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	<title>grande oriente d&#039;italia Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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		<title>Massoneria e antimafia, una ferita aperta che continua a sanguinare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jun 2018 09:17:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il primo &#8220;contatto&#8221; con la massoneria o meglio con la loggia del Grande Oriente d&#8217;Italia l&#8217;ho avuto qualche mese fa quando l&#8217;associazione aveva indetto una visita pubblica presso la sede napoletana sita all&#8217;interno della galleria Umberto. Ho avuto modo di conoscere diversi membri e di chiacchierare con loro. Ne ho approfittato per visitare due templi e le stanze della meditazione, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il primo &#8220;contatto&#8221; con la <strong>massoneria</strong> o meglio con la loggia del <em><strong>Grande Oriente d&#8217;Italia </strong></em>l&#8217;ho avuto qualche mese fa quando l&#8217;associazione aveva indetto una visita pubblica presso la sede napoletana sita all&#8217;interno della <strong>galleria</strong> <strong>Umberto</strong>.</p>
<p>Ho avuto modo di conoscere diversi membri e di chiacchierare con loro. Ne ho approfittato per visitare due templi e le stanze della meditazione, mentre nel frattempo ricevevo molte spiegazioni sulla cultura, la storia e la simbologia massonica. Credo che a prescindere di come la si pensi in merito, posso affermare quanto sia enorme la diffidenza che esiste nei confronti della <strong>massoneria</strong>.</p>
<p>Il primo ad essere diffidente è stato proprio il sottoscritto. Eppure, quel giorno, non ho avuto l&#8217;idea di essere all&#8217;interno di un&#8217;organizzazione dedita a particolari rituali in cui il sesso e il sangue sono all&#8217;ordine del giorno. Tuttavia, è oggettivo il fatto che siano altrettanto forti i pregiudizi e l&#8217;ignoranza che l&#8217;opinione pubblica ha della <strong>massoneria</strong>. Un contesto in cui dominano disinformazione e complottismo, fenomeni favoriti dal mistero e dal segreto che aleggiano intorno ai <strong>massoni</strong>. Questo, però, rende anche più semplice, se non addirittura &#8220;giustificata&#8221;, una sorta di <em>caccia alle streghe </em>nei loro confronti.</p>
<p>Ed è qui che vengo al dunque. La mia seconda esperienza a contatto con il &#8220;mondo massonico&#8221; si è verificata in occasione della presentazione di un libro: &#8220;<em>Massofobia, l&#8217;antimafia dell&#8217;inquisizione</em>&#8220;, scritto proprio dal <em><strong>Gran Maestro</strong> </em>del <em>Grande Oriente d&#8217;Italia</em>, <strong>Stefano Bisi</strong>. La sede non è stata scelta a caso, l&#8217;incontro (pubblico) c&#8217;è stato presso il prestigioso <em>Istituto italiano degli studi filosofici</em> in via Monte di Dio a <strong>Napoli</strong>. Oltre al Gran Maestro erano presenti il senatore <strong>Luigi Compagna</strong> e il giornalista de <em>Il Mattino</em> <strong>Valentino Di Giacomo</strong>. A moderare l&#8217;evento il direttore de <em>Il24.it </em><strong>Gianfrancesco Raiano</strong>.</p>
<p>Il testo è stato scritto per raccontare una spiacevole vicenda nella quale ci sono due protagonisti: da una parte il <em><strong>Grande Oriente</strong></em><strong><em> d&#8217;Italia</em></strong>, dall&#8217;altra la <strong>Commissione parlamentare antimafia</strong> guidata dall&#8217;allora presidente <strong>Rosy Bindi</strong> in quota per il <em>Partito Democratico</em>. Era il <strong>3 agosto del 2016</strong> quando <strong>Bisi</strong> è stato ascoltato dalla Commissione a <strong>Roma</strong>. L&#8217;audizione è ben descritta, soprattutto dal punto di vista fisico ed emotivo. Leggendo il libro si percepisce la sensazione di trovarsi di fronte ad un nuovo &#8220;tribunale dell&#8217;inquisizione&#8221;.</p>
<p>Il motivo di tale convocazione è l&#8217;ipotesi avanzata dalla <strong>Commissione</strong> secondo la quale all&#8217;interno delle associazioni massoniche calabresi e siciliane ci siano &#8220;<em>fratelli</em>&#8221; legati a clan della <em>&#8216;ndrangheta</em> e della <em>mafia</em>. Quindi la teoria è già dimostrata: sei massone, sei calabrese o siciliano, quindi sei ndranghetista e mafioso. Al diavolo la presunzione di innocenza, per la Commissione il sospetto è di per se una certezza. L&#8217;obiettivo dei parlamentari è di scoprire questi presunti affiliati alla criminalità organizzata e per farlo hanno bisogno degli elenchi con i nomi degli iscritti di quelle regioni alla loggia del <em><strong>Grande Oriente d&#8217;Italia</strong></em><em>.</em></p>
