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	<title>alessandro fusco Archivi - Voce di Napoli</title>
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	<description>&#200; il giornale on line della citt&#224; partenopea: informazione a 360&#176;, cronaca che copre tutti i quartieri della citt&#224;; tradizione, leggende ed eventi.</description>
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	<title>alessandro fusco Archivi - Voce di Napoli</title>
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		<title>Titolare nella nazionale Under 20 e vittoria a Murrayfield: intervista ad Alessandro Fusco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2019 23:21:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Napoli, Villaggio del Rugby, Club House Amatori Napoli Rugby &#8211; Seduti attorno al caminetto virtuale della Club House dell’Amatori Napoli Rugby facciamo quattro chiacchiere con il passato, presente e futuro del rugby napoletano; tre giocatori di altrettante generazioni: Raffaele D’Orazio, protagonista della gloriosa stagione della Partenope quando Napoli era ai vertici in Italia ed oggi Presidente chioccia [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Napoli</strong>, <em>Villaggio del Rugby</em>, <strong>Club House Amatori Napoli Rugby </strong>&#8211; Seduti attorno al caminetto virtuale della Club House dell’Amatori Napoli Rugby facciamo quattro chiacchiere con il passato, presente e futuro del rugby napoletano; tre giocatori di altrettante generazioni: <strong>Raffaele D’Orazio</strong>, protagonista della gloriosa stagione della <strong>Partenope</strong> quando Napoli era ai vertici in Italia ed oggi Presidente chioccia della grande famiglia dell’Amatori, <strong>Lorenzo Fusco</strong>, che qualche anno più tardi ha calcato anche lui i campi di quella <strong>Serie A</strong> che oggi insegue alla guida della prima squadra, e <strong>Alessandro Fusco</strong>, al suo secondo anno nell’<strong>Accademia Nazionale</strong> “<em>Ivan Francescato</em>”.</p>
<p>L’occasione è data dalla fresca convocazione di Alessandro nel <strong>XV titolare</strong> che rappresenterà i colori azzurri contro la <strong>Scozia</strong> nel <strong>Sei Nazioni Under 20</strong>.</p>
<p>A dire il vero la presenza di Alessandro nell’entourage delle Nazionali di categoria è ormai una costante, sin dalla rappresentativa <strong>Under 17</strong>, ma l’emozione per noi è sempre grande.</p>
<p><strong>Iniziamo dal più giovane dei tre: Alessandro Fusco &#8211;</strong></p>
<p><strong>Alessandro, da Napoli noi ti seguiamo emozionati con orgoglio e fieri. Vorremmo chiederti molte cose, sia dal punto di vista tecnico che da quello personale ed emotivo, proviamo a “sparare” qualche domanda: cosa ha rappresentato la tua formazione a Napoli con l’Amatori Napoli Rugby e in Campania all&#8217;accademia di Benevento? Cosa conservi degli anni trascorsi con noi e con i tuoi compagni?</strong></p>
<p><em>Il lavoro fatto a Napoli è quello che mi ha permesso la crescita maggiore. Anche quando ero all’accademia di Benevento, il lavoro che svolgevo era sì nell’ottica della mia crescita, ma crescita che poi cercavo di portare all’interno del club. Conservo tantissimi bei ricordi, il più bello dei quali, la vittoria contro la Capitolina under 18, all’ultimo minuto a Roma. Conservo il bellissimo rapporto che ho con i miei compagni, che perdura tutt’ora. Alcuni di loro giocano in serie B, altri in under 18 e altri ancora hanno smesso, ma con ciascuno è restato il legame.</em></p>
<p><strong>Cos’è per te il rugby e come ha inciso nella tua crescita?</strong></p>
<p><em>Non so se il rugby mi ha cambiato, è difficile rispondere a questa domanda. Ho sempre giocato a rugby, quindi non saprei come sarei stato se non avessi giocato. So per certo invece che nei momenti difficili il rugby mi ha sempre aiutato, in campo come nella vita.</em></p>
<p><strong>Come vivi la convocazione in Nazionale?</strong></p>
