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	<title>clan moccia Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
	<lastBuildDate>Tue, 22 Nov 2022 10:08:10 +0000</lastBuildDate>
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	<title>clan moccia Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Armi, racket e agguati, &#8216;decapitato&#8217; il clan Moccia-Tortora: 18 arresti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2019 09:26:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Afragola]]></category>
		<category><![CDATA[Area Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In data odierna, a conclusione di una complessa attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia &#8211; personale del Commissariato della Polizia di Stato di Afragola ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di 18 soggetti, [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In data odierna, a conclusione di una complessa attività di indagine coordinata dalla <strong>Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia</strong> &#8211; personale del <strong>Commissariato della Polizia di Stato di Afragola</strong> ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal <strong>Gip</strong> del <strong>Tribunale di Napoli</strong> nei confronti di <strong>18 soggetti</strong>, a vario titolo raggiunti da gravi indizi di colpevolezza dei reati di partecipazione ad associazione di stampo camorristica, estorsione sia consumata che tentata porto e detenzioni di armi, reati aggravati dalle modalità camorristiche,.</p>
<p>In particolare attraverso le indagini si è individuata l’articolazione che attualmente ha il controllo sul territorio di <strong>Casoria</strong> ed <strong>Afragola</strong> delle estorsioni e gestisce il sostentamento della cassa del <strong>clan Moccia</strong> attraverso l’imposizione capillare del pizzo sulle attività commerciali ed imprenditoriali.</p>
<p>Fra gli arrestati vi sono soggetti già condannati o attualmente imputati per loro appartenenza al sodalizio, che storicamente controlla quei territori (fra questi in particolare il capo e promotore <strong>Renato Tortora</strong> e <strong>Ciro Serrapiglia</strong>) ovvero appartenenti a famiglie di massimi esponenti di quel clan ( quali <strong>Domenico Tuccillo</strong>, figlio del defunto <strong>Gennaro Tuccillo</strong>, inteso <em>Zi’ Sante</em>).</p>
<p>Le attività di indagine traevano un forte impulso da un grave episodio di sangue del <strong>dicembre del 2018</strong> allorchè in <strong>San Pietro a Paterno</strong> era gravemente ferito <strong>Giuseppe Fonzo</strong>, vicino ad un altro appartenente del clan <strong>Pietro Iodice</strong> , alias <em>Pierino a Siberia</em>.</p>
<p>Per il tentato omicidio venivano tratti in arresto a seguito di fermo del <strong>PM</strong> (e sono attualmente imputati davanti al <strong>Tribunale di Napoli</strong> e al <strong>Gup</strong>) soggetti quali <strong>Francesco Carpentieri</strong>, <strong>Cristian Scogliamoglio</strong>, <strong>Rosario Garzia</strong> e <strong>Emanuele Angelo Maugeri</strong>; questi ultimi tre emergono ora, all’esito delle indagini, svolte su questo versante da parte del <strong>Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli</strong>, come appartenenti alla articolazione camorristica capeggiata da <strong>Renato Tortora</strong>.</p>
<p>Nel corso delle indagini sono stati acquisiti numerosi riscontri alla ipotesi accusatoria, mediante sequestri di armi (quali un fucile a canne mozze ed una bomba a mano nel marzo 2019) nella disponibilità del sodalizio e provvedimenti di fermo dei soggetti dediti alla commissione di delitti estorsivi (quali <strong>Gennaro Ferrara</strong>, <strong>Gianni Urgherait</strong> e <strong>Lucio Caputo</strong> nel giugno, e <strong>Antonio Spagnoli</strong> nell’ottobre di quest’anno).</p>
