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	<title>fdi Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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		<title>Dal patto con Conte e Letta, al grazie a Salvini: meno male che nessuno voleva i partiti</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2021 09:14:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Era lo scorso giugno. Giuseppe Conte e Luigi Di Maio sono stati a Napoli per la campagna elettorale di Gaetano Manfredi, il candidato Sindaco di Napoli, sponda Partito Democratico &#8211; Leu &#8211; Movimento 5 Stelle. Immancabile la foto a tavola, tutti intenti a mangiare una pizza. Il mese successivo è stata la volta di Matteo Salvini. Il leader della Lega ha partecipato a un comizio [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Era lo scorso giugno. <strong>Giuseppe Conte</strong> e <strong>Luigi Di Maio</strong> sono stati a <strong>Napoli</strong> per la campagna elettorale di <strong>Gaetano Manfredi</strong>, il candidato Sindaco di <strong>Napoli</strong>, sponda <strong>Partito Democratico</strong> &#8211; <strong>Leu</strong> &#8211; <strong>Movimento 5 Stelle</strong>. Immancabile la foto a tavola, tutti intenti a mangiare una <strong>pizza</strong>.</p>
<p>Il mese successivo è stata la volta di <strong>Matteo Salvini</strong>. Il leader della <strong>Lega</strong> ha partecipato a un comizio a <strong>Caserta</strong> insieme a <strong>Catello Maresca</strong>, anche lui candidato alla poltrona principale di <strong>Palazzo San Giacomo</strong>. Ma in questo caso per il <strong>centro destra</strong>.</p>
<p><strong>Manfredi</strong> prima di candidarsi si è assicurato la promessa dei tre partiti che lo stanno sostenendo di dar vita a un <em><strong>Patto per Napoli</strong></em>. In pratica il Governo (chissà se l&#8217;attuale o quello che sarà definito dalle prossime elezioni previste per il <strong>2023</strong>), dovrà assicurare un bel pò di miliardi per tutti i grandi comuni a rischio dissesto. <strong>Manfredi</strong> fu molto chiaro in merito: &#8220;<em>Voglio fare il Sindaco, non il liquidatore</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Maresca</strong> ha invece fatto un tira e molla durato mesi con i partiti di <strong>destra</strong>. Alla fine ne ha accettato il sostegno ufficiale e un compromesso sull&#8217;uso dei <strong>simboli</strong>. La domanda è sempre stata? Chi ha mai dubitato che l&#8217;ex magistrato fosse un candidato voluto da <strong>Lega</strong>, <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong> e <strong>Forza Italia</strong>?</p>
<h2>Meno male che nessuno voleva i partiti</h2>
<p>Eppure da quando è iniziata la <strong>campagna elettorale</strong>, sia <strong>Manfredi </strong>che <strong>Maresca</strong> non hanno fatto altro che evidenziare la loro estraneità ai partiti. Come se questi ultimi fossero organizzazioni che con le elezioni non abbiano nulla a che vedere. Alla fine, però, per l&#8217;ex Rettore e Ministro c&#8217;è sempre stato l&#8217;esplicito appoggio sia del Segretario del Pd, <strong>Enrico Letta</strong> che di quello di Liberi e Uguali, il Ministro <strong>Roberto Speranza</strong>. Infine c&#8217;è stata la discesa in campo ufficiale di <strong>Conte</strong> e <strong>Di Maio</strong> per il <strong>M5S</strong>.</p>
<p><strong>Maresca</strong> ha invece ringraziato più volte <strong>Matteo Salvini </strong>(dimenticando improvvisamente l&#8217;anti-meridionalismo della <strong>Lega</strong>), sciolto l&#8217;imbarazzo per l&#8217;appoggio di <strong>Forza Italia</strong> (sono stati diversi gli apprezzamenti reciproci con <strong>Silvio Berlusconi</strong>) e accettato quello di <strong>Giorgia Meloni</strong>, facendo mettere da parte a <strong>Fratelli d&#8217;Italia</strong> la candidatura di <strong>Sergio Rastrelli</strong>.</p>
<p>Di conseguenza la domanda è lecita: se per vincere le elezioni sono fondamentali i <strong>partiti</strong>, la loro organizzazione, i loro fondi (addirittura <strong>Maresca</strong> ha affidato la sua comunicazione alla &#8216;<em>Bestia</em>&#8216; di <strong>Salvini</strong>) e il loro bacino di voti, perché <strong>Manfredi</strong> e <strong>Maresca</strong> continuano a ripetere di essere <em>candidati del popolo</em> ed espressioni di <em>candidature civiche</em>? E come <strong>mentire</strong> sapendo di mentire. Eppure, ad oggi, cosa sappiamo dei loro <strong>programmi elettorali</strong> per la città? Tranne quotidiani <strong>comunicati stampa</strong> che commentano ciò che accade in città, praticamente <strong>nulla</strong>.</p>
<h3>Meno male che nessuno voleva i partiti: da Napoli la fine del &#8216;civismo&#8217;?</h3>
<p>Potrebbe essere che <strong>Napoli</strong> stia diventando avanguardia politica per la nascita di un nuovo fenomeno? Il capoluogo partenopeo potrebbe segnare la fine del <strong>civismo</strong> e il ritorno alla <strong>politica</strong>? La città sta vivendo però un paradosso: l&#8217;unico politico di razza impegnato nella campagna elettorale è <strong>Antonio Bassolino</strong>. Ma in questo caso <em>Don Antonio</em> è davvero un candidato civico, cioè non ha alcun partito alle spalle dopo l&#8217;uscita dal <strong>Pd</strong>. Lo stesso vale peer <strong>Alessandra Clemente</strong>, ma qui ci troviamo di fronte al paradosso opposto: <strong>Dema</strong> c&#8217;è ma non si vede. Anzi, non si è mai visto.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-256146 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/Meno-male-che-nessuno-voleva-i-partiti.png" alt="Meno male che nessuno voleva i partiti" width="791" height="483" /></p>
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