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	<title>enzo tortora Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>enzo tortora Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>È morta Silvia Tortora, la giornalista e figlia di Enzo Tortora aveva 59 anni</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2022 11:03:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[È morta Silvia Tortora]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giornalista per tv e carta stampata, Silvia Tortora (nata a Roma il 14 novembre 1962) è morta questa notte in una clinica romana a 59 anni. Figlia del giornalista e conduttore televisivo Enzo Tortora, ha lavorato con Giovanni Minoli a Mixer e poi a La storia siamo noi realizzando una serie di grandi interviste. Dopo [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giornalista per tv e carta stampata, <strong>Silvia Tortora</strong> (nata a <strong>Roma</strong> il <strong>14 novembre 1962</strong>) è <strong>morta</strong> questa notte in una clinica romana a <strong>59 anni</strong>. Figlia del giornalista e conduttore televisivo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/05/18/31-anni-fa-moriva-enzo-tortora-vittima-della-camorra-e-della-mala-giustizia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Enzo Tortora</strong></a>, ha lavorato con <strong>Giovanni Minoli</strong> a <strong>Mixer</strong> e poi a <strong>La storia</strong> siamo noi realizzando una serie di grandi interviste.</p>
<p>Dopo aver collaborato con il settimanale <strong>Epoca</strong>, ha pubblicato anche diversi libri tra cui <strong>Cara Silvia</strong> (Marsilio 2002) che raccoglie le lettere che il padre <strong>Enzo</strong> le scrisse dal carcere. Dal <strong>2009</strong> ha condotto <strong>Big</strong> con <strong>Annalisa Bruchi</strong>. Ha spostato l&#8217;attore francese <strong>Philippe Leroy</strong>, con cui ha avuto due figli <strong>Philippe</strong> e <strong>Michelle</strong>.</p>
<h2>È morta Silvia Tortora</h2>
<p>Nata a <strong>Roma</strong> nel 1962, <strong>Silvia Tortora</strong> ha seguito le orme del padre e ha speso gran parte della carriera in <strong>Rai</strong>, occupandosi di ricostruire la storia del nostro Paese. Figlia di <strong>Enzo Tortora</strong> e della sua seconda moglie <strong>Miranda Fantacci</strong>, insieme alla sorella minore <strong>Gaia</strong>, è sempre stata in prima linea nella difesa delle ragioni del padre, nel corso del processo, che lo vide condannato per <strong>associazione camorristica</strong> e poi <strong>assolto</strong>, ma anche dopo la morte.</p>
<h2>È morta Silvia Tortora: il ricordo del papà</h2>
<p>Suo il soggetto cinematografico del film <strong>Un uomo perbene</strong>, di <strong>Maurizio Zaccaro</strong>, dedicato alla figura del giornalista e conduttore, che le è valso nel <strong>1999</strong> il <strong>Nastro d&#8217;Argento</strong> al <strong>Festival di Taormina</strong>. Una vicenda quella del padre, vissuta con dolore e grande amarezza. &#8220;<em>Dal mio punto non è cambiato nulla: sono 30 anni di amarezza e di disgusto</em> &#8211; disse <strong>Silvia</strong> in occasione del 30 anniversario della morte del padre -. <em>Mi aspettavo una riforma del sistema giudiziario, invece non è accaduto. I processi continuano all&#8217;infinito. Anzi in 30 anni c&#8217;e&#8217; stata una esplosione numerica</em>&#8220;.</p>
<p>La carriera professionale di <strong>Silvia Tortora</strong> è indissolubilmente legata a <strong>Mixer</strong>, storico programma di <strong>Giovanni Minoli</strong> con il quale iniziò a collaborare già dal <strong>1985</strong>. Un sodalizio destinato a durare nel tempo con la partecipazione a <strong>La storia siamo noi</strong>, venti anni più tardi, nel quale ricostruì avvenimenti centrali della storia italiana, ma soprattutto realizzò ritratti di grandi personaggi della politica, dello spettacolo e dello sport.</p>
<h2>È morta Silvia Tortora: la carriera</h2>
<p>Dal <strong>2009</strong> ha anche condotto il programma <strong>Big</strong> insieme ad <strong>Annalisa Bruchi</strong>, in onda su <strong>Raitre</strong> in otto puntate, dedicato alla ricostruzione delle vite di volti storici. In carriera anche una parentesi per la carta stampata con la collaborazione con il settimanale <strong>Epoca</strong> dal 1988 al 1997. Nel <strong>2002</strong> ha curato il libro <strong>Cara Silvia</strong>, edito da Marsilio Editore e nel 2006 ha pubblicato <strong>Bambini cattivi</strong>, sempre con Marsilio Editore.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-269433 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/08/È-morta-Silvia-Tortora.png" alt="È morta Silvia Tortora" width="978" height="490" /></p>
