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	<title>clan gionta Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>clan gionta Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<item>
		<title>Ucciso con la figlia in braccio la notte di capodanno, le dichiarazioni di un pentito riaprono il caso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2020 08:59:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Era la sera dell&#8217;ultimo dell&#8217;anno. Quel maledetto 31 dicembre 2007. A Torre Annunziata, località vesuviana in provincia di Napoli, Giuseppe Veropalumbo teneva in braccio la sua bambina quando all&#8217;improvviso fu ferito a morte da un colpo d&#8217;arma da fuoco. Per l&#8217;omicidio sono indagati tre affiliati legati al clan Gionta, all&#8217;epoca adolescenti, oggi detenuti. Quello che è sempre sembrata una morte occasionale [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Era la sera dell&#8217;ultimo dell&#8217;anno. Quel maledetto <strong>31 dicembre 2007</strong>. A <strong>Torre Annunziata</strong>, località vesuviana in provincia di Napoli, <strong><a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/03/27/omicidio-giuseppe-veropalumbo-trovata-larma-che-uccise-il-carrozziere-la-notte-di-capodanno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giuseppe Veropalumbo</a> </strong>teneva in braccio la sua bambina quando all&#8217;improvviso fu ferito a morte da un colpo d&#8217;arma da fuoco.</p>
<p>Per l&#8217;omicidio sono indagati tre affiliati legati al <strong>clan Gionta</strong>, all&#8217;epoca adolescenti, oggi detenuti. Quello che è sempre sembrata una morte occasionale dovuta ad una squallida bravata di qualche ragazzino, ha assunto la forma di un vero e proprio agguato.</p>
<p>Secondo quanto riportato da <em>Il Mattino</em>, infatti, l&#8217;indagine è stata riaperta grazie alle dichiarazioni di un pentito. Lui si chiama <strong>Michele Palumbo</strong>, ex killer del <strong>clan Gionta</strong> ed oggi collaboratore di giustizia: &#8220;<em>Il papà di uno dei tre era stato arrestato per colpa di una telecamera che Veropalumbo aveva fatto installare sul tetto del palazzo</em>&#8220;.</p>
<p>Questa la sua dichiarazione che ha permesso agli inquirenti di ottenere altri sei mesi per proseguire le indagini. Già tempo fa sono stati eseguiti alcuni rilievi con strumentazioni di alto profilo tecnologico. Nei prossimi giorni saranno ascoltati dei testimoni. La battaglia di <strong>Carmela Sermino</strong>, vedova di <strong>Giuseppe</strong>, non è ancora finita. La sete di giustizia e verità è ancora troppo forte.</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE &#8211; <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/01/25/giuseppe-veropalumbo-e-svolta-riaperto-il-caso-la-moglie-voglio-giustizia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Carmela Sermino: &#8220;Voglio giustizia&#8221;</a></strong></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-185760 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2020-01-14-alle-09.47.43.png" alt="Ucciso con la figlia in braccio la notte di capodanno, le dichiarazioni di un pentito riaprono il caso" width="650" height="472" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Torre Annunziata, bomba nel &#8220;fortino&#8221; dei Gionta: colpita la pescheria del figlio di &#8216;o Capitano</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/10/16/torre-annunziata-bomba-nel-fortino-dei-gionta-colpita-la-pescheria-del-figlio-di-o-capitano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2018 10:44:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È scattato l&#8217;allarme a Torre Annunziata dopo l&#8217;esplosione di un ordigno artigianale che ha gravemente danneggiato la pescheria del figlio incensurato di Salvatore Ferraro, detto &#8216;o Capitano. L&#8217;episodio è avvenuto questa notte e ha fatto risuonare l&#8217;emergenza camorra nella cittadina vesuviana. Infatti, la bomba è deflagrata nel cuore del territorio del clan Gionta, presso la Nunziata, centro del [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È scattato l&#8217;allarme a <strong>Torre Annunziata</strong> dopo l&#8217;esplosione di un ordigno artigianale che ha gravemente danneggiato la pescheria del figlio incensurato di <strong>Salvatore Ferraro</strong>, detto <em>&#8216;o Capitano</em>.</p>
<p>L&#8217;episodio è avvenuto questa notte e ha fatto risuonare l&#8217;emergenza camorra nella cittadina vesuviana. Infatti, la bomba è deflagrata nel cuore del territorio del <strong>clan Gionta</strong>, presso <strong>la Nunziata</strong>, centro del <strong>Quadrilatero delle Carceri</strong>.</p>
<p>Probabilmente si  trattato di un avvertimento nei confronti di un parente di uno storico affiliato al sodalizio che secondo quanto riportato da <em>Il Mattino</em>, è uno degli ex residenti di <strong>Palazzo Fienga</strong> e gestore dell&#8217;attività illecita del racket per l&#8217;organizzazione criminale.</p>
<p>Grande spavento per i residenti risvegliati dal boato causato dall&#8217;esplosione. Sul posto <strong>vigili del fuoco</strong> e <strong>forze dell&#8217;ordine</strong> che indagano sull&#8217;accaduto.</p>