<p>Le parallele indagini svolte attraverso intercettazioni permettevano di stabilire come il <strong>Renato Tortora</strong>, collaborato dai propri figli, <strong>Enrico Tortore</strong> e <strong>Pietro Tortora</strong>, nonché dalla consorte, <strong>Rosa Mauro</strong>, avesse, nel corso dell’attività investigativa, assunto il pieno controllo delle attività delittuose sul territorio di <strong>Casoria</strong> e l’onere di sostentamento non solo dei propri affiliati arrestati, ma anche di altri detenuti e dello loro famiglie appartenenti al sodalizio denominato Clan Moccia, provvedendo in caso di arresti di associati alla loro sostituzione con nuove leve provenienti dal territorio.</p>
<p>Dalle indagini emergevano invece come referenti di <strong>Afragola</strong>, in stretta simbiosi con il sottogruppo casoriano, <strong>Ciro Serrapiglia</strong>, e <strong>Doenico Tuccillo</strong>, già imputati in altri procedimenti di associazione camorristica ovvero di detenzione di armi nell’interesse del <strong>Clan Moccia</strong>.</p>
<p>I membri del gruppo risultano in particolare in possesso di “ liste” di esercizi commerciali o attività imprenditoriali (nell’ordine di molte decine) da sottoporre ad estorsione e programmavano una ampia campagna di riscossione anche nel prossimo periodo natalizio.</p>
<p>Dal complesso delle indagini emergeva come il sodalizio, attraverso i propri sodali destinatari dei provvedimenti cautelari in argomento, abbia eseguito innumerevoli estorsioni in danno di esercenti commerciali ubicati nei Comuni di <strong>Casoria</strong> ed <strong>Afragola</strong>; in particolare emergeva come nel periodo natalizio <strong>2018</strong> dette attività illecite venivano effettuate per mezzo di <strong>Cristian Scogliamiglio</strong>, <strong>Rosario Garzia</strong>, <strong>carpentieri Francesco</strong> e <strong>Emanuele Angelo Maugeri</strong> poi sottoposti a fermo di indiziato di delitto disposto dalla <strong>Procura della Repubblica</strong> presso il <strong>Tribunale di Napoli -DDA</strong> in data <strong>10.01.2019</strong> in quanto gravemente indiziati di essere gli esecutori materiali dell’agguato camorristico in danno di <strong>Giuseppe Fonzo</strong>.</p>
<p>Conseguentemente si individuavano i nuovi soggetti incaricati dal sodalizio per eseguire le medesime attività estorsive ed identificati per <strong>Gennaro Ferrara</strong>, <b>Gianni Urgherait </b>e <strong>Lucio Caputo</strong>, i quali in data <strong>06.06.2019</strong> venivano raggiunti da provvedimento fermo di indiziato di delitto disposto dalla <strong>Procura della Repubblica</strong> presso il <strong>Tribunale di Napoli -DDA</strong> in ordine alle fattispecie di reato di cui agli artt. 56, 629 Cp e 416 Bis comma 1 Cp.</p>
<p>Anche in questo caso, il sodalizio provvedeva alla sostituzione dei ristretti, individuando nuovi adepti incaricati di compiere attività estorsive a ridosso dello scorso periodo ferragostano e post-estivo. In particolare si accertavano gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’<strong>Domenico Ambrosio</strong>, <strong>Vincenzo Servo</strong> e <strong>Antonio Spagnoli</strong>, quest’ultimo tratto in arresto in data <strong>15.10.2019</strong> nella flagranza di reato di un tentativo di estorsione in danno di un cantiere edile.</p>
<p>Ecco le dichiarazioni del questore di Napoli <strong>Alessandro Giuliano</strong>: &#8220;<em>Un&#8217;operazione molto importante, perché ha permesso di documentare una pressione estorsiva diffusa nei territori di Casoria ed Afragola, finalizzata tra le altre cose al sostegno ai sodali detenuti, meccanismo tipico delle organizzazioni mafiose. La lotta alla camorra resta la priorità delle priorità</em>&#8220;.</p>
<p><strong>ELENCO ARRESTATI E RELATIVE IMPUTAZIONI &#8211;</strong></p>
<p><strong>TORTORA Renato</strong>, associazione a delinquere di stampo camorristico con ruolo direttivo, più episodi di estorsione tentata e consumata aggravati ex art. 416 bis1 c.1 c.p. , detenzione di armi ed esplosivi aggravata ex art. 416 bis1 c.1 c.p;<br />
<strong>TORTORA Enrico</strong>, associazione a delinquere di stampo camorristico, più episodi di estorsione tentata e consumata aggravati ex art. 416 bis1 c.1 c.p. ;<br />
