanella Grassi nel settore del calcioscommesse, in cui reinvestire proventi illecitamente accumulati con il traffico di stupefacenti e le estorsioni. Portata alla luce anche la capacità di influenzare alcune partite del campionato di serie B della stagione 2013-2014, in particolare di partite giocate in Campania nel maggio 2014: attraverso un “contatto” (secondo la DDA proprio Armando Izzo perché considerato il nipote acquisito di <strong>Salvatore Petriccione</strong>, considerato dagli investigatori il fondatore della Vanella Grassi) il capo clan e suoi sodali hanno attratto nell’orbita criminale altri soggetti; questi hanno messo a disposizione ingenti somme di denaro per corrompere giocatori dell’Avellino e influenzare le due gare.</p>
<p>Coinvolti nell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che lo scorso 23 maggio portò i carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli a eseguire a un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 10 persone (7 in carcere, 3 ai domiciliari), anche il difensore del Cagliari,<strong> Fabio Piscane</strong> (originario dei Quartieri Spagnoli) e due ex calciatori dell’Avellino: Mariano Arini e Raffaele Biancolino. Per tutti e tre la procura della Figc ha chiesto sei mesi di squalifica e 30mila euro di ammenda “per aver violato il dovere di informare la procura federale”. Per l’ex presidente e ora amministratore unico dell’Us Avellino, <strong>Walter Taccone</strong>, la sanzione richiesta è di 9 mesi di inibizione più 45 mila euro di ammenda.</p>
<p><strong>LA DIFESA DI IZZO</strong><br />
In un’intervista rilasciata lo scorso marzo al Corriere dello sport, Armando Izzo ha riferito di non aver rapporti con la criminalità organizzata di Napoli. “Non ho rapporti con lui (Salvatore Petriccione, ndr) da quando ero ragazzino. C’è di più. Secondo questo boss sarebbero venuti a Trieste per farmi alterare una gara, ma siccome contavo zero allora è saltato tutto. Ho chiesto al mio avvocato: non c’è nessuna traccia del presunto viaggio. Solo parole. Ma questa dichiarazione è un autogol. Perché io a gennaio 2012 passo all’Avellino. Sarei uno del clan, giusto? E invece nessuno mi cerca. Vengono a Trieste, ma quando sono a un tiro di schioppo da Napoli, niente. E mica per qualche mese: passano oltre due anni prima di arrivare ai due presunti illeciti”.<br />
Sulle due gare truccate “le sembra credibile che un boss punti 400 mila euro per vincerne 45 mila? E Millesi accetta di restituire i 400 mila se le cose vanno male? Una scommessa sul Modena che doveva fare un gol con qualunque risultato. E quella gara io non l’ho giocata. Mi ero fatto male in settimana e durante il riscaldamento era tornato il dolore. Finisco in panchina. Ora mi segua: il boss vede la gara da un centro scommesse, si è fatto prestare il telefono da Pini. Primo tempo 0­0. Preoccupato manda messaggi a Millesi per risolvere il problema. Millesi, in panchina come me, incrocia Peccarisi che ritorna dagli spogliatoi e lo convince per 15 mila euro a far segnare il Modena. Le immagini Sky testimoniano tutto questo”.<br />
Izzo sarà a Roma a seguire il processo. “C’è in ballo la mia vita e quella della mia famiglia. Ho due bimbe piccole. Il c.t. Ventura mi ha preso da parte durante l’ultimo stage: “Armando se non stai sereno poi si vede in campo. Per noi sei importante: siamo convinti che ne uscirai pulito”. Sono state belle quelle parole, ma starò sereno quando i giudici diranno che non ho fatto nulla”.</p>
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		<title>Bufera al Pascale, lucravano sui farmaci anti-tumorali: primario e dirigente Asl ai domiciliari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ciro Cuozzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Mar 2017 16:19:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[izzo]]></category>
