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	<title>clan falanga Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>clan falanga Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<item>
		<title>Accusato dal boss pentito è stato scarcerato, l&#8217;ex capo clan lo credeva l&#8217;amante della moglie</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2019/04/17/accusato-dal-boss-pentito-e-stato-scarcerato-lex-capo-clan-lo-credeva-lamante-della-moglie/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Apr 2019 13:43:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Vesuviana]]></category>
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		<category><![CDATA[Torre del Greco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Passione &#38; camorra, un connubio che spesso ha scatenato e folli reazioni di boss e ras. Raid, intimidazioni e ripercussioni solo per il sospetto che un affiliato importante di un sodalizio potesse essere stato tradito dalla propria donna. Perché un vero criminale le corna le fa ma non le riceve. Ne va dell&#8217;onore e della virilità. [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2019/04/17/accusato-dal-boss-pentito-e-stato-scarcerato-lex-capo-clan-lo-credeva-lamante-della-moglie/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Accusato dal boss pentito è stato scarcerato, l&#8217;ex capo clan lo credeva l&#8217;amante della moglie</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Passione &amp; camorra, un connubio che spesso ha scatenato e folli reazioni di boss e ras. Raid, intimidazioni e ripercussioni solo per il sospetto che un affiliato importante di un sodalizio potesse essere stato tradito dalla propria donna.</p>
<p>Perché un vero criminale le <em>corna</em> le fa ma non le riceve. Ne va dell&#8217;onore e della virilità. Quanti omicidi sono stati commessi per questo motivo. Quante faide sono scoppiate a causa di tradimenti.</p>
<p>L&#8217;ultimo caso ha riguardato il <strong>clan Falanga</strong> egemone nel territorio di <strong>Torre del Greco</strong>, cittadina vesuviana in provincia di <strong>Napoli</strong>. La storia è la seguente ed è accaduta nel lontano <strong>marzo</strong> <strong>del 1997</strong>.</p>
<p>In quel giorno <strong>Massimo Conciliano</strong> esplose alcuni colpi d&#8217;arma da fuoco dalla sella di uno scooter. I proiettili uccisero <strong>Gennaro Russo</strong>. L&#8217;omicidio fu ordinato dal boss <strong>Pietro Formicola</strong>. Quest&#8217;ultimo, oggi collaboratore di giustizia, ha accusato <strong>Francesco Di Rosa</strong> di trovarsi alla guida di quel mezzo.</p>
<p><strong>Di Rosa</strong> è uno chef che da qualche tempo vive a <strong>Roma</strong>. È stato costretto a lasciare <strong>Torre del Greco</strong> per le pressioni subite dagli uomini del clan. Il motivo? <strong>Formicola</strong> ha sempre creduto che sua moglie avesse una relazione con <strong>Di Rosa</strong>.</p>
<p>Lo chef ha sempre negato ma dopo avvertimenti e minacce, rivolti anche a suoi familiari (episodi mai denunciati), ha deciso di lasciare la cittadina vesuviana per trasferirsi nella capitale. Ma l&#8217;incubo non era finito.</p>
<p><strong>Formicola</strong>, da pentito, ha raccontato agli inquirenti che alla guida dello scooter dal quale<strong> Conciliano</strong> ha ucciso <strong>Russo</strong>, c&#8217;era proprio <strong>Di Rosa</strong>. Ed ecco, dieci giorni fa, stringersi le manette della giustizia intorno ai polsi dello chef.</p>
<p>Ma ieri, il lieto fine. Grazie alla tesi difensiva portata avanti dall&#8217;avvocato <strong>Raffaele Chuimmariello</strong>, la dodicesima sezione del <strong>Tribunale della Libertà</strong> (o del <strong>Riesame</strong>) ha annullato l&#8217;ordinanza di custodia cautelare a carico di <strong>Di Rosa</strong> e quest&#8217;ultimo è tornato in libertà.</p>
<p>Gli argomenti portati in aula dal difensore di <strong>Di Rosa</strong> sono stati tre: l’incensuratezza dello chef, l&#8217;assenza di qualsiasi legame tra lui e la criminalità organizzata e l&#8217;esistenza di un forte rancore nutrito dall&#8217;ex boss <strong>Formicola</strong>.</p>
<figure id="attachment_156696" aria-describedby="caption-attachment-156696" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><a href="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_2-13-50.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-156696 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Screenshot_2-13-50.jpg" alt="Accusato dal boss pentito è stato scarcerato, l'ex capo clan lo credeva l'amante della moglie" width="650" height="372" /></a><figcaption id="caption-attachment-156696" class="wp-caption-text">foto di repertorio</figcaption></figure>
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		<title>Super blitz dei carabinieri, sequestrati alla camorra beni per 4 milioni di euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2019 07:10:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Vesuviana]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Non solo a Napoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Villaricca (Napoli), San Vito Chietino (Chieti) e Cesenatico (Forlì, Cesena) i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata, all’esito di un&#8217;attività di indagine patrimoniale, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo per la confisca di immobili emesso dal Tribunale di Napoli–Sezione misure di prevenzione, finalizzato a contrastare l’azione delittuosa delle consorterie criminali [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A <strong>Villaricca</strong> (Napoli), <strong>San Vito Chietino</strong> (Chieti) e <strong>Cesenatico</strong> (Forlì, Cesena) i <strong>Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziat</strong>a, all’esito di un&#8217;attività di indagine patrimoniale, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo per la confisca di immobili emesso dal <strong>Tribunale di Napoli–Sezione misure di prevenzione</strong>, finalizzato a contrastare l’azione delittuosa delle consorterie criminali di matrice camorristica radicate nel territorio della <strong>Provincia di Napoli</strong>.</p>