<strong>TORTORA Pietro</strong>, associazione a delinquere di stampo camorristico, estorsione aggravata ex art. 416 bis1 c.1 c.p.;<br />
<strong>SERRAPIGLIA Ciro</strong>, associazione a delinquere di stampo camorristico;<br />
<strong>MAURO Rosa</strong>, associazione a delinquere di stampo camorristico;<br />
<strong>TUCCILLO Domenico</strong>, associazione a delinquere di stampo camorristico;<br />
<strong>AMBROSIO Domenico</strong>, associazione a delinquere di stampo camorristico, più episodi di estorsione tentata e consumata aggravati ex art. 416 bis1 c.1 c.p. ;<br />
<strong>SPAGNOLI Antonio</strong>, associazione a delinquere di stampo camorristico;<br />
<strong>MIGLIOZZI Luigi</strong>, associazione a delinquere di stampo camorristico, estorsione aggravata ex art. 416 bis1 c.1 c.p. , detenzione di armi ed esplosivi aggravata ex art. 416 bis1 c.1 c.p;<br />
<strong>CAPUTO Lucio</strong>, associazione a delinquere di stampo camorristico;<br />
<strong>URGHERAIT Gianni</strong>, associazione a delinquere di stampo camorristico, più episodi di estorsione tentata e consumata aggravati ex art. 416 bis1 c.1 c.p. ;<br />
<strong>FERRARA Gennaro</strong>, associazione a delinquere di stampo camorristico, più episodi di estorsione tentata e consumata aggravati ex art. 416 bis1 c.1 c.p. ;<br />
<strong>VEROLA Mauro</strong>, associazione a delinquere di stampo camorristico;<br />
<strong>CERVO Vincenzo</strong>, associazione a delinquere di stampo camorristico, tentata estorsione aggravata ex art. 416 bis1 c.1 c.p.;<br />
<strong>SCOGNAMIGLIO Cristian</strong>, associazione a delinquere di stampo camorristico, più episodi di estorsione aggravata ex art. 416 bis1 c.1 c.p. ;<br />
<strong>GARZIA Rosario</strong>, associazione a delinquere di stampo camorristico, più episodi di estorsione aggravata ex art. 416 bis1 c.1 c.p. ;<br />
<strong>CARPENTIERI Francesco</strong>, estorsione aggravata ex art. 416 bis1 c.1 c.p.;<br />
<strong>MAUGERI Emanuele Angelo</strong>, associazione a delinquere di stampo camorristico.</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO &#8211;</strong></p>
<p>Durante l’esecuzione dell&#8217;ordinanza di custodia cautelare, emessa dal <strong>G.I.P. del Tribunale di Napoli,</strong> su richiesta della locale <strong>Procura della Repubblica-Direzione Distrettuale Antimafia</strong> &#8211; nei confronti di <strong>Renato Tortora</strong> + 17, personale del <strong>Commissariato di Afragola</strong>, con il supporto del <strong>Reparto Prevenzione Campania</strong> e delle unità cinofile antidroga ed antiesplosivo dell’<strong>Ufficio Prevenzione Generale</strong>, ha effettuato un controllo a <strong>Casoria</strong>, in <strong>Vico Padre Ludovico di Casoria</strong>, presso un appartamento apparentemente disabitato in cui sono stati rinvenuti 10 cartucce calibro 6,35 , 2069,35 grammi di hashish, 510.34 grammi di marijuana e 662,31 grammi di cocaina, nonché quattro bilancini di precisione e numerose bustine di cellophane trasparente utilizzate per il confezionamento della sostanza stupefacente. Inoltre, sono stati trovati guanti da lavoro, 3 cappellini da baseball e 4 pettorine con la scritta “POLIZIA” simili a quelle in dotazione alla <strong>Polizia di Stato</strong>. Infine, nell’appartamento in uso ad <strong>Enrico Tortora</strong> (classe ’46), sono stati rinvenuti 25.150 euro in banconote da 100 e 50 euro, custoditi in una cassetta di sicurezza all’interno di un armadio.</p>
<p><strong>IL VIDEO &#8211;</strong></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/8NYI5ra4b8U" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-180951 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/1-10.jpeg" alt="Armi, racket e agguati, 'decapitato' il clan Moccia-Tortora: 18 arresti" width="650" height="404" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-180952 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/whatsapp_image_2019-12-10_at_11_18_54_1_.jpeg" alt="Armi, racket e agguati, 'decapitato' il clan Moccia-Tortora: 18 arresti" width="650" height="484" /></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Uccisa per aver tradito il clan Moccia, arrestato il presunto killer</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/09/30/uccisa-per-aver-tradito-il-clan-moccia-arrestato-il-presunto-killer/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2019 10:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[apertura]]></category>