		<category><![CDATA[pascale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lucravano sui farmaci destinati ai malati terminali, mostrando &#8220;spregevole disprezzo per i pazienti sottoposti a terapia&#8221;. &#160; E&#8217; quanto emerge dall&#8217;indagine che ha portato questa mattina i militari del Nucleo di Polizia Tributaria e del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Napoli a eseguire una ordinanza di custodia cautelare agli arresti [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/07/bufera-al-pascale-lucravano-sui-farmaci-tumorali-primario-e-dirigente-asl-ai-domiciliari/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Bufera al Pascale, lucravano sui farmaci anti-tumorali: primario e dirigente Asl ai domiciliari</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lucravano sui farmaci destinati ai malati terminali, mostrando &#8220;spregevole disprezzo per i pazienti sottoposti a terapia&#8221;.</p>
<figure id="attachment_53253" aria-describedby="caption-attachment-53253" style="width: 1473px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-53253 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/bufera-al-pascale-lucravano-sui-farmaci-anti-tumorali-primario-e-dirigente-asl-ai-domiciliari.jpg" width="1473" height="622" /><figcaption id="caption-attachment-53253" class="wp-caption-text">A sinistra il primario Francesco Izzo, a destra il dirigente dell&#8217;Asl Napoli 1 Elia Abbondante</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>E&#8217; quanto emerge dall&#8217;indagine che ha portato questa mattina i militari del Nucleo di Polizia Tributaria e del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Napoli a eseguire una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale di Napoli, nei confronti di sei persone ai quali sono contestati i reati di <strong>corruzione</strong> e di <strong>turbativa d’asta</strong> commessi dal 2012 sino al dicembre 2015.</p>
<p>Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto <strong>Alfonso D&#8217;Avino</strong> e condotta dai magistrati Henry John Woodcock e Celeste Carrano, hanno consentito di accertare che il <strong>dottor Francesco Izzo</strong>, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Oncologica Addominale ad indirizzo Epatobiliare dell&#8217;Istituto Tumori di Napoli, Fondazione Pascale, abusando della funzione pubblica che ricopriva, ha garantito in modo sistematico alle aziende gestite dalla moglie<strong> Giulia Di Capua</strong>, l’aggiudicazione di una serie di forniture di prodotti medicali per l’istituto Pascale, richiedendone l’acquisto mediante procedura negoziale diretta, senza ricorrere ad alcuna gara di appalto.</p>
<h3 class="entry-title"><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/07/terremoto-al-pascale-di-napoli-il-sistema-dei-farmaci-oncologici-10mila-euro-a-te-che-sei-mio-amico/" target="_blank" rel="noopener">Terremoto al Pascale di Napoli, il sistema dei farmaci oncologici: “10mila euro a te che sei mio amico”</a></strong></h3>
<p>Tutto questo dichiarando falsamente che i dispositivi medicali necessari per la cura dei tumori al fegato erano urgenti, “infungibili” e di esclusiva produzione di alcune aziende, tra le quali la HS e la LED, i cui prodotti erano forniti dalle società GLMED srl e GDC (che sta per Giulia Di Capua) MEDICALI srl, gestite appunto dalla moglie di Izzo. Quest&#8217;ultima nella Glmed deteneva il 90% della quote, con l&#8217;altro 10 nelle mani di <strong>Sergio Mariani</strong>, anch&#8217;egli coinvolto nelle indagini e finito ai domiciliari. Nella successiva Gdc, Mariani deteneva la quasi totalità delle quote.</p>
<p>Il sistema ben collaudato è stato reso possibile grazie al tacito assenso degli uffici amministrativi dell’Istituto Pascale deputati ad effettuare i controlli e, soprattutto, grazie al contributo proprio di <strong>Elia Abbondante</strong>, all’epoca dei fatti Responsabile Unico del procedimento di alcune delle procedure in questione.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-53144" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/arrestato-primario-del-pascale-lucrava-sulle-forniture-per-i-malati-terminali-domiciliari-per-dirigente-asl-tutti-i-nomi-scaled.jpg" alt="Arrestato primario del Pascale: lucrava sulle forniture per i malati terminali. Domiciliari per dirigente Asl - TUTTI I NOMI" width="587" height="440" /></p>
<p>Abbondante, nominato nel luglio del 2016 dirigente dell&#8217;Asl Napoli 1 dal governatore Vincenzo De Luca, era a sua volta cointeressato in affari con i coniugi Izzo-Di Capua nella società GECO sr1, per un verso ha omesso di astenersi in presenza di un interesse proprio e, per altro verso, ha omesso di far rilevare i profili di incompatibilità in capo al dottor Izzo per effetto della sostanziale riconducibilità a quest’ultimo delle società GIMED srl e GDC MEDICALI srl che, amministrate formalmente da Mariani Sergio, erano di fatto riconducibili a Giulia Di Capua. Per tale ragione al dottor Abbondante è stato contestato il concorso nei reati di turbativa d’asta e di corruzione ascritti ad Izzo, Di Capua e Mariani, non avendo impedito l’evento.</p>
<p>Secondo la ricostruzione operata dai magistrati napoletani, e condivisa dal giudice per le indagini preliminari, <strong>Abbondante avrebbe omesso</strong> deliberatamente di “bloccare” le procedure amministrative attivate da Izzo per l’acquisto di beni presso le società gestite dal primario e dalla moglie, nonostante la palese illegittimità delle procedure di acquisto, in presenza di un evidente conflitto di interessi e della pretestuosità delle attestazioni di urgenza, infungibilità ed esclusività delle forniture avanzate dal primario, riguardanti, tra l’altro, prodotti già in possesso della struttura sanitaria.</p>
<p>Le indagini, che si sono giovate anche di intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno consentito di accertare come l’illecito “schema negoziale” adottato dal primario del Pascale e dalla moglie Di Capua Giulia abbia permesso, da un lato, ai coniugi Izzo-Di Capua di conseguire margini di profitto altissimi e, dall’altro di aumentare in maniera esponenziale ii fatturato delle aziende produttrici dei prodotti oggetto delle forniture illegittime, alle quali è stata garantita l’aggiudicazione delle commesse a danno delle altre ditte operanti nel medesimo settore, con margini di profitto illecito di centinaia di migliaia di euro.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/07/arrestato-un-primario-del-pascale-lucrava-sulle-forniture-per-i-malati-terminali/" target="_blank" rel="noopener"><strong>IL PROCURATORE D&#8217;AVINO: &#8220;AMAREZZA, A DISTANZA DI 20 ANNI ANCORA TANGENTI SUI FARMACI&#8221;</strong></a></p>
<p>Il valore complessivo delle commesse in tal modo aggiudicate, a partire dal 2012, ammonta a quasi 2 milioni di euro. Contestualmente all’ordinanza cautelare è stato disposto dal gip di Napoli, su richiesta della Procura, ii sequestro preventivo per equivalente, sino all’ammontare della somma su indicata, dei conti correnti, dei beni immobili e dei beni mobili registrati di Izzo Francesco e Di Capua Giulia nonché delle società GIMED e GDC Medicali, cui sta dando esecuzione la Guardia di Finanza.</p>
<p>La vicenda &#8211; sottolineano dalla Procura &#8211; ha palesato, da parte degli indagati, spregio delle regole non solo della buona amministrazione della cosa pubblica ma anche del basilare vivere civile nonché <strong>l’assoluto disprezzo per i malati sottoposti a terapia</strong>, in quanto le condotte illecite sono state poste in essere in uno dei settori più delicati della sanità, quello degli ammalati affetti da patologie oncologiche.</p>
<p>Le indagini hanno consentito di accertare ulteriori condotte corruttive realizzate dal primario Izzo, in concorso con Marco Argenziano, informatore scientifico dell’industria farmaceutica Bayer, finalizzate a raddoppiare del tutto ingiustificatamente e in totale dispregio dell’interesse primario della salute pubblica, le prescrizioni e gli ordini del farmaco oncologico denominato<strong> Nexavar </strong>(principio attivo: Serafenib), prodotto e commercializzato dalla citata Bayer. In particolare, secondo le risultanze investigative recepite nell’ordinanza cautelare, a fronte della promessa e della successiva dazione della somma di <strong>10mila euro</strong> da parte dell&#8217;informatore Argenziano, per l’anno 2015 Izzo avrebbe raddoppiato le prescrizioni e gli ordini del predetto farmaco rispetto all&#8217;anno precedente, a fini di interessi esclusivamente personali dello stesso primario e del suddetto informatore scientifico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/07/bufera-al-pascale-lucravano-sui-farmaci-tumorali-primario-e-dirigente-asl-ai-domiciliari/">Bufera al Pascale, lucravano sui farmaci anti-tumorali: primario e dirigente Asl ai domiciliari</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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