<p>L&#8217;indagine patrimoniale ha consentito di sequestrare beni immobili nei confronti di <strong>Alberto Bova</strong>, 44enne di Napoli residente a Cesenatico dove è sottoposto ai domiciliari per reati in materia di stupefacenti, ritenuto affiliato al gruppo criminale facente capo a <strong>Maurizio Garofalo</strong>, elemento apicale del clan camorristico dei <strong>Falanga</strong> attivo a <strong>Torre del Greco</strong>: tale gruppo, grazie all’alleanza con il più noto e pericoloso clan degli <strong>Ascione-Papale</strong>, egemone nel territorio di <strong>Ercolano</strong>, riforniva di stupefacenti il territorio vesuviano.</p>
<p>L&#8217;indagine nel corso della quale è emersa la figura di <strong>Alberto Bova</strong> nasce dall&#8217;arresto, il<strong> 14 maggio 2014</strong>, di <strong>Maurizio Garofalo</strong>, a cui gli inquirenti erano giunti grazie alle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, cassiere del gruppo. <strong>Alberto Bova</strong> dunque emerse come colui che aveva il compito di approvvigionare di rilevanti quantitativi di stupefacente il gruppo criminale, circostanza riscontrata da un’indagine dai <strong>Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco</strong> culminata con l&#8217;esecuzione di <strong>23 ordinanze di custodia cautelare</strong> il <strong>10 ottobre 2016 tra Torre del Greco, Napoli e Villaricca</strong>.</p>
<p>Gli accertamenti hanno inoltre documentato la spiccata inclinazione al crimine, la spregiudicatezza e la professionalità nell’agire criminoso dell’interessato nonché la natura illecita del denaro da lui utilizzato per l’acquisizione dei beni sequestrati derivante dal suo coinvolgimento nel contesto associativo. È emersa palesemente anche la sproporzione tra il reddito e le attività economiche svolte dall’interessato rispetto ai beni mobili di cui lui ed il nucleo familiare avevano la disponibilità. I beni illecitamente accumulati sono 4 immobili e 14 terreni per un valore complessivo di 4 milioni di euro.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-144358 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/04.01.2019-sequestro-beni-napoli-chieti-2.jpg" alt="Super blitz dei carabinieri, sequestrati alla camorra beni per 4 milioni di euroSuper blitz dei carabinieri, sequestrati alla camorra beni per 4 milioni di euro" width="650" height="356" /> <img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-144359 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/04.01.2019-sequestro-beni-napoli-chieti.jpg" alt="Super blitz dei carabinieri, sequestrati alla camorra beni per 4 milioni di euro" width="650" height="366" /></p>
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		<title>Non si ferma all&#8217;alt e per fuggire provoca incidenti, al volante il nipote del boss</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2018/12/12/non-si-ferma-allalt-e-per-fuggire-provoca-incidenti-al-volante-il-nipote-del-boss/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Dec 2018 11:37:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Area Vesuviana]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Torre del Greco]]></category>
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		<category><![CDATA[giuseppe falanga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Porta il nome di suo nonno che insieme al cognome lo rendono &#8220;pesante&#8221; e riconoscibile. Si tratta di Giuseppe Falanga, 18enne nipote dell&#8217;altro Giuseppe storico boss dell&#8217;omonimo clan conosciuto come &#8216;Peppe o striuscio ed egemone nel vesuviano. Nello specifico il sodalizio ha il suo &#8220;fortino&#8221; a Torre del Greco ed è proprio da qui che inizia questa storia. [...]</p>
<p><a class=" understrap-read-more-link " href="https://www.vocedinapoli.it/2018/12/12/non-si-ferma-allalt-e-per-fuggire-provoca-incidenti-al-volante-il-nipote-del-boss/">Vai all'articolo<span class="screen-reader-text"> from Non si ferma all&#8217;alt e per fuggire provoca incidenti, al volante il nipote del boss</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Porta il nome di suo nonno che insieme al cognome lo rendono &#8220;pesante&#8221; e riconoscibile. Si tratta di <strong>Giuseppe Falanga</strong>, 18enne nipote dell&#8217;altro <strong>Giuseppe</strong> storico boss dell&#8217;omonimo clan conosciuto come &#8216;<em>Peppe o striuscio</em> ed egemone nel vesuviano.</p>
<p>Nello specifico il sodalizio ha il suo &#8220;fortino&#8221; a <strong>Torre del Greco</strong> ed è proprio da qui che inizia questa storia. Il protagonista è proprio il giovane <strong>Falanga</strong> che alla guida di un&#8217;auto non ha rispettato l&#8217;alt dei <strong>carabinieri</strong>.</p>
<p>Non, solo ma per sfuggire ai militari, il 18enne ha provocato un incidente speronando un&#8217;altra vettura e mandando 5 persone in ospedale. Come riportato da <em>Il Mattino</em>, l&#8217;inseguimento tra <strong>Falanga</strong> e i <strong>carabnieri</strong> è terminato ad <strong>Ercolano</strong> dove il giovane è stato poi fermato.</p>
<p>Il giovane <strong>Falanga</strong> è incensurato e non si sarebbe fermato all&#8217;alt perché sprovvisto di patente.</p>
<figure id="attachment_142459" aria-describedby="caption-attachment-142459" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-142459 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2018-12-12-alle-13.37.06.png" alt="Non si ferma all'alt e per fuggire provoca incidenti, al volante il nipote del boss" width="650" height="379" /><figcaption id="caption-attachment-142459" class="wp-caption-text">foto di repertorio</figcaption></figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2018/12/12/non-si-ferma-allalt-e-per-fuggire-provoca-incidenti-al-volante-il-nipote-del-boss/">Non si ferma all&#8217;alt e per fuggire provoca incidenti, al volante il nipote del boss</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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