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		<title>31 anni fa moriva Enzo Tortora, vittima della camorra e della mala giustizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 May 2019 12:17:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[colonna1]]></category>
		<category><![CDATA[enzo tortora]]></category>
		<category><![CDATA[primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Io sono innocente, spero dal profondo del mio cuore che lo siate anche voi&#8220;, una frase scolpita nelle memorie del Paese e simbolo della lotta alla mala giustizia italiana. Parole pesanti come macigni che Enzo Tortora urlò ai giudici che lo condannarono costringendolo alla galera. Una vicenda che rovinò la carriera del famoso conduttore, uno dei [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Io sono innocente, spero dal profondo del mio cuore che lo siate anche voi</em>&#8220;, una frase scolpita nelle memorie del Paese e simbolo della lotta alla mala giustizia italiana. Parole pesanti come macigni che <strong>Enzo Tortora</strong> urlò ai giudici che lo condannarono costringendolo alla galera.</p>
<p>Una vicenda che rovinò la carriera del famoso conduttore, uno dei volti più importanti della televisione e una delle voci più profonde della radio nostrana. Una storia che ne pregiudicò anche le condizioni di salute, fino alla sua scomparsa avvenuta a <strong>Milano</strong> il <strong>18 maggio 1988</strong>.</p>
<p><strong>Tortora</strong> era nato a <strong>Genova</strong>, altra città di mare. Ma non è stato soltanto quest&#8217;ultimo aspetto ad aver accumunato la sua vita a <strong>Napoli</strong>. Purtroppo il legame tra il capoluogo campano e il conduttore è relativo ad una vicenda giudiziaria che ha scritto una delle pagine più nere della giustizia italiana.</p>
<p><strong>Tortora</strong> fu arrestato il <strong>17 giugno 1983</strong>. L&#8217;accusa, dei procuratori <strong>Francesco Cedrangolo</strong> e <strong>Diego Marmo</strong> e del giudice istruttore <strong>Giorgio Fontana</strong>, era di associazione camorristica e traffico di droga. L&#8217;architrave accusatorio della <strong>Procura</strong> era del tutto basato sulle dichiarazioni di tre pentiti della camorra: <strong>Giovanni Pandico</strong>, <strong>Giovanni Melluso</strong>, alias &#8216;<em>Gianni il bello</em> e <strong>Pasquale Barra </strong>detto &#8216;<em>o animale</em>, killer fidato di <strong>Raffaele Cutolo</strong>.</p>
<p>Il conduttore di <em>Portobello</em> vide piombare in casa sua, alle quattro del mattino, i <strong>carabinieri </strong>di <strong>Roma</strong> che autorizzati da un mandato rovistarono in casa sua prima di portarlo con loro in caserma. Adesso immaginate per un solo momento cosa voglia dire una scena del genere: voi state dormendo tranquilli nel vostro letto, quando nel cuore della notte si presentano le forze dell&#8217;ordine che su mandato dell&#8217;autorità giudiziaria mettono a soqquadro casa vostra prima di ammanettarvi i polsi. Episodi quasi da regimi sud americani.</p>
<p>E invece siamo in <strong>Italia</strong>. A causa di tutto ciò <strong>Tortora</strong> fu costretto a subire un periodo detentivo in carcere di <strong>7 mesi</strong>. 210 giorni in prigione fino al <strong>gennaio del 1984</strong> quando il conduttore fu liberato. Il <strong>17 settembre 1985 </strong>dai tribunali arrivò l&#8217;ennesima pugnalata: <strong>Tortora</strong> fu condannato a <strong>10 anni</strong> di reclusione su richiesta dei pubblici ministeri <strong>Lucio Di Pietro</strong> e <strong>Felice di Persia</strong><strong>la</strong>. Infine, la svolta: il <strong>15 settembre 1986</strong> il conduttore fu dichiarato innocente e assolto dai giudici della <strong>Corte d&#8217;Appello di Napoli</strong>.</p>
<p>Nel frattempo <strong>Tortora</strong> fu eletto eurodeputato nelle liste del <strong>Partito Radicale</strong> ma si dimise rinunciando all&#8217;immunità per farsi processare e dimostrare la sua innocenza. <strong>Tortora</strong> è stato prigioniero dello <strong>Stato</strong>. Si ammalò e dovette rinunciare al suo lavoro. La reputazione del conduttore fu distrutta con le sue foto pubblicate sulle prime pagine dei giornali. Per l&#8217;opinione pubblica <strong>Tortora</strong> era colpevole. Non era importante il fatto che il processo era in corso e che per la <strong>Costituzione</strong> ogni cittadino è <em>innocente fino a prova contraria e fino al terzo grado di giudizio</em>.</p>
