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	<title>dialetto Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Nov 2022 10:21:16 +0000</lastBuildDate>
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	<title>dialetto Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>È ufficiale: il dialetto napoletano è il più sexy d&#8217;Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2019 16:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo recenti sondaggi effettuati su un campione di mille donne e mille uomini, provenienti da tutta Italia e di età compresa tra i 18 ed i 57 anni, è emerso che il dialetto napoletano è quello più sexy di Italia. Lo studio, effettuato da Speedvacanze.it (Tour Operator specializzato in vacanze e crociere per single), ha [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/12/04/e-ufficiale-il-dialetto-napoletano-e-il-piu-sexy-ditalia/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from È ufficiale: il dialetto napoletano è il più sexy d&#8217;Italia</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo recenti sondaggi effettuati su un campione di mille donne e mille uomini, provenienti da tutta Italia e di età compresa tra i 18 ed i 57 anni, è emerso che il dialetto napoletano è quello più sexy di Italia.</p>
<p>Lo studio, effettuato da <strong>Speedvacanze.it</strong> (Tour Operator specializzato in vacanze e crociere per single), ha rivelato che ben il 28% di donne e di uomini intervistati, ha scelto quella che è una vera e propria lingua (riconosciuta dall&#8217;UNESCO), come il dialetto più seducente ed affascinante per gli italiani.</p>
<p>Gran parte del merito va attribuito senza dubbio alla nostra secolare <strong>tradizione musicale</strong>, conosciuta ed amatissima in tutto il mondo, ma anche al <strong>cinema</strong> (con iconici personaggi del calibro di <strong>Sofia Loren</strong> e <strong>De Sica</strong> che hanno portato il nostro dialetto oltreoceano), i nostri comici di ieri e di oggi, le numerose <strong>serie TV</strong> incentrate sul dialetto partenopeo, prime fra tutte &#8220;<em>L&#8217;Amica Geniale</em>&#8221; e &#8220;<em>Gomorra</em>&#8220;.</p>
<p>Sul podio c’è anche un altro dialetto, sempre del Sud, vale a dire il dialetto siciliano, che si colloca al secondo posto con uno scarto minimo (25%).<br />
Potremmo quindi ipotizzare che al Sud è più facile innamorarsi o quanto meno lasciarsi sedurre, del resto, come affermava una delle &#8220;<em>poesie in musica</em>&#8221; più conosciute e cantate al mondo (da <strong>Caruso</strong> a <strong>Elvis Presley</strong>, da <strong>Frank Sinatra</strong> a<strong> Elton John</strong>), cioè &#8220;<em><strong>O Sole Mio</strong></em>&#8220;: &#8220;Chisto è &#8216;o paese addò tutt&#8217; &#8216;e parole, sò doce o sò amare, sò sempre parole d&#8217;ammore&#8221;.</p>
<figure id="attachment_179952" aria-describedby="caption-attachment-179952" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-179952 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Panorama-Napoli-6oic1n7s0qydnqt0qm79tg4msf1kmamilb9vrflv6wk.png" alt="È ufficiale: il dialetto napoletano è il più sexy d'Italia" width="650" height="433" /><figcaption id="caption-attachment-179952" class="wp-caption-text">È ufficiale: il dialetto napoletano è il più sexy d&#8217;Italia</figcaption></figure>
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		<title>L&#8217;origine dell&#8217;imprecazione napoletana “Mannaggia ô Pataturco”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2017 20:04:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Modi di dire]]></category>
		<category><![CDATA[dialetto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa dicono e come si esprimono i napoletani doc quando si trovano a dover affrontare un momento di rabbia e frustrazione? [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/18/lorigine-dellimprecazione-napoletana-mannaggia-pataturco/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from L&#8217;origine dell&#8217;imprecazione napoletana “Mannaggia ô Pataturco”</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Capitano, di tanto in tanto, nella vita di ciascuno di noi quelle giornate che iniziano proprio male: il primo caffè della mattina ti va di traverso; mentre ti stai recando in bagno per andare al lavoro, urti col mignolo l&#8217;angolo della porta; metti in moto la macchina e, dopo qualche chilometro, ti accorgi di aver forato. E&#8217; proprio in questi momenti che il napoletano doc da il meglio di sé esclamando a gran voce &#8220;<strong><em>Mannaggia ô pataturco</em></strong>&#8220;. L&#8217;espressione dialettale, contrariamente a quello che in molti immaginano, non rientrerebbe affatto nelle categorie delle bestemmie, tutt&#8217;altro.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-44988 size-full" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/lorigine-dellimprecazione-napoletana-mannaggia-o-pataturco.jpg" width="638" height="425" /></p>
<p>Nessuna divinità viene, insomma, chiamata in causa. A testimonianza di quanto appena dichiarato vi sarebbe l&#8217;origine etimologica termine. Si tratta, infatti, di una deformazione della frase: male ne abbia (ma(le) n(e) aggia→ <strong>mannaggia</strong>=). Fin qui niente di strano, ma la precisazione era d&#8217;obbligo, soprattutto se si correva il rischio di offendere la sensibilità o il credo di qualcuno. Il napoletano esprime così quel momento di rabbia e frustrazione che, altrimenti, non avrebbe avuto altro canale di sfogo.</p>
