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	<title>banksy Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>banksy Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>&#8220;Banksy e la (Post) Street Art&#8221; al PAN, tra provocazione e denuncia sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Ricciardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 14:52:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al PAN (Palazzo delle Arti di Napoli) è arrivata la mostra collettiva dedicata al movimento artistico del momento, significativamente intitolata: “Banksy e la (post) street art” . L&#8217;esposizione resterà al Palazzo delle Arti, da sempre punto di riferimento campano per l&#8217;arte contemporanea e non solo, sino al 16 febbraio 2020. L&#8217;allestimento prevede una rosa di [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Al<strong> PAN</strong> (<em>Palazzo delle Arti di Napoli</em>) è arrivata la mostra collettiva dedicata al movimento artistico del momento, significativamente intitolata: “<em><strong>Banksy e la (post) street art</strong></em>” . L&#8217;esposizione resterà al Palazzo delle Arti, da sempre punto di riferimento campano per l&#8217;arte contemporanea e non solo, sino al 16 febbraio 2020.</p>
<p>L&#8217;allestimento prevede una rosa di circa 70 opere di alcuni tra gli artisti più importanti della <strong>Street Art</strong>, provenienti da collezioni private o da gallerie di tutto il mondo. Un percorso espositivo a cura di <strong>Andrea Ingenito</strong>, che inizia con le opere di <strong>Banksy</strong>, il re del movimento underground, passando per il coloratissimo <strong>Mr. Brainwash</strong> (al secolo Thierry Guetta) , arrivando a <strong>OBEY</strong> (Shepard Fairey) divenuto famoso con i suoi “<em>manifesti</em> – <em>non autorizzati</em>” su <strong>Barak Obama</strong>, e all&#8217;italiano <strong>Mr. Savethawall</strong>.</p>
<p>Quest&#8217;ultimo sarà precisamente l&#8217;unico artista nostrano ad essere rappresentato, colui il quale è stato designato dai più come il &#8220;<em>Banksy italiano</em>&#8220;. Tuttavia, non c&#8217;è cosa più sminuente per un artista se non quella di essere paragonato ad un &#8216;altro, sia pur della fama e del genio di <strong>Banksy</strong>.  <strong>Mr Savethewall</strong> è stato sicuramente influenzato in modo sensibile dal <em>writer</em> di <strong>Bristo</strong>l ma, attraverso una profonda crescita personale, è riuscito a crearsi un linguaggio del tutto autonomo.</p>
<p>La sua indiscutibile personalità emerge già dal supporto singolare ch&#8217;egli utilizza per veicolare la sua arte: non dipinge sui muri ma utilizza una tecnica a basso impatto ambientale che riserva le pareti da danni permanenti, fissando le sue opere con un nastro adesivo.</p>
<p>La scelta di aprire la mostra proprio con <strong>Banksy</strong>  è stata dettata, oltre che dalla sua fama, anche dal forte legame insito tra l&#8217;artista e <strong>Napoli</strong>. Del resto, fino a Maggio scorso (cioè fino a quando comparve l&#8217;immagine di un piccolo profugo con una torcia tra le mani sulle pareti di un palazzo veneto), Napoli era l&#8217;unica città italiana a possedere opere dell&#8217;artista senza volto più ricercato al mondo.</p>
<p>La prima opera campana, poi purtroppo vandalizzata, risale infatti al lontano 2010, con  il <em>murales</em> rappresentante &#8220;<em><strong>l’Estasi di Santa Teresa</strong></em>&#8220;. Poco dopo, comparve lo stancil della struggente &#8220;<em><strong>Madonna con la pistola</strong>&#8221; </em>in Piazza dei Girolamini, atta a denunciare il contraddittorio legame che unisce la criminalità organizzata alla religione.</p>
<p>Chi conosce a fondo l&#8217;arte di <strong>Banksy</strong> quanto la nostra meravigliosa città, non può evitare di cogliere lo stretto collante che li unisce: le opere dell&#8217;artista così come <strong>Napoli</strong>, sono entrambe caratterizzate da una tagliente ironia, una possente irriverenza e una prepotente quanto brutale bellezza.</p>
<p>Del resto, se è vero che &#8220;<em>L’arte è connessione tra le persone</em>&#8220;, come afferma <strong>Mr.Brainwash</strong> in una recente intervista al &#8220;<em><strong>Forbes</strong></em>&#8220;, la <strong>Street Art</strong> sta unendo le più disparate generazioni ed estrazioni sociali. Una corrente artistica di denuncia, fatta da e per il popolo, cruda ed in continua evoluzione. Progenie naturale della &#8220;<em><strong>Pop art</strong></em>&#8220;, il movimento underground anti-sistema per definizione, arriva nelle gallerie d&#8217;arte e non per questo muore ma anzi giunge all&#8217;apogeo della sua provocazione, trascinando dietro sé tutte le contraddizioni e gli interrogativi del nostro tempo.</p>
