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	<title>Chi è Alessandro Fusco giovane giocatore napoletano di rugby Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>Chi è Alessandro Fusco giovane giocatore napoletano di rugby Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Da Napoli al 6 Nazioni, Alessandro Fusco giovane stella della nazionale di rugby: &#8220;Prima la laurea, poi il mondiale&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2023 00:44:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Chi è Alessandro Fusco giovane giocatore napoletano di rugby]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Domenica 12 febbraio, secondo tempo di Inghilterra &#8211; Italia, torneo delle 6 Nazioni. È il 62esimo minuto, risultato sul 26 a 7 per gli inglesi. Il pubblico di Twickenham è felice: la propria squadra sta vincendo e riscattando il passo falso fatto contro la Scozia la settimana precedente. Ma gli azzurri sono in attacco e [...]</p>
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<p>Domenica 12 febbraio, secondo tempo di Inghilterra &#8211; Italia, torneo delle 6 Nazioni. È il 62esimo minuto, risultato sul 26 a 7 per gli inglesi. Il pubblico di Twickenham è felice: la propria squadra sta vincendo e riscattando il passo falso fatto contro la Scozia la settimana precedente. Ma gli azzurri sono in attacco e hanno &#8216;invaso&#8217; l&#8217;area dei 22 metri avversari. Una grande progressione dell&#8217;ala Tommaso Menoncello ha portato i compagni nei 5 metri. L&#8217;area di meta è a un passo. C&#8217;è un raggruppamento, la palla è nelle mani del mediano di mischia azzurro. Quest&#8217;ultimo afferra l&#8217;ovale e fa un passo verso la linea già schierata dei tre quarti pronti ad affondare la difesa inglese. Invece il nostro numero 22 finta il passaggio, scorge un varco nel muro difensivo avversario e con un guizzo vincente schiaccia la palla in meta.</p>



<h1 class="wp-block-heading">Da Napoli alla prima meta al 6 Nazioni contro l&#8217;Inghilterra</h1>



<p>Così Alessandro Fusco, 23 anni napoletano, ha segnato la sua prima meta in un 6 Nazioni, la seconda con la maglia della nazionale. Peccato che alla fine l&#8217;Italia abbia perso, ma così come contro la Francia all&#8217;esordio e contro l&#8217;Irlanda lo scorso sabato allo stadio Olimpico, gli azzurri hanno disputato una grande partita restando in gara fino alla fine. Quando ho chiamato Alessandro per l&#8217;intervista, il giovane mediano di mischia (in forza alle Zebre, franchigia parmense che disputa il campionato celtico insieme a squadre irlandesi, scozzesi, gallesi e da qualche tempo anche sud africane), era proprio a Napoli: &#8220;<em>Mi sto godendo qualche giorno di riposo in famiglia e con i miei amici di sempre</em>&#8220;. </p>



<p>Poi sarà di nuovo rugby. In programma ci sono le ultime due sfide del torneo: quella casalinga contro il Galles (la prossima) e l&#8217;ultima in trasferta a Edimburgo contro la Scozia. Due partite che l&#8217;Italia può provare a vincere. Fino ad ora questo è stato un 6 Nazioni nel quale la nostra nazionale ha dimostrato di essere una squadra forte e determinata, capace di giocarsela con tutti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;intervista</h2>



<p><strong>Cosa hai provato quando ha realizzato quella meta nel &#8216;tempio&#8217; di Twickenham, la tua prima in un 6 Nazioni?</strong><br>&#8220;<em>Innanzitutto per me resterà indelebile il ricordo della mia prima meta in maglia azzurra: quella segnata al Portogallo. Ma segnarla al 6 Nazioni, a Twickenham in casa dell&#8217;Inghilterra, è stato come un sogno che si è realizzato. Si tratta di emozioni difficili da capire e spiegare. Quando ho schiacciato la palla sul campo neanche avevo realizzato di aver segnato la meta. Sensazioni indescrivibili, poi allo stadio c&#8217;erano mio padre e alcuni amici di Napoli e questo mi ha reso ancora più felice. Devo riconoscere però che la marcatura è giunta al termine di una bellissima azione giocata dai miei compagni. Sono stato bravo a trovare quel guizzo vincente che ha concretizzato il lavoro di tutti</em>&#8220;.</p>