		<category><![CDATA[clan moccia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In data odierna, personale della Squadra Mobile di Napoli e del Nucleo Investigativo Carabinieri di Castello di Cisterna hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, nell&#8217;ambito delle indagini svolte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, dal GIP del Tribunale di Napoli nei confronti di Michele Puzio, già condannato in primo grado [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In data odierna, personale della <strong>Squadra Mobile di Napoli</strong> e del <strong>Nucleo Investigativo Carabinieri di Castello di Cisterna</strong> hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, nell&#8217;ambito delle indagini svolte dalla <em>Direzione Distrettuale Antimafia</em> di Napoli, dal <strong>GIP</strong> del <strong>Tribunale di Napoli</strong> nei confronti di <strong>Michele Puzio</strong>, già condannato in primo grado per il suo ruolo di affiliato del <strong>clan Moccia di Afragola</strong>, in quanto gravemente indiziato per il reato di concorso nell&#8217;omicidio in pregiudizio di <strong>Immacolata Capone</strong>, occorso in<strong> Sant&#8217;Antimo</strong> il <strong>17 marzo 2004</strong>, aggravato dalla finalità di agevolazione di associazione di stampo camorristico e dei correlati reati in materia di porto d’armi.</p>
<p>La vittima, all&#8217;epoca, svolgeva l’attività di imprenditrice nel campo del movimento terra nei comuni di <strong>Casoria</strong> ed <strong>Afragola</strong>. La <b>Capone </b>nel corso della sua attività imprenditoriale aveva assunto il ruolo di fiduciaria degli interessi economici del <strong>clan Moccia</strong>, non disdegnando di stringere, nel periodo antecedente l’omicidio, rapporti economici con altre organizzazioni camorristiche.</p>
<p>L’omicidio, secondo la ricostruzione accusatoria, è da ascrivere alla volontà del <strong>clan Moccia</strong> di “punire” la donna, perché ritenuta mandante dell’omicidio del marito <strong>Giorgio Salierno</strong>, a sua volta fiduciario dei vertici dell’organizzazione, ed al fine di impedire il rafforzamento dei legami economici fra l’attività imprenditoriale facente capo alla <strong>Capone</strong> e clan diversi dal <strong>clan Moccia</strong>.</p>
<p>Il ruolo di killer al <strong>Michele Puzio</strong>, emerso nel corso delle indagini, trova conferma, altresì, negli esiti delle indagini di natura scientifica. Il killer durante le fasi concitate dell’omicidio, caratterizzate da un disperato tentativo di fuga della vittima all&#8217;interno di un esercizio commerciale, aveva infatti perso un cappellino che indossava al momento dell’esecuzione e che era stato sottoposto a sequestro nelle immediate adiacenze del luogo del delitto.</p>
<p>A distanza di anni, ed anche grazie al progresso delle metodologie di accertamento è emersa, a seguito di investigazioni scientifiche condotte nel contraddittorio con la difesa ed il consulente dell’indagato, la presenza proprio del DNA del <strong>Puzio</strong> su più punti del cappellino. Sono stati svolti accertamenti anche sulla esistenza di un potenziale alibi a favore dell’indagato, smentito dagli accertamenti specificatamente svolti in proposito.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/clanmocciaagguatocentrocommerciale.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-173098 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/clanmocciaagguatocentrocommerciale.jpg" alt="Uccisa per aver tradito il clan Moccia, arrestato il presunto killer" width="650" height="359" /></a></p>