<p>Peccato che un parlamentare dovrebbe conoscere la <strong>Costituzione</strong> che difende e promuove il diritto e la libertà di associazione. Così come dovrebbe sapere che si può pretendere di agire secondo la legge avendo a disposizione sentenze, prove, elementi investigativi e di indagine. Invece non è così. La Commissione, un organo politico, si trasforma magicamente in magistratura inquirente e giudicante, indossando due toghe in una e andando dritta per la sua strada. Così il <strong>primo marzo del 2017</strong> una squadra di finanzieri si reca presso la sede nazionale del <em><strong>Grande Ordine d&#8217;Italia</strong></em> che si trova nella villa <em>Il Vascello</em> a <strong>Roma</strong>. I militari delle <em>fiamme gialle</em> hanno un mandato di perquisizione e sequestro, guardano ovunque alla ricerca di documenti compromettenti. Ore e ore di lavoro che faranno scrivere alla Commissione, nella sua relazione conclusiva, che &#8220;<em>non si può escludere a priori ne che altra documentazione potesse essere conservata altrove ne che parte di quella custodita nelle sedi ufficiali sia stata spostata prime dell&#8217;esecuzione dei decreti</em>&#8220;.</p>
<p>Parole forti, come un pugno allo stomaco. Inoltre, una sentenza del 1982 emessa dalla <strong>Corte di Cassazione</strong> ha reso impugnabili i provvedimenti delle <strong>Commissioni parlamentari d&#8217;inchiesta</strong>. Al <em><strong>Grande Oriente d&#8217;Italia </strong></em>non restano che il tribunale e la legge europea della <strong>CEDU</strong> (<em>Corte europea dei diritti dell&#8217;uomo</em>). Oltre al suo carattere inquisitorio, l&#8217;operazione della Commissione ha assunto anche una valenza discriminatoria e razzista, secondo il quale chi nasce al <strong>Sud</strong> deve essere per forza legato ad una cosca criminale. Fortunatamente, almeno per ora, questo supplizio politico e giudiziario è stato evitato ai membri della <strong>Campania</strong>. Ma non mi meraviglierei se qualcuno si svegliasse un giorno a <strong>Palazzo San Macuto</strong> e lanciasse la sua &#8220;<em>fatwa</em>&#8221; contro i campani e i napoletani. La verità è che stiamo tornando ai tempi bui e fascisti della &#8220;messa all&#8217;indice&#8221;. Del censire e del registrare all&#8217;anagrafe, categorie, razze, professioni, associazioni, invise al potere. Basta guardare e ascoltare la propaganda e la prassi politica degli ultimi tempi.</p>
<p>Un clima avvelenato dall&#8217;<strong>antipolitica</strong> e dal corto circuito che va avanti da decenni tra la sfera <strong>politica</strong>, <strong>giudiziaria</strong> e <strong>mediatica</strong>. Dove la prima per convenienza si è sottomessa alla seconda. Lo <strong>Stato di Diritto</strong> è del tutto schiacciato da questo conflitto. Le nostre libertà civili sono in pericolo e la cosa non riguarda solo la <strong>massoneria</strong>. L&#8217;<strong>Italia</strong> si avvia ad essere un paese fortemente autoritario dove in nome della sicurezza, della lotta alla corruzione e alla criminalità, si stanno spegnendo quei pochi focolai <strong>liberali</strong> che ancora sono accessi nel &#8220;<em>Belpaese</em>&#8220;. Un trauma, una situazione che non rappresenta più una minaccia ma una dura realtà. E questo dovrebbe preoccuparci tutti.</p>
<p>Durante la presentazione del libro sono stati premiati anche la preside <strong>Rita Iervolino</strong> dell&#8217;istituto superiore <em>Cesaro Vesevus</em> di <strong>Torre Annunziata</strong> insieme agli alunni della <em>Va </em>&#8211; <em>Afm</em>. I ragazzi, in un tempo in cui si parla molto di bullismo tra i giovani e di episodi di violenza che accadono tra i banchi di scuola, si sono resi protagonisti di una gesto umano di grande nobiltà.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/05/14/professoressa-ha-un-malore-in-casa-gli-studenti-le-salvano-la-vita/" target="_blank" rel="noopener">Lo scorso 14 maggio</a> una delle loro insegnanti non era arrivata ancora a scuola. Considerata la rarità delle volte nelle quali la docente ha fatto assenza o è arrivata in ritardo presso l&#8217;istituto, gli studenti si sono preoccupati. La classe ha così fatto il percorso che ogni mattina la loro professoressa fa per giungere a scuola. Arrivati fino a casa sua e notando che la donna non rispondeva al citofono, hanno allarmato i carabinieri e i soccorsi. L&#8217;insegnante è stata trovata a terra priva di sensi, colpita da un malore. La docente è stata salvata grazie all&#8217;intuizione e l&#8217;intervento dei suoi ragazzi. Per quest&#8217;azione l&#8217;istituto, gli alunni, la preside e l&#8217;insegnante hanno ricevuto una targa e un premio in denaro dal <em><strong>Grande Ordine d&#8217;Italia</strong></em>.</p>
<figure id="attachment_124248" aria-describedby="caption-attachment-124248" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-124248 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/anteok-2.jpg" alt="Massoneria e antimafia, una ferita aperta che continua a sanguinare" width="650" height="293" /><figcaption id="caption-attachment-124248" class="wp-caption-text">Da sinistra, il Senatore Luigi Compagna, il Gran Maestro Stefano Bisi, il Direttore Gianfrancesco Raiano e il Giornalista Valentino Di Giacomo</figcaption></figure>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-124249 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/hhhh.jpg" alt="Massoneria e antimafia, una ferita aperta che continua a sanguinare" width="650" height="324" /></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/06/21/massoneria-e-antimafia-una-ferita-aperta-che-continua-a-sanguinare/">Massoneria e antimafia, una ferita aperta che continua a sanguinare</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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