<p>Nonostante tutto <strong>Tortora</strong> dovette subire tre anni di calvario e con lui i suoi familiari e i suoi amici. Invece, i suoi &#8220;carnefici con la toga&#8221; hanno fatto carriera arrivando sino alla pensione e scusandosi per l&#8217;accaduto soltanto 30 anni dopo. L&#8217;unico supporto politico per il conduttore arrivò appunto dal <strong>Partito Radicale</strong> e dal suo storico e compianto leader <strong>Marco Pannella</strong>. Quest&#8217;ultimo e i radicali si sono sempre battuti per una <em>giustizia giusta</em> e si schierarono al fianco di <strong>Tortora</strong>. In questo modo la sua sofferenza divenne l&#8217;occasione per scuotere l&#8217;<strong>Italia</strong>.</p>
<p><strong>Tortora</strong> insieme a <strong>Pannella</strong> ci ha donato la possibilità di riflettere sulle gravi inefficienze proprie del nostro sistema giudiziario. Ma dal referendum radicale del 1987, dove i cittadini italiani votarono a favore della responsabilità civile dei magistrati (poi boicottato dal governo di allora), fino all&#8217;attuale <strong>sovraffollamento delle carceri</strong> e all&#8217;imperante <strong>giustizialismo</strong> portato avanti dalle attuali forze del mondo politico e mediatico, sono cambiate poche cose.</p>
<p>Esistono ancora molti magistrati che commettono errori distruggendo vite restando impuniti. Esistono ancora tanti innocenti dietro le sbarre. Esistono ancora politici che utilizzano la magistratura come strumento di lotta politica. Esistono ancora molti magistrati che esercitano il loro potere per fini politici e carrieristici. Esistono ancora tanti giornalisti che non esitano a spiattellare nei loro servizi o sulle loro prime pagine volti e nomi di persone dando per scontata la loro colpevolezza. Ci sono pochi (e sono sempre radicali) politici a lottare affinché le cose possano cambiare.</p>
<p>Era il 1987, <strong>Tortora</strong> fece il suo ritorno in tv accolto da un pubblico che si alzò in piedi per applaudirlo. Il volto segnato dalla stanchezza e dalla commozione del momento. Ma la capacità di continuare a trasmettere forze e dignità. Il conduttore pronuncio parole bellissime, autoproclamandosi difensore di coloro che avevano subito gli stessi torti ma sprovvisti dei mezzi necessari per difendersi.</p>
<p>&#8220;<em>Dunque, dove eravamo rimasti</em>&#8220;, esordì <strong>Tortora</strong>. Purtroppo, caro Enzo, da dove ci eravamo lasciati. Ma come affermava <strong>Pannella</strong> bisogna <em>essere</em> speranza invece dell&#8217;<em>avere</em> speranza. Quindi, a tutti i <strong>Tortora</strong> di questo mondo diciamo <em>spes contra spem</em>.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-05-18-alle-15.25.06.png"><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-160385 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-05-18-alle-15.25.06.png" alt="31 anni fa moriva Enzo Tortora, storico conduttore vittima della camorra e della mala giustizia" width="650" height="347" /></a></p>
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		<title>Enzo Tortora, una ferita italiana: il convegno a Torre Annunziata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2016 10:48:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[colonna2]]></category>
		<category><![CDATA[enzo tortora]]></category>
		<category><![CDATA[marco pannella]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 23 giugno si terrà a Torre Annunziata un convegno-dibattito su Enzo Tortora, giornalista e politico italiano protagonista del famoso &#8220;caso Tortora&#8221;: l&#8217;uomo fu accusato di reati gravi quali associazioni camorristica e traffico di droga e solo dopo 7 mesi di reclusione fu completamente assolto. L&#8217;appuntamento è alle ore 14:30 a “Villa Tiberiade”, in Via Prota, 83. Di seguito riportiamo la presentazione del convegno.</p>
<figure id="attachment_67550" aria-describedby="caption-attachment-67550" style="width: 801px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-67550 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/05/tortorapannella.jpg" alt="Enzo Tortora, una ferita italiana: il convegno a Torre Annunziata" width="801" height="306" /><figcaption id="caption-attachment-67550" class="wp-caption-text">Enzo Tortora e Marco Pannella</figcaption></figure>