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		<title>&#8220;Mille euro per i compagni carcerati&#8221;: arrestato estorsore del clan Moccia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2019 11:59:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Afragola]]></category>
		<category><![CDATA[Area Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[clan moccia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>il 22 luglio Salvatore De Luca, un 36enne residente nel rione Salicelle di Afragola ritenuto vicino a un gruppo criminale collegato al clan Moccia, era stato fermato dai carabinieri della stazione di Aragola in esecuzione di un decreto di fermo per tentata estorsione aggravata da metodo e finalità mafiose emesso dalla direzione distrettuale antimafia di [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/08/02/mille-euro-per-i-compagni-carcerati-arrestato-estorsore-del-clan-moccia/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from &#8220;Mille euro per i compagni carcerati&#8221;: arrestato estorsore del clan Moccia</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>il 22 luglio <strong>Salvatore De Luca</strong>, un 36enne residente nel <strong>rione Salicelle</strong> di <strong>Afragola</strong> ritenuto vicino a un gruppo criminale collegato al <strong>clan Moccia</strong>, era stato fermato dai <strong>carabinieri della stazione di Aragola</strong> in esecuzione di un decreto di fermo per tentata estorsione aggravata da metodo e finalità mafiose emesso dalla <em>direzione distrettuale antimafia</em> di <strong>Napoli</strong>.</p>
<p>I militari avevano dimostrato che <strong>De Luca</strong>, nell&#8217;interesse del <strong>clan Moccia</strong>, il 13 aprile era andato in un concessionario di auto della città intimando al titolare il pagamento di<strong> 1.000 euro</strong> &#8220;<em>per i compagni di Afragola che sono carcerati</em>&#8220;: il commerciante avrebbe dovuto fargli &#8220;<em>un regalo a Pasqua</em>&#8220;.</p>
<p>Cinque giorni dopo aveva avanzato la stessa richiesta estorsiva al titolare di un distributore di alimenti che, per poter continuare le consegne, avrebbe dovuto &#8220;<em>pagare gli amici di Afragola</em>&#8220;.</p>
<p>Il fermato era stato associato al centro penitenziario di <strong>Secondigliano</strong> ed è lì che i <strong>carabinieri</strong> della stazione di <strong>Afragola</strong> gli hanno notificato un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere dal <strong>g.i.p.</strong> di <strong>Napoli</strong>. <strong>De Luca</strong> resta in carcere.</p>
<p><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_2-2-80.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-168851 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_2-2-80.jpg" alt="&quot;Mille euro per i compagni carcerati&quot;: arrestato estorsore del clan Moccia" width="650" height="398" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2019/08/02/mille-euro-per-i-compagni-carcerati-arrestato-estorsore-del-clan-moccia/">&#8220;Mille euro per i compagni carcerati&#8221;: arrestato estorsore del clan Moccia</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bombe, &#8220;cavallo di ritorno&#8221; e racket: 8 arresti contro il clan Moccia</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/04/03/bombe-cavallo-di-ritorno-e-racket-8-arresti-contro-il-clan-moccia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2019 05:22:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri della Compagnia di Casoria hanno dato esecuzione a un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere (OCC) emessa dal Giudice per le indagini preliminari (GIP) di Napoli a carico di 8 soggetti ritenuti, a vario titolo, appartenenti al clan Moccia e responsabili di una serie di estorsioni, sia consumate che tentate, ai danni di imprenditori e commercianti [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>Carabinieri della Compagnia di Casoria</strong> hanno dato esecuzione a un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere (<strong>OCC</strong>) emessa dal <em>Giudice per le indagini preliminari</em> (<strong>GIP</strong>) di <strong>Napoli</strong> a carico di <strong>8 soggetti</strong> ritenuti, a vario titolo, appartenenti al <strong>clan Moccia</strong> e responsabili di una serie di estorsioni, sia consumate che tentate, ai danni di imprenditori e commercianti o a comuni cittadini costretti a pagare il cosiddetto &#8220;<em>cavallo di ritorno</em>&#8221; per la restituzione di veicoli rubati.</p>