<figure id="attachment_184870" aria-describedby="caption-attachment-184870" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-184870 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/basnky-768x480-1-650x406-1.jpg" alt="&quot;Banksy e la (Post) Street Art&quot; al PAN di Napoli, tra provocazione e denuncia sociale" width="650" height="406" /><figcaption id="caption-attachment-184870" class="wp-caption-text">&#8220;Banksy e la (Post) Street Art&#8221; al PAN di Napoli, tra provocazione e denuncia sociale</figcaption></figure>
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		<title>Svelata l’identità segreta dell’artista inglese Banksy? Il dettaglio che conferma i sospetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Giungati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2017 12:08:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[banksy]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il famoso produttore <strong>Goldie</strong>, durante un’intervista radiofonica, discutendo della mercificazione dell’arte di <strong>Banksy</strong>, si è lasciato scappare un dettaglio: <em>“Non per mancare di rispetto a Robert, che è un grande artista…”.</em> La frase ha scatenato il delirio e subito si è cercato di attribuire un nome e un volto a quel cappuccio misterioso. Secondo quanto si è fatto sfuggire Goldi il nome sarebbe quello di <strong>Robert Del Naja</strong> noto come &#8220;<em>3D</em>&#8221; writer e musicista britannico conosciuto per aver fondato il collettivo &#8220;<em>Massive Attack</em>&#8220;. Negli anni Del Naja ha dichiarato di essere amico del noto street artist in quanto suo concittadino ma già il giornalista investigativo <strong>Craig Williams</strong> aveva ipotizzato fosse proprio lui l’autore di quei famosi graffiti, anche perché le opere comparivano spesso in concomitanza con i concerti dei Massive Attack.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-71910" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Banksy-Madonna-con-la-pistola.jpg" alt="Banksy-Madonna-con-la-pistola" width="1024" height="741" /></p>
<p>Un dettaglio che potrebbe essere la chiave dell’enigma è legato proprio alla città di <strong>Napoli</strong>, unica città italiana in cui è visibile una delle sue bellissime opere. Robert Del Naja infatti è appassionato della terra partenopea e della squadra di calcio azzurra, a tal proposito in passato ha dichiarato: &#8220;<em>Non ho scelto io. La mia famiglia è campana e amo Napoli. Quando sono venuto la prima volta a trovare i miei parenti, ho visto la partita di calcio. Il Napoli era una grande squadra e sono andato direttamente allo stadio San Paolo perché era il modo migliore per conoscere la città. Il calcio ha la caratteristica di lasciar trasparire in maniera immediata l&#8217;anima di una popolazione, come celebra gli avvenimenti e esprime le proprie emozioni. Sono rimasto impressionato dai colori e dalla passione che hanno conquistato il mio cuore</em>&#8220;.</p>
<p>Un facile collegamento dunque tra la presenza dei graffiti di Banksy in città e la passione di Del Naja per il Napoli. I suoi lavori napoletani sono due: una è stata cancellata da un <em>writer</em> ed era la rappresentazione dell’<strong>Estasi della beata Ludovica Albertoni</strong> del Bernini che mangiava un panino, una rivisitazione con un forte richiamo al consumismo, che si trovava in via Benedetto Croce proprio sulla parete di fronte all&#8217;ingresso di Santa Chiara. L’altra opera è ancora visibile ed è stata protetta con del vetro e raffigura la <strong>Madonna con la pistola</strong>, l’unione del sacro e del profano, forte reinterpretazione del barocco, ed è visibile in Piazza dei Gerolomini.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-71909" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Banksy-Estasi-Beata-Ludovica-Albertoni.jpg" alt="Banksy-Estasi-Beata-Ludovica-Albertoni" width="912" height="684" /></p>
<p>Indipendentemente dal suo nome, Banksy è ad oggi uno dei maggiori esponenti della <em>street art</em> internazionale, capace di dare nuova vita a figure rappresentative della condizione umana, attraverso un linguaggio iconico e ironico al tempo stesso che scava nella profondità del tessuto sociale riproponendo, in modo estremamente comunicativo, la condizione dell’uomo. Gli <em>stencil</em> sono oggettivamente caratteristici del suo stile, veicolano un messaggio chiaro e sono un grido di protesta contro il maltrattamento degli animali, lo sfruttamento, l’inquinamento, la guerra, la manipolazione e, in linea generale, conto i diktat della civiltà occidentale.</p>