<p>Chi è il “<em>pate de’ turche</em>” (padre dei turchi) a cui si fa riferimento nell&#8217;espressione dialettale partenopea? Molti pensano si tratti di <strong>Mustafa Kemal</strong>, fondatore e primo presidente della Repubblica Turca. Niente di più lontano dalla realtà! Certo perchè l&#8217;origine di tale modo di dire sarebbe da far risalire, invece, alla fusione di due parole ossia “patata” e “crucco”. Un modo irriverente portato nel capoluogo campano dai reduci di guerra che avevano combattuto al fronte per prendere in giro i nemici austro &#8211; tedeschi, considerati dei sempliciotti, dei mangiatori di patate.</p>
<p>Il termine di origine croata &#8216;crucco&#8217;, infatti, deriverebbe da &#8216;kruh&#8217; che tradotto letteralmente significa &#8216;pane&#8217;. I soldati italiani lo adattarono in crucco e lo usarono per apostrofare i <strong>prigionieri</strong> austriaci di nazionalità croata i quali non facevano altro che chiedere questo alimento ai loro carcerieri. Col tempo il termine assunse un significato più generico e con esso ci si poteva riferire anche ai tedeschi.</p>
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		<title>Da &#8220;fà &#8216;o giallo&#8221; a &#8220;parià&#8221;, ecco tutte le nuove espressioni napoletane</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/01/13/giallo-paria-tutte-le-nuove-espressioni-napoletane/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2017 15:11:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Modi di dire]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il dialetto napoletano non ha bisogno di presentazioni. Discorso diverso, invece, per le nuove espressioni partenopee che in poco tempo stanno travalicando il confine campano diffondendosi anche nel resto d'Italia [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se si organizzasse un concorso per eleggere il dialetto più vivo d’Italia, <strong>Napoli</strong> spadroneggerebbe su qualsiasi altra città. Non riferiamo il parere di persone innamorate delle proprie origini partenopee, ma quello di linguisti la cui autorità in materia è incontestabile. Non solo il <strong>dialetto napoletano</strong> viene parlato ancora moltissimo, preservando così inalterate tutte quelle parole ed espressioni che la tradizione tramanda da secoli. Oltre a conservare se stesso, il napoletano è in grado di evolversi. E lo fa, ed è una forse delle caratteristiche più particolari di questo dialetto straordinario.</p>
<p>Ovviamente ad evolversi non è la lingua, autonomamente, ma chi la parla. Se il napoletano è così frizzante, è quindi merito dei napoletani, in grado di inventare novità e di assorbirle e riproporle immediatamente. <strong>Espressioni</strong> come “<em>Pariare nguoll</em>”, “<em>Pezzottato</em>”, “<em>Acchiappanza</em>”, “<em>Fa o giall</em>” sono ormai così diffuse da cominciare a varcare i confini “nazionali”. Ma sappiamo davvero cosa stiamo dicendo, quando usiamo certi termini? Scoprire da dove spuntano fuori le nuove <strong>parole napoletane</strong> non è semplice, nemmeno per un napoletano.</p>
<h2><strong>Pariare nguoll</strong></h2>
<p>Divertirsi alle spalle di qualcuno. Già pariare, di per sé, è parecchio complicato da spiegare. Pariare deriva da padiare (digerire). E cosa c’entra la digestione col divertimento? C’è chi propone una spiegazione piuttosto vaga. Poichè durante la digestione solitamente ci si riposa, e durante il riposo si possono intraprendere attività divertenti, ecco spiegato il collegamento tra digestione e divertimento.</p>
<p>Ma questa, come spiegazione, sembra piuttosto forzata. Anzi, decisamente lo è. Molto più convincente la tesi di chi propone alla base del binomio <strong>digestione-divertimento</strong>, un’abitudine che va perdendosi. Tempo fa si era soliti smaltire il pranzo domenicale con una bella passeggiata, per digerire e al contempo divertirsi insieme. Tornando all’espressione iniziale, <em>pariare nguoll</em>, il termine “nguoll” è talmente radicato che non necessita di ulteriori spiegazioni.</p>
<h2><strong>Pezzottato</strong></h2>
<p>Falso. Se due ipotetici passanti si soffermano a commentare una bancarella che distribuisce borse griffate, quelle borse vengono immediatamente etichettate come &#8220;<em>pezzottate</em>&#8220;. Borse, insomma, a cui è stata applicata un’etichetta falsa. Ma il <strong>pezzotto</strong>, qualcuno sa cos’è? Eppure esiste. Nel gergo degli artigiani del legno, il pezzotto è un pezzo di legno che si utilizza per sostituire una parte danneggiata, e rendere il mobile come nuovo.</p>
<p>Nel linguaggio della <strong>malavita</strong>, questa possibilità di spacciare una cosa per un’altra, viene applicata ai telai delle auto rubate, per cui si diceva di una macchina fosse pezzottata, se era stato sostituito il numero di telaio originale, con un’altro, sovrapposto. E da qui a definire pezzottata una borsa a cui è stata applicata una targhetta per sembrare prodotta da un grande marchio, il passo è breve.</p>
<p>Pariare, pezzottato, sono solo due <strong>modi di dire</strong> tra migliaia. Ne vogliamo proporre altri due, che rientrano nell&#8217;uso comune, anche se sono molto recenti. Il primo è “<em><strong>Acchiappanza</strong></em>”. In questo caso non ci sono spiegazioni etimologiche particolari, visto che acchiappare fa esplicito riferimento alla cattura di una preda, nella fattispecie, amorosa. E’ notevole però come un termine nato da noi, nel giro di pochissimo tempo è stato adottato in tutta Italia.</p>
<p>L’ultimo esempio sta prendendo piede in questi anni, e non trova corrispettivi nella tradizione. Parliamo quindi di un’invenzione esclusiva dei napoletani dei giorni nostri. “<strong><em>T&#8217; facc fa &#8216;o giall</em></strong>”, che sta per “ti spavento a morte”, anche se sarebbe più letterale tradurre: “te la faccio fare addosso”. Il giallo a cui si fa riferimento, forse con quest’ultima versione in italiano è un po’ più chiaro.</p>
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