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	<title>consulta Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>consulta Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Anche sulla marijuana la Cassazione è arrivata prima del Parlamento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Dec 2019 08:42:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cassazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una sentenza che darà linfa alle battaglie anti proibizioniste, storicamente condotte dai radicali e che negli ultimi anni hanno ricevuto diverse sponde importanti. Dal sostegno di Roberto Saviano, al parere dell&#8217;ex procuratore antimafia, Franco Roberti, fino alla proposta di legge (arenata in Parlamento) che &#8211; a partire da + Europa &#8211; ha avuto un appoggio trasversale [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una sentenza che darà linfa alle battaglie anti proibizioniste, storicamente condotte dai <strong>radicali</strong> e che negli ultimi anni hanno ricevuto diverse sponde importanti. Dal sostegno di <strong>Roberto Saviano</strong>, al parere dell&#8217;ex procuratore antimafia, <strong>Franco Roberti</strong>, fino alla proposta di legge (arenata in <strong>Parlamento</strong>) che &#8211; a partire da <strong>+ Europa</strong> &#8211; ha avuto un appoggio trasversale da parte di parlamentari appartenenti a diversi partiti politici. Ad oggi anche esponenti del <strong>M5S</strong> sarebbero favorevoli alla legalizzazione delle droghe leggere. Un tema importante da un punto di vista sociale, medico, economico e giuridico.</p>
<p>Non costituirà più reato coltivare in minime quantità la cannabis in casa: è una pronuncia epocale quella delle sezioni unite penali della <strong>Cassazione</strong>, ovvero del massimo organo della Corte. È arrivata il <strong>19 dicembre del 2019</strong>. Si è &#8211; ha ricostruito l&#8217;<em>AGI</em> &#8211; deliberato per la prima volta che &#8220;<em>non costituiscono reato le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica</em>&#8220;.</p>
<p>Attività di coltivazione che &#8211; si sottolinea &#8211; &#8220;<em>per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante ed il modesto quantitativo di prodotto ricavabile appaiono destinate in via esclusiva all&#8217;uso personale del coltivatore</em>&#8220;. In sostanza chi coltiva per sé non compie più reato. Viene propugnata così la tesi per cui il bene giuridico della salute pubblica non viene in alcun modo pregiudicato o messo in pericolo dal singolo assuntore di marijuana che decide di coltivarsi per sé qualche piantina.</p>
<p>I kit per la coltivazione dei semi di cannabis sul balcone di casa sono ormai assai diffusi (in alcuni casi si vendono anche su internet) ma si incorreva in rischi da un punto di vista legale, finora a livello giuridico non c&#8217;era mai stata un&#8217;apertura vera in questa direzione. La <strong>Corte costituzionale</strong> in passato è intervenuta più volte sul tema, sposando una linea rigorosa, e così la giurisprudenza ha assunto &#8211; dopo alcune isolate sentenze controverse sul tema &#8211; una posizione netta. Stabilendo un semplice principio: la coltivazione di cannabis è sempre reato, a prescindere dal numero di piantine e dal principio attivo ritrovato dalle autorità e anche se la coltivazione avviene per uso personale.</p>
<p>Si affermava che &#8220;<em>la condotta di coltivazione di piante da cui sono estraibili i principi attivi di sostanze stupefacenti</em>&#8221; potesse &#8220;<em>valutarsi come &#8216;pericolosa&#8217;, ossia idonea ad attentare al bene della salute dei singoli per il solo fatto di arricchire la provvista esistente di materia prima e quindi di creare potenzialmente più occasioni di spaccio di droga</em>&#8220;.</p>