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		<title>Napoli, arriva lo &#8220;Street Art Tour&#8221;: in giro per la città ammirando le opere degli Street Artist</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2017/01/12/napoli-arriva-lo-street-art-tour-giro-la-citta-ammirando-le-opere-degli-street-artist/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2017 14:38:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Città]]></category>
		<category><![CDATA[banksy]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Napoli<em> è meta di street artist provenienti da tutta Europa che hanno scelto di dipingere sui muri della città delineando nuovi orizzonti dell&#8217;arte urbana</em>&#8220;, ha affermato <strong>Gennaro Maria Cadrangolo</strong> referente dell&#8217;associazione culturale <em>400ml</em>, che si occupa di promuove il tour di artisti di strada del calibro di <strong>Banksy</strong>, <strong>Blu</strong>, <strong>Bosoletti</strong>, <strong>Tono Cruz</strong>, <strong>Alice Pasquini</strong> ed <strong>Ernest Pignon</strong>, ma anche artisti campani tra cui <strong>Cyop&amp;Kaf</strong>, <strong>Diego Miedo</strong>, <strong>Zolta</strong>, <strong>Lume</strong> e <strong>Arp</strong>.</p>
<p>Ed è proprio così, la città è un vortice di energia e cultura e tra il patrimonio artistico che caratterizza <strong>Napoli</strong>,<strong> </strong>ci sono tante opere di <em>Street Art</em>, cioè graffiti e murales d&#8217;autore che è possibile trovare soprattutto nei vicoli del centro storico e dei quartieri popolari. Peccato che alcune di esse siano rimaste vittime del degrado e di atti di vandalismo, per fortuna scongiurati dall&#8217;attivismo della comunità.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-43877" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/napoli-arriva-lo-street-art-tour-in-giro-per-la-citta-ammirando-le-opere-degli-street-artist.jpg" alt="Napoli, arriva lo &quot;Street Art Tour&quot;: in giro per la città ammirando le opere degli Street Artist" width="638" height="425" /></p>
<p>&#8220;Napoli<em> è tornata a essere una meta del turismo nazionale e internazionale non solo per la sua straordinaria storia, ma anche perché offre sempre nuove attrattive in grado di convincere anche chi è già stato in città in altre occasioni a tornarci</em>&#8220;, hanno dichiarato il consigliere regionale dei <em>Verdi</em>, <strong>Francesco Emilio Borrelli</strong>, e <strong>Gianni Simioli</strong> de <em>La radiazza</em>.</p>
<p>Continua <strong>Cadrangolo</strong>: &#8220;<em>Censiamo l&#8217;arte che spunta in città da oltre quindici anni con lo scopo di mostrare e condividere una corrente artistica che si sta diffondendo in tutto il Mondo: da qui nasce l&#8217;idea di attivare delle passeggiate turistiche  nel centro storico e in zone periferiche che mostrino le diverse realtà pittoriche presenti sui muri partenopei</em>&#8220;.</p>
<p>Le opere principali da vedere per le strade della città sono la <em>Madonna</em> di <strong>Banksy</strong> (unico lavoro del writer in Italia) in piazza Gerolomini e i lavori di <strong>Francisco Bosoletti</strong>, artista argentino. Ma da segnalare c&#8217;è anche il bellissimo <em>Pasolini </em>di <strong>Ernest Pignon-Ernest</strong>.</p>
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		<title>Banksy ha origini napoletane?</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2016/09/03/banksy-origini-napoletane/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Januaria Piromallo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Sep 2016 19:22:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[banksy]]></category>
		<category><![CDATA[massive attack]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È uno degli artisti più apprezzati al mondo, le sue opere non le troverete appese nelle cornici dei musei: è Banksy, l&#8217;irriverente writer che ha fatto dei graffiti una vera e propria arte ironica, sottile e affascinante. Da anni in tutto il mondo si chiedono chi sia ed oggi arriva una curiosa teoria che spinge [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È uno degli artisti più apprezzati al mondo, le sue opere non le troverete appese nelle cornici dei musei: è <strong>Banksy</strong>, l&#8217;irriverente writer che ha fatto dei graffiti una vera e propria arte ironica, sottile e affascinante. Da anni in tutto il mondo si chiedono chi sia ed oggi arriva una curiosa teoria che spinge a credere che sia una famosa celebrità di origini napoletane&#8230;</p>