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		<title>Traffico e spaccio di droga a Torre del Greco, arrestato affiliato al clan Gionta</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Feb 2018 12:01:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Spacciava crack ed altre sostanze stupefacenti per il clan Gionta, storico sodalizio criminale dell&#8217;area vesuviana. Angelo Nasti, 25enne di Torre Annunziata, è stato arrestato dai carabinieri. Il giovane, già noto alle forze dell&#8217;ordine, è stato sorpreso a Torre del Greco mentre stava vendendo una dose di droga. Inoltre, Nasti è stato anche denunciato alla Prefettura locale come assuntore [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Spacciava crack ed altre sostanze stupefacenti per il clan Gionta, storico sodalizio criminale dell&#8217;area vesuviana. <strong>Angelo Nasti</strong>, 25enne di <strong>Torre Annunziata</strong>, è stato arrestato dai <strong>carabinieri</strong>.</p>
<p>Il giovane, già noto alle forze dell&#8217;ordine, è stato sorpreso a <strong>Torre del Greco</strong> mentre stava vendendo una dose di droga. Inoltre, <strong>Nasti</strong> è stato anche denunciato alla Prefettura locale come assuntore della sostanza.</p>
<p>Bloccato e identificato, i militari hanno effettuato una perquisizione sul 25enne trovandogli addosso diverse banconote. Dopo i normali accertamenti e le dovute formalità, <strong>Nasti</strong> è stato condotto ai domiciliari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/02/16/traffico-spaccio-droga-torre-del-greco-arrestato-affiliato-al-clan-gionta/">Traffico e spaccio di droga a Torre del Greco, arrestato affiliato al clan Gionta</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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		<title>Ergastoli per Agnello e Onda, killer del clan Gionta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2017 09:29:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Corte di assise di Napoli, presieduta dal giudice Alfonso Barbarano, si è pronunciata: due ergastoli, rispettivamente a Alfonso Agnello detto &#8216;chiochiò e Umberto Onda alias &#8216;Umbertino (già detenuto nel carcere di massima sicurezza Opera di Milano), killer spietati del clan Gionta, sodalizio egemone a Torre Annunziata. I due sono accusati di omicidi differenti ma che rientrano all&#8217;interno della stessa faida, quella tra i Gionta e Gallo&#8211;Cavalieri. Una guerra [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Corte di assise di Napoli</strong>, presieduta dal giudice <strong>Alfonso Barbarano</strong>, si è pronunciata: due ergastoli, rispettivamente a <strong>Alfonso</strong> <strong>Agnello</strong> detto &#8216;<em>chiochiò</em><strong> </strong>e <strong>Umberto Onda </strong>alias &#8216;<em>Umbertino </em>(già detenuto nel carcere di massima sicurezza <em>Opera </em>di <strong>Milano</strong>), killer spietati del clan <strong>Gionta</strong>, sodalizio egemone a <strong>Torre Annunziata</strong>. I due sono accusati di omicidi differenti ma che rientrano all&#8217;interno della stessa faida, quella tra i Gionta e <strong>Gallo</strong>&#8211;<strong>Cavalieri</strong>. Una guerra che ha insanguinato dal 2004 al 2007  le strade del paese vesuviano, attirando l&#8217;attenzione degli investigatori della <strong>DDA </strong>(<em>Direzione Distrettuale Antimafia</em>).</p>
<p>Questi ultimi hanno usufruito delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia <strong>Michele Palumbo</strong> detto &#8216;<em>Munnezza</em> e <strong>Aniello Nasto</strong> alias &#8216;<em>Quarto piano</em>. Il primo ha confessato di aver ucciso <strong>Vincenzo Amoretti </strong>&#8216;<em>Banana</em> il 20 aprile del 2007, sparandogli un colpo di pistola alla tempia. Il secondo ha invece preso parte all&#8217;omicidio di <strong>Anna Barbera </strong>(già nota alle forze dell&#8217;ordine per qualche piccolo precedente) avvenuto il 12 marzo del 2004. Quest&#8217;ultima era la madre di <strong>Umberto Ippolito </strong>a sua volta ammazzato dagli uomini del clan <strong>Gionta</strong> il 22 febbraio del 1994 (ad auto accusarsi per questo delitto è stato un altro killer, <strong>Salvatore Barbuto</strong>).</p>
<p>Come riportato da <em>Il Roma</em>, per quanto riguarda l&#8217;assassinio di <strong>Amoretti</strong>, <strong>Palumbo</strong> ha raccontato agli inquirenti di essere stato assistito da <strong>Agnello</strong> che lo aspettava dopo l&#8217;agguato. Entrambi erano vestiti da poliziotti e fecero, indisturbati, il loro ingresso nell&#8217;abitazione della vittima. &#8216;<em>Banana</em> faceva parte del sodalizio nemico e il suo peccato è stato quello di esplodere dei colpi d&#8217;arma da fuoco all&#8217;esterno dell&#8217;abitazione dei suoceri di <strong>Pasquale Gionta</strong>.</p>
<p>Invece la <strong>Barbera</strong> è ricordata per essere la &#8220;<em>Mamma coraggio</em>&#8221; che ha osato sputare in faccia agli assassini del figlio durante il processo nei loro confronti. Secondo le dichiarazioni dei pentiti, ad aver ucciso la donna è stato <strong>Onda</strong> sparando diversi colpi d&#8217;arma da fuoco in sella ad uno scooter guidato da <strong>Nasto</strong>. Il giovane <strong>Ippolito</strong> è stato ucciso proprio sotto casa della madre. Pochi giorni dopo avrebbe dovuto testimoniare in un processo a carico di <strong>Luigi Limelli</strong>, boss del clan di <strong>Boscotrecase</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/10/19/ergastoli-agnello-onda-killer-del-clan-gionta/">Ergastoli per Agnello e Onda, killer del clan Gionta</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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