<p><strong>Cosa conserveresti e cosa miglioreresti di ciò che avete fatto in campo fino ad ora?</strong><br>&#8220;<em>Ad oggi conserverei tutto. Abbiamo costruito una precisa identità di gioco che cerchiamo di affermare in ogni partita. Dobbiamo continuare a portarla avanti. Ovviamente ci sono da migliorare tanti piccoli aspetti. Quei dettagli che possono fare la differenza. Errori da evitare e che a questo livello ti puniscono perché spesso sono decisivi. Ad esempio, essere più rapidi nei passaggi, più fluidi nel gioco: un secondo in più o uno in meno possono cambiare le sorti di un&#8217;azione. In ogni caso, noi scendiamo in campo sempre per vincere. Del resto contro l&#8217;Irlanda, al momento la squadra più forte del mondo, siamo stati sempre in partita</em>&#8220;.</p>



<p><strong>L&#8217;Italia è una squadra che cerca sempre il gioco, che placca e corre fino all&#8217;ultimo minuto. In campo date l&#8217;impressione di essere un gruppo molto unito.</strong><br>&#8220;<em>È il risultato di un lavoro iniziato tempo fa e che sta dando i suoi frutti. Il nostro obiettivo è cercare di imporre il nostro gioco agli avversari. Di non essere passivi nei loro confronti. Siamo una squadra unita e determinata. Un gruppo meraviglioso. Fuori dal campo siamo amici oltre che compagni. C&#8217;è unità in allenamento ma anche quando usciamo a bere una birra. Ci rispettiamo e ci divertiamo perché ognuno si sacrifica per l&#8217;altro. Crediamo in noi stessi, nel compagno e nel gruppo</em>&#8220;.</p>



<p><strong>Nel tuo stesso ruolo hai affrontato quello che al momento è considerato il miglior mediano di mischia al mondo: Antoine Dupont (numero 9 della Francia, <em>ndr</em>). Come è stato giocare contro di lui?</strong><br>&#8220;<em>È sempre emozionante incontrare e misurarti con giocatori di alto livello. Ma in campo non ci pensi. Quando gioco penso a quello che devo fare, a come muovermi insieme ai miei compagni. L&#8217;altro è il mio avversario. Mi alleno affinché possa essere più bravo di lui in partita. Mi preparo ad affrontarlo. Contro Dupont ho giocato poco ma è stata entusiasmante la sfida di sabato contro Murray (mediano di mischia irlandese, ndr). Lui è un mediano fisicamente atipico come me, è alto più di un metro e ottanta, quindi ha una predisposizione al movimento differente dagli altri. Di sicuro è per me un giocatore di riferimento. Uno dei più forti in questo ruolo. A fine partita abbiamo scambiato le magliette ed è stato davvero piacevole chiacchierare con lui. Anche così si cresce e si migliora, confrontandoti con gli altri</em>&#8220;.</p>



<p><strong>Fino ad ora sei entrato in campo a match in corso facendoti trovare sempre pronto: come ci si prepara psicologicamente a questo?</strong><br>&#8220;<em>Non è facile entrare in campo ed essere subito in partita. Può capitare che hai troppa voglia di fare e quindi sei poco lucido rispetto alle decisioni da prendere. Oppure rischi di entrare in campo poco concentrato e questo ti impedisce di interpretare bene il tuo ruolo. Bisogna essere sempre focalizzati sulla partita, di &#8216;giocarla&#8217; anche se sei in panchina. Bisogna far sapere ai tuoi compagni che tu ci sei e che sei pronto a giocare. Mi rendo conto di dover essere sempre a disposizione dell&#8217;allenatore e della squadra</em>&#8220;.</p>



<p><strong>Hai iniziato a Napoli, poi c&#8217;è stato il tempo delle accademie. Il passaggio alle Fiamme Oro e infine le Zebre: qual è oggi il rapporto tra il rugby e la sua frammentazione territoriale?</strong><br>&#8220;<em>Quando sono a Napoli vado sempre a Bagnoli a vedere i miei ex compagni allenarsi e giocare. La sento sempre come casa mia. Tuttavia la mia esperienza che mi ha portato a giocare in realtà completamente diverse tra loro, mi ha fatto anche capire l&#8217;enorme divario che c&#8217;è tra Nord e Sud. Una differenza soprattutto culturale, nell&#8217;intendere un certo tipo di sport, ma soprattutto strutturale ed economica. Nel Mezzogiorno alcune realtà fanno fatica perché non hanno risorse sufficienti per andare avanti o strutture dove poter organizzare le proprie attività. Un gap ancora oggi troppo evidente. Bisognerebbe partire dalle basi, dalle scuole. Bisognerebbe far capire ai ragazzi e alle famiglie che tipo di sport è il rugby. Bisognerebbe investire nei giovani ma anche nel dare appeal a una realtà viva ma invisibile. Purtroppo al Sud ci sono meno probabilità che un ragazzo possa emergere o che le sue qualità siano notate</em>&#8220;.</p>