<p>Parliamo di Robert Del Naja, membro della band <strong>Massive Attack</strong>. Il gruppo è originario di Bristol, in Inghilterra, ma Del Naja viene da una famiglia napoletana &#8211; che sembra avergli trasmesso tutta la fede e l&#8217;amore per la maglia azzurra. Pare infatti che durante l&#8217;ultimo concerto a Napoli lo scorso luglio abbia voluto lanciare una &#8220;zeppata&#8221; ad Higuain in trasferimento alla Juventus.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Massive Attack - Teardrop (Official Video)" width="640" height="480" src="https://www.youtube.com/embed/u7K72X4eo_s?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<h2>Perché Banksy ha scelto proprio Napoli?</h2>
<p>Le ragioni che hanno spinto un giornalista inglese a credere che ci sia lui dietro la  misteriosa identità di Banksy sono le seguenti: innanzitutto, la provenienza da <strong>Bristol</strong>, dato che tra le poche informazioni sul writer si sa che ha cominciato proprio dalla cittadina inglese a disegnare opere sui muri. Inoltre, è capitato spesso che i graffiti dell&#8217;artista comparivano proprio in concomitanza con i luoghi e le date dei concerti dei Massive Attack.</p>
<p>Infine hanno preso in considerazione proprio la fede calcistica del musicista di Bristol: perché, tra tutte le città, Banksy ha scelto proprio Napoli per la sua unica opera italiana? L&#8217;ipotesi piace moltissimo ai fan della band, si attendono eventuali prove a carico della teoria. Nel frattempo, riguardiamo la bellissima opera presente in <strong>Piazza Gerolomini</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-21868" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/banksy-ha-origini-napoletane.png" alt="banksy" width="650" height="582" /></p>
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		<item>
		<title>Street art Napoli: distrutto stencil di Pasolini a Santa Chiara</title>
		<link>https://www.vocedinapoli.it/2016/04/15/street-art-napoli-stencil-pasolini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabiana Coppola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 07:28:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un anno fa il maestro Ernest Pignon-Ernes inaugurò una grande opera di street art Napoli nei pressi del monastero di Santa Chiara. Uno stencil raffigurante Pier Paolo Pasolini che &#8220;guarda&#8221; lo spettatore reggendo tra le braccia il suo stesso cadavere. Un&#8217;opera straordinaria che, come capita spesso, è stata recentemente distrutta. Qualche giorno fa lo stencil [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un anno fa il maestro Ernest Pignon-Ernes inaugurò una grande opera di <strong>street art Napoli</strong> nei pressi del monastero di Santa Chiara. Uno stencil raffigurante <strong>Pier Paolo Pasolini</strong> che &#8220;guarda&#8221; lo spettatore reggendo tra le braccia il suo stesso cadavere. Un&#8217;opera straordinaria che, come capita spesso, è stata recentemente distrutta. Qualche giorno fa lo stencil è stato trovato completamente stracciato. Non sono rimasti che alcuni brandelli per terra e sul muro.</p>
<p>Su via Benedetto Croce, dov&#8217;era posta l&#8217;opera di street art Napoli di Pasolini, il regista scrittore e intellettuale italiano ci aveva girato, nel 1971, alcune scene del suo film ispirato alle novelle di Boccaccio, <em>Il Decameron</em>. Una rappresentazione artistica che è durata troppo poco. La street art soffre di questo disagio. Può essere eliminata da un momento all&#8217;altro ad opera di balordi o di chiunque si senta in grado di sostituirsi ad un artista con un altra opera. Capitò qualche anno fa a Banksy che proprio in via Benedetto Croce aveva posto la sua prima opera di street art Napoli che fu poi distrutta qualche settimana dopo da un altro artista di strada che ci pose sopra una sua rappresentazione.</p>
<p>Recentemente è stato trasmesso in tutti i cinema italiani <a href="https://www.vocedinapoli.it/2016/03/17/la-macchinazione-ranieri-pasolini/">un film su Pier Paolo Pasolini</a>, <em>La macchinazione</em>, interpretato dal nostro cantante e attore Massimo Ranieri. Sono inoltre celebri le parole che il maestro dedicò alla nostra splendida città: &#8220;<em>Napoli è una tribù che ha deciso di non arrendersi alla cosiddetta modernità, e questo suo rifiuto è sacrosanto</em>&#8220;. Un&#8217;opera quella dell&#8217;artsta Ernest Pignon-Ernes che forse meritava un po&#8217; più di rispetto e attenzione e che secondo noi avrebbe dovuto rimanere li per un bel po&#8217; di tempo.</p>
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