<p>E così la <strong>Cassazione</strong>, adattandosi a quanto chiarito dalla <strong>Consulta</strong>, ha finora sostenuto che la <strong>coltivazione di marijuana</strong>, anche se per piccolissime dosi (una o due piantine) è sempre reato, a prescindere dallo stato in cui si trovi la pianta al momento dell&#8217;arrivo del controllo. Ora &#8211; si attendono le motivazioni della pronuncia del <strong>19 dicembre</strong> &#8211; c&#8217;è stato un ribaltamento del principio fin qui stabilito. Sono le sezioni unite penali ad aver mettere un punto fermo dettando un&#8217;unica linea e uniformando il trattamento per i coltivatori di &#8220;erba&#8221; in casa.</p>
<p>&#8220;<em>Il reato di coltivazione di stupefacente</em> &#8211; si legge nella massima provvisoria emessa dalla <strong>Corte</strong> dopo l&#8217;udienza del <strong>19 dicembre</strong> &#8211; <em>è configurabile indipendentemente dalla quantità di principio attivo ricavabile nell&#8217;immediatezza, essendo sufficienti la conformità della pianta al tipo botanico previsto e la sua attitudine, anche per le modalità di coltivazione, a giungere a maturazione e a produrre sostanza stupefacente</em>&#8220;; &#8220;<em>Devono però ritenersi escluse</em> &#8211; ed è qui il punto di svolta -, <em>in quanto non riconducibile all&#8217;ambito di applicazione della norma penale, le attività di coltivazione di minime dimensioni, svolte in forma domestica che per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante, il modestissimo quantitativo di prodotto ricavabile, la mancanza di ulteriori indici di un loro inserimento nell&#8217;ambito del mercato degli stupefacenti, appaiono destinate i via esclusiva all&#8217;uso personale del coltivatore</em>&#8220;.</p>
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		<title>Perché è indispensabile una legge sul fine vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2019 11:48:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[associazione luca coscioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eutanasia, fine vita, suicidio assistito, testamento biologico. Sono cose diverse ma tutte riguardano lo stesso tema: la possibilità di scegliere liberamente cosa fare della propria vita e in questo caso della propria morte. Una questione molto semplice che da anni va a scontrarsi con la complessità dei precetti etici e morali imposti dalla chiesa cattolica, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Eutanasia</strong>, <strong>fine vita</strong>, <strong>suicidio assistito</strong>, <strong>testamento biologico</strong>. Sono cose diverse ma tutte riguardano lo stesso tema: la possibilità di scegliere liberamente cosa fare della propria vita e in questo caso della propria morte.</p>
<p>Una questione molto semplice che da anni va a scontrarsi con la complessità dei precetti etici e morali imposti dalla chiesa cattolica, o meglio dalle gerarchie vaticane. Non dobbiamo dimenticare che l&#8217;<strong>Italia</strong> è un paese laico e che le sue politiche dovrebbero esser svincolate dai diktat professati dai clericali integralisti.</p>
<p>Tuttavia, il <em>Belpaese</em> sta ancora aspettando una legge che possa regolamentare questa prassi. Nonostante la battaglia dell&#8217;<strong>Associazione Luca Coscioni</strong> e dello storico militante radicale <strong>Marco Cappato</strong>, l&#8217;<strong>Italia</strong> resta ancora ferma al Medioevo in materia di <strong>diritti civili</strong>. Un round della sfida è stato in parte vinto grazie all&#8217;ennesimo parere della <strong>Consulta </strong>che con l&#8217;ultima sentenza ha bacchettato <strong>Vaticano</strong> e <strong>Parlamento</strong>.</p>
<p>Fino a questo momento, non erano bastate la raccolta firme per l&#8217;iniziativa di legge popolare relativa al <strong>testamento biologico</strong> (una legge approvata in <strong>Parlamento</strong> ma che ancora è privata della sua applicazione nei singoli enti locali) e nemmeno la battaglia di disobbedienza civile messa in atto da <strong>Cappato</strong>, per risvegliare le coscienze soprattutto al di là del <strong>Tevere</strong>.</p>
<p>Il fronte <em>catto-integralista</em> è più forte che mai e se <strong>Cappato</strong> non si fosse auto denunciato per il suicidio assistito di <strong>Dj Fabo</strong> di tutto questo non si sarebbe mai parlato. Un mutismo mediatico voluto dal <em>Palazzo</em> che spesso e volentieri trova gusto ad accontentare il clero ed il suo elettorato.</p>