<p><strong>Porti un cognome &#8216;pesante&#8217; che ha scritto la storia del rugby napoletano e italiano. Il tuo presente è entusiasmante. Ma cosa c&#8217;è nel futuro di Alessandro Fusco?</strong><br>&#8220;<em>Sono ovviamente orgoglioso. Negli ultimi anni ho iniziato a scrivere il mio futuro. Non solo da un punto di vista sportivo. Ora nella mia testa c&#8217;è questo 6 Nazioni che insieme ai miei compagni voglio giocare al meglio delle mie possibilità. Poi voglio continuare a dare il massimo per il club, le Zebre, realtà nella quale mi trovo benissimo. E all&#8217;orizzonte, a settembre, ci sono i mondiali. Nel frattempo sto completando gli studi, voglio laurearmi</em>&#8220;.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le foto</h3>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="334563" src="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/02/Chi-e-Alessandro-Fusco-giovane-giocatore-napoletano-di-rugby_01-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-334563" srcset="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/02/Chi-e-Alessandro-Fusco-giovane-giocatore-napoletano-di-rugby_01-1024x576.jpeg 1024w, https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/02/Chi-e-Alessandro-Fusco-giovane-giocatore-napoletano-di-rugby_01-300x169.jpeg 300w, https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/02/Chi-e-Alessandro-Fusco-giovane-giocatore-napoletano-di-rugby_01-768x432.jpeg 768w, https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/02/Chi-e-Alessandro-Fusco-giovane-giocatore-napoletano-di-rugby_01.jpeg 1532w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Alessandro Fusco schiaccia l&#8217;ovale in meta contro l&#8217;Inghilterra</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" data-id="334564" src="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/02/Chi-e-Alessandro-Fusco-giovane-giocatore-napoletano-di-rugby_02-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-334564" srcset="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/02/Chi-e-Alessandro-Fusco-giovane-giocatore-napoletano-di-rugby_02-1024x576.jpeg 1024w, https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/02/Chi-e-Alessandro-Fusco-giovane-giocatore-napoletano-di-rugby_02-300x169.jpeg 300w, https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/02/Chi-e-Alessandro-Fusco-giovane-giocatore-napoletano-di-rugby_02-768x432.jpeg 768w, https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/02/Chi-e-Alessandro-Fusco-giovane-giocatore-napoletano-di-rugby_02-1536x864.jpeg 1536w, https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/02/Chi-e-Alessandro-Fusco-giovane-giocatore-napoletano-di-rugby_02.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Alessandro Fusco sta per realizzare la sua prima meta al 6 Nazioni</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="334565" src="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/02/Chi-e-Alessandro-Fusco-giovane-giocatore-napoletano-di-rugby-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-334565" srcset="https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/02/Chi-e-Alessandro-Fusco-giovane-giocatore-napoletano-di-rugby-1024x683.jpeg 1024w, https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/02/Chi-e-Alessandro-Fusco-giovane-giocatore-napoletano-di-rugby-300x200.jpeg 300w, https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/02/Chi-e-Alessandro-Fusco-giovane-giocatore-napoletano-di-rugby-768x512.jpeg 768w, https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/02/Chi-e-Alessandro-Fusco-giovane-giocatore-napoletano-di-rugby-1536x1025.jpeg 1536w, https://www.vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2023/02/Chi-e-Alessandro-Fusco-giovane-giocatore-napoletano-di-rugby.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Alessandro Fusco canta con i compagni di squadra l&#8217;inno nazionale</figcaption></figure>
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<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2023/02/28/chi-e-alessandro-fusco-giovane-giocatore-napoletano-di-rugby/">Da Napoli al 6 Nazioni, Alessandro Fusco giovane stella della nazionale di rugby: &#8220;Prima la laurea, poi il mondiale&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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