<p><em>La Nazionale è certamente un punto di arrivo, ma anche e soprattutto di partenza. E’ senza dubbio il coronamento di un sogno, ma ho altre grandi ambizioni, altri grandi sogni. Vedremo se, lavorando ancora, riuscirò a raggiungerne qualcuno. E se lavorerò duro, so che in ogni caso non avrò rimpianti, come non ne ho avuti sin ora. È necessario non averne soprattutto a quest’età.</em></p>
<p><strong>Da atleta che ha percorso tutto tutte le tappe formative, guardando indietro cosa faresti in maniera diversa? E guardando avanti, come vedi il futuro del movimento del Sud e di quello campano in particolare?</strong></p>
<p><em>Dei miei vent’anni da sportivo cambierei la parte che riguarda lo sviluppo delle abilità che servono per eccellere. Ed è una cosa che a noi a Napoli e un po’ in tutto il movimento del centro sud (parlo ovviamente in maniera soggettiva), forse, manca. Aumenterei il livello degli allenamenti e propenderei per una visione al raggiungimento degli obiettivi e voglia di indossare i colori azzurri.</em></p>
<p><strong>Lorenzo Fusco &#8211;</strong></p>
<p><strong>Lorenzo, sei il nostro riferimento anche il nostro incubo in campo, sempre pronto a vivere le tue emozioni fino in fondo. Parlando di Alessandro è evidente lo sforzo che fai per contenerti (al posto tuo non riuscirei). Quali traguardi pensi possa raggiungere tuo figlio con l’impegno ed il sacrificio? E tu, da genitore, come vivi la sua crescita? In questo momento, oltre che come giocatore e tecnico, ti vediamo soprattutto come papà di un Azzurrino.</strong></p>
<p><em>Mi metti in difficoltà, ma cercherò di risponderti. Mia madre è stata per me un grande esempio, sempre pronta a regalarmi un sorriso, quando ero in difficoltà, ma quando si trattava di raccogliere gli applausi sempre in disparte per lasciare la gloria agli altri. Io penso di avere preso molto dal suo carattere e come lei credo nel lavoro. Alessandro è all&#8217;inizio di una storia dove sta raccogliendo grandi soddisfazioni e spero che la vita ed il rugby gli sorridano sempre, ed io sarò sempre pronto a regalargli un sorriso nei momenti di difficoltà. Per quanto mi riguarda non sono in cerca di gloria ma il mio sogno è quello di contribuire, insieme a tutti voi, a portare l&#8217;Amatori Napoli nell&#8217;élite del rugby italiano e a creare una società che sopravviva ai nomi ed agli uomini. Difficile forse, ma se ci crediamo e ci lavoriamo ci riusciremo. Spero che Alex sia un esempio positivo per altri ragazzi dell&#8217;Amatori. Del resto sognare che costa ???</em></p>
<p><strong>Raffaele D&#8217;Orazio &#8211;</strong></p>
<p><strong>Raffaele, sacrificio, impegno, passione; tanti sogni, alcuni già realizzati, e con Alessandro in campo con la nazionale possiamo dire che noi all’amatori formiamo campioni e piccoli uomini, Avevi già previsto il successo di Fusco? Già da i suoi primi passi in campo?</strong></p>
<p><em>Ricordo Lorenzo e Alessandro da bambini sul campo da rugby. Li ho visti crescere entrambi, padre e figlio, ovviamente in epoche completamente diverse l’una dall’altra. Vedere oggi Ale Nazionale under 20 mi riempie il cuore e non posso che emozionarmi e gioire per il risultato raggiunto. Ringrazio di cuore padre e figlio per l&#8217;impegno e i sacrifici profusi per il raggiungimento di questo importante risultato, risultato che vedo come punto di partenza e non come punto di arrivo. Alessandro è un grande atleta e campione, che ha dato e che darà lustro alla nostra società, al rugby napoletano e campano; ovviamente darà grandi soddisfazioni anche al papà.</em></p>
<p>All the best, Alessandro!</p>