<p>Torre Annunziata – &#8220;<em>Enzo Tortora è stato arrestato in uno dei più lussuosi alberghi romani, il Plaza; ordine di cattura nel quale si parla di sospetta appartenenza all&#8217;associazione camorristica Nuova Camorra Organizzata (N.C.O), il clan cioè diretto e capeggiato da Raffaele Cutolo: un&#8217;associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga e dei reati contro il patrimonio e la persona.</em></p>
<p><em>Era il 17 giugno del 1983. Struggente la testimonianza dello stesso Tortora che, in un&#8217;intervista concessa a Giuseppe Marrazzo il 14 maggio 1984, ricordò il drammatico momento dell’arresto avvenuto l’anno prima: «Ero in una stanza d&#8217;albergo, dove scendo da circa 20 anni; bussarono alle 4:15 del mattino, tenga presente che il giorno precedente avevo respinto con un sorriso la notizia che alcuni colleghi giornalisti (ex colleghi perché sono stato sospeso dall&#8217;ordine) mi diedero: c&#8217;è un&#8217;ansa che dice che ti hanno arrestato. Dissi (all&#8217;epoca avevo ancora un pò di ironia): credo che la notizia sia leggermente esagerata!».</em></p>
<p><em>Oltre trent&#8217;anni dopo, la vicenda umana e giudiziaria del noto conduttore televisivo, politico e giornalista, continua e  continuerà a far discutere perché rappresenta uno degli esempi più dolorosi di malagiustizia nella storia del nostro Paese. Il suo caso, che si concluse con l’assoluzione in appello dopo un’ingiusta detenzione cautelare e la incredibile condanna in primo grado, nonché una feroce gogna mediatica, è stato raccontata da Ambrogio Crespi nel suo &#8220;Enzo Tortora, una ferita italiana&#8221;. Il docufilm sarà proiettato, grazie alla disponibilità del regista, nell&#8217;ambito dell’omonimo evento organizzato dalla Camera Penale di Torre Annunziata, che si terrà proprio a Torre Annunziata, a Villa Tiberiade, sita in via Prota 83, il 23 giugno alle ore 14,30.</em></p>
<p><em>Nell&#8217;occasione, dopo i saluti di rito del Presidente dell&#8217;Ordine di Torre Annunziata, delle Associazioni forensi e delle Istituzioni, si assisterà alla proiezione del docufilm &#8220;Enzo Tortora, una ferita italiana&#8221;; quindi il dibattito in cui interverranno il regista Ambrogio Crespi, il giornalista Arturo Diaconale  (membro del Cda RAI e fondatore della Onlus “Tribunale Dreyfus”), l’Avv. Maria Brucale (direttivo di Nessuno Tocchi Caino), l’Avv. Domenico Nicolas Balzano (Foro di Torre Annunziata) e l’Avv. Claudio Botti (Foro di Napoli). La Camera Penale, per il tramite dell’Avv. Salvatore Barbuto, esprime tutta la propria soddisfazione per l’imminente evento e sottolinea l’importanza della memoria storica: &#8220;Tra le disposizioni testamentarie di Tortora vi fu quella di avere nell&#8217;urna, insieme alle sue ceneri, una copia del libro &#8220;Storia della colonna infame&#8221; di Alessandro Manzoni nell&#8217;edizione con la prefazione di Leonardo Sciascia, che racconta uno dei primi casi di malagiustizia accaduto a Milano durante la terribile peste del 1630 in cui furono erroneamente condannati due untori. Sulla lapide di Tortora  &#8211; continua Barbuto &#8211;  c’è inoltre un epitaffio, un epigrafe dello stesso Sciascia: &#8220;Che non sia un’illusione”. Ecco, il tema del dibattito sarà questo: cosa ci ha insegnato il caso Enzo Tortora? La sua vicenda è servita quale monito per evitare episodi simili o ancora più gravi? Bisogna ripartire da questo per scongiurare che la storia del povero Tortora possa ripetersi ancora</em>&#8220;.</p>
<p><a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/08/01/pannella-a-napoli-gli-anni-al-consiglio-comunale-la-giustizia-e-il-vesuvio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Marco Pannella a Napoli: il Consiglio comunale, la giustizia e il Vesuvio</strong></a></p>
<p><strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/03/29/intervista-a-rita-bernardini-poggioreale-e-secondigliano-un-disastro-come-la-giustizia-italiana/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Intervista a Rita Bernardini: &#8220;Poggioreale e Secondigliano? Un disastro come la giustizia italiana&#8221;</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/06/10/enzo-tortora-ferita-italiana-convegno-torre-annunziata/">Enzo Tortora, una ferita italiana: il convegno a Torre Annunziata</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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