<p>Insomma i fautori dei più oscurantisti dogmi religiosi avrebbero vinto in silenzio una duplice battaglia: una contro chi vorrebbe praticare il fine vita e l&#8217;altra contro i cittadini che avrebbero avuto il sacrosanto diritto di esserne informati.</p>
<p>Per questo motivo la lotta radicale di <strong>Cappato</strong> e dell&#8217;associazione che rappresenta ha una grande importanza. L&#8217;obiettivo è doppio: da una parte aprire un dibattito laico sull&#8217;argomento, dall&#8217;altra fare in modo che le persone possano sentirsi libere di decidere della propria vita.</p>
<p>La questione del <strong>fine vita</strong> rientra nella sfera del <strong>proibizionismo</strong> e delle conseguenze che esso comporta. Proibire un fenomeno non vuol dire debellarlo, anzi. L&#8217;eutanasia e il suicidio assistito esistono vengono spesso applicati clandestinamente. In questo modo lo Stato è complice di una pratica: il foraggiare un mercato illegale e insicuro.</p>
<p>Non solo, ma chi ne ha la possibilità economica può recarsi in qualsiasi altro paese europeo dove il fine vita è legale e praticare l&#8217;<strong>eutanasia</strong> o il <strong>suicidio</strong> <strong>assistito</strong>. Di conseguenza, il <strong>fine vita</strong> è diventato un lusso solo per le classi sociali benestanti.</p>
<p>E cosa c&#8217;è di giusto e cristiano in tutto questo? Nulla. Eppure, non credo che decidere di sottoporre al <strong>fine vita</strong> se stessi o un proprio familiare sia una scelta facile. Così come non lo è quella di abortire per una donna. Tuttavia, chi vorrebbe sentirsi libero di fare tali scelte, alle soglie del 2020, è ancora messo in Croce come <strong>Gesù Cristo</strong>.</p>
<p>È un peccato, una disfatta proprio per una chiesa cattolica che ha come fulcro questo personaggio storico così rivoluzionario. La religione cattolica è tra le più moderne. È quella che attraverso la figura di <strong>Gesù</strong> ha messo l&#8217;individuo, l&#8217;uomo &#8211; come singolo e come appartenente ad una collettività &#8211; al centro di tutti i processi, sociali, economici, politici e scientifici.</p>
<p>Allora perché, mi chiedo, su tali argomenti vi è ancora un&#8217;ingerenza politica così forte. È giusto che il <strong>Vaticano</strong> mantenga determinate posizioni ma le gerarchie ecclesiastiche con questo modo di fare creano un solco tra chi &#8211; secondo loro &#8211; è meritevole del <em>Regno di Dio</em> e chi invece è destinato all&#8217;<em>Inferno</em>. Una discriminazione che le istituzioni italiane non sono in grado, per interessi legati al consenso, di tenere separata dalla politica.</p>
<p>Se il compito della chiesa è quello di stare dalla parte degli ultimi e di chi soffre, allora <strong>Papa Francesco</strong> deve essere consapevole del fallimento dell&#8217;istituzione che egli stesso presiede. Il Pontefice, i vescovi e i cardinali sappiano che con queste politiche invasive e aggressive stanno contraddicendo il messaggio di pace e fratellanza che <strong>Gesù</strong> ha voluto lasciarci. E ne siano a conoscenza anche il <strong>Governo </strong>e il <strong>Parlamento</strong>, i cui esponenti sono in grado di essere muti, sordi e ciechi di fronte ai bisogni e ai diritti dei cittadini che li hanno eletti.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/eutanasiasuicidioassistititofinevitatestamentobiologico.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-172723 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/eutanasiasuicidioassistititofinevitatestamentobiologico.jpg" alt="Perché è indispensabile una legge sul fine vita" width="650" height="399" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/09/25/perche-e-indispensabile-una-legge-sul-fine-vita/">Perché è indispensabile una legge sul fine vita</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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