<figure id="attachment_147628" aria-describedby="caption-attachment-147628" style="width: 650px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-new-custom-size wp-image-147628 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-02-02-alle-01.24.34.png" alt="Titolare in nazionale e vittoria in trasferta, è Alessandro Fusco: giovane talento napoletano" width="650" height="374" /><figcaption id="caption-attachment-147628" class="wp-caption-text">Alessandro Fusco con il padre Lorenzo</figcaption></figure>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-new-custom-size wp-image-147627 responsive" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/Schermata-2019-02-02-alle-01.25.05.png" alt="Titolare in nazionale e vittoria in trasferta, è Alessandro Fusco: giovane talento napoletano" width="650" height="425" /></p>
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		<title>Rugby, Emilio Fusco chiamato in Nazionale, prosegue la tradizione di famiglia</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2017 15:46:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Me lo ricordo, circa dodici anni fa, sul campo dello stadio militare Albricci tra il corso Malta e piazza Nazionale; Emilio Fusco avrà avuto 5 o 6 anni e il padre Alessandro lo allenava giocandoci, quando aveva finito di &#8220;massacrare&#8221; i più grandi che nel frattempo preparavano le partite del campionato nazionale &#8220;Elite&#8221; di rugby. Alessandro Fusco preparava quel [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Me lo ricordo, circa dodici anni fa, sul campo dello stadio militare Albricci tra il corso Malta e piazza Nazionale; <strong>Emilio Fusco</strong> avrà avuto 5 o 6 anni e il padre Alessandro lo allenava giocandoci, quando aveva finito di &#8220;<em>massacrare</em>&#8221; i più grandi che nel frattempo preparavano le partite del campionato nazionale &#8220;<em>Elite</em>&#8221; di rugby. <strong>Alessandro Fusco </strong>preparava quel bambino già a quell&#8217;età ad essere un atleta professionista, ad amare e tenere ben stretta la palla ovale e soprattutto a rialzarsi sempre e comunque quando finiva a terra per un contrasto o un placcaggio.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-47813 size-medium" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/rugby-emilio-fusco-chiamato-in-nazionale-prosegue-la-tradizione-di-famiglia-260x300.png" alt="Rugby, continua la tradizione napoletana: un altro Fusco va in nazionale" width="260" height="300" />Gli allenamenti dei fratelli Fusco sono da vedere e studiare. Per niente semplici da sostenere: ordine, disciplina, determinazione e agonismo. Erano questi i principi che gli <em>enfant prodige</em> del rugby napoletano trasmettevano ai loro ragazzi. Allenamenti spesso &#8220;<em>militari</em>&#8220;, conditi da &#8220;<em>cazziate</em>&#8221; a non finire e a volte anche &#8220;<em>paccheroni</em>&#8220;, perché molte cose nella zucca dei giovani entrano difficilmente. Ma nessuno è riuscito a trattenere le lacrime quando Alessandro (&#8220;<em>Cioci</em>&#8221; per gli allievi e compagni) e Gigetto lasciarono la <strong>Partenope</strong> perché capirono che la società non aveva un progetto di crescita serio per i suoi ragazzi.</p>
<p>Così Emilio è cresciuto e come molti a 15 anni ha lasciato <strong>Napoli</strong> per trovare maggior fortuna. E&#8217; andato a Roma nel club <strong>Lazio &amp; Primavera</strong> dove ha avuto la sua grande occasione. Il giovane talento napoletano è stato selezionato per uno stage presso la prestigiosa società dei <strong>Leicster Tigers</strong>, una delle squadre più importanti di rugby del pianeta che milita nella <strong>Guinnes Premiership</strong> inglese. Dopo questa preziosa esperienza, Emilio è stato ingaggiato dallo <strong>Stade Aurillacois</strong>, selezione della Pro D2 il secondo campionato professionistico francese.</p>