<p>Gli arresti sono stati eseguiti dopo indagini coordinate dalla <em>Direzione Distrettuale Antimafia </em>(<strong>DDA</strong>) di <strong>Napoli</strong>. Erano state avviate dopo una serie di episodi sintomatici del fenomeno estorsivo in danno di imprenditori e commercianti di <strong>Casoria</strong> e <strong>Afragola</strong> che risultavano taglieggiati con modalità camorristiche e costretti a finanziare le casse del sodalizio con ingenti versamenti periodici.</p>
<p>Uno degli indagati, operante nel <strong>settore delle onoranze funebri</strong>, è stato raggiunto da avviso di conclusione indagini. Gli viene stata contestata l&#8217;illecita concorrenza con minaccia o violenza poiché avrebbe tentato di monopolizzare il servizio funebre con un attentato dinamitardo ai danni di azienda concorrente, imponendo la chiusura di altra attività e minacciando altro imprenditore per costringerlo a non aprire una sede locale ad <strong>Afragola</strong> e a non operare su quel territorio.</p>
<p>Sempre nel campo delle estorsioni a onoranze funebri sono indagate altre <strong>2 persone</strong>.</p>
<figure id="attachment_154681" aria-describedby="caption-attachment-154681" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-04-03-alle-09.19.49.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-154681 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-04-03-alle-09.19.49.png" alt="Bombe, &quot;cavallo di ritorno&quot; e racket: 8 arresti contro il clan Moccia" width="650" height="399" /></a><figcaption id="caption-attachment-154681" class="wp-caption-text">foto di repertorio</figcaption></figure>
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		<title>Duplice omicidio nel centro abbronzante che ha ispirato &#8220;Gomorra&#8221;: arrestati i killer</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/03/15/duplice-omicidio-nel-centro-abbronzante-che-ha-ispirato-gomorra-arrestati-i-killer/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Mar 2018 10:50:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Arzano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono bastati pochi secondi ed una scia di proiettili per ammazzare due persone, di cui una innocente. Poi, durante la fuga, i killer hanno anche ingaggiato una colluttazione con una donna, la moglie di una delle vittime che era intervenuta per soccorrere il marito. È stata colpita al capo con il calcio di una pistola. Così [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono bastati pochi secondi ed una scia di proiettili per ammazzare due persone, di cui una innocente. Poi, durante la fuga, i killer hanno anche ingaggiato una colluttazione con una donna, la moglie di una delle vittime che era intervenuta per soccorrere il marito. È stata colpita al capo con il calcio di una pistola. Così quel 26 febbraio del 2014, tre sicari sono entrati nel centro estetico &#8220;<em>Solerio</em>&#8221; di <strong>Arzano</strong> ed hanno ucciso <strong>Ciro Casone</strong> e <strong>Vincenzo Ferrante</strong>. Il primo era il vero obiettivo del commando, il secondo è stato probabilmente scambiato per un suo guardaspalle.</p>
<p>Oggi <strong>Polizia</strong> e <strong>Carabinieri</strong> hanno comunicato di aver arrestato mandante ed esecutori di questo delitto, dopo anni di indagini effettuate in stretta collaborazione tra i due corpi di forze dell&#8217;ordine. Agenti e militari hanno eseguito un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere per 6 soggetti, ritenuti dagli inquirenti affiliati al clan <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/01/31/la-mappa-della-camorra-a-napoli-ecco-chi-comanda-in-citta/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Amato </strong>&#8211; <strong>Pagano</strong></a>. Il <strong>Gip</strong> (<em>Giudice per le indagini preliminari</em>) ha dunque accolto la richiesta della <strong>DDA </strong>(<em>Direzione distrettuale antimafia</em>) locale che per l&#8217;inchiesta ha avuto il supporto di alcuni collaboratori di giustizia. Il provvedimento è stato disposto per i reati di omicidio, estorsione, violenza privata, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo. Il tutto caratterizzato dall&#8217;aggravante mafiosa.</p>
