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	<title>hassan rouhani Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>hassan rouhani Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>In Iran hanno vinto i riformatori, ma l&#8217;asse Washington &#8211; Ryad è più forte che mai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2017 16:51:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Salmān bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono andati a votare 41,2 milioni di cittadini iraniani, più del 70% della popolazione. Un dato che esprime una delle affluenze più elevate per un&#8217;elezione del Presidente della Repubblica Islamica. Ad uscirne nettamente vincitore è stato Hassan Rouhani che ha incassato 23,5 milioni di voti ottenendo il 53,3% delle preferenze. l&#8217;Iran ha scelto di proseguire sulla strada del riformismo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono andati a votare <strong>41,2 milion</strong>i di cittadini iraniani, più del <strong>70%</strong> della popolazione. Un dato che esprime una delle affluenze più elevate per un&#8217;elezione del <strong>Presidente della Repubblica Islamica</strong>. Ad uscirne nettamente vincitore è stato <strong>Hassan Rouhani </strong>che ha incassato <strong>23,5 milioni </strong>di voti ottenendo il 53,3% delle preferenze. l&#8217;<strong>Iran</strong> ha scelto di proseguire sulla strada del riformismo e dell&#8217;apertura verso il mondo occidentale, allontanando per ora, i falchi conservatori. Ma la sfida è adesso rimandata all&#8217;elezione della prossima <strong>Guida Suprema</strong>, meglio conosciuta come il <em>Grande Ayatollah</em>.</p>
<p>&#8220;<em>L&#8217;Iran è disponibile a rafforzare e ad ampliare i legami internazionali in tutti i campi. La nazione iraniana per la massiccia partecipazione alle elezioni presidenziali ed ora la Repubblica islamica è pronta a difendere gli interessi del Paese nell&#8217;interazione con il mondo. Vogliamo ampliare la cooperazione con il mondo perché il mondo capisce pienamente che l&#8217;Iran è ora in cammino con la comunità internazionale per promuovere la pace e l&#8217;amicizia. Bisogna sapere che l&#8217;Iran non accetterà umiliazioni in nessuna circostanza. Questo è il messaggio più importante che il popolo iraniano spera sia compreso pienamente dalle Grandi potenze</em>&#8220;, ha dichiarato <strong>Rouhani</strong>.</p>
<figure id="attachment_66386" aria-describedby="caption-attachment-66386" style="width: 1000px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-66386 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/iranusaryad.jpg" alt="In Iran hanno vinto i riformatori, ma l'asse Washington - Ryad è più forte che mai" width="1000" height="600" /><figcaption id="caption-attachment-66386" class="wp-caption-text">Da sinistra, il Presidente dell&#8217;Iran Hassan Rouhani, il Presidente Usa Donald Tramp, il Re Saudita Salman Al Saud</figcaption></figure>
<p>Tutto ciò è accaduto proprio negli stessi giorni in cui il nuovo presidente degli <strong>Stati Uniti</strong> è volato per la sua prima visita ufficiale in <strong>Medio Oriente</strong>. Il primo paese in cui <strong>Donald Trump</strong> è atterrato è stato l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>. <em>The Donald </em>ha chiuso con <strong>Re Salman</strong> un grosso affare che permetterà agli Usa di incassare centinaia di milioni di dollari in cambio di una lauta fornitura di armi in favore dei sauditi. I due leader hanno parlato di lotta al terrorismo (soprattutto all&#8217;<strong>Isis</strong> finanziato però proprio dagli sceicchi di <strong>Ryad</strong>) e di isolare l&#8217;<strong>Iran</strong>. &#8220;<i>Vivete come volete ma combattete Daesh e i terroristi</i>&#8220;, con questa frase Trump ha messo fine al decennale principio americano di &#8220;<i>esportazione della democrazia</i>&#8220;.</p>
<p>Piccola premessa: l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> e l&#8217;<strong>Iran</strong> sono acerrimi nemici. La loro rivalità è storica ed è basata sulla contrapposizione religiosa intrinseca all&#8217;<strong>Islam</strong>, quella tra <em>sunniti </em>e <em>sciiti</em>. I due filoni si contendono l&#8217;eredità del profeta <strong>Maometto</strong>. I sauditi sono i principali cultori e seguaci del culto sunnita, mentre gli iraniani lo sono per quello sciita. Quest&#8217;ultimo rappresenta una minoranza all&#8217;interno del mondo musulmano. Sono governati da autorità sunnite i <strong>Paesi del Golfo</strong> (oltre all&#8217;Arabia Saudita, gli <strong>Emirati Arabi</strong>, l&#8217;<strong>Oman</strong> &#8211; in cui esiste una convivenza pacifica delle diverse etnie religiose -, il <strong>Bahrein </strong>&#8211; in cui la maggioranza della popolazione è però sciita, il <strong>Qatar</strong>, lo <strong>Yemen</strong> che si trova in piena guerra civile dove i ribelli sciiti combattono il governo sunnita), l&#8217;<strong>Egitto</strong> e la <strong>Turchia</strong> (che però è un paese che non ha origini arabe). I paesi che invece sono governati da autorità sciite sono, oltre l&#8217;Iran, l&#8217;<strong>Iraq</strong> (prima della guerra del Presidente <strong>George W. Bush</strong> il paese era governato dal sunnita <strong>Saddam Hussein</strong>, ma la maggioranza della popolazione irachena è sempre stata sciita), la <strong>Siria </strong>e in gran parte il <strong>Libano</strong>.</p>
<p>Con la crisi del petrolio e l&#8217;elezione di <strong>Barack Obama </strong>alla <em>Casa Bianca</em> gli equilibri all&#8217;interno della regione medio orientale sono cambiati. L&#8217;<strong>Arabia Saudita </strong>ha perso la sua influenza sull&#8217;<strong>Iraq</strong>, è stata indebolita economicamente a causa della crisi del greggio e le sue politiche di finanziamento del terrorismo <em>wahabita</em> (una corrente estremista dei sunniti) ne hanno provocato un lento e inesorabile isolamento dalla <strong>Comunità Internazionale</strong>. L&#8217;esatto contrario è accaduto in <strong>Iran</strong> dove l&#8217;accordo sul nucleare ha consentito alla <strong>Repubblica Islamica</strong> di aprirsi al&#8217;Occidente e di giocare un ruolo geo politico molto più incisivo: ad oggi è più che concreta la creazione della <em>Mezzaluna Sciita</em> che vede in Iran, Iraq e <strong>Siria</strong> un triangolo che contrasta con forza gli interessi dei sauditi. I due colossi dell&#8217;<strong>Islam</strong> stanno combattendo una <em>guerra fredda</em> che vede insanguinare lo <strong>Yemen</strong> (sull&#8217;orlo della carestia) e la Siria dove i sauditi hanno armato l&#8217;<strong>Isis</strong> per destabilizzare <strong>Bashir al Assad</strong> grande alleato dell&#8217;<strong>Iran</strong>.</p>
<p>Ma il ciclone <strong>Trump </strong>ha stravolto tutto: ha riavvicinato gli <strong>Usa</strong> a <strong>Ryad</strong> e sta attuando alcune politiche avverse all&#8217;<strong>Iran</strong> (anche se difficilmente riuscirà a bloccare l&#8217;accordo sul nucleare). Tuttavia la partita del Presidente americano è giocata con mosse diverse a seconda del contesto. Ad esempio in <strong>Siria </strong>gli <strong>Stati Uniti</strong> combattono l&#8217;<strong>Isis</strong> e sono allineati alle decisioni del fronte <strong>russo </strong>&#8211; <strong>iraniano</strong> a sostegno di <strong>Assad</strong>. Ma <em>The Donald</em> ha fin dalla sua elezione un duplice rapporto con <strong>Mosca</strong>. Infatti se a parole il Segretario di Stato a stelle e a strisce, <strong>Rex Tillerson</strong>, e il Ministro degli esteri russo <strong>Sergej Lavrov</strong>, hanno ammesso l&#8217;attuale frizione dei rapporti tra <strong>America </strong>e <strong>Russia</strong>, nei fatti capitalisti ed ex comunisti potrebbero trovarsi ad essere protagonisti di una vicenda che sta rimbalzando agli onori della cronache: il <em>Russiagate</em> e cioè il supporto dell&#8217;intelligence di <strong>Vladimir Putin</strong> (e degli hacker &#8220;<em>sovietici</em>&#8220;) in favore dell&#8217;elezione a Presidente di Donald Trump. Quest&#8217;ultimo, addirittura, potrebbe rischiare l&#8217;impeachment. Dichiarando che è stato legittimo da parte sua dare alcune informazioni segrete al governo russo, fornite dai servizi segreti israeliani, <em>The Donald</em> ha sconvolto la politica interna americana e messo in imbarazzo il premier d&#8217;Israele <strong>Benjamin Netanyahu</strong> (per questa vicenda l&#8217;inquilino della <em>Casa Bianca</em> ha licenziato il Direttore dell&#8217;<strong>Fbi</strong>)<strong>.</strong> Quest&#8217;ultimo è stato più che felice della vittoria di Trump contro <strong>Hilary Clinton</strong> e il presidente Usa ha ribadito più volte il valore dell&#8217;asse tra la <em>Terra di Abramo </em>e l&#8217;America: un bel paradosso.</p>
<p>Qual è stata visita successiva di <strong>Donald Trump</strong>? Proprio a <strong>Tel Aviv</strong>, capitale dell&#8217;alleato storico israeliano. Il <strong>Medio Oriente </strong>è più in fermento che mai, il dualismo tra <strong>Ryad </strong>e <strong>Tehran</strong> è sempre più aspro, una soluzione alle guerre in <strong>Iraq</strong>, <strong>Siria </strong>e <strong>Yemen </strong>appare ancora lontana. Tutto questo influisce sui rapporti tra <strong>Stati Uniti </strong>e <strong>Russia</strong>, un bel rompicapo che non può consentire mosse avventate da nessuno dei suoi protagonisti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/05/22/in-iran-hanno-vinto-i-riformatori-ma-lasse-washington-ryad-e-piu-forte-che-mai/">In Iran hanno vinto i riformatori, ma l&#8217;asse Washington &#8211; Ryad è più forte che mai</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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