<p>Poi è arrivata la splendida notizia, quella che tutti gli sportivi sognano: <strong>Emilio Fusco</strong> è stato convocato nella <strong>nazionale italiana Under 20</strong> ed esordirà in questo <strong>Sei</strong> <strong>Nazioni</strong>, la competizione storicamente più bella per gli appassionati della palla ovale. &#8220;<em>Sono emozionato. Sento la responsabilità, ma non la pressione: voglio onorare la maglia azzurra che hanno indossato mio nonno e mio padre e non togliermela più</em>&#8220;. Queste le dichiarazioni di Emilio quando ha saputo della convocazione. Il giovane mediano avrà l&#8217;onore di essere allenato nientemeno che da <strong>Alessandro Troncon</strong>, numero 9 azzurro che ha segnato un&#8217;epoca con la nazionale italiana, capitano che ha formato con un certo <strong>Diego Dominguez</strong> una delle coppie di mediana più forti al mondo.</p>
<p>&#8220;<em>Perché è andato via? Semplice, a Napoli ci hanno chiuso più d&#8217;una porta in faccia</em>&#8220;, ricorda papà Alessandro. Emilio potrebbe sentire la pressione di un cognome &#8220;<em>pesante</em>&#8220;? &#8220;<em>Chissà, di certo tutti i giorni eravamo per strada alle 5 di mattina per gli allenamenti. Lasciare la famiglia a 15 anni non è semplice, ma la sofferenza l&#8217;ha reso più forte di testa, oggi mi sembra un uomo di trent&#8217;anni</em>&#8220;, continua il padre.</p>
<figure id="attachment_47814" aria-describedby="caption-attachment-47814" style="width: 695px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-47814" src="https://vocedinapoli.it/wp-content/uploads/2022/07/rugby-emilio-fusco-chiamato-in-nazionale-prosegue-la-tradizione-di-famiglia-2.jpg" alt="Elio_FuscoRugby, continua la tradizione napoletana: un altro Fusco va in nazionale" width="695" height="587" /><figcaption id="caption-attachment-47814" class="wp-caption-text">Elio Fusco</figcaption></figure>
<p><strong>BUON SANGUE NON MENTE &#8211; </strong>&#8220;<em>Tutta la mia famiglia ci ha messo l&#8217;anima per arrivare sin qui, questo risultato ce lo meritiamo. Mio nonno? Mi dicono tutti che era un mago, un funambolo, lo immagino come un mito. Cerco di portare il suo nome più in alto possibile</em>&#8220;, per questo quando si dice &#8220;<em>Fusco</em>&#8221; nel mondo del rugby italiano e napoletano, bisogna essere consapevoli di cosa significhi portare questo cognome. Emilio è la terza generazione. L&#8217;avventura è iniziata con nonno <strong>Elio</strong>, scomparso nel 2009, uno dei mediani di mischia più forti, uno di quelli che è stato un modello per chi ha giocato in questo ruolo. Elio è stato uno dei primi a intendere il &#8220;<em>numero 9</em>&#8220;, in maniera moderna e dinamica. <strong>Elio Fusco</strong> ha vinto due campionati italiani con la <strong>Partenope</strong> (stagioni 1964-1965, 1965-1966), e collezionato 11 presenze con l&#8217;<strong>Italia</strong>.</p>
<p>Poi i tre figli, Alessandro, Gigetto e Annibale (&#8220;<em>Chicco</em>&#8220;), con il primo che ha vinto uno scudetto con la <strong>Benetton Treviso</strong> nella stagione 1982-1983 collezionando 5 <em>caps</em> con la nazionale e il terzo che da giocatore ha fatto parte delle nazionali Seven e A. Inoltre, Chicco ha militato in Serie A per tanti anni ed è stato uno dei primi italiani ad andare a giocare in Sud Africa (nel &#8217;95/&#8217;96).</p>
 Il primo da sinistra è Giggetto Fusco, il quarto e il quinto sono Annibale (&#8220;Chicco&#8221;) e Alessandro (&#8220;Cioci&#8221;)
<p><strong>SOGNO E REALTÀ &#8211; </strong>Insomma una tradizione e un DNA che hanno formato il giovane Emilio che è cresciuto a &#8220;<em>pane e rugby</em>&#8221; e che speriamo (e soprattutto crediamo) possa dare e trarre il massimo da questa sua nuova esperienza. I sacrifici e l&#8217;impegno pagano, Emilio sta raccogliendo ciò che lui e la sua famiglia hanno seminato. Un po&#8217; di <strong>Napoli</strong> al Sei Nazioni, anche se quello dei giovani, non guasta e ci auguriamo di vederne sempre più in futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.vocedinapoli.it/2017/02/03/rugby-emilio-fusco-chiamato-in-nazionale-prosegue-la-tradizione-di-famiglia/">Rugby, Emilio Fusco chiamato in Nazionale, prosegue la tradizione di famiglia</a> proviene da <a href="https://www.vocedinapoli.it">Voce di Napoli</a>.</p>
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