<p>In manette sono finiti <strong>Renato Napoleone</strong> (nato a Napoli il 01.04.1983), affiliato di lunga data del clan Amato &#8211; Pagano, <strong>Angelo Antonio Gambino</strong> (nato a Napoli il 30.11.1993) e <strong>Francesco Paolo Russo</strong> (nato a Pompei il 23.05.1990). Il primo è stato anche il mandante del duplice agguato, mentre <strong>Gambino</strong> e <strong>Russo</strong> ne sono stati gli esecutori diretti.</p>
<p>L&#8217;assassinio di <strong>Casone</strong> è rientrato all&#8217;interno di uno scontro tra questo sodalizio emergente e vicino all&#8217;organizzazione degli <strong>Amato &#8211; </strong><strong>Pagano</strong>, con il <strong>clan Moccia</strong>. In palio c&#8217;era il controllo delle attività illecite sul territorio di <strong>Arzano</strong>.<strong> </strong> Inoltre gli investigatori, hanno accertato il coinvolgimento di <strong>Pasquale</strong> e <strong>Pietro Cristiano</strong> (rispettivamente nati a Napoli il 7.1.1989 e a Grumo Nevano il 26.6.1964) e <strong>Raffaele Liguori </strong>(nato a Napoli il 2.12.1990) in relazione ad alcune estorsioni commesse ai danni dei titolari di aziende sempre legate al territorio di <strong>Arzano</strong>. Anche per loro tre sono scattati gli arresti, in quanto l&#8217;attività di racket veniva messa in atto con la forza dell&#8217;intimidazione derivante dal vincolo associativo.</p>
<figure id="attachment_111756" aria-describedby="caption-attachment-111756" style="width: 746px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/amatopaganoabbrlampa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-111756 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/amatopaganoabbrlampa.jpg" alt="Duplice omicidio nel centro abbronzante che ha ispirato &quot;Gomorra&quot;: arrestati i killer" width="746" height="479" /></a><figcaption id="caption-attachment-111756" class="wp-caption-text">Nei riquadri centrali in alto le vittime: a sinistra Ciro Casone e a destra Vincenzo Ferrante. Nei riquadri a destra i killer: in alto Renato Napoleone e in basso Francesco Paolo Russo. Nei riquadri in basso gli arrestati per racket: da sinistra verso destra, Pietro e Pasquale Cristiano</figcaption></figure>
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		<title>Clan Moccia, le intercettazioni incastrano il boss Tuccillo: &#8220;Faccio uccidere Castiello&#8221;</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/02/16/clan-moccia-le-intercettazioni-incastrano-il-boss-tuccillo-faccio-uccidere-castiello/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Feb 2018 15:44:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;indagine che si è conclusa con il blitz contro il clan Moccia, avvenuto alla fine dello scorso mese di gennaio, ha portato allo scoperto la rete delle attività illecite e criminali gestite dal sodalizio. Inoltre sono emersi alcuni aspetti legati a specifiche figure di spicco affiliate all&#8217;organizzazione. Su tutte, quella del boss Gennaro Tuccillo alias &#8220;Zi Sant&#8220;. [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;indagine che si è conclusa con il <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/01/23/colpo-alla-camorra-blitz-contro-il-clan-moccia-45-arresti-tra-napoli-e-roma/" target="_blank" rel="noopener">blitz contro il <strong>clan Moccia</strong></a>, avvenuto alla fine dello scorso mese di gennaio, ha portato allo scoperto la rete delle attività illecite e criminali gestite dal sodalizio. Inoltre sono emersi alcuni aspetti legati a specifiche figure di spicco affiliate all&#8217;organizzazione.</p>
<p>Su tutte, quella del boss <strong>Gennaro Tuccillo</strong> alias &#8220;<em>Zi Sant</em>&#8220;. Dalla trascrizione delle intercettazioni pubblicate all&#8217;interno dell&#8217;ordinanza, sembrerebbe evidente la volontà di <strong>Tuccillo</strong> di voler addirittura mettere fuori gioco il genero <strong>Giovanni Castiello</strong>. Quest&#8217;ultimo è sposato con <strong>Luigia Tuccillo</strong>.</p>
<p>&#8220;<em>Lo mando ad uccidere veramente</em>&#8220;, questa una delle frasi emblematiche che il boss ha pronunciato durante una conversazione in carcere avuta con la moglie, <strong>Anna Capone</strong>. L&#8217;occasione è stato uno dei tanti colloqui tra <strong>Tuccillo </strong> e la consorte.</p>
<p>Il movente che avrebbe portato <em>Zi Sant</em> a volere la morte del padre dei suoi figli, sarebbe la cattiva gestione di alcune attività illecite, tra cui quella estorsiva. <strong>Castiello</strong> avrebbe intascato più soldi del dovuto, prendendo più &#8220;clienti&#8221; di quelli che gli spettavano, facendo sballare i conti del clan e mancando di rispetto al suocero.</p>
<figure id="attachment_107792" aria-describedby="caption-attachment-107792" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/moccia-tuccillo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="responsive wp-image-107792 size-new-custom-size" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/moccia-tuccillo.jpg" alt="Clan Moccia, le intercettazioni incastrano il boss Tuccillo: &quot;Faccio uccidere Castiello&quot;" width="650" height="342" /></a><figcaption id="caption-attachment-107792" class="wp-caption-text">Nei riquadri il boss Tuccillo e il genero Castiello</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/02/16/clan-moccia-le-intercettazioni-incastrano-il-boss-tuccillo-faccio-uccidere-castiello/">Clan Moccia, le intercettazioni incastrano il boss Tuccillo: &#8220;Faccio uccidere Castiello&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Racket ed estorsione, arrestato 45enne legato al clan Moccia</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/01/26/racket-ed-estorsione-arrestato-45enne-legato-al-clan-moccia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2018 10:34:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[claudio carbone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Carabinieri hanno arrestato a Casoria per il reato di estorsione, Claudio Carbone 45enne già noto alle forze dell&#8217;ordine e affiliato al clan Moccia. I militari hanno eseguito un&#8217;ordinanza di custodia cautelare disposta dalla Procura di Napoli. Carbone è originario del Borgo Sant’Antonio Abate, nel centro storico della città. L&#8217;uomo dovrà scontare una pena detentiva pari a 11 anni di [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/01/26/racket-ed-estorsione-arrestato-45enne-legato-al-clan-moccia/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Racket ed estorsione, arrestato 45enne legato al clan Moccia</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>Carabinieri</strong> hanno arrestato a <strong>Casoria </strong>per il reato di estorsione, <strong>Claudio Carbone</strong> 45enne già noto alle forze dell&#8217;ordine e affiliato al <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/01/23/colpo-alla-camorra-blitz-contro-il-clan-moccia-45-arresti-tra-napoli-e-roma/" target="_blank" rel="noopener"><strong>clan Moccia</strong></a>. I militari hanno eseguito un&#8217;ordinanza di custodia cautelare disposta dalla <strong>Procura di Napoli</strong>.</p>
<p><strong>Carbone</strong> è originario del <strong>Borgo Sant’Antonio Abate</strong>, nel centro storico della città. L&#8217;uomo dovrà scontare una pena detentiva pari a 11 anni di carcere. L&#8217;accusa è di estorsione aggravata dal metodo mafioso.</p>
<p>Già sottoposto al regime degli arresti domiciliari, <strong>Carbone</strong> è stato portato presso il carcere di <strong>Secondigliano